Archivio

Posts Tagged ‘educational’

Minecraft parte seconda. Con la nuova versione 1.3.1, più somiglianze che differenze con SecondLife (ma “socialmente” forse difetta)

Siete ormai abituati a ricevere da me le ultime novità su SecondLife. Ora invece vi sorbite questo ulteriore approfondimento su MineCraft anche se so che a molti di voi non piace. ho trovato la curiosità di interessarmene ancora per censire la nuova versione del programma introdotto nelle primissime ore di agosto.

La novità

Nella versione 1.3.1 ci sono infatti una nutrita quantità di innovazioni (http://stickskills.com/2012/08/01/minecraft-1-3-1-update-released-brings-tons-of-features-and-fixes/) che fanno sempre più assomigliare Minecraft a SecondLife (oppure a WoW (World of Warcraft), a seconda dei punti di vista). La somiglianza con SecondLife non è tanto nel mondo virtuale che sappiamo essere svantaggioso (i cubi di MC difficilmente possono competere con la qualità degli avatar, dell’arte, delle community e dei building di SL), bensì sull’aspetto “OpenSim” potremmo dire. Con questa versione infatti è come se fosse consegnato un server opensim funzionante in rete locale con tutte le caratteristiche pregnanti di MC, cosa che non può non essere appetitosa per scuole ed enti educational. Rispetto a WoW invece è da sottolineare la possibilità di commercio con gli NPC (che sarebbero poi i villici abitanti dei villaggi creati). SL sembra che stia a sua volta inseguendo MC almeno nelle sue ancora un po’ goffe realizzazioni del pathfinding che altro non sono che dei tentativi di emulare i movimenti automatici dei mostri e degli animali tipici di WoW e di MC. Una piccola rivoluzione è arrivata con la possibilità di costruire dei VERI libri virtuali fino a 50 pagine in contrasto con i vecchi cartelli che contenevano una manciata di caratteri.

Gli Scettici

Rispetto all’articolo precedente di circa un mese (https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/07/07/il-successo-mondiale-di-minecraft-il-segreto-e-nellessenzialita/)  fa in cui avevo cominciato a riconoscere dei meriti didattici a MC, ho ricevuto commenti abbastanza infuocati dove persone che evidentemente hanno dedicato poco entusiasmo e mente un po’ chiusa nell’analisi del gioco, dicendomi che è un gioco stupido, noioso, brutto, dove si scava soltanto e dopo due giorni si vede tutto ciò che c’è da sapere e quindi da abbandonarsi alle spalle con un senso di “orrore per la stupidità umana”.

Non è l’unico commento così detrattivo, ad esempio in un forum ho incontrato un post di un “padre di famiglia” che dopo avere visto per 10 minuti MC aveva deciso di vietarne l’uso al figlio per evitare di comprometterne le capacità cerebrali. (!) Evidentemente il padre in questione aveva forse confuso MC con Tetris, gioco di 30 anni fa che conduceva alla progressiva annichilazione del cervello.

Noi sappiamo che non è così. MC viene impiegato sempre più comunemente come strumento educativo 3D nelle scuole proprio per sviluppare la capacità creativa e di risoluzione di problemi del bambino e adolescente. Ci sono anche molti adulti che lo utilizzano senza problemi senza per questo apparire cerebrolesi. Ricordo che questo stesso genere di critiche viene spesso rivolto esattamente negli stessi toni verso SL e noi sappiamo bene quanto SL non se li meriti. Potremmo evitare di fare a nostra volta un razzismo al contrario trattando con arroganza e sufficienza MC. Certo anch’io ho delle critiche su deficienze non banali di MC, ma non tanto sul gioco, ma sulla socialità che ho verificato in queste settimane entrando nei vari server multiplayer di MC. Nei server stranieri ho trovato una generica geekicità, vale a dire un’attenzione forse troppo mirata agli aspetti ludici /tecnologici astratti e fine a se stessi del gioco, senza incontrare quello spirito di auto-aiuto e di condivisione della conoscenza a cui invece ero abituato in SL e OpenSim (e per alcuni aspetti anche in WoW).

Il griefing

Nei server italiani ho trovato una quantità eccessiva di “griefer” soprattutto verbali, avatar che ti insultavano senza motivo per periodi molto lunghi e che rendevano molto dura la vita ai niubbi. Ed in effetti leggendo le cronache dei vari server di Minecraft si vede che il fenomeno del griefing e dello spamming è avvertito in modo talmente acuto che non è raro vedere nei vari mondi una densità di bannaggio di avatar nell’ordine di 3-4 al minuto, oltre ad alcuni interessanti stimoli per uno studio antropologico: la definizione di vere e proprie prigioni (tipo inferni di Dante) per gli hacker dove gli avatar criminali sono lasciati bruciare nelle fiamme al pubblico ludibrio. Cose di questo genere non capitano in questi termini nei nostri amati mondi SL/OS…

http://www.minecraftwiki.net/wiki/Griefing per la definizione del griefing e dei sistemi antigriefing..

Foto di un castello distrutto da un attacco di Griefing

La demografia di MineCraft

La risposta semplice al perchè di tutti questi attacchi è che molti degli utenti di MC sono bambini, che sono soggetti notoriamente attratti magneticamente dalla possibilità di rompere le balle a qualcuno. Eppure le capacità tecniche necessarie per fare attacchi di Hacking necessitano di competenze che solo un bambino genio può possedere. Sarà che sono tutti 12enni dotati di un genio criminale là fuori? Non necessariamente. MC è talmente diffuso dal 2010 in cui è arrivato sul mercato ad oggi, che l’utenza si è distribuita su fasce di età che escono dai bambini pestiferi, e perfino dai teen agers. Non ci sono ancora statistiche ufficialissime, ma ho rintracciato un questionario sul sito di MC che parrebbe far intendere che l’età media, pur bassa, è comunque più alta di quello che si potrebbe pensare, con una mediana attorno ai 23-25 anni. (http://www.minecraftforum.net/topic/31720-poll-how-old-are-you/).

“Censimento” su un piccolo campione, dal sito di MC

Costruire computer funzionanti DENTRO MineCraft e simulare MC al suo interno

Se andiamo poi a vedere i video YouTube e gli articoli scritti nonchè la qualità dei mod fatti per questo gioco vediamo che ci sono delle menti che dedicano le loro energie a migliorare questo gioco, sia dal punto di vista tecnologico, ma anche artistico ed espressivo. Una cosa sconvolgente che si ritrova in rete è un uomo che ha dapprima dimostrato possibile realizzare la simulazione di un computer dentro MC ed infine ha simulato perfino Minecraft DENTRO Minecraft: un livello di recursione che fa davvero strabuzzare gli occhi e che ha delle interessanti implicazioni filosofiche. A quando SL dentro SL? Il video successivo mi pare quasi una riedizione dei mitici video di Torley in SL, anche se il nostro amico qui pare più “tecnologico”.

Quello che è sconvolgente in questo video è che la realizzazione di questa simulazione è stata fatta con apparecchiature che occupano l’equivalente di una montagna RL. Il Display di questo computer è una parete di montagna che l’autore riesce a nascondere come se fosse un monitor perchè inquadra in modo opportuno una “finestra” sul lato della montagna. Il lavoro di Hans Lemurson è scaricabile come mondo virtuale ricreabile da chiunque qui http://www.planetminecraft.com/project/hans-lemursons-minecraft-in-minecraft/ nella migliore tradizione opensource. Di Hans se siete interessati anche questi altri computer in MC: http://www.minecraftforum.net/topic/1004439-hans-lemurson-is-making-a-computer/

Ho scoperto che ci sono altre implementazioni di MC in MC: ad esempio http://kotaku.com/5908405/play-minecraft-in-minecraft-thanks-to-mineception

La differenza con tutti gli altri videogames

La cosa che a me personalmente ha colpito di più è che mio nipote di 13 anni dopo avere convissuto per almeno 4 anni con video game della levatura di Skyrim, Assassin Creeds, la stessa SL e centinaia di altri di qualità elevatissima, nel momento in cui un mese fa gli ho mostrato MC se ne è totalmente innamorato ed ora lo usa in modi creativi che gli erano sconosciuti ed interdetti prima. Negli altri giochi cercava semplicemente di “arrivare alla fine” uccidendo i mostri ed eseguendo alla lettera gli ordini preimpostati nei vari videogame, dove il livello di creatività lasciato al giocatore era zero. Ora si è invece messo a fare delle costruzioni complesse e studia con avidità tutte le formule e ricette che gli consentono di produrre oggetti e composizioni sempre più sofisticate. A dimostrazione della infinita ricchezza che si nasconde dietro l’apparente povera semplicità di MC.

Pensate che gli ho strappato persino una promessa (che pare stranamente autentica) di studiarsi tutto un corso di inglese, in cambio della rivelazione di “altri trucchi” di MC. E vi garantisco che ce ne sono veramente TANTISSIMI. Uno studente universitario 21 enne scriveva in un post che lui giocava con MC in modo gratificante anche se l’interfaccia era povera e fra le tante cose diceva che era la prima volta dopo anni che si trovava in un gioco dove era possibile “perdersi” nel senso di non sapere più dove ci si trovava nella giungla. Un altro rimando “archetipico” a Lost? (La serie TV del 2006?)

I mod di MineCraft

In questi giorni mi sono dedicato all’approfondimento di Minecraft, soprattutto dal punto di vista dei “mod” del client. I “mod” sono un po’ l’equivalente dei viewer TPV in SL, quelli che aggiungono delle funzionalità al client che consentono di usare il server di MC in modo molto più completo e gratificante.

L’installazione dei mod non è delle più banali. Innanzitutto prima di farlo accertatevi di capire come funziona il sito di scaricamento di file AdFly dove pare che il popolo di MC scarichi tutti i file necessari. Per evitare di avere malware installato sulla vostra macchina dovete aspettare qualche secondo che la pagina di adfly si stabilizzi (cosa che può impiegare anche 30-60 secondi) e poi cliccare in alto a destra dove indica “skip ad”. A questo punto compare il link vero e proprio in modo safe.

Le modalità di “gioco” di MineCraft: Sopravvivenza e Creatività

Prima di andare avanti sul come installare i mod voglio solo spiegarvi alcune basi di MC che probabilmente non sono ovvie a chi non lo ha mai provato.

Le modalità di gioco ci sono una enorma quantità di modi di giocare, che si combinano fra di loro in modo da dare sempre possibilità nuove.

La principale distinzione sta fra la modalità “sopravvivenza” (quella + nota anche dai giornali, per intenderci quella dove dovete costruirvi tutto da zero le risorse sono scarse, si vive nel pericolo e nell’angoscia dell’arrivo della sera quando  escono i mostri che ti uccidono), e la modalità “creativa” in cui non potete morire, avete tutto e le risorse sono completamente disponibili all’atto del click. La modalità creativa (anche a volte chiamata – classica ) è quella più simile a SL in cui i builder possono costruire ogni sorta di architettura dove l’ingegno riesce spesso a sopperire alla rozzezza dei  materiali costruttivi utilizzando proporzioni maggiori in modo da vedere case enormi e comunque esercitare le proprie capacità di immaginazione. Non occorre sottolineare che la modalità creativa è considerata noiosa dalla maggior parte dei giocatori che preferiscono invece usare la modalità detta di “sopravvivenza”, nella quale riescono a raggiungere una serie di obiettivi in maniera gratificante nonostante le avversità e i nemici.

Sopravvivenza: L’isola di Robinson Crusoe oppure Lost (serie TV)

Per capirci, nella modalità di sopravvivenza dobbiamo costruirci tutto come se fossimo naufragati sull’isola di Robinson Crusoè con solo le nostre mani e la nostra intelligenza. Il mito è simile per alcuni versi alla serie TV famosissima “Lost”, dove peraltro creature misteriose e una intera dimensione infernale (il Nether) sono aperte alle nostre esplorazioni e dove costantemente impariamo a fare cose sempre diverse. Nella modalità di sopravvivenza dobbiamo affinare la nostra abilità di fabbricazione (craft) iniziando dal primo obiettivo quello che ci consente di ottenere legno dalle piante (il boscaiolo). Da qui possiamo costruire delle assi e con queste via via oggetti più impegnativi come tavoli di lavoro, asce picconi, spade, fucine, zappe per arare la terra e per seminare ecc ecc ecc. L’elenco degli obiettivi da raggiungere è sterminato, e nel raggiungerli dobbiamo anche tenere conto dell’alimentazione per evitare di essere troppo deboli per correre, sfuggire ai nemici o riprenderci dalle ferite.

La modalità Creativa (come SL?)

Nulla di tutto questo è presente nella modalità Creativa dove tutto è disponibile come vogliamo, la notte non fa paura, la fame non è una preoccupazione, e possiamo anche volare evitando eventuali mostri (che comunque possono anche essere cancellati dalle impostazioni) senza nessun problema. Insomma la modalità creativa è “finta” non è realistica e rimane appunto fine a se stessa. Me ne sono accorto tristemente mentre stavo cercando di raccogliere i semi per zappare l’erba e produrre la farina per produrre il pane. La tecnica sarebbe quella di procurarsi i semi prendendoli nell’erba alta, ma dopo svariati minuti di ricerca nell’erba alta senza risultati ho capito che dovevo entrare in modalità Survival per riuscire ad avere una sensazione di “realtà”.

La differenza visiva sostanziale fra creativo e sopravvivenza è legata quindi alle barrette dei cuori assenti nella modalità creativa e soprattutto nell’aspetto dell’inventory, nel sopravvivenza avete il menù di fabbricazione e un inventory con una ventina di slot dove mettere le vostre cose.

Inventario nel caso di sopravvivenza

Nel creativo avete un inventory infinito senza possibilità di fabbricazione.

Inventario modalità creativa

Il perchè dei MOD

A me personalmente le due modalità mi sono state molto strette. La creativa la trovavo particolarmente finta, mentre quella di sopravvivenza spesso la trovavo ansiogena per via del fatto di dover capire in ogni momento se stia per calare la notte con relativi mostricciattoli in agguato. Manca in sintesi un modo efficace per sapere che ore sono, per sapere dove siamo sulla mappa, per ottenere in modo dignitoso le materie prime che ci sono necessarie. Costruirle veramente tutte da zero può essere veramente tedioso e dopo un po’ non gratificante. Ecco allora come dicevo che ho cercato i mod e alla fine ne ho installati ben 3 che mi consentivano essenzialmente di

  • Avere l’orologio in alto a sx
  • Avere una mappa di dove sono con punti di riferimento WayPoint e possibilità di tornare nei posti di morte
  • Poter volare anche in modalità sopravvivenza
  • Poter cambiare la modalità da sopravvivenza a creativa e viceversa a seconda delle cose che voglio fare
  • Poter far piovere se ne ho voglia 🙂
  • Fare in modo che quando si arriva a sera posso saltare la notte evitando quindi le ansie associate
  • Avere anche in sopravvivenza un inventory potenzialmente illimitato

Per installare qualunque mod occorre però installare un “installatore di mod”, chiamato modloader http://www.minecraftforum.net/topic/75440-v131-risugamis-mods-preliminary-updates/. Ecco un video youtube che illustra come si fa (ricordatevi di fare una copia di minecraft.jar originale!) http://www.youtube.com/watch?v=EfFHFybgJEM (in italiano). Dopo di che potete installare le 3 estensioni che ho scelto: [ facoltativo: mod_zombe (che contiene ben 26 mods) http://www.minecraftforum.net/topic/91055-v131-zombes-modpack-26-mods-v63-upd-2aug/], rei minimap http://www.minecraftdl.com/reis-minimap-mod/ e toomanyitems  http://www.minecraftdl.com/too-many-items-mod-inventory-editor/. L’installazione di una mod consiste di solito nella ricopiatura del contenuto dello zip dentro il .jar originale e nel caso di zombe della ricopiatura di alcuni file di configurazione e di un piccolo lavoro certosino di configurazione degli stessi. Se non ci riuscite, già solo con la minimap e toomanyitems avete già un SACCO di cose e dovreste sopravvivere egregiamente.

Ecco una videata con le minimap + toomanyitems:

La mappa e i segnalini GPS

Ed ecco invece il TooManyItems con le estensioni per cambiare modalità di gioco, passare al giorno ecc..

Inventario infinito 🙂

Il Mondo dei Morti Sotterraneo: Il NETHER

Una cosa che assolutamente eccita la fantasia di tutti, bambini e adulti compresi è come avevamo detto la possibilità di visitare il mondo sotterraneo chiamato Nether. Per farlo occorre costruire un portale, che in realtà è più facile di quello che si pensa: basta avere dei blocchi di Ossidiana che si ottengono a partire dalla lava (non troppo difficile da trovare in MC) dell’acqua e un acciarino. Ecco un video che spiega come fare un portale di questo tipo:

Ed ecco una immagine possibile del Mondo Sotterraneo (Nether):

Una possibile immagine del Mondo di Sotto (NetherWorld)

I mondi multiplayer.

La modalità di gioco che ricorda più da vicino SL è quella denominata MultiPlayer, MP che necessita di avere un server a cui collegarsi (ce ne sono letteralmente infiniti ed un elenco probabilmente incompleto ne cita circa 5000(!) lo trovate qui: http://minecraftservers.org/ mentre una lista di server italiani la trovate qui: http://www.minecraft-italia.it/lista-server-italiani/. Noterete che i server sono distinti in varie categorie: Survival, Classic, Creative, Roleplay in funzione del fatto su cosa il fornitore del server vuole fornire. I server Survival, Roleplay sono tipicamente server di lotta fra i giocatori stessi (PvP player contro player) oppure PvM (player contro mostri). Mentre pochissimi server privilegiano la modalità creativa. Le motivazioni sono ovviamente da ricercare nel fatto che un server creativo dà ai griefer molte più possibilità di griefing, oltre al fatto che pare che il giocatore medio di MC privilegi la modalità survival per gli altri motivi anzidetti.

Entrando in un server MC vi trovate in un universo abbastanza diverso da quello “autistico” da sandbox in cui ci siamo mossi precedentemente. Intanto trovate decine o centinaia di altri giocatori, a quanto pare per lo più impegnati nello sconfiggere mostri, nel fare griefing, nel costruire “fazioni”, equivalenti dei gruppi su SL o delle gilde di WoW.

Le regole nei server sono abbastanza differenti rispetto alla sandbox. E purtroppo non ho trovato in giro NESSUNA GUIDA efficace nè in inglese nè tantomeno in italiano per riuscire a sopravviverci, quindi dovrete basarvi su questo articolo per avere alcuni cenni.

Intanto i server si suddividono ulteriormente in server “standard” di minecraft (è possibile usando il software canonico scaricato per giocare far partire un server adhoc), oppure molto più spesso trovate i cosiddetti server BUKKIT (http://bukkit.org/) che è a tutti gli effetti il vero equivalente di OpenSim (o di MangOS per WoW), che consente di creare dei server molto specializzati. Nei server BUKKIT è quasi obbligatorio che vi registriate una password premendo il tasto “/register pwd pwd”. Il comando “/” sulla mia tastiera italiana non sono riuscito a farglielo digitare per cui l’ho rimappato sul tasto “-” che è in una posizione comoda da raggiungere.

Le altre volte che entrate dovete fare “/login password”.

Geografia dei mondi multiplayer

All’ingresso di solito entrate in una sorta di “Welcome Area” dove ci sono dei cartelli per la verità molto stringati con le regole da seguire per “giocare” che prevedono ad esempio di non fare griefing di non insultare di non fare o realizzare strutture razziste. Oppure di non aggredire gli “op” che sarebbero i gestori del sito con richieste di aiuto o di entrare nei loro ranghi come “super utenti”. A quanto pare in questi server gli op sono visti come divinità che possono dare da mangiare agli affamati, fornire di armi armature chi ne è privo o di soldi infiniti (di solito l’unità di misura di questa economia sono gli smeraldi, ma a volte si usano anche delle valute virtuali come $ o altri, acquistabili con denaro vero tramite paypal o appositi marketplace.

welcome nel server

Tutorial su come si fa a fare una casa

Dopo di che la parte sostanziale si svolge in chat, avete una chat pubblica (chiamata globale), una chat locale che si sente solo nei pressi del vostro avatar e una chat di fazione che si sente in tutto il mondo. Ovviamente dovete scegliervi una fazione adeguata.

In genere alle mie ripetute richieste di parlare verso gli operatori o verso le persone nelle mie vicinanze ho trovato una reattività quasi nulla: nessuno sembrava intenzionato a darmi delle informazioni. La media delle richieste che si sentivano in queste “locande” erano: ho fame datemi da mangiare, guaritemi, datemi delle armi.

Ho provato vari server MP, fra cui anche uno italiano fra i più frequentati che si chiama “Porkcraft” molto ben fatto con diversi monumenti a forma di Maiale, ma sarò stato sfortunato, però ho trovato una densità di griefer e di molestatori perfino più grande dei siti stranieri (ci facciamo sempre riconoscere purtroppo).

Fra i pochissimi server Classic o Creative ne ho trovato invece uno molto interessante che si chiama Golden Apple Craft (http://www.minecraftforum.net/topic/1317853-golden-apple-craft-creative-free-creative-server/)  che invece di guerreggiare è specializzato nella “costruzione”, all’ingresso infatti invece di tante cretinate l’unica informazione efficace è di premere /plotme auto per avere un appezzamento di terreno GRATIS. Se poi pagate circa 10$ veri con paypal vi danno la qualifica VIP e la possibilità di costruire su un terreno veramente molto grosso…

I manifesti di Benvenuto nel server creativo

La casa di salahzar in GAC

Una immagine suggestiva del VIP world sotto la pioggia (comune quaggiù) 🙂

Il problema della socializzazione e dell’effettivo utilizzo culturale

Come dicevo prima la socializzazione nel senso in cui la intendiamo in SL (gruppi di interesse e di amicizia su argomenti di vario genere, culturali e non) non sembra essere il forte di MC. Probabilmente il fatto di avere una chat minimalistica in cui scrivere più di 20 caratteri diventa una impresa obbliga le persone ad essere ancora più concisi rispetto agli sms, quindi chi cerca amicizie o stimoli culturali forse non è qui che li può trovare… Ma come detto ci sono altre possibilità che rendono MineCraft veramente unico e sicuramente una pietra miliare nel suo genere. Se non altro può essere il biglietto di ingresso per i nuovi ragazzi nei mondi virtuali “veri” come quelli che tanto amiamo dove in effetti si entra per amplificare le proprie possibilità di comunicazione, di lavoro e di creatività di alta qualità.

Non credo che sia una buona strada quella di demonizzare questo mondo solo perchè è elementare e pixelato come i giochini che si giocavano 30 anni fa.

Salahzar

Intelligenza artificiale in SecondLife. Novità dal Pathfinding presto in SecondLife

27 maggio 2012 4 commenti

L’intelligenza artificiale così come è definita dalla nostra Enciclopedia Universale http://it.wikipedia.org/wiki/Intelligenza_artificiale è esprimibile in poche parole come

Con il termine intelligenza artificiale (o IA, dalle iniziali delle due parole, in italiano
[1]
) si intende generalmente l’abilità di un computer di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della menteumana. L’intelligenza artificiale è una disciplina dibattuta tra scienziati e filosofi, la quale manifesta aspetti sia teorici che pratici.
Nel suo aspetto puramente informatico, essa comprende la teoria e le tecniche per lo sviluppo di algoritmi che consentano alle macchine (tipicamente ai calcolatori) di mostrare un’abilità e/o attività intelligente, almeno in domini specifici.
Uno dei problemi principali dell’intelligenza artificiale è quello di dare una definizione formale delle funzioni sintetiche/astratte di ragionamentometa-ragionamento e apprendimentodell’uomo, per poter poi costruire dei modelli computazionali che li concretizzano e realizzano (in modo “goal-oriented“)
[2]
.

Ora come ho imparato a mie spese quando ho dato l’esame di Intelligenza Artificiale all’Università di Informatica di Torino, una cosa è la teoria è una cosa sono poi le applicazioni pratiche. Da idealista qual ero ero convinto che si potesse, almeno “introduttoriamente” simulare alcune delle caratteristiche del pensiero umano, anche se solo per principi di Emulazione e di simulazione, magari con calcoli statistici e/o con “trucchi” e piccoli inganni (ad. es. cfr. il programma Elisa sviluppato nel ’66 e famoso negli anni 80 http://it.wikipedia.org/wiki/ELIZA),

Un esempio di output del programma ELIZA

ELIZA è un Chatterbot scritto nel 1966 da Joseph Weizenbaum che fa la parodia di un terapeuta Rogersiano, in buona parte rispondendo al paziente con domande ottenute dalla riformulazione delle affermazioni del paziente stesso. Cosi, per esempio, alla frase “Mi fa male la testa” il programma può ribattere con “Perché dici che ti fa male la testa?” oppure la risposta a “Mia madre mi odia” potrebbe essere “Chi altro nella tua famiglia ti odia?”

Una rappresentazione di una rete neurale

Per dirla in breve, a parte alcuni risultati molto interessanti ottenuti con la tecnica delle reti neurali http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_neurale  (argomento peraltro tabù nella mia Università in quanto i risultati erano impredicibili e quindi a-scientifici), al momento l’intelligenza artificiale sembra un ramo abbastanza morto e deprimente.

Fanno una eccezione notevole i robot (dove appunto le reti neurali hanno brillanti applicazioni) e i video games, dove alcune tecniche particolari di Intelligenza Artificiale hanno una applicazione notevole nella programmazione dei cosiddetti NPC (Non Player Character). Se avete mai giocato a uno di questi giochi come WoW o altri dove ci sono i cattivi che vi inseguono o che scappano da voi, forse avete una idea di cosa si intende qua.

Ebbene Linden Lab dall’anno scorso ha investito moltissime energie in una tecnologia di Intelligenza artificiale nota come Pathfinding, il che consentirebbe di ottenere in SL dei “bot” (ma anche semplicemente degli oggetti, animali, mostri cose) in grado di avere un comportamento “intelligente”. Come detto il Pathfinding è solo un piccolo pezzo dell’Intelligenza artificiale, ma potrebbe essere un ottimo punto di partenza per Università ed altri enti per fare o dimostrare dei modelli di AI, ivi compresa la simulazione di ecosistemi di creature animali o virtuali. Mi viene ad esempio in mente a parte gli animali che si autoproducono (meebo e cavallini da compagnia), soprattutto applicazioni di simulazione di colonie batteriche o di ambienti naturali. Un esempio interessante è ad esempio offerto dal seguente video:

Simulazione di un ecosistema in Second Life. Con Piante, Erbivori e Carnivori. I Carnivori possono cacciare ed uccidere altre creature per mangiarne la carne. Gli erbivori possono mangiare frutti e le piante morte. Le Piante mangiano gli escrementi. I carnivori e gli erbivori producono escrementi quando digeriscono il cibo. Le piante producono frutti. Ognuno di loro produce dei cloni mutati fintanto che riescono a trovare abbastanza cibo. I loro “geni” consistono di colori, velocità, distanza di vista, angolo di vista, capacità di attacco, dimensioni dello stomaco, ecc. I tratti benefici richiedono energia: se una creatura può muoversi più velocemente ha bisogno di più cibo. Per cominciare il processo, alcune creature con geni casuali sono sganciati dal cielo finchè la popolazione si stabilizza attorno ad almeno 100 unità. Questo progetto è una mistura di “Breedable Pets in SL” e “Polyworld” e usa il nuoso sistema di SL denominator Pathfinding.

Entro pochi mesi questi sistemi saranno realtà nella grid ufficiale di SecondLife e consentiranno (così come 6 mesi fa la funzione di animazione llSetKeyFramedMotion), a SL di avere una marcia in più (e anche due) rispetto a OpenSim che si trova purtroppo ad arrancare e che implementerà queste funzioni se va bene dopo qualche anno.

Ma come potete fare se volete sperimentare da subito queste funzionalità?

Anzitutto, dovete scaricarvi un viewer sperimentale: http://wiki.secondlife.com/wiki/Linden_Lab_Official:Alternate_Viewers#Pathfinding e poi dovete collegarvi nella grid di Beta test chiamata “Aditi”. Ecco alcuni link importanti per capire meglio cosa sia il path finding: http://wiki.secondlife.com/wiki/Linden_Lab_Official:Alternate_Viewers#Pathfinding

Le funzionalità di scripting LSL pathfinding vi consentono di creare dei personaggi che riescono in modo dinamico ad evitare degli ostacoli e raggiungere degli obiettivi mentre realizzano alcuni comportamenti tipici che si possono incontrare o volere fare nei giochi o in altre esperienze virtuali, includendo:

  • Evitamento – cercare di stare lontano da uno specifico oggetto o avatar. Cfr llEvade.
  • Fuga – cercare di mantenere una determinata distanza da una locazione. Cfr. llFleeFrom.
  • Navigazione – Dirigersi verso una determinata locazione. Cfr. llNavigateTo.
  • Pattugliare fare la ronda – Muoversi attraverso un percorso definito da un insieme di  “punti di pattuglia.” Cfr. llPatrolPoints.
  • Catturare ricercare – Trovare uno specifico oggetto o avatar. Cfr. llPursue.
  • Vagabondare – Muoversi in modo casuale all’interno di una specifica distanza da un punto centrale . Cfr. llWanderWithin.
Il tutto ovviamente evitando ostacoli fissi e mobili e manifestando un comportamento “pseudo” intelligente.
Le possibilità ci sono tutte… Ora vediamo se il tutto si tradurrà in qualcosa di concreto e di appetitibile per Scuole, Università, community di Role Playing  o rimarrà soltanto limitato ai costruttori di “Breedable Pets”… Time Will Tell… (Chi vivrà vedrà)…

Per ulteriori dettagli:  Pathfinding LSL Functions.

 

 

Salahzar Stenvaag

 

OpenSim sempre più facile. Laboratorio per i nuovi mondi (New Word Studio) by Olish Newman consente installazione anche ai meno esperti.

Abbiamo scritto molto su installazioni di OpenSim “fast & sweet”, facili e veloci, in questo thread  https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/category/opensim2/, dove insegniamo ad installare OpenSim sul vostro pc windows e non grazie a sim-on-a-stick e come configurare l’accesso dall’esterno.

Da inizio 2011 è disponibile un ottimo tool opensource (solo per windows) costruito da Olish Newman che è anche uno dei principali gestori della grid New World Grid, http://www.newworldgrid.com/, una delle grid opensim più importanti e note soprattutto nei paesi francofoni.

Olish rende disponibile una versione di OpenSim, a costo di installazione zero, che consente fra le altre cose di configurare automaticamente il router e il firewall in modo da poter essere accessibili istantaneamente dal Web. Al momento in cui scrivo la NWS (New World Studio) è disponibile con la versione 0.7.1.1 di OpenSim che non supporta ancora le mesh nuova modalità V3 di Linden, ma con un piccolo trucco che vi spiego potete rapidamente adeguarlo alla versione 0.7.2, che ho verificato personalmente essere compatibile con il V3 e consente l’upload di Mesh e di Rigged Avatar, ideale quindi per chi volesse esercitarsi a produrre mesh in casa senza dipendere dai server Linden e dalla grid Aditi.

Per scaricare questa versione basta che andiate su questo link: http://code.google.com/p/newworldstudio/ da dove potete scaricare il programma. Una traduzione delle informazioni di questo software in Italiano (fatta dal sottoscritto), la trovate qui: http://code.google.com/p/newworldstudio/wiki/WikiHome?wl=it. La versione di base offre al momento la versione di opensim di Diva 0.7.1.1, ( https://github.com/diva/d2/downloads).

Una osservazione importante è che quando installate questo programma potete (opzionalmente)  abilitare il supporto alla condivisione della vostra CPU con i progetti BOINC http://boinc.berkeley.edu/, il che rende questo progetto particolarmente interessante per gli “attivisti” coloro che sono interessati alla salute del nostro pianeta.

Per poter tuttavia usufruire delle ultime novità di OpenSim 0.7.2, e in particolare il pieno supporto alle Mesh v3 (diverse dalle mesh precedenti che OpenSim supportava già da un anno e che ora non funzionano più), dovete seguire le istruzioni di questo sito: http://forum.newworldgrid.com/TUTO-to-change-the-OpenSim-version-in-the-new-version-of-New-World-Studio-Hypergrid-td3130786.html che poi tradotte in parole povere significano scaricarvi la versione 0.7.2 della distro di Diva r16915 da qui: https://github.com/diva/d2/downloads e ricoprire con il suo contenuto la cartella opensim/diva-r15592 che trovate nella distro di New World grid.

Fatto questo quando lanciate il programmino NewWorldStudio.exe potete configurare il vostro ambiente virtuale in pochi secondi, includendo l’accesso esterno (cosa che avevamo visto non essere immediata), il supporto BOINC se lo desiderate per un mondo migliore, e la configurazione automatica del vostro Router e Firewall. Io ho provato con discreto successo. Unico neo è che non è configurata la voce, cosa che abbiamo visto non essere banale neanche per opensim classico. Ricordate che se siete una utenza “domestica” dovete configurarvi uno specifico utente con dyndns.org dato che il vostro IP cambia normalmente spesso e che dovete usare questo indirizzo come l’indirizzo di riferimento in luogo del IP numerico che vi viene autodetectato). Per informazioni sull’uso di dyndns vedete qui: http://forum.spenki.it/threads/35-Come-registrare-un-dns-dinamico-su-www.dyndns.com-Guida

Cfr anche il seguente video:

 

 

 

 

 

http://www.dailymotion.com/embed/video/x9uac2
New World Studio Tutorials – How to startup di newworldgrid
New World Studio configura anche un intero webserver wifi per la configurazione di nuovi utenti che potete raggiungere all’indirizzo http://localhost:9000/wifi/login da dove potete aggiungere e configurare i vostri utenti.

Quando si lancia questo tool, poi potete collegarvi con il viewer 3. (O con tutti i viewer standard OpenSim). Usare il viewer 3 ha il vantaggio che potete uploadare anche le Mesh o i rigged avatars con una metodologia che ha indubbi vantaggi.

Tenete conto solo che nella mia esperienza:

  • Al primo ingresso il mio avatar si è trovato a 10000 metri di altezza e ho dovuto pazientemente aspettare che precipitasse verso terra 😦
  • Ho dovuto creare ex-novo tutte le parti della shape, skin, hair, e eyes, altrimenti il viewer 3.0 e firestorm non mi vedevano l’avatar di default
Se si eccettuano questi problemi poi sono riuscito ad importare le stesse mesh che usavo in SL e anche i rigged avatar che si comportano esattamente come in SL:
Quindi ancora vediamo che è possibile utilizzare i mondi virtuali al massimo della loro potenza (voice al momento esclusa), in modo facile efficace senza sborsare un soldo. 🙂
Salahzar Stenvaag
Categorie:OpenSim2 Tag:, ,

11:07AM: I start downloading opensim, 11:45AM: I have a working Multiuser Educational Virtual Space

26 febbraio 2011 3 commenti

Stellar Date  86415.25, “30 Minutes Virtual EDUKIT” 😉

Installing opensim must not be a complex thing such as sending a rocket to the Moon or driving a SpaceShip

Today I tried to delve into an issue I really wanted to share after having published around 1 month ago how to install Opensim in 2 minutes [https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/01/08/costruirsi-4-sim-opensim-in-due-minuti-sul-proprio-pc-gratis/]. The goal is to show that a simple person, even missing particular computer knowledge and without designing a Moon rocket, she can make up a Multiuser Cooperative Virtual Environment (or whatever you want to call it) using less time than she can ask information to official companies (like Linden Lab, IBM or others) and spending much less, i.e. ZERO $!!!!

When you are finished with these instructions you will find yourselves in a sim just ready to allow people in your school, classroom or office to register an avatar and to enter in a world where it is possible to organize virtual events. Due to the simplicity of this cheat-sheet there are some usage limitation it is worth to stress:

  • The environment doesn’t allow for a huge concurrent logged in avatars, so you should think to use it with 10 and probably up to 20 users. It depends much on the actual memory available to your server, CPU speed and network performance. A similar experiment made two years ago in an Italian school with obsolete hardware couldn’t let in more than 3-4 users.
  • Avatar appearance is that of female Ruth so people will need to work a bit to better their look (creating their shape, skin etc).
  • Advanced functionalities such as Group Handling or Offline IM are not available. For those you must wait next post.
  • Voice is not working (but yet the chat usage is much notable)
  • It is still an “alpha” OpenSim, so please don’t expect it to be exactly the same as SL, be prepared to relaunch it from now and then 🙂
  • It is not a full grid so don’t expect to build on it 40 connected sims. For that you need a real effective grid (see my further posts)
  • Even if this installation is designed to connect with other grids and to use Hypergrid teleports, the related knowhow is not covered by this post and will need some further learning.
  • What you are currently installing is a “standalone” sim not to be confused with other types of installations which are to be covered in future posts that can be connected to bigger grids like OsGrid or Craft.

This represents to me the finishing touch to a big dream I had some years ago: to provide a “(Knowledge) Kit” to teachers or anybody willing to build in their school, office, association, a 3D cooperative environment,  without being dependent on an external service provider or “Computer Experts”. Another big advantage of such solution is that being built to work in a Local Network it is separated from internet and so usable in those contexts such as Educational K12 where minors are involved and where teachers have a specific juridical responsibilities. Keep in mind that these instructions work on a small LAN with Windows computers  (XP SP3, Vista or Windows 7). You can do the same with Linux or Mac but you need to change something.

I’m calling this system Virtual “Edukit”: you just need to download TWO files from Internet (simOnAStick package and VCE oar) and with just a minimal simple manual modifications of a couple of files, you will be able to take off your SpaceShip !!!!!

Here is the log of my experience:

  1. 11:07AM I start downloading famous simonastick (135M)

    You can download it from here: http://simonastick.com/download/simonastick_1sim.zip (It’s also possible to download the 4-sim version),
  2. 11:10AM Unzip the file in a known folder  mysim
  3. 11:13AM I test it. Firstly launch  mysim\mowes.exe,
  4. Then from the subfolder mysim\diva-r13981\bin launch OpenSim.exe or OpenSim.32BitLaunch.exe (windows 7 or 64 bit)
  5. At last launch from the subfolder  mysim\Imprudence connecting to  loginuri  http://127.0.0.1:9000 with user usb me and password 123 (These operations have been already described in my first article). Now, I go to the console (that black one from the 2nd command)  and write  shutdown to close up the virtual world.
  6. 11:20AM To enable access from another machine I must modify following two files mysim\diva-r13981\bin\Regions\RegionConfig.ini

    and mysim\diva-r13981\bin\config-include\MyWorld.ini
  7. In both cases I need to find out using an editor the string  127.0.0.1 and replace it with the known IP of the machine where I’m installing  (do not touch any other character!). To get the machine  IP the simplest way is to use a DOS window and to write in it the  ipconfig command. For instance in my local network in VMWARE the correct IP address would be  192.168.201.130
  8. 11:27AM. Relaunch OpenSim.exe. Now the sim should be accessible from the LAN where your PC is connected. (Note: it is possible that you need to configure firewall to let pass through packets on the port 9000 or alternatively switch off your firewall).
  9. 11:28AM. Now I go to another machine in the local network where a SecondlIfe client is installed (or you can use the same USB stick described before with the Imprudence folder) and can try to connect using the user  usb me pwd 123 to the  loginuri of original  IP, i.e. http://192.168.201.130:9000. If everything goes well you should succeed 🙂 Otherwise you either have firewall problems, or the IP is wrong, or the configuration files had been wrongly edited in previous steps.
  10. 11:30AM. If now I launched the account manager on a browser http://192.168.201.130:9000/wifi I can configure additional accounts like “foo bar” (it should be quite intuitive) and can try to connect from a third machine.
  11. 11:36AM. Since this world is a bit boring I’m trying to liven it downloading a premade “oar” built for meetings and educators. I chose to download this freely available sim: http://openvce.net/resources/downloads/opensim-openvce.oar
    I got this from a catalog of prebuilt sims you might find useful: http://opensimworlds.com/index.php?part=worlds just put the file in the initial server machine under the folder mysim/diva-r13981\bin and type from the console following command: load oar opensim-openvce.oar
  12. Now you should have the full sim ready!!!!!!
  13. Other places where you can find prebuilt oars:
    http://www.hypergridbusiness.com/2009/11/four-sources-for-pre-made-virtual-worlds/
    http://myopensim.com/index.php?page=Assets&action=Category&categoryid=8&catname=OAR%20Files
    http://www.rexxed.com/tag/oar/
    http://opensimworlds.com/index.php?part=worlds

Disclaimer:

It can be possible that even following this guide you will not succeed in setting up a working  OpenSim in a lan in exactly half an hour, maybe it can take you various hours, or some problems connected with your computer, graphic card, firewall might make it useless on your in your environment. Before committing yourself and promising success to others, it is advisable to scout the environment and to verify it can work  (you just need a limited time insite). However to be optimistic, if you have modern computers, up-to-date graphic cards everything should work smoothly. Remember that even very “powerful” laptop are not really powerful when it comes to “server” tasks like OpenSim needs.

To know more you can contact me using the email salahzar [at] gmail [dot] com, or contact International opensim community like osgrid.org which should be very keen on helping educators and noprofit communities willing to use these tools.

Salahzar Stenvaag

Ore 11.07: Inizio a scaricare opensim, ore 11.45: Ho uno spazio virtuale educativo multiutente funzionante!

12 febbraio 2011 4 commenti

Data stellare 86415.25, SimOnAStick EDUKIT 😉

Installare opensim non deve essere una cosa complessa come mandare un razzo sulla luna

Stamane ho provato ad approfondire un discorso che mi stava molto a cuore dopo avere pubblicato un mese fa l’installazione di opensim in 2 minuti con l’articolo [https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/01/08/costruirsi-4-sim-opensim-in-due-minuti-sul-proprio-pc-gratis/]. L’obiettivo è di dimostrare che senza dover progettare e lanciare un razzo sulla luna una persona priva di particolari competenze informatiche può realizzare un ambiente virtuale cooperativo multiutente in un tempo decisamente inferiore al tempo con cui si potrebbe richiedere informazioni di questo tipo a strutture preposte (come la Linden, IBM o altri), e sicuramente avendo speso meno e cioè 0 € !!!!

Al termine di questa installazione vi troverete con una sim già pronta per consentire alle persone della vostra scuola, della vostra classe o del vostro ufficio di registrarsi un avatar e di entrare in modo da poter fare degli incontri virtuali. Va da se che la semplicità dell’installazione è tale che presenta anche qualche limitazione d’uso che va sottolineata:

  • L’ambiente non regge una quantità altissima di avatar, ma se pensate di usarlo con meno di  10 utenti (e probabilmente anche fino a 20),  dovrebbe funzionare. Dipende molto dalla memoria disponibile al vostro server, dalla velocità della CPU e dalla velocità di rete. Un esperimento simile fatto due anni fa presso una scuola con computer vecchi e lenti non riusciva a far entrare più di 3-4 utenti.
  • L’apparenza degli avatar è quella di Ruth e quindi ci andrà un po’ perchè la gente si possa migliorare il look
  • Non sono disponibili funzionalità avanzate come gestione dei gruppi e IM offline per quello attendete un mio successivo articolo
  • La voce non funziona (ma già fare le cose in chat è notevole)
  • E’ sempre OpenSim quindi non aspettatevi che funzioni uguale a SL e inoltre aspettatevi di doverla rilanciare di tanto in tanto 🙂
  • Non è una grid intera quindi non aspettatevi di costruire qui sopra 40 sim collegate. Per quello occorrerà costruire una grid vera e propria (vedi mio successivo articolo)
  • La sim è in realtà già predisposta per collegarsi ad altre grid e per usare HyperGrid, ma il knowhow per farlo non è coperto da questo articolo e necessita uno sforzo aggiuntivo.
  • La sim che state installando viene detta in gergo “standalone” da non confondersi con le installazioni che copriremo più avanti di sim collegate a network come craft o osgrid.

Questo rappresenta per me il coronamento di un grande sogno che avevo da anni:  fornire un cosiddetto “kit” (cognitivo) agli insegnanti o a coloro che vogliano realizzarsi presso la propria scuola, ufficio, ente, un sistema cooperativo 3D senza dipendere da fornitori di servizio esterni e senza dipendere da “esperti” informatici. Un altro notevole vantaggio di una soluzione del genere è che essendo costruita per funzionare su una rete locale è segregata da Internet e quindi utilizzabile in sicurezza in realtà educative con minorenni dove occorre fare molta attenzione onde evitare responsabilità giuridiche. Ricordate che queste istruzioni funzionano su una piccola rete locale con computer Windows (XP SP3, Vista o Windows 7). Si può fare anche utilizzando Linux o mac, ma adeguando opportunamente le istruzioni.

Io chiamo questo sistema “Edukit” virtuale: scaricando infatti soltanto DUE file da Internet (la simOnAStick e l’oar di VCE) e con pochi interventi manuali mirati, si riesce a far decollare l’Astronave !!!!!

Ecco in sintesi il diario dell’esperienza:

  1. ore 11.07 inizio a scaricare il famoso simonastick (135M)

    descritto nell’articolo precedente da qui: http://simonastick.com/download/simonastick_1sim.zip (potete anche scaricare la versione a 4 sim),
  2. ore 11.10 Unzippo il file in una cartella nota mysim
  3. ore 11.13 Lo provo, lanciando prima mysim\mowes.exe,
    poi dalla sotto cartella mysim\diva-r13981\bin lancio OpenSim.exe
    e infine lancio dalla sottocartella mysim\Imprudence collegandomi alla loginuri  http://127.0.0.1:9000 con l’utente usb me e password 123 (operazioni già descritte nel mio primo articolo).Vado sulla console (quella del secondo comando) e scrivo shutdown per chiudere il mondo virtuale.
  4. ore 11.20 Per abilitare l’accesso dall’esterno modifico i seguenti due file mysim\diva-r13981\bin\Regions\RegionConfig.ini

    mysim\diva-r13981\bin\config-include\MyWorld.ini in ambedue i file sostituite usando un editor la stringa 127.0.0.1 con l’IP interno della macchina su cui sto installando (attenzione a non toccare nessun altro carattere!). Per avere l’indirizzo IP il modo più semplice è quello di scrivere da una finestra DOS il comando ipconfig. Ad esempio da me che sono su una rete locale di VMWARE il mio indirizzo risulta 192.168.201.130

  5. ore 11.27. Rilancio OpenSim.exe. A questo punto la sim dovrebbe essere accessibile dalla LAN a cui è collegato il vostro PC. (NB: è possibile che dobbiate configurare il firewall per far passare le chiamate sulla porta 9000 oppure spegnere il firewall eventualmente attivo).
  6. ore 11.28. Vado su un’altra macchina della lan dove sia installato un client secondlife esempio Imprudence (oppure portatevi dietro la penna usb di sopra con il client Imprudence) e provate collegarvi con l’utente usb me alla loginuri del vostro IP ad esempio http://192.168.201.130:9000. Se tutto va bene dovreste entrare 🙂 Altrimenti o avete dei problemi di firewall, oppure avete il codice IP sbagliato oppure avete modificato male i due file di configurazione di cui al punto 5.
  7. ore 11.30. Lancio il gestore degli utenti con http://192.168.201.130:9000/wifi e configuro un nuovo utente esempio “pinco pallino” (è abbastanza intuitivo dalla videata) e provo ad entrare da una terza macchina.
  8. ore 11.36. Visto che il mondo è un po’ noioso mi scarico un oar già pronto per finalità di meeting ed educational. Io mi sono scaricato questo oar: http://openvce.net/resources/downloads/opensim-openvce.oar
    ottenuto da questo elenco di sim prefabbricate che può tornarvi utile: http://opensimworlds.com/index.php?part=worlds mettetelo nel server iniziale sotto mysim/diva-r13981\bin e dalla console date questo comando: load oar opensim-openvce.oar
  9. A questo punto dovrebbe avervi caricato la sim intera!!!!!!
  10. Altri posti da cui scaricare oar prefabbricati:
    http://www.hypergridbusiness.com/2009/11/four-sources-for-pre-made-virtual-worlds/
    http://myopensim.com/index.php?page=Assets&action=Category&categoryid=8&catname=OAR%20Files
    http://www.rexxed.com/tag/oar/
    http://opensimworlds.com/index.php?part=worlds

Disclaimer:

Non è detto che anche seguendo questa guida ce la facciate a mettere in piedi una OpenSim in lan in esattamente mezz’ora, magari potete impiegare qualche ora, oppure qualche problema legato al tipo di computer, di scheda grafica di firewall ecc potrebbe rendere il tutto inutilizzabile nella vostra specifica situazione. Prima di cantare vittoria fate una verifica (vedete che basta poco). Io sono ottimista che con computer moderni, schede grafiche recenti il tutto potrebbe funzionare. Ricordate inoltre che i portatili hanno caratteristiche non eccezionali.

Per saperne di più contattatemi via email salahzar [chiocciola] gmail [punto] com, o contattate la community italiana di craft (http://www.craft-world.org/) che è molto vivace e può volentieri aiutare gli educatori e le community noprofit che intendono utilizzare questi strumenti.

 

Salahzar Stenvaag

Pubblicare un libro nei mondi virtuali (SL): la soluzione OpenSource.

Una caratteristica importante ed essenziale dei mondi virtuali è la “condivisione” di un ambiente dove varie persone possono consultare e discutere su una informazione che appare contemporaneamente a tutti. Questo può essere una interessante esperienza “spaziale” ed una nuova esperienza di lettura.

L’esperienza “immersiva” di un foglio virtuale

Immaginate di essere in questi mondi “virtuali” e di creare un “librone” alto come un palazzo che è possibile sfogliare insieme pagina per pagina, vedendone le pagine, leggendole e commentandole, magari con un accompagnamento multimediale. Questo è possibile con un sistema di “editoria” digitale presente su SecondLife che ha generato negli anni passati varie iniziative, case editoriali si sono sviluppate presentando alcuni titoli sviluppati specialmente all’interno e per il consumo in SecondLife.

sempre libri

Non è mia intenzione elencare le varie land, gruppi e persone che fanno editoria in SecondLife, ma bensì aiutare chi voglia pubblicare dei contenuti in SL a capire quali “tecniche” e quanto costi in termini di preparazione, soldini e tempo questa attività.

Ci sono alcuni prodotti professionali (a pagamento) che consentono di “stampare” dei libri e di vendere copie come se fossimo nel mondo reale. Il costo di questi sistemi è attorno a circa 1000 L$, ma la buona notizia è che ci sono anche delle soluzioni OpenSource che sono più che accettabili e consentono di produrre e distribuire libri rispettando i vincoli della licenza GNU che ricordiamo obbliga a non far pagare per la distribuzione del software di questi oggetti. (cfr ad esempio il prodotto costruito nel 2005 da Issarlk Charnoir che trovate qui: https://marketplace.secondlife.com/p/OpenSource-eBook-script/1782804).

Uno script opensource per pubblicare libri

Personalmente penso che si possano distribuire libri in formato Creative Commons, ma ricordiamo che il vincolo della gratuità GPL è limitato al software e non al contenuto di ingegno che può essere liberamente venduto. Perfino lo stesso software sotto licenza GPL può essere venduto senza violare la licenza (a condizione però di mantenere aperto il software venduto). Cfr: http://en.wikipedia.org/wiki/Free_software#Selling_free_software, in particolare il pezzo

“It should be noted that when you distribute the software you must provide the source code as well and must allow others to distribute it. This makes it hard to have a business based on selling software. “

“E’ importante osservare che quando distribuite il software DOVETE fornire il codice sorgente e dovete consentire a chiunque di ridistribuirlo. Questo rende difficile fondare un business vendendo software GPL”, ma le pagine del vostro libro non sono ovviamente “software” 🙂

per chi proprio volesse vendere il risultato del suo ingegno per guadagnarsi la pagnotta nulla vieta in principio di distribuire a pagamento un pacchetto con il software aperto e con le pagine nocopy/nomodify/notrasfer se proprio lo desiderano, proteggendo quindi il proprio ingegno. Anche se è da sottolineare che in linea di principio qualche malintenzionato su secondlife può rubare le texture con prodotti illegali, violando i Termini di Servizio impostati dalla Linden.

Ma a parte i termini legali, come si può fare a costruire un libro virtuale?

Trasformazione in pagine jpg/gif

Il primo passo consiste nel prendere il proprio libro ed “impaginarlo” su N immagini jpg o gif. Se il vostro documento è in powerpoint o in microsoft word è abbastanza facile perchè esiste un apposito export jpg. Se non ce l’aveste a disposizione potreste prendervi una “stampante virtuale” che genera immagini jpg. Guardate anche qui:http://www.wikihow.com/Change-a-Word-Document-to-Jpeg-Format per un modo “ovvio” per generare immagini jpg. Oppure per stampare in blocco potete utilizzare pdfcreator opensource http://www.pdfforge.org/pdfcreator, che però ha alcuni problemi di “qualità” o se volete qualcosa di professionale  (purtroppo a pagamento) il migliore che ho trovato è Zan Printer (http://www.zan1011.com/download.htm).

Se potete convertite le immagini in modo che siano di buona qualità ma in un formato “leggero” che non pesi troppo. Una immagine nell’ordine dei 50-200K byte è accettabile, immagini di 8 Megabytes sono molto pesanti.

Rename & Upload delle immagini su secondlife.

Purtroppo ogni immagine deve essere uploadata a parte e costa 10L$, che è un costo irrisorio, ma se state pubblicando un libro di 800 pagine comincia a diventare una spesa dell’ordine delle decine di €, oltre ovviamente al tempo che impiegate a scaricare ogni immagine. Ricordatevi di chiamare ogni pagina con un nome che illustri la posizione ad esempio 00-titolo, 01-pagina 1 ecc, in modo che risulti poi visualizzata nell’ordine giusto.

Un accorgimento che avevo sviluppato negli ultimi anni consisteva in un adattamento dei normali script in modo da accogliere multi-texture fatte con zan printer o con pdf-creator raccogliendo 4 pagine per immagine. In questo modo si riesce a risparmiare circa il 75% delle spese di upload della texture.

Non appena riesco cercherò di fornire il sorgente di uno script che consente di utilizzare le multitexture con questi script.

Lettura privata dei libri e riviste

Nonostante quanto detto ad inizio articolo vi sono persone che preferiscono leggersi il proprio libro in modo privato, questo si ottiene “indossando” una versione del libro (opportunamente ridotta) in modo che appaia come HUD cioè sia visibile solo ai singoli avatar. Per la cronaca un HUD è una specie di informazine sempre visibile che sullo schermo. E’ spesso considerata un mezzo alternativo per sfogliare giornali e riviste.

Relazione con gli strumenti di proiezione diapositive e corsi

Ai più attenti non sarà sfuggita la coincidenza che questi “libri” virtuali hanno più di un collegamento con i “proiettori” di diapositive usate spesso nelle lezioni e negli incontri in SecondLife. Gli script all’opera sono molto simili. Spesso però alle diapositive vengono accompagnati dei “puntatori” o dei riferimenti “evidenziazioni” che consentono al presentatore di mostrare la zona della pagina che si sta discutendo.

Usare i nuovi Shared Media?

Con l’avvento del nuovo viewer 2.0 a febbraio 2010 sembrava che non ci fosse quasi + bisogno di utilizzare trucchetti per presentare libri su SecondLife (i libri potevano essere consultati in modo elegante e sofisticato puntando a pagine in flash sul web). Purtroppo la mancata adozione del viewer 2.0 (moltissimi preferiscono ancora la “vecchia” interfaccia offerta dai viewer alternativi (Phoenix in testa)) e la diffidenza di altri verso l’accesso via web sta rendendo questa strada al momento non ancora praticabile. Forse nel 2011 quando uscirà il nuovo Phoenix con il support Shared Media (previsto fra circa 4 mesi), comincerà veramente a diffondersi questo modo alternativo (e molto più semplice) di fruizione editoriale.

Un esempio di immagine multipla 2×2 che può essere proiettata a pezzi

“Case editrici” in SecondLife

Come accennato all’inizio pare che alcuni avatar italiani si siano sforzati di creare una “editoria” digitale tutta interna in SecondLife, producendo e “stampando” libri. Nel 2008 Volver aveva iniziato a distribuire alcuni libri ma al momento risulta inattiva, mentre “Il Faro” pare l’unica realtà interna a SL che produce, stampa e vende libri. http://portocervo-sl.blogspot.com/2008/11/presentazione-della-antica-stamperia-il.html. Esistono anche diversi magazine e riviste, ma ne tratteremo in altro articolo 😉

Presentazione della Antica Stamperia “il Faro”

Salahzar Stenvaag

OpenSim e mondi virtuali per insegnamento nelle scuole superiori (un esempio tutto Italiano)

25 ottobre 2010 5 commenti

Il dibattito sullo spostamento delle attività didattiche fuori dall’ala protettiva della Linden (Second Life) è abbastanza recente, a seguito delle recenti decisioni della Linden di alzare notevolmente i costi rimuovendo gli sconti offerti ad educatori e realtà noprofit. Tuttavia già da diversi anni ci sono molte realtà educational che lavorano utilizzando lo strumento “OpenSim” (http://opensimulator.org).

Il motivo per cui in passato si pensava di utilizzare OpenSim anzichè Second Life (SL) era riassumibile nei seguenti punti:

  • in SL “standard” non potevano entrare i minori di anni 18. Anche se esisteva la TeenGrid in questa potevano entrare solo appunto i teen da 13/17 anni. D’altra parte l’ingresso di avatar adulti e lo scambio di oggetti fra le due grid era abbastanza complesso e difficile da gestire.
  • il costo dell’acquisto e della gestione di una sim, anche con gli sconti del 50% una sim costa 700 $ per l’acquisto più un pagamento di 147.5 $ come tier mensile (aggiungeteci l’IVA e credo che siamo su un costo annuale di 2124$ (pari a circa 1600 €). Queste cifre dovranno essere raddoppiate dal 1 Gennaio 2011.
  • il controllo del contenuto e dell’accesso. La delega della gestione hardware e della gestione delle policy alla Linden se da un lato semplifica molto riducendo i problemi, d’altro canto impedisce un controllo effettivo di chi abbia accesso ai dati (problemi di privacy, e di proprietà intellettuale). Ricordiamo che tutto il contenuto immesso in SL, nonostante le apparenze diventa di fatto di proprietà della Linden e memorizzato su server non controllati.

D’altronde vi erano alcuni e diversi problemi nello scegliere una architettura OpenSim:

  • Complessità della gestione dell’infrastruttura tecnica (Mantenere un server OpenSim può essere un problema non indifferente necessitando di tecnici, amministratori di sistema) e sicuramente non alla portata di una scuola superiore per quanto organizzata adeguatamente.
  • Instabilità e mancanza (o implementazione parziale) di feature importanti come ad esempio l’uso della voce, la possibilità reale di essere in molti avatar su una sim (in SL si riesce normalmente ad arrivare senza particolari problemi a 40 avatar, su OpenSim a volte ci sono problemi anche solo con 10 persone collegate).
  • Lo scripting di OpenSim è abbastanza diverso da quello di SL, per cui attività banali che si possono fare su SL possono risultare più grezze o non funzionare per nulla su OpenSim.

Nonostante i difetti preannunciati alcuni insegnanti pionieri si sono voluti cimentare e hanno recentemente svolto degli esperimenti didattici in OpenSim. Ecco il video della loro esperienza. Presentata con ottimo successo all’iniziativa

Città della Scienza
Napoli 13 14 15 ottobre 2010

Vedete anche sul blog:  http://matematicando3d.blogspot.com/

E qui di seguito il depliant della loro presentazione.

DIDATTICA DELLA MATEMATICA NEI MONDI 3D
Il progetto prevede una sperimentazione di insegnamento della matematica nei mondi virtuali, ambienti tridimensionali, fruibili grazie a SLW (second life world) una opensim gestita dall’ANSAS. I docenti interessati a tale sperimentazione (insegnanti di matematica e non solo, provenienti da varie città)si cimentano da circa un anno, nella progettazione di attività per una didattica della matematica innovativa e interattiva che utilizza una nuova metodologia di insegnamento: la metodologia immersiva. Gli alunni imparano giocando, utilizzando software simili a videogiochi, frequentano laboratori e luoghi di apprendimento, si cimentano nella risoluzione di quiz logici, in costruzioni geometriche non sempre riproducibili nella realtà, approfondiscono le loro conoscenze scoprendo curiosità e applicazioni non sempre riportate nei testi scolastici. Tutto ciò accedendo alla opensim attraverso il computer e partecipando alla pratica operativa nelle vesti di avatar.. Il progetto didattico è ancora in via di sperimentazione. L’intento del gruppo di lavoro è quello di verificare la potenzialità educativa della didattica nei mondi virtuali sperimentandola prima nelle proprie scuole. L’esperienza potrà essere riprodotta da tutti i docenti che riterranno i mondi virtuali, utili per una forma di insegnamento alternativo. I mondi 3D sono ambienti stimolanti per una partecipazione attiva e divertente per gli studenti e non solo. Costruire strumenti didattici è proficuo e stimolante anche per i docenti che attraverso un’interazione in rete tra  scuole diverse ampliano le loro conoscenze. L’ideazione, l’organizzazione e la realizzazione in mondi virtuali di ambienti e laboratori di pratica  operativa logico-matematica sono alla base del nostro progetto di gruppo che si propone di superare l’individualismo valorizzando il contributo di ciascuno, di confrontarsi per migliorare la motivazione all’insegnamento, condividendo un obiettivo comune, costruendo insieme, lavorando in simbiosi, superando anche difficoltà tecniche, quali formazioni professionali diverse, individuazione iniziale di ruoli dei membri, obiettivi differenti.
I relatore: matematica piacevole in 3D, quiz, illusioni e altro.
II relatore: geometria in 3D, laboratorio di costruzioni.
DOCENTI PARTECIPANTI: Giannetti Luisa (Napoli) e Messere Maria (Bari) relatrici, Bozzuto Roberto (Foggia) supporto tecnico, Giurgola Giliola (Torino).

Ci sono un sacco di altre esperienze simili, e sicuramente varrebbe la pena scambiarsi le proprie esperienze.