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E se poi arrivano i fantasmi…

4 aprile 2011 1 commento

Questo luogo non è il Paradiso. Questo luogo non è l’Inferno. Questo luogo non è niente che tu possa aver immaginato. La Morte non è stata la Fine. La Morte non è stata la Risposta. La Morte è stata solo l’Inizio”. E’ con questa premessa che ad Empire of Nod ha avuto inizio Wraith – The Oblivion, ambientazione ispirata all’omonimo gioco di ruolo targato White Wolf, come il ben più noto Vampire the Masquerade, il GdR a tema vampirico più famoso del mondo e del metamondo. Wraith (Presenze, in italiano), è qualcosa di completamente diverso da qualunque esperimento di ruolo mai tentato. A partire dall’ambientazione, che è quella della Shadowland, una sorta di terra di mezzo dove finiscono le anime – o meglio, le essenze ectoplasmiche – di coloro che non sono riusciti a “trapassare” dopo la morte. Fantasmi quindi, di ogni epoca e provenienza, intrappolati in una dimensione parallela al mondo dei vivi, alle prese con il problema di capire cosa li trattenga in questa zona d’ombra, quali rimpianti li tengano ancora caparbiamente legati alla vita, impedendo loro di trovare pace. Uno scenario inedito, diverso sia dal GdR medieval fantasy, che da sempre va per la maggiore nelle land italiane, sia dalle episodiche e fallimentari incursioni nell’era post-atomica.

L’idea è di Pauline Tunwarm, vulcanica game master di Empire of Nod e fondatrice del Cirque de la Folie (gruppo teatrale che periodicamente porta in scena opere di autori emergenti, interpretate da “giocattori” che improvvisano sul palcoscenico la loro parte).

Pauline
Nelle intenzioni degli organizzatori, Wraith doveva durare tre settimane al massimo. Voleva essere un esperimento, un saggio di come si svolge il GdR in contesti più tradizionali, dove non ci sono meter, il game master segue da vicino lo sviluppo della storia e, soprattutto, è previsto che le avventure abbiano un compimento e non ambiscano a durare in eterno, come normalmente avviene in Second Life (per ovvi motivi: i costi di un restyling ciclico e totale del building sono proibitivi).  Ma sono ormai due mesi che Empire of Nod si è convertita spontaneamente e quasi interamente a Wraith: iniziato in skybox per non interferire col medieval del “piano di sotto”, il nuovo gioco ha riscosso sempre più consensi e da qualche giorno si è trasferito in uno dei castelli più suggestivi della sim, riadattato per l’occasione ad hotel della Scozia del XXI secolo infestato da queste inquietanti presenze. Fantasmi duri a morire… o meglio, a trapassare: i giocatori si sono talmente affezionati al proprio personaggio da rinviare il più possibile la soluzione dei loro rimpianti e godersi la Shadowland fino all’ultima ombra.

Shadowland

Gran parte del merito di tanto entusiasmo va ai player stessi, che hanno redatto i loro background autonomamente e dato vita a personaggi intensi, carismatici, commoventi. Star indiscussa di Wraith e mascotte della Shadowland è Julia, sei anni, morta nell’incendio della sua casa per l’incuria di una ragazza madre depressa e distratta. Una scelta impegnativa da parte di Jeliel Melune, la giocatrice che anima Julia, che ha messo in crisi più di un player esperto; sia perchè raramente i regolamenti di land ammettono la presenza di avatar bambini, sia perchè Jeliel interpreta talmente bene il suo personaggio da creare l’illusione – perfetta, drammatica e toccante – di interagire con una bambina dal vissuto così tragico. In un modo come nell’altro, nessuno era preparato ad affrontare una bambina in game e le ruolate con la piccola Julia sono sempre momenti ad altissimo tasso di emotività (e di liquidità, per chi ha la lacrima facile).

Julia e Lillie

Vaga nella Shadowland dagli anni trenta anche Cocò Sugarlips (alias Qatesh Denja), astro nascente del jazz, uccisa dalla famiglia benestante del suo fidanzato, che non riusciva a tollerare l’onta di una di un figlio innamorato di una “soubrette”, peraltro incinta.

Cocò Sugarlips

Interpretazione magistrale per Dodo Lavecchia e Lilla Martinek, che si sono cimentati con il difficile compito di incarnare nientemeno che Jim Morrison e Pamela (per tutti, Jim e Pam). Sono gli unici “vip” della terra delle ombre: ai giocatori era stata data la possibilità di interpretare anche personaggi storici o famosi, ma ci si è accorti molto in fretta che non sarebbe stato poi così semplice rispondere a domande del tipo: “Cosa avrebbe fatto Cleopatra al posto mio?”. Una sfida raccolta e vinta da Dodo e Lilla, espressione delle intelligenze migliori della comunità GdR italiana.

Jim e Pam

Molto commovente la figura di Kevin (dib Parx), che ha sorpreso tutti scegliendo di interpretare una delle vittime dell’11 settembre, mentre potrebbe essere cronaca dei giorni nostri la vicenda di James (Angelus Ansar), giornalista fatto internare in manicomio perchè sapeva troppo di un caso di corruzione politica. Nel cast anche una nutrita componente militare, fra anarchici, terroristi e soldati che, con i loro eccessi di rabbia, i proclami isterici e rari momenti di straordinaria umanità, offrono un’occasione per riflettere sull’insensatezza di tutte le guerre.

James

Fra colpi di scena, sedute spiritiche e tempeste magnetiche, Wraith si avvia alla conclusione nelle prossime settimane. Perchè, come ricorda Pauline, deus ex machina di tutto ciò che di più innovativo si è visto nel mondo italiano del GdR degli ultimi anni, “tutte le cose belle devono avere una fine”, per non cadere nella trappola della ripetitività e per essere ricordate degnamente.

Al castello di Glamis

Nuove ambientazioni sono già in fase avanzata di progettazione. In programma per il mese prossimo (fantasmi permettendo) c’è Cyberpunk 2020, che vedrà la rinascita di un pezzo di storia di SL: il Kranio Kafè, storico punto di ritrovo delle menti migliori del metaverso, rivivrà a Nod per tutto il periodo della nuova avventura GdR. Un omaggio a Post Utopia e a Junikiro Jun (al secolo, Giuseppe Granieri), rimasti nel cuore di molti e certamente molto cari allo staff di Nod, che proprio a Post Utopia si è formato e ha sviluppato maturità e consapevolezza. Valori che si sono poi trasmessi alla land, che, a due anni dalla sua fondazione, è oggi un laboratorio sperimentale di GdR, alla ricerca dei significati più alti del gioco e dell’interpretazione.

Il cast di Wraith
La cronaca delle ruolate
Il trailer (a cura di Marco Rejkus)

Una storia antica: Atlantide.

L’idea di Atlantide nasce di conseguenza alle esperienze di gioco di ruolo del nostro Re, Join75 Paine; quest’isola nasce dal fascino che ha suscitato in lui la mitologia greca. Dopo aver esaminato le tante leggende che circondano il mito di Atlantide si è arrivati ad una fase di progettazione e realizzazione di una land che il più possibile rispettasse la topografia descritta nelle leggende.

Già nel 2008 erano stati fatti da Join i primi tentativi di realizzare una riproduzione di Atlantide in SL, ma in piccole land in cui i dettagli erano irrealizzabili.
Nel frattempo continuavano le ricerche in internet allo scopo di reperire  più dettagli possibili perchè  si voleva realizzare qualcosa di più grande e simile  a quello descritto in bibliografia: si è giunti così alla realizzazione di un plastico, e a partire da questo, alla costruzione della sim attuale.

L’isola come è oggi, è molto simile al gennaio 2009, quando nacque, e si presenta come una serie di anelli di terra concentrici collegati tra loro da ponti ed attraversati da canali navigabili, così come vogliono le leggende; ogni tanto si migliora qualcosa, si aggiunge o si leva a seconda delle esigenze di gioco (http://www.youtube.com/watch?v=dNkXnNhfqS8).

Atlantide, nel metaverso di SL, è sopravvissuta alla distruzione insieme a tutti i suoi abitanti fantastici che continuano su questa isola immaginaria, la loro vita e le loro vicissitudini, personaggi diversi, creature diverse tra loro che interagiscono e creano la storia della land.

Join è il re di Atlantide, fin dagli albori della land, ed insieme ai suoi sudditi, ama e tiene vivo il mito della città perduta.
Nella land operano dei Game Master che con fantasia scrivono delle storie sempre nuove che hanno per protagonisti i personaggi presenti nei vari gruppi della land; non vengono stilati dei veri e propri copioni ma delle tracce che vengono passate ai protagonisti in modo che abbiano una vaga indicazione di come muoversi all’interno della storia, proprio questa mancanza di copione e la libertà di recitare a soggetto che si da agli “attori”, che la storia è in divenire; a questo punto è dato all’abilità dei GM, adattare quello che viene giocato alla continuazione del racconto.

Le regole del Gioco di Ruolo, come sappiamo, esistono, ma non sono tante e neanche complicate, e non ci piace che la gente creda che lo siano, sentendosi insicuri e titubanti nell’ approccio al roling. Si impara piano piano, acquisendo lentamente quello che è il tipico modo di esprimersi in un GDR: solo sbagliando e riprovando si riesce a fare esprimere il proprio personaggio nel migliore dei modi.

A tal scopo in land vengono tenute con regolarità lezioni di roleplay, in cui alla teoria si affianca la pratica, si fanno tanti esempi ed esercitazioni, allo scopo di rafforzare quanto appreso nel corso delle lezioni. Ma lo scopo delle lezioni va anche oltre l’intento didattico, e diventa un momento aggregativo per i ruolatori della land, che imparano a conoscersi e, attraverso le esercitazioni, a ruolare insieme. Il Gm team si adopera perchè le regole del GdR non siano una gabbia in cui il PG fatichi a muoversi, soprattutto se alle prime armi, si cerca di dare interpretazione alle norme ascoltando il buon senso, cercando di instillare in tutti i ruolatori uno spirito di gruppo in cui il più bravo aiuta quello che si approccia al roling titubante.

Ma la land non è solo fatta di roling, ma anche di aspetti legati al combattimento; è presente infatti un gruppo armate, curato da uno degli owner, che si occupa di organizzare allenamenti, raid e tornei tra i giocatori delle land ed anche sfidando quelli altre sim: a tal scopo avvengono spesso alleanze strategiche al fine di sconfiggere un “nemico” comune.

Non tutti i ruolatori sono interessati ad entrambi gli aspetti del GDR, a volte si hanno pg solo ruolatori ed a volte solo combattenti; la politica della land è quella di lasciare il pg esprimersi come crede.

We have a dream…abbiamo un sogno…più piccino di quello di john Lennon, quello di creare un gruppo di amici con un hobby in comune, a tal scopo al gdr  affianchiamo serate disco, durante le quali ascoltiamo musica e scherziamo insieme, alimentando la vita della comunità e creando sempre nuovi momenti di aggregazione.

 

Morgana Macchi.

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Una storia di GDR: Siena

Mi è stato chiesto di raccontare come il GDR è arrivato a siena, per chi non sa cosa è il GDR , “GDR” vuole dire gioco di ruolo. Il gioco di ruolo è una forma di gioco, cioè giocare e vivere un personaggio diverso da quello che si vive in SL. Ad esempio, se una persona volesse ruolare come cavaliere medioevale, questo comporta avere la skin, la shape, i vestiti, le armature , spade cavallo e altro. Siena fu una delle prime SIM ad adottare il GDR. Ci vestivano e avevano spade ma il ruolo ancora non si giocava, non si sapeva bene cosa fosse un gioco di ruolo e così ci vedevano a Legenda come in altre SIM Medioevali, si facevano tornei di spada, ci si allenava ma non si ruolava. Io dopo Parioli (prima sim italiana di arrivo di sl) ero andata a Legenda e li mi incontrai con il primo vero gruppo di cavalieri i mitici ” FALCHI”.

La conchiglia (Il Campo) a Siena non era ancora finita così come la fonte Gaia. Io ero già generale dei Falchi e li portai a Siena come primo gruppo mediovale di cavalieri. Si allenavano nella piazza del campo intanto che quel povero di Lupo Hian la costruiva, sotto il rumore assordante delle frecce e della Laura (prima spada GDR). Allo stesso tempo iniziai a conoscere il GDR nelle sim tedesche, e altre straniere e cosi lo portai Siena. Nell’aprile/maggio 2007 ci fu l’ inaugurazione, c’erano i Falchi come gli Uthar che erano un gruppo tedesco che giocava da un anno il vero GDR così com’è conosciuto oggi. Ricordo che una volta ruolai con uno dei generali del gruppo Uthar, un ruolo di cattura in Siena e i senesi non sapendo cosa era il GDR, si spaventarono a vedermi legata in corde e trascinata per tutta la piazza del campo: ci fu uno scandalo. In quel periodo a Siena vivevano gruppi come i Fenice, i Crociati e i Teutonici che fecero la richiesta a Lupo Hian di portare il GDR a Siena. Lupo sapendo che io ero l’unica, insieme a PJ, in quel tempo a capire cosa era il gioco di ruolo, mi chiese di prendere questo compito, dal momento che PJ non si era reso disponibile.  Cominciarono i raduni con le sim stranire che ospitavano pochissimi italiani e li invitai a dare lezioni di GDR a Siena. Ci furono 4 maestri che si resero di disponibili a dare lezioni una volta alla settimana.

In quel tempo a Siena si preparava un evento grandioso e come prima Sim italiana coordinavo e organizzavo insieme al primo officer Matthia Burt, il torneo internazionale di spada nella arena che fu costruita apposta per i gruppi. Fu un grandioso successo per una settimana di tornei di spade con guerrieri stranieri e gruppi che vivevano a Siena come anche a legenda. Questo avvenne tutto nel 2007. Dopo quel successo, la voglia di GDR fu ancor più grande e mi misi in contatto con legenda che era la seconda sim italiana che provava di portare il GDR nelle sim italiane. Per una settimana mi toccò di andare ai raduni, che non erano pochi,. Per i mesi seguenti cominciarono i raduni per decidere le regole e il tipo di GDR a cui si voleva giocare. L’interesse fu per la Fantasy che io personalmente non condividevo per il semplice fatto che era già difficile ruolare l’umano, per la complessità che ne conseguiva.

Il fantasy portò molti problemi fin dall’inizio del GDR a Siena. Era una discussione ed una litigata continua per problemi di ruolo e di potere per le differenti razze coesistenti nel GDR. Il meter fece il resto, si cercò un meter adatto per Siena per cui si decise di farne uno ad hoc, ma questo lavoro si realizzò solo due anni dopo con la nascita, grazie ai creatori Elia Tenk e Neo Komparu, del meter Diabolo, che si rivelò un autentico successo nelle sim americane e straniere, utilizzato ancor oggi. Nel frattempo, prima del Diablo, a Siena si usava il DCS, che fin dall’inizio si rivelò una disfatta.. Dovete infatti sapere che il DCS è un meter facilmente manipolabile: c’era chi dava più potere a chi era amico, e venivano utilizzate armi proibite nel gioco di ruolo, ma a quel tempo nessuno le conosceva, e una volta scoperte a Siena si inizio a farci caso e nacque un altro problema tra i giocatori per poteri delle razze …. ognuno voleva essere il più forte il più sanguinoso e furbo.

Dopo molti tentativi di portare un buon GDR a Siena, conosciuta come una sim giusta e severa nelle regole (a mio avviso non lo erano affatto). Si giocava un pseudo GDR ma in fondo era solo un giocare insieme a uccidersi a spadate, a catturarsi e invadere i castelli: ci si divertiva tanto non lo si può negare ma era ben lontano dal vero gioco di ruolo. Verso la fine ormai c’erano molti personaggi che avevano fatto esperienza altrove e capivano cosa significava ruolare. Il confronto tra i giocatori nei combattimenti di spade, con quelli che sapevano realmente ruolare portò, come era prevedibile una serie di problemi. Il carattere pioneristico di Siena che si realizza nel cercare sempre il meglio e imparare dal meglio, non riuscì a frenare completamente questo GDR anomalo. Per cui Lupo Hian decise di riportare Siena alle sue origini, dopo due anni di tentativi, abbandonò l’idea del GDR. Siena tornò ai suoi scopi, quello di vivere pacificamente, realizzare eventi culturali, musicali, etnici e sociali, così come lo è tutt’ora. Non posso nascondere che sono sempre stata un personaggio critico e duro davanti al GDR che si voleva creare a Siena che in realtà GDR non era. Il fatto di avere sempre ripetuto che il gioco di ruolo in Siena era solo ospite e non aveva mai preso casa , a molti non è mai piaciuto.

Dopo aver visto nascere Siena in qualità di co-owner , accudita e amata, insieme all’owner Lupo Hian, non potevo vederla cosi immersa in litigate inutili, guidata da persone capaci di pensare solo ai propri interessi e a quelli dei loro amici. Oramai Siena difatti era 8 mesi ferma, nonostante si insisteva a sostenere che a siena si continuava a ruolare il gdr, con l’intenzione di portare l’urban (GDR moderno) pur nell’evidenza che Siena è città medioevale. Vedendo l’owner preoccupato, deluso dalle persone, iniziai a ribellarmi, assicurandomi così l’odio di tutti quelli che non volevano accettare che il GDR a Siena ormai era morto. Siamo in SL si provano le cose, si da del tempo e forza in quello che si crede, ma si deve anche capire quando i progetti non hanno più ragione e senso di esistere. I ricordi del gioco di ruolo a Siena sono belli avventurosi ma anche tristi e portatori di grandi delusioni.

Qui vorrei ringraziare tutti quanti che hanno vissuto quei tempi di GDR nel bene e nel male. Siena ha chiuso questo capitolo e come dice Lupo Hian: ” IL GDR A SIENA è BANNATO MAI PIU SARA’ OSPITE DI SIENA”

 

di Alejandra Balhaus

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Sempre a gioca’

“Sempre a gioca’…” è il messaggio con cui da circa due anni mi saluta
un amico quando mi vede online. Uno che, come molti, non si spiega come si possa passare il proprio tempo in Second Life a fare gioco di ruolo (GdR, in gergo) e niente o poco altro. Per chi ci osserva dall’esterno, siamo dei mattacchioni quando va bene e degli alienati quando va male. Dal canto mio, credo che il GdR sia una delle poche cose sensate che si possano fare in Second Life e guardo con altrettanta perplessità a chi usa questo mondo per replicare il proprio sé o la propria real life, con qualche debito accorgimento.

Empire of Nod

Le land GdR sono popolate da persone che hanno preso alla lettera il claim di SL “Your world, your imagination”, cogliendo l’occasione per recuperare quella dimensione di sogno, di fiaba, spesso compressa dalle responsabilità della vita adulta. Per passione, per curiosità, per mettere alla prova i limiti della propria immaginazione… o i propri limiti tout court. Perché sì, accade anche questo. Accade a volte che, nonostante, o proprio a causa, del doppio filtro dello schermo e del GdR, finiamo per mettere nel nostro personaggio più cose di noi che se dovessimo presentarci per quello che siamo. Ruolare significa “fare finta”, uscire dal nostro personaggio principale, quello che ogni giorno portiamo in giro attraverso atteggiamenti e comportamenti che definiscono il nostro essere. Ma attraverso la finzione, attingendo al nostro universo emotivo, smettiamo di difenderci, di controllare, e diamo voce ad altri “noi”. Giocando, improvvisando, entriamo direttamente in contatto con la nostra spontaneità, viviamo situazioni e stati d’animo mai esperiti nella vita quotidiana, che a volte portano alla scoperta di una possibilità di comportamento nuovo che crea stupore e meraviglia. Quelle emozioni vissute intensamente nella realtà immaginaria della scena, entrano a far parte del nostro bagaglio esperienziale, dando forse un senso pieno a quella rappresentazione di noi che chiamiamo avatar. Da questo punto di vista, la domanda non è perché la gente spende tempo a fare GdR in Second Life, ma perché dovrebbe spendere tempo a fare altro. L’emozione, l’incanto, sono gli stessi di quando leggiamo certi libri o guardiamo certi film, affidandoci a quella “sospensione d’incredulità” che per qualche ora ci rende partecipi di una realtà onirica, inverosimile o fantastica. Con la differenza che si è protagonisti della propria storia, che evolve nell’interazione spontanea e improvvisata con gli altri compagni di gioco.

Galad, di Qatesh Denja

L’universo italiano del gioco di ruolo in Second Life è estremamente variegato e in continua evoluzione. Per la maggior parte si tratta di land a tema fantasy, che è certamente il più amato, seguito dalle ambientazioni goreane e da qualche periodica e coraggiosa incursione nel cyberpunk. E’ da poco attiva anche una Pandora italiana, ispirata al film “Avatar” di James Cameron, che ha spopolato nelle sale di tutto il mondo. Da circa un anno, parte della comunità italiana sta sperimentando forme di integrazione con altri social network, come Ning e Facebook, che stanno portando il game oltre i confini tradizionali di SL, con ricadute positive sia sull’organizzazione del gioco che sulla socializzazione fra i player. Ne sono esempi il ning e la fan page di Empire of Nod, prima land italiana ad esternalizzare con successo la propria formula di gioco.

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