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Il risveglio della Second Life italiana

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Mai come in questo settembre 2010 il rientro dalle ferie estive ha mostrato una ripresa di attività ed iniziative in tutti i settori della SL italiana. Dall’iniziativa del gruppo Second Physics, con un collegamento in SL dall’evento Intellibook tenutosi a Fosdinovo, alle mostre di Solkide Auer e di Noke Yuitza, organizzata quest’ultima da Arte Libera, all’inaugurazione della nuova land di Città Ideale e ad un’affollatissima sfilata di moda a Mantova SL, con una collezione di Lady Thera, per finire alle serate di poesia organizzate da Lukia Halderman presso la sua land dei “Matti di Napoli”.

Insomma, una vera e propria ripresa in grande stile della stagione, come una voglia di fare e di produrre iniziative, compressa dalle vacanze estive e finalmente esplosa con il rientro dei residenti in SL. Tutto questo, in barba ai facili profeti di fallimento dei Mondi Virtuali, e nonostante la crisi di assestamento che travaglia la Linden Lab, che gestisce il più famoso dei Mondi Virtuali.

A proposito di quest’ultima vicenda, determinante per prevedere le possibili evoluzioni tecnologiche ed organizzative di questo mondo virtuale, in cui tanti spendono il loro tempo libero con idee, proposte e iniziative, ancora non riusciamo a cogliere, dopo le parole spese al suo rientro dal fondatore Philip Linden, i segnali concreti di un coerente programma di riposizionamento e di sviluppo. Speriamo tutti che l’assestamento organizzativo, e una visione più concreta e orientata agli utenti, degli obiettivi di SL, porti ad una stabilizzazione dell’azienda e ad una successiva ripresa delle sue proposte.

Nonostante l’ambiente tecnologico non propriamente facile in termini di usabilità, e le speranze del suo futuro sviluppo affidato in gran parte alla Linden Lab, (che non lascia intravedere, al momento,  concrete proposte innovative) la popolazione di Second Life continua la sua crescita. Lo sviluppo delle sue attività, con nuove iniziative e progetti, ha ormai acquisito una dimensione concreta nello sfruttare, in modo stabile, questo  mondo virtuale.

Alcune esempi di impiego del mondo virtuale sono ormai ampiamente consolidate. La dimensione artistica e quella formativa si sono ormai imposte all’attenzione di quanti intendono utilizzare la rete per questo tipo di applicazioni. La possibilità di sperimentazione artistica in SL consente, a quanti hanno idee e capacità artistiche,  di produrre esempi di manufatti ad alto impatto visivo. Molti artisti hanno avuto modo di  mostrare a tutti le proprie capacità, condividendo esperienze ed emozioni, e molte sono le iniziative che vanno sviluppandosi con nuovi protagonisti, spesso ad alto contenuto professionale.

D’altra parte, le mille forme in cui si organizzano le attività di Virtual – Learning, dimostrano in maniera incontrovertibile l’efficacia dell’ambiente immersivo nell’insegnamento (chiedete ulteriori lumi al mio amico Imparafacile Runo, e leggete i suoi articoli su questo Magazine) e nella diffusione della cultura.

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Una delle iniziative più riuscite, che usano SL per un vero e proprio programma per l’apprendimento della lingua inglese, è il gruppo “English as a Second Language – Second Life” (http://www.drive-through-esl.info/). Questa vera e propria scuola di lingue, gestita da Giovanni Tweak (avi) con un gruppo numeroso di bravi insegnanti, organizza lezioni quasi quotidiane, affrontando tutti i temi relativi al corretto insegnamento della lingua inglese: lettura, pronuncia, grammatica, esercizi di comprensione e dialoghi. Il livello dei partecipanti è medio-basso, accogliendo quindi facilmente anche principianti alle prime nozioni di Inglese. La scuola è quindi aperta veramente a tutti. Ognuno, a seconda proprio livello di comprensione, troverà più interessanti certe parti piuttosto che altre, ma, indubbiamente, il vero valore aggiunto di questa scuola è l’internazionalismo dei partecipanti. In una delle sessioni, a cui ho partecipato volentieri, mi sono trovato in classe con cinesi, arabi e brasiliani. Devo dire, dopo diversi anni di studio della lingua, che ho trovato interessante il modo in cui vengono condotte le lezioni, esercitandomi nell’esercizio nella conversazione e abituandomi a sentir pronunciare l’Inglese nelle cadenze più diverse (particolarmente simpatico era l’intercalare del mio collega di corso cinese).  Non ho trovato Italiani, salvo una eccezione.

La scuola nasce nel novembre 2006, in maniera sperimentale, nella prima land italiana in SL: Parioli, utilizzando come spazio per le lezioni, un negozio. In quel periodo il fondatore della scuola collaborava già con Bruno Cerboni, l’owner della land e personaggio carismatico della SL italiana, in varie iniziative legate alla comunicazione.

Nel maggio 2007 la scuola si organizza con un regolare calendario di lezioni.

L’inizio delle attività ha visto l’utilizzo di insegnanti RL di professione, scontando una fatica immane, da parte di Giovanni Tweak per addestrarli all’uso del viewer. A quel tempo non c’era ancora il voice e le lezioni si svolgevano senza esercitare la pronuncia, usando unicamente lo spelling. Molti degli insegnanti iniziali, di RL venivano reclutati da Giovanni tra gli insegnanti feelance di Toronto (a quel tempo viveva in Canada).

In maggio 2007 è arrivata la più preziosa collaboratrice di Giovanni, Inge Qunhua, una insegnante professionista, presente in SL per sperimentarne le potenzialità per conto del suo Istituto.  Venendo in contatto con la scuola, ed essendo nuova in SL, si unisce con entusiasmo all’iniziativa. Ancora oggi le lezioni di Inge sono tra le più seguite, fermo restando la bravura degli altri docenti. Successivamente sono arrivati anche gli altri attuali collaboratori. Attualmente ci sono circa una decina di insegnanti, alcuni dei quali di madre lingua Inglese.

Evidentemente il salto di qualità avvenne con l’introduzione della voce. Tuttavia, a ricordare l’efficacia del metodo, ancora oggi, il martedì, si tiene una lezione denominata “Dive Through” utilizzando solo il testo. Attualmente le lezioni si tengono nella sim di Matamata (http://slurl.com/secondlife/ Matamata/142/50/727).

Le lezioni sono a pagamento (la prima è gratuita, per dare modo al discente di verificare il metodo), e costano 1500 L$ ciascuna per le lezioni in voice (750 L$ per quelle in text). E’possibile abbonarsi ad un gruppo di 10 lezioni al costo di 10.000 L$. Questo dà l’idea della serietà dell’iniziativa e del lavoro e dello sforzo organizzativo che c’è dietro la scuola. Esiste anche un’Help Team formato da collaboratori-alunni che si guadagnano le lezioni aiutando la scuola nell’organizzazione. La scuola è molto efficiente nel seguire gli studenti, mandando avvisi, aggiornando il data base, aiutando i neofiti nell’uso di SL, ecc.

Attualmente ci sono circa 300 presenze mensili, molti sono niubbi che entrano in SL per l’inglese e che scoprono la scuola iscrivendosi. Non tutti sono ovviamente assidui, ma il bello della scuola è proprio questo, la libertà di frequenza e l’assoluta elasticità organizzativa.

La scuola non è pubblicizzata all’esterno di SL, il fondatore crede molto nel passa parola, e nell’efficacia della pubblicità fatta dagli studenti. E’ sua intenzione portare avanti questa esperienza per sviluppare ancora di più i metodi didattici messi a disposizione dal mondo virtuale, convinto, come siamo anche noi, che l’efficacia della forma educativa che sfrutti lo strumento immersivo, raggiunga una tipologia di studenti motivata e entusiasta.

E’ questo in fondo che differenzia le forme tradizionali di formazione da queste nuove classi virtuali, ed è questa interazione diretta che rende così stimolante, e densa di prospettive, la virtual education. Il futuro ci riserverà molto probabilmente ulteriori sorprese in questo settore.

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V-Learning: incominciamo con qualche domanda

Avatar seguono la diretta streaming di un evento RL

Nell

Come dico spesso (ebbene sì! Ho anche io le mie fisse) la formazione è un’ attività complessa in cui le variabili sono così tante che molte volte è difficile capire quali incidano di più sul risultato finale.
E Second Life con le tante opportunità che offre contribuisce ad aggiungere tasselli a questo mosaico già così complicato: immersività e interattività sono i concetti più ricorrenti per indicare la “sensazione di presenza” che si sperimenta frequentando il metaverso, eppure non c’è solo questo a rendere questo strumento particolarmente adatto alla formazione. Facciamo qualche esempio.

Un relatore, in un ambiente che riproduce un’arena, davanti ad una trentina di avatar descrive le proprietà benefiche del tè verde, aiutandosi con delle slide colorate e ben fatte. Gli avatar possono intervenire e fare domande sia in voce che in chat e il relatore può rispondere immediatamente dando prova della propria preparazione e competenza. Secondo voi in questo caso qual è il valore aggiunto di SL? Non fatevi ingannare dalla facilità apparente della domanda e se pensate che il valore aggiunto sia poco o nullo allora facciamoCI (questa volta mi ci metto anche io) una seconda domanda: perché questa modalità formativa è la più diffusa? Deve pur esserci una caratteristica di SL che rende questo modo di operare così frequente.

Secondo esempio: un nuovo arrivato in SL si diverte a passare da una land all’altra frequentando mostre, partecipando a feste danzanti e giocando al vampiro. Dopo qualche settimana si rende conto che incontrando e frequentando molti stranieri il suo vocabolario di inglese si è ampliato, così come la sua capacità di scrivere e comprendere. Indubbiamente frequentare Second Life gli ha permesso di apprendere molto. Ed è successo in un modo così divertente e piacevole che quasi non si è accorto che stava imparando cose nuove. Ma in questo caso possiamo davvero parlare di formazione?

Terzo esempio: cercando un video in youtube mi imbatto in un tutorial dedicato alle norme di sicurezza in azienda. Gli attori sono avatar e l’ambientazione chiaramente ricostruita in un ambiente tridimensionale. Il video illustra alcune procedure mostrando le conseguenze di una loro corretta applicazione oppure di una sbagliata. Che ruolo ha Second Life in un “oggetto formativo” di questo tipo?

Quarto esempio: un insegnante sviluppa un corso di botanica ricreando in Second Life le varie specie vegetali di cui vuole trattare. Durante il corso porta gli allievi nel proprio personalissimo giardino, mostra loro le diverse piante, consegna notecard e segnala link web di approfondimento. Cosa c’è di innovativo in tutto questo? Davvero Second Life è l’unico strumento che permette un’esperienza di questo tipo?

Credo che per questo primo articolo le domande siano più che sufficienti. E le risposte non siano scontate. Dal prossimo articolo proveremo a districarci fra i tanti temi che possono nascere cercando di rispondere alle sollecitazioni che vi ho dato, mostrando esempi pratici e segnalando esperienze formative che hanno ottenuto buoni risultati.
L’obiettivo è quello di fornire a docenti e aspiranti tali degli strumenti utili per progettare la formazione usando al meglio Second Life.

Ma se volete iniziare a dare un vostro parere, offrire suggerimenti o segnalare esperienze interessanti, allora lo spazio commenti è tutto a vostra disposizione.

CIAO alla prossima

Imparafacile Runo