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Posts Tagged ‘Erotismo’

Un brivido nell’arte: Janita Diavolo

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by Cris Iracunda

“L’arte non è mai casta, si dovrebbe tenere lontana da tutti i candidi ignoranti. Non dovrebbero mai lasciare che gente impreparata vi si avvicini. Si, l’arte è pericolosa ma, se è casta non è arte” (Pablo Picasso).  Passione, seduzione, intrighi e provocazione… Un mix perfetto di euforia che coinvolge in ognuno di noi, ogni singolo senso, percezione e sensazione. Il brivido perfetto, l’attimo vincente, che ci rende schiavi di ogni singolo desiderio. “LA PERDIZIONE”, questo è il nome della galleria d’arte, dove senso e mistero si fondono allo stesso tempo. Una grande varietà di soggetti: sesso, sadomaso, vampirismo, uomini e donne, che si fondono in una briosa danza dei loro corpi.  La nostra artista, Janita Diavolo, nata qui su Second Life il 6 ottobre 2008, presente anche su facebook, ci accompagnerà in questo nostro breve viaggio ai confini de:

 “La perdizione” (http://maps.secondlife.com/secondlife/Pyong%20Ya/210/22/77).

 Cris Iracunda: Janita da quanto tempo esiste la galleria?

Janita Diavolo: è stata fondata nel 2008

Cris Iracunda: coma mai hai scelto di raffigurare questi soggetti?

Janita Diavolo: ho sempre fatto questo, ho iniziato tutto solo dal sadomaso per poi arrivare anche al resto, ossia omosessuali, vampiri e nudi. In Second Life, se vuoi guadagnare soldi, ti devi buttare sul sesso. Le parole dell’artista non hanno tutti i torti, siamo in un mondo dove tutto è concesso se tu sei il primo ha concederti.

Cris Iracunda: Janita, ti ispiri a qualche corrente artistica, ad un artista che segui o ne sei appassionata?

Janita Diavolo: sono ispirata solo da ciò che mi attrae. Immortalo quello che mi colpisce maggiormente seguendo solo il mio gusto. La vera essenza dell’arte è la bellezza unita alla sensualità del nudo, spesso confusa con la volgarità. La nudità è sempre istigatrice e sorprendente.

 Per quanto l’artista sia nella pittura, nella scultura, nel cinema o nella fotografia, incontra nel corpo nudo un profondo legame con la purezza dell’essere. E’ la sensualità che stimola la creatività in tutti i sensi. E’ la sensualità che evoca l’amore, la passione e la creazione dell’uomo. Dall’arte preistorica ad oggi, nell’etnografia, pittura, scultura e nelle altre arti gli artisti hanno interpretato il nudo come paradigma della bellezza, erotismo, studio accurato di forme linee ed ombre. Il corpo nudo è l’eccellenza celestiale, chi di noi non è mai stato attratto dalla sensualità della nudità del sesso opposto o dello stesso. Chi di noi non ha mai provato piacere nell’osservare la nuda schiena di una donna, o i pettorali possenti di un uomo.

Janita Diavolo ha voluto unire nella sua arte la passione e l’intrigo della sinuosità del corpo, accattivando l’osservatore con contrasti di luci e ombre, con effetti visivi unici, segnando con forza emotiva in ogni sua foto la sua firma indelebile.  Inconsciamente in ognuno di noi è presente una vena di erotismo, percezione dei sensi che, anche se nascosta, prima o poi uscirà fuori urlando la sua affermazione, e potrà farlo attraverso vari mezzi in suo potere e, nel caso della nostra Janita, utilizzando l’arte immortalando in quegli scatti scene di forte phatos erotico, e non solo.

Il nudo è adrenalinico come lo è la luna per un lupo, in una notte di luna piena è più forte di lui resistere al suono e alla bellezza della luna, lo ipnotizza e intriga rendendolo schiavo in un unico e profondo ululato. E voi cari lettori riuscite a resistere al richiamo della luna?

A voi l’ardua sentenza.

La vostra amata CRIS IRACUNDA

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I “bassifondi” di Second Life

by AquilaDellaNotte Kondor

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L’idea fondante di questo Magazine è stata, e lo è ancora, quella di mettere in risalto le migliori realizzazioni che vengono prodotte in questo mondo virtuale, prototipo di mondi futuri, rappresentato da Second Life. Noi tutti della redazione raccontiamo quotidianamente di eventi importanti, personaggi che si distinguono per le loro attività, progetti, manifestazioni musicali, culturali e artistiche, scriviamo e approfondiamo aspetti sociologici del mondo virtuale, tematiche economiche o di business, e così via. Abbiamo l’ambizione di raccontare il meglio di quanto è oggi disponibile, e viene realizzato, in Second Life. Parliamo, come i nostri lettori sanno, anche di altri Mondi Virtuali, ma qui il discorso è del tutto analogo.

Tuttavia, siamo consapevoli che questo mondo che andiamo descrivendo ogni giorno è solo la punta di un iceberg. La realtà che raccontiamo riguarda una parte minoritaria della popolazione dei residenti di Second Life. La “maggioranza silenziosa” è invece composta da una moltitudine di avatar, più o meno anonimi, che frequentano un mondo variegato, fatto di discoteche, land note per chiacchiere di bassissimo livello, club più o meno equivoci, spiagge pseudo nudiste, bordelli veri e propri. Intendiamoci, non è che tali posti non vengano frequentati dalla “elite” intellettuale di Second Life, direttamente o con alter, ma la moltitudine che voglio descrivere vive unicamente in questo mondo. E’ un mondo chiuso, a se stante, con nessuna connessione col gli ambienti che noi descriviamo di solito.

Questa gente frequenta esclusivamente, e per sempre, “i bassifondi” di Second Life.

Ho passato gli ultimi due mesi a esplorare questo mondo, in silenzio, modestamente, senza rompere le balle a nessuno (anche se mi è capitata l’avventura di essere “bannato”, esperienza per me unica in quattro anni di Second Life, da un owner dalle oscure intenzioni). Ho conosciuto gente, passato delle serate in “disco”, visitato land ambigue di vario genere e ascoltato quello di cui la gente discute e su cui si appassiona in questi posti.  Ho ritrovato vecchi amici, conosciuti all’inizio della mia permanenza in Second Life, e scoperto persone anche di grande spessore, ma che preferiscono questi ambienti, alla “noia mortale” degli ambienti artistici ed intellettuali.

Ho notato che qui il filo conduttore di tutti i discorsi, e i comportamenti, ruota attorno al sesso e ai rapporti interpersonali. Nessuna sorpresa, mi direte voi, solita storia, si ma in questi ambienti il tema è esclusivo, non mediato da altre manifestazioni o interessi. E attorno a queste tematiche, si sviluppa la vita sociale, le “serate” e i rapporti. La tipologia umana è di tutti i generi: lesbo, bisex, etero, trans, e gli intrecci sono praticamente infiniti. Gli argomenti chiave sono i seguenti: fedeltà e gelosia, il mondo degli alter, il legame con l’owner, l’attenzione alla “serata”.  Vediamoli uno per uno.

Il tema della fedeltà e della gelosia è stato molte volte trattato e discusso, è un topic del mondo virtuale. Ebbene è un argomento di pura illusione. Ogni amante si scambia promesse di fedeltà eterna, ma la probabilità che tali promesse vengano mantenute è praticamente irrisoria. Il mondo stesso di Second Life è un mondo di libertà, di sperimentazione, di scoperta. Promettere fedeltà è un modo per darsi sicurezza, in un mondo che per sua natura è insicuro. Esistono ovviamente delle eccezioni, rare, quando il rapporto tra due persone travalica il mondo virtuale e, in un modo o nell’altro, diventa legame “reale” forte. Ma qui siamo nel quotidiano mondo della RL. La gelosia è ovviamente un sentimento stabilmente radicato, inevitabile, visto quanto abbiamo fin qui affermato.

Il mondo degli alter è un capitolo affascinante, meriterebbe un trattato intero. Le cose da dire, e le casistiche che si presentano, sono praticamente infinite. Però, in sintesi, possiamo dire che il 90% dei residenti di Second Life ha degli alter (avatar alternativi), e che le motivazioni sono essenzialmente di due tipi: la prima è di avere libertà di movimento per lavorare, esplorare, e avere contatti non ufficiali, senza mostrare in giro il proprio avatar originale, perché magari è molto noto e riconoscibile; la seconda motivazione, di gran lunga prevalente, credo intorno all’80%, è quella di farsi gli affari propri all’insaputa del proprio partner, amante, o amico. Ho conosciuto persone con una dozzina di alt, e gente che usa abitualmente (quindi non in modo sporadico) quattro o cinque avatar. Tale tema è strettamente legato al precedente. Se il vostro partner vi giura fedeltà eterna, state certi che ha altri avatar con cui fare i propri affari, a vostra insaputa. Con le rare eccezioni del caso, ovviamente, come abbiamo già detto. E’ praticamente impossibile tener dietro agli alter di una persona, anche se esistono modi per individuarli nei casi più semplici, di ingenuità nella gestione o di tracce evidenti lasciate in giro. E qui, come abbiamo avuto modo di raccontare in un precedente articolo, le “agenzie” investigative in world sviluppano la propria attività e i loro affari. Del resto, non c’è alcun modo in SL di verificare cosa faccia una persona che non vuole farsi rintracciare, al massimo potete sapere quand’è on line anche se non è tra i friend, ma non dove sia e cosa faccia, se non avete la visibilità in mappa. Non c’è scampo, rassegnatevi.

L’intreccio dei rapporti e delle diverse relazioni, i legami, i tradimenti, le rotture, ha come scenario la “serata”, passata in disco o in una land abituale, durante la quale l’intreccio degli IM, coperti da banalità in chat locale, è frenetico. Gli approcci, per lo più a carattere sessuale, sono la norma. E il “dopo serata” è ovviamente facile da immaginare, con scenari esotici, in riservate Skybox a grande altezza, giusto per mantenere un minimo di privacy.

La figura dell’owner è ancora più centrale in questi ambienti. Vero signore/a e padrone/a della land. Fa il bello e il cattivo tempo, costruisce harem, banna chi gli pare, è omaggiato ed idolatrato da masse di frequentatori e di aspiranti manager. Il suo totem è il “traffico”, e non bada ai mezzi che impiega per ottenerlo: sploder, pali per la lap dance, attraenti manager o PR, perfino escort, più o meno camuffate. Lo squallore di alcuni personaggi, che ho conosciuto nel mio girovagare di questi due mesi, è indescrivibile. Non voglio andare oltre, non è mio costume citare casi precisi, ma vi assicuro che al peggio non c’è mai limite, come suol dirsi.

Che cosa ho ricavato da questa mia esplorazione dei “bassifondi” di Second Life?  A parte le personali esperienze e conoscenze, alcune delle quali manterrò di sicuro, ho ricavato un grande insegnamento, per noi “intellettuali” di Second Life: non siamo capaci di comunicare con questo mondo. Questa moltitudine passa il proprio tempo senza neanche sapere che ci sono alternative, possibilità di esperienze diverse, un intero mondo di realizzazioni e di eventi di grande interesse. Intendiamoci, una gran parte di queste persone non ha alcun interesse ad altro che a sentire musica, o a pomiciare in disco, ma ce n’è sicuramente una parte, e ne ho conosciuti tanti, che semplicemente non conoscono altro, per loro Second Life è quell’ambiente lì. E’ quindi necessario andare in questi posti, miscelare i due mondi, diffondere informazioni e “mescolarsi” in qualche modo a questa popolazione. Se solo riuscissimo a coinvolgere, nelle iniziative migliori di Second Life, una percentuale di questo mondo, forse faremmo un passo avanti, sia in termini di qualità complessiva, che del numero di visitatori del nostro mondo virtuale. Questo Magazine sarà schierato, d’ora in avanti, anche su questo fronte, con l’ambizione di dare un proprio contributo, come sempre cerchiamo di fare in molte altre occasioni.

Gli estremi di Second Life

by Eva Auer

Aquila è un vecchio amico (virtuale) … in Second Life. Si parlava di Second Life (può apparire ovvio) e mi fa: “parlami dei suoi estremi…”. La sua richiesta non mi sembra poi così strana, infatti, ci penso un attimo e faccio, si, parliamone pure…  Per prima cosa vediamo un po’, cosa sono gli estremi di Second Life? Naturalmente, Aquila, la predo larga, com’è mio solito … Per iniziare, ti propongo una poesia di Sylvia Plaths. Non sono il mio forte ma, ogni tanto, una ci sta bene, quindi citiamo pure “To Eva Descending the Stair” (http://www.writework.com/essay/analysis-sylvia-plath-s-poem-eva-descending-upon-stair):

Clocks cry: stillness is a lie, my dear;

The wheels revolve, the universe keeps running.

(Proud you halt upon the spiral stair.)

Gridano gli orologi: quiete è menzogna, mia cara;

volgono le ruote, l’universo procede indisturbato.

(fiera ti arresti sulla scala a spirale.)

Ci fermiamo qui.  Tanto per iniziare, osservo questi versi trasgrediscono quella “regola” che serpeggia in Second Life e ovunque: una donna parla per le donne, e un uomo parla degli uomini. Siamo molto attenti alle questioni di “competenza” noi. Ci sembrano quindi un po’ sciocche, le persone, uomini o donne che siano, che pretendono di parlare dell’umanità. Infatti, la Eva della poesia, può rappresentare chiunque, insomma l’umanità, ma dal punto di vista odierno ciò si tratta di roba d’altri tempi. Inoltre, la Plath è considerata femminista. Ma se il femminismo è da un lato superato, forse il suo affermare che il mind-game di coppia è deleterio lo sarebbe un pò meno… ma noi abbiamo fretta, è superata e basta.

Propongo due domande. Una è se ciò cui siamo giunti rende felici, e, la seconda, se non siamo né felici, né migliori, la relativa insoddisfazione come la possiamo esprimere? Sinceramente, credo non possa verificarsi tramite forme d’arte come quella della Plath, visto che esistono, oggi, modalità espressive completamente nuove.   Resta però un fatto: esprimere, non è parlar chiaro. E’ dire “gridano gli orologi: quiete è menzogna, mia cara”. E questo è, per certi versi, Second Life estrema.   Ma cos’è Second Life?

Saltiamo le spiegazioni di carattere tecnico… Second Life intanto non è tramite di un messaggio personalizzato, cioè non si rivolge a un pubblico come ci si può rivolgere con un annuncio del tipo, “36 enne, single, cerca amici per organizzare viaggio in camper attraverso il Vietnam”, magari corredato da foto. Questo tipo di approccio è ancora fattibile in Facebook, strumento considerato il più dignitoso in assoluto (anche perché nato in una delle università più prestigiose del pianeta). Ma tutto questo non è possibile in Second Life, che è pura finzione. Pertanto, Second Life è arte.  Ma nei Virtual Worlds accade un qualcosa di tipico, che si verifica quando i propri fini sono più tra le righe, che espressi palesemente. Ciò implica tutta una serie di dialoghi “sull’identità” che trovano un ottimo e, per certi versi, illuminante, esempio nei dialoghi del film “Inglorious Bastards” di Tarantino.  Dove esiste una permeazione di tradizione, si temono fini occulti che, spesso e volentieri, ruotano attorno a motivi di libido. La libido è oltre la soglia di quel castello che chiamiamo “romance” e che, virtualmente, esiste perché la nostra fantasia spesso è erotica. Il fatto di restare interdetti lungo il discendere, o salire, un ideale scala a chiocciola, ha una sua carica erotica.  Ecco, la Second Life estrema è una creazione artistica, forse differente da quella che dichiaratamente lo è. E’ fatta di situazioni che i giocatori accettano per convenzione e che affrontano situazioni da scala a chiocciola, con il suo eros, la sua suspence.  Per fare questo, le personalità in gioco devono rimanere virtuali, perché solo in tale caso si può dare il massimo: la percezione di se stessi, contestualizzata, è condizionante. Nel senso che è un ostacolo, all’espressione.  Il tutto ha un interessante parallelismo con il finale di Eyes Wide Shut: “… ringraziando di averci fatto uscire… senza condanna… da tutte le nostre… avventure… sia da quelle vere… che da quelle solo sognate.”  http://www.youtube.com/watch?v=OxznxyufohI  Insomma, l’estremo è nel classico.

Biblioteca segreta: le parole dell’erotismo

Serata all’insegna dell’erotismo quella del 28 ottobre scorso all’isola Imparafacile. Nata da un’idea di Helenita Arriaga, “BIBLIOTECA SEGRETA: LE PAROLE DELL’EROTISMO” si presentava come una serata difficile, in cui mescolare ingredienti diversi: letteratura, cinema e musica, secondo un format ormai collaudato negli eventi culturali della land. L’approccio poteva rivelarsi rischioso: l’argomento è quanto di più ‘scivoloso’ possa immaginarsi, quindi ogni scelta è stata più volte pensata e discussa, proprio per evitare cadute di stile.

Il punto di partenza è stato un volume curato da Giovanni Casalegno per Einaudi, “Nella tua carne”, uscito nel 2009: si tratta di un’antologia di racconti erotici (il curatore li chiama “gioielli indiscreti”), alcuni dei quali scritti da autori noti, o notissimi, per altro genere di scrittura (ad esempio D’Annunzio, Maupassant, Balzac), altri scritti da autori dichiaratamente dediti a scrittura di genere (De Sade o Sacher-Masoch). Dove per genere è anche difficile intendersi, dato il confine labilissimo tra letteratura erotica e pornografia. C’è chi pensa che la differenza stia nella presenza di un coinvolgimento sentimentale dei protagonisti: dove c’è, allora siamo di fronte a erotismo, altrimenti è pornografia. La distinzione forse più comune sta nel grado di esplicitezza: dove c’è ammiccamento c’è erotismo, dove c’è il primo piano, siamo alla pornografia. Ma da questo punto di partenza ci si è ben presto allontanati per rivolgersi a letture più specificamente erotiche e quindi ad una produzione editoriale di genere, che ha un mercato abbastanza consolidato. Tuttavia non si è tralasciato di considerare altro; infatti le letture scelte sono tratte da romanzi o racconti dichiaratamente erotici, ma anche no, segno chiaro che l’erotismo permea la letteratura pur senza essere ricercato. Così le voci di Maryhola McMillan, Lora Lowenstark, Viola Tatham e Daxim Fall si sono alternate alla lettura di brani tratti da “Seta” di Alessandro Baricco, “ Ogni mio desiderio. Autobiografia erotica” di Stella Black, “Per lettera” di Iselin C. Hermann, “I love porn. Racconti zozzi scritti da gente pulita” di autori vari, “Best erotica 2006. Il meglio della narrativa erotica dell’anno”, ancora di autori vari.

Insieme ai brani letterari, si sono succeduti sullo schermo della Virtual Room spezzoni di film come “Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci, “Histoire d’O” di Just Jaeckin e “Lezioni di piano” di Jane Campion, nonché i video delle canzoni “Ancora ancora ancora” di Mina, “Je t’aime moi non plus” di Serge Gainsbourg e Jane Birkin e “Etienne” di Guesch Patti.

La serata ha registrato un notevole afflusso di pubblico: gli avatar che sono passati sono stati 63 e si è mantenuta una presenza che non è scesa al di sotto delle 45 unità. Un buon successo, se consideriamo la concomitanza, nella stessa serata, di altri eventi notevoli in SL.

di Helenita Arriaga