Archivio

Archive for the ‘Virtual Worlds Projects’ Category

Una My Life in Second Life

by AquilaDellaNotte Kondor

.

.

Non sono numerose le iniziative editoriali che riguardano l’approfondimento e la cronaca sui Mondi Virtuali, poiché gestire una redazione, con passione ed entusiasmo, come tutte le imprese che nascono e si sviluppano nel Metaverso, costa il tempo che si ha a disposizione qui, sacrificando spesso la parte di svago, di divertimento. Essendo noi di Virtual Worlds Magazine parte in causa, sappiamo bene quali sono le difficoltà, ma anche le soddisfazioni, che si raccolgono su questa strada: dalla selezione dei redattori, all’organizzazione del Magazine, all’approfondimento di temi spesso originali e complessi, quali le dinamiche sociali nel Metaverso. E proprio perché sappiamo quanta fatica c’è dietro, vogliamo rendere omaggio al secondo anniversario di una interessante iniziativa editoriale, portata avanti da Edwardi Mosely e dal suo team: My Life Magazine, che si sta trasformando in “My Virtual Life Magazine” in questi giorni. Ne parliamo con il suo fondatore e manager: Eddy Mosely.

 

[08:32] AquilaDellaNotte Kondor: allora Eddy, ci troviamo di fronte ad un anniversario, sono già due anni ormai, non è vero?

[08:34] Eddy (edwardi.mosely): si, sono due anni che gestisco come editore il progetto My Virtual LIFE magazine, ma è da un anno che abbiamo realizzato fortemente i 10 numeri della rivista stessa, e, festeggiando con il numero di novembre, omaggeremo i 12 giornalisti e fotografi della redazione.

[08:35] AquilaDellaNotte Kondor: quindi il primo anno non uscivate regolarmente?

[08:35] Eddy (edwardi.mosely): si, scrivevamo su altri apparati, tipo SLenquirer Italia, una rivista online, sezione Italia.

[08:36] AquilaDellaNotte Kondor: quindi quand’è nata in effetti la rivista col nome di My Virtual Life?

[08:37] Eddy (edwardi.mosely): My Virtual LIFE è il nome che darò nella serata del 29 novembre alla rivista, in precedenza è stato iniziato il progetto con il nome My LIFE, ho voluto dare una caratterizzazione più marcata al nome, inserendo Virtual.

[08:38] AquilaDellaNotte Kondor: ho capito, da My Life a My Virtual Life. Ma a parte il nome, in che cosa consiste questa tua idea di magazine?

[08:39] Eddy (edwardi.mosely): l’idea di rivista è la seguente: riuscire a dare un prodotto diverso da quello che il mercato offre, ovvero la possibilità di inserire i link all’interno degli articoli, e l’inserimento del video, rendendo il tutto un prodotto multimediale.

[08:40] AquilaDellaNotte Kondor: quando parli di mercato di riferimento a cosa ti riferisci?

[08:41] Eddy (edwardi.mosely): al mercato della community italiana. Quella straniera, come tutti conoscono, è pieno di magazine, che da anni sono sulla ribalta del mercato, e creano un prodotto documentando  ogni evento e notizia nel migliore dei modi.

[08:42] AquilaDellaNotte Kondor: quindi pensi a un qualcosa che caratterizzi il tuo magazine rispetto agli altri, ma in che modo?

[08:42] Eddy (edwardi.mosely): dando  alcuni servizi che molte riviste non forniscono, il link cliccabile e l’introduzione di video, cosa che molti giornali online non riescono a fornire.

[08:43] AquilaDellaNotte Kondor: i link e i video ci sono su tutti i blog, è difficile inventarsi qualcosa di nuovo in questo campo,

[08:43] Eddy (edwardi.mosely): si giusto, ma non all’interno di riviste di magazine. Specie gli stranieri, sono ancora molto fermi su vecchie concezioni che devono assomigliare alle riviste in RL.

[08:44] Eddy (edwardi.mosely): il mondo sta cambiando, e quindi non è possibile non avere un prodotto dinamico che guardi al futuro.

[08:45] Eddy (edwardi.mosely): basta sfogliare gli articoli, per ognuno c’è assegnato un link, che riporta il lettore all’interno del mondo virtuali di Second Life.

[08:46] AquilaDellaNotte Kondor: se mi copi il link lo guardiamo e commentiamo insieme.

[08:46] Eddy (edwardi.mosely): si, eccolo: My Life  Magazine – Ottobre – 2012 http://it.calameo.com/read/000875024f47d65821870

[08:48] AquilaDellaNotte Kondor: complimenti è un bel lavoro.

[08:49] Eddy (edwardi.mosely): grazie Aquila.

[08:49] AquilaDellaNotte Kondor: ma perchè gli hai dato una forma di rivista, con Calameo, tipica della RL , mentre in rete si usano altri modelli, come i blog o i siti web?

[08:50] Eddy (edwardi.mosely): perchè volevo  realizzare qualcosa di diverso, come in RL.

[08:51] Eddy (edwardi.mosely): ci sono i giornali dove la notizia è immediata, ogni momento potrebbe uscire la news, e le riviste, dove si radunano le notizie, cercando di raggrupparle per una uscita unica, due modi diversi per  fare giornalismo.

[08:52] AquilaDellaNotte Kondor: parliamo di contenuti, che cosa vuoi raccontare su questa rivista?

[08:53] Eddy (edwardi.mosely): i contenuti spaziano enormemente: si raccontano i posti, le land magnifiche, dove la creativa è unica, si racconta del sociale.

[08:54] AquilaDellaNotte Kondor: cosa vuoi raccontare, in particolare, nella rivista, la vita in Second Life?

[08:54] Eddy (edwardi.mosely): si, i contenuti dicevo sono vari, si raccontano i fatti in posti caratteristici di Second Life, gli avatar che realizzano eventi particolari, che creano qualcosa che rimane, avvenimenti no profit, ecc.

[08:56] AquilaDellaNotte Kondor: si ce ne sono diversi in Second Life.

[08:57] AquilaDellaNotte Kondor: vedo che c’è anche della pubblicità nella rivista, avete sponsors?

[08:57] Eddy (edwardi.mosely): si all’interno della rivista si possono acquistare spazi pubblicitari, dove viene realizzata una pagina pubblicitaria, a secondo del brand, cercando di dare un segnale particolare con la fotografia.

[08:58] AquilaDellaNotte Kondor: quindi avete anche una gestione economica collegata alla rivista, è un progetto anche commerciale?

[08:58] Eddy (edwardi.mosely): si, certamente, giusto per affrontare alcune spese e investire nelle nuove leve, dei giornalisti. I giornalisti sono pagati.

[08:58] AquilaDellaNotte Kondor: quanti siete nella redazione?

[08:59] Eddy (edwardi.mosely): siamo una redazione composta da 12 persone

[08:59] AquilaDellaNotte Kondor: e sono tutti pagati per gli articoli?

[09:00] Eddy (edwardi.mosely): si, poi alcuni non vogliono il compenso perché si sono affezionati e lo fanno con passione. Scrivere deve essere una passione.

[09:00] AquilaDellaNotte Kondor: certo, scrivere costa lavoro e tempo, occorre avere una forte motivazione da parte dei giornalisti. Come siete organizzati?

[11:11] Eddy (edwardi.mosely): siamo organizzati  con giornalisti e grafici, in tutto 12

[11:12] AquilaDellaNotte Kondor: ma avete specializzazioni per temi, o tutti seguono ogni tipo di evento?

[11:13] Eddy (edwardi.mosely): no, ogni giornalista potrebbe scrivere su qualsiasi evento.

[11:13] AquilaDellaNotte Kondor: parliamo del futuro, quali sono i vostri progetti?

[11:14] Eddy (edwardi.mosely): ho un grande progetto, una collaborazione, con una università, con dei professori, con i quali approfondire una collaborazione sulla creazione di una rivista, all’interno del mondo virtuale, trovare una giusta miscela, tra reale e virtuale.

[11:16] AquilaDellaNotte Kondor: trattando cioè anche argomenti del mondo reale?

[11:16] Eddy (edwardi.mosely): realizzando insieme almeno un numero del magazine, con l’esperienza di nuovi giornalisti del futuro.

[11:17] AquilaDellaNotte Kondor: scusami ma non ho ben capito.

[11:17] Eddy (edwardi.mosely): il progetto sarebbe una collaborazione con una università che si occupa di telecomunicazioni.

[11:18] AquilaDellaNotte Kondor: capito, un’esperienza di certo interessante da realizzare.

[11:19] Eddy (edwardi.mosely): si molto impegnativa, ma come disse un presidente americano, andiamo sulla Luna perchè è difficile, non perchè è facile.

[11:19] AquilaDellaNotte Kondor: ottimo proponimento …

[11:19] AquilaDellaNotte Kondor: per quanto riguarda te, hai rinunciato a fare altro in Second Life o riesci a conciliare gli impegni con la gestione del magazine?

 [11:20] Eddy (edwardi.mosely): la mia Second Life gira intorno al magazine, alla creazione di programmi show da realizzare per serate, e il mio sito di supporto.

[11:20] Eddy (edwardi.mosely): in più, ho introdotto la mia società, la EdmoseGRoup, nel sistema borsa di SL, ovvero Capex.com.

[11:21] Eddy (edwardi.mosely): guarda: http://www.slcapex.com/

[11:21] Eddy (edwardi.mosely): qui sono iscritte 60 attività di Second Life, ogni giorno agiscono gli investitori e azionisti, acquistando e vendendo azioni di queste società.

[11:22] AquilaDellaNotte Kondor: è una società “virtuale”, o c’è qualche aggancio con la RL?

[11:22] Eddy (edwardi.mosely): no è tutto virtuale

[11:23] AquilaDellaNotte Kondor: quindi, ricapitolando….

[11:23] AquilaDellaNotte Kondor: abbiamo il magazine, la land con gli eventi,
e questa società di brokeraggio. Che azioni tratta?

[11:23] Eddy (edwardi.mosely): EDMOSEGROUP gestisce my Virtual LIFE, rivista, my hot life, fumetto, e poi il sito, la gestione di show in Second Life, e video. Il tutto inserito nel contesto della borsa.

[11:27] AquilaDellaNotte Kondor: e come funziona questa attività di borsa? che “azioni” scambiate?

[11:28] Eddy (edwardi.mosely): le azioni delle singole società.

[11:30] AquilaDellaNotte Kondor: una serie di iniziative che impegnerebbe il tempo pieno di chiunque …
Posso chiederti che lavoro fai in RL, se puoi dirlo?

[11:34] Eddy (edwardi.mosely): si, sono un libero professionista nel settore assicurativo, risarcimento danno.

[11:35] AquilaDellaNotte Kondor: bene Eddy, hai qualche altra cosa da evidenziare relativamente al magazine? Io avrei finito le mie domande.

[11:37] Eddy (edwardi.mosely): va bene cosi,
grazie.

[11:37] AquilaDellaNotte Kondor: ti ringrazio molto per la tua disponibilità, e ti faccio i migliori auguri, anche a nome della nostra redazione.

[11:38] Eddy (edwardi.mosely): grazie a te per l’intervista, ciao.

Ripartiamo da qui.

.

.Esattamente un anno fa, prendendo spunto da un eccezionale lavoro di team, che un gruppo di amici, spesso rivali nella quotidianeità, era stato capace di organizzare, in occasione dell’evento in più serate “2Lei in Second Life”, mi esprimevo in questi termini, relativamente alle attività che si svolgono nel Metaverso: “Forse la lontananza dai riflettori e la voglia di tornare a crescere hanno compattato questa comunità, forse la conoscenza reciproca, consolidata in diverse occasioni negli ultimi tempi, e forse anche la maturità, raggiunta da questi gruppi, ha prodotto un risultato veramente incoraggiante per il futuro”. Da quel lampo d’ingegno, realizzatosi per merito di tanti, ha preso spunto una nostra riflessione, spingendoci a riflettere e a indagare su quale sia il motivo che impedisce di lavorare normalmente, nella quotidianità,  in un clima di supporto e collaborazione reciproca. Una riflessione profonda su quali siano le cause che impediscono il decollo di questo Mondo Virtuale.

Siamo così partiti per un lungo viaggio, durato un anno, e sulle cui esperienze vogliamo tirare ora le somme, in occasione del prossimo evento “2Lei in Second Life”, di cui parleremo in un prossimo articolo. Quell’evento ci fornì  lo spunto per il viaggio intrapreso, e quanto abbiamo appreso in questo viaggio ci consente, a un anno di distanza, una riflessione a questo punto più articolata e documentata.

Siamo partiti dal punto a nostro parere più basso della capacità elaborativa e culturale che si esprime nel Metaverso, non certo per motivi morali, intendiamoci, ma come capacità propositiva e di costruzione del futuro. Siamo partiti da quelli che, con un termine grossolano, ma che è servito ad accendere il dibattito, abbiamo chiamato i “bassifondi” di Second Life. Ne è scaturito un dibattito dai toni molto accesi, che ha messo in evidenza tanta passione, ma anche tante contraddizioni, sia da parte dei frequentatori, orgogliosi, dei cosiddetti “bassifondi”, sia da parte dagli snob, o “intellettuali”, che poche parole hanno speso nell’analisi che abbiamo stimolato e che a noi interessava, dal punto di vista sociale. Partendo da quella esperienza, a mio parere molto positiva, poiché emblematica del livello di separazione che regna tra gli ambienti sociali del Metaverso, siamo risaliti, man mano, durante tutto quest’anno, a individuare e a mettere in risalto i diversi aspetti del modo in cui viviamo la rete, e i Mondi Virtuali in particolare (vedi in coda la timeline degli articoli pubblicati).

.

Abbiamo discusso e analizzato cosa intendiamo per “identità” dell’avatar, sulla sua Reputazione, sui limiti e gli eccessi dei comportamenti nel Metaverso, sulla diffamazione e la disonestà. Abbiamo discusso sull’estremizzazione delle caratteristiche proprie degli individui, che in Second Life si manifestano liberamente, senza tabù, contribuendo a creare le situazioni che tutti noi viviamo in questa nuova realtà sociale. Abbiamo notato la passione di molti per il cosiddetto “gossip”, un’attrattiva che non nasce di certo nel Metaverso, ma è tipica di un certo modo di ragionare e di discutere su quanto ci succede giornalmente (molte trasmissioni televisive nazional-popolari hanno fatto la loro fortuna, e quella elettorale di altri, su questi temi). E siamo arrivati a individuare quello che può essere il punto di forza del vivere in una comunità (la luce in fondo al tunnel…), per quanto virtuale possa considerarsi, ma con tutti i nostri pregi reali, così come i nostri reali difetti: lo spirito di collaborazione, l’entusiasmo, la creatività, l’impegno quotidiano. Caratteristiche queste che da sempre premiano tutti i progetti “reali”, così come tutte le imprese di successo, in qualsiasi posto e in qualsiasi epoca.

Non mi soffermo sulle critiche spietate, gli improperi e spesso le offese, che ci sono state indirizzate. Abbiamo conosciuto nuovi amici, e molti ne abbiamo persi per strada, a causa del nostro modo di analizzare crudamente i fatti e i comportamenti. Ma ne valeva la pena, visti i risultati e le riflessioni che abbiamo raccolto. I nostri strumenti di analisi ovviamente sono stati limitati dalla nostra esperienza e dalla nostra cultura, poca o tanta che sia. Non siamo sociologi, ma riteniamo di aver accumulato in cinque anni di osservazione, e di analisi, un’esperienza che ci ha consentito di individuare alcune caratteristiche salienti, che spero possano aiutarci nei passi successivi, in particolare a seguire il percorso di evoluzione del Metaverso, attraverso questo nostro Magazine. Spero altresì che la nostra buona fede sia sempre stata indiscutibile per chiunque, non avendo noi sponsor alle spalle, land da sostenere, interessi da curare, o amici da promuovere.

Abbiamo così osservato in Second Life comportamenti assolutamente normali, anche nella vita cosiddetta “reale”, in fondo, il Metaverso è solo un altro posto in cui trascorriamo il nostro tempo, che si aggiunge a quelli “reali” in cui viviamo, ma anche alcuni tratti caratteristici che vogliamo condividere.

 .

Una prima caratteristica peculiare è rappresentata dall’estremizzazione dei comportamenti. Non credendo che ci siano tabù, o reputazioni personali da difendere (quanto ci si sbaglia…), in Second Life ci si consente di tutto, dall’estrema scorrettezza di certi comportamenti, allo sfruttamento e alla strumentalizzazione dei caratteri più deboli. Il Metaverso è perciò un luogo che può essere molto pericoloso, per chi si espone a livello emozionale ed affettivo. Quindi, un primo campanello di allarme e di attenzione va assolutamente tenuto in conto relativamente all’emotività.

Una seconda caratteristica è la voglia naturale di alimentare il gioco. Tutti noi amiamo giocare, il gioco è una componente fondametale della nostra vita, da bambini come da adulti, e il Metaverso ci consente di sfruttare al meglio queste nostre aspirazioni, fino a interpretare personaggi di assoluta fantasia, che aiutano la nostra immaginazione a vivere in un mondo, veramente, “virtuale” e immaginario.

Terza caratteristica è l’assoluta parità, nelle possibilità di partenza, che ognuno possiede nel Metaverso. Chiunque può inventarsi una vita virtuale soddisfacente: grande artista, poeta, proprietario terriero, manager (quanti ce ne sono …) o leader di gruppi più o meno improbabili. Quante carriere nascono nel Metaverso, e quante professioni vengono fuori! Ovviamente, chi ha più filo da tessere alla lunga viene fuori, e le capacità dell’individuo vengono riconosciute e premiate da chi ha occhi per vedere e obiettività nel riconoscere limiti e meriti. Altri, molti altri, passano la loro vita virtuale nell’autoreferenzialità, producendo poco, ed esaltandosi spesso per pochissimo, circondati dalla tribù di appartenenza, che ne solidifica e ne alimenta l’ego. Anche questa è caratteristica del tutto peculiare nel Metaverso, un ambiente in cui, il gioco della finzione e delle “professionalità” montate, assumono una luce esagerata rispetto alla realtà dei fatti.

Ultima caratteristica rilevante è l’enorme capacità di interazione, l’estrema facilità di tessere rapporti e di costruire progetti. E’ proprio questa, al di là dei limiti e dei campanelli d’allarme che abbiamo detto, e di cui dobbiamo tener conto, la leva da sfruttare nella costruzione del futuro del Mondo Virtuale. Questa facilità di interazione può essere sfruttata nel migliore dei modi, come il caso del progetto da cui è partita la nostra riflessione, quando tale capacità e facilità di intessere rapporti si sposa con il meglio che ognuno di noi sa esprimere: l’amicizia e la voglia di lavorare insieme per un obiettivo comune.

 

E’ da questa caratteristica quindi che ripartiamo per il nostro viaggio, lasciando le considerazioni sociologiche a quelli che saranno momenti di riflessione più specifici, ma volendo discutere di progetti, collaborazioni, nuove realizzazioni, cose concrete e qualità reali. E se un giorno il Metaverso sarà un ambiente sicuro, gratificante e ricco di possibilità, ma anche di opportunità di lavoro vero, oltre che di svago e di socializzazione, sarà anche grazie a quanto di buono si sta costruendo in questi anni. Ed è questo che continueremo a raccontare su questo Magazine, e se qualcuno non gradisce, che cambi canale per favore, noi resteremo qui …

_____________________________________________________________________________

Articoli pubblicati durante il “viaggio”:

.

11) 20 ottobre 2012: La luce in fondo al tunnel (il rinnovamento): https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/10/20/ce-luce-in-fondo-al-tunnel/

10) 13 ottobre 2012: l’interesse per il gossip: https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/10/13/dalle-parole-ai-fatti/

9) 6 ottobre 2012: l’identità dell’Avatar: https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/10/06/e-venne-lavatar/

8) 16 settembre 2012: i problemi della presenza in rete: https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/09/16/i-buchi-nella-rete/

7) 23 giugno 2012: sulle polemiche in rete: https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/06/23/lo-sport-nazionale-la-polemica/

6) 17 giugno 2012: sul futuro dei Mondi Virtuali: https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/06/17/il-futuro-e-adesso/

5) 3 giugno 2012: sull’utilizzo del voice: https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/06/03/the-sound-of-silence/

4) 22 aprile 2012: sull’esperienza virtuale: https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/04/22/una-vita-virtuale-allo-specchio/

3) 17 marzo 2012: la discussione su come vivere il Metaverso: https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/03/17/quando-i-mondi-si-scontrano/

2) 11 febbraio 2012: sui “bassifondi” di Second Life: https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/02/11/i-bassifondi-di-second-life/

1) 26 novembre 2011: le capacità del lavoro di team in un esempio: https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/11/26/e-se-ripartissimo-da-qui/

Editoria senza confini: l’eBook Festival.

.

Si è chiuso ieri al Palafiori di Sanremo l”Ebook Festival”( http://www.ebookfest.it/), organizzato da “Multimedia Tre” e da un comitato scientifico (Bibienne, Guaraldi editore, Giulio Blasi, Area51, Quintadicopertina, eBookReaderitalia.com), in collaborazione con il comune di Sanremo. Obiettivo della manifestazione è stato quello di illustrare, agli operatori del settore e al pubblico, i più recenti progressi in questo settore, e dare una visibilità complessiva delle possibili applicazioni, in particolare nel campo dell’editoria e dell’education. Una manifestazione di grande interesse, in cui sono entrati, a pieno diritto, gli amici di Imparafacile e Italian Mood (http://imparafacile.ning.com/profiles/blogs/libriamo-tutti-con-italian-mood-all-ebookfest-di-sanremo, http://blog.italianmood.net/), presenti in tutte e tre le giornate con incontri, dibattiti e la presentazione delle esperienze più innovative realizzate in Second Life da questi due gruppi, a cominciare dagli incontri, ormai classici, di “Libriamo Tutti” (http://www.imparafacile.it/). A coordinare gli sforzi del nutrito team, reale e virtuale, Marjorie Fargis e Imparafacile Runo (http://lnx.whipart.it/news/8890/ebookfest-imparafacile-italianmood-libriamotutti1.html). Nei link (in particolare nel blog di Annalisa Cameli, con un dettagliato resoconto, e nel ning di Imparafacile) troverete tutte le informazioni e le immagini relative a questo evento, che ha evidenziato la notevole capacità organizzativa, e di diffusione delle applicazioni in Second Life, messe in campo da questi gruppi di amici, a partire dai due su nominati, instancabili, protagonisti della scena virtuale italiana. Particolare degno di attenzione è stato l’ingresso in Second Life, per l’occasione, di alcuni dei protagonisti del festival, intervistati in world, aiutati nei primi passi virtuali da un gruppo di Mentors italiani.

Eventi di questo tipo non si improvvisano, sono il frutto del lavoro, e dell’esperienza, di alcuni anni (quasi cinque), accumulati, settimana dopo settimana, nel proporre progetti di notevole contenuto professionale, faticosamente portati avanti in un ambiente difficile. Un ambiente in cui costa molto sforzo sviluppare progetti di questo tipo, sia per i limitati strumenti tecnologici a disposizione (interfacce e applicazioni ancora non completamente mature e affidabili) sia per il carattere “culturale” che identifica tali iniziative, in un mondo virtuale il più delle volte dedicato allo svago e al limitato impegno sociale. Tuttavia, gli amici di Imparafacile e Italian Mood hanno dimostrato da sempre che la capacità “professionale”, e l’impegno costante, pagano, anche nel Metaverso. Così come pagano anche quelle messe in campo da numerosi altri protagonisti della Second Life Italiana: artisti, galleristi, bloggers, progettisti e builders, uomini e donne di cultura, e di grande capacità e impegno, che tutti conoscono ed è superfluo nominare uno per uno.

La diffusione della cultura è uno dei motori più potenti di quello che sarà lo sviluppo verso il futuro del Metaverso: diffondere informazioni, spiegare le modalità di utilizzo di nuove applicazioni, fornire orientamento nell’affrontare il cambiamento dato dalle nuove tecnologie (come nel caso dell’editoria), promuovere una condivisione delle analisi, e degli approcci culturali, aiuta moltissimo nel dimostrare l’efficacia di un utilizzo “professionale” dei Mondi Virtuali. Questo non vuol dire che il Metaverso non possa anche essere un luogo di svago e, spesso, di trasgressione, ma mette dei paletti oggettivi, rispetto all’immagine superficiale e spesso denigratoria, che si da dei Mondi Virtuali sulla stampa e sui media tradizionali, anch’essi, comunque, in profonda trasformazione.

Abbiamo sempre pensato che l’idea di immaginare un Mondo Virtuale asettico, e moralmente inattaccabile, sia pura follia. Nel Metaverso convivono diverse tendenze, culture, provenienze, e ognuno trova la sua strada, e il proprio modo di vivere qualche ora di svago, o di condivisione culturale, senza problemi per gli altri e senza, necessariamente, dare “scandalo”. E’ sempre, e solo, questione di gusti e di interessi personali.

Le applicazioni professionali e culturali sono, al di là di ogni dubbio, un modo molto efficace di creare il bridge tra il Metaverso ed il mondo della vita quotidiana. Il ricambio generazionale nel Metaverso, e l’apporto di nuove energie e di nuove idee, nasce necessariamente da una ripresa di interesse per le possibilità offerte dai Mondi Virtuali tra quanti possono usare queste piattaforme non solo per svago, cosa del tutto legittima, ma anche per usi concreti e “pratici”. Il mondo della cultura e delle professioni ricaverebbe grande vantaggio dallo sfruttamento di questo potente mezzo di condivisione. Pensare di sviluppare business usando Second Life, ve lo assicuro, è ancora prematuro e velleitario, ma lo sviluppo della cultura e degli strumenti di formazione, delle capacità inventive ed artistiche, dei momenti di socializzazione e di condivisione di idee e contenuti, è un qualcosa che già adesso consente di dimostrare ampiamente l’efficacia dei Mondi Virtuali come elemento di partecipazione e di sviluppo culturale.

Non è solo un’auspicio, è un fatto oggettivo, come dimostrano ampiamente gli eventi legati all’eBook Festival e i risultati ottenuti da questi gruppi di amici che abbiamo descritto. In fondo, da ogni tunnel prima o poi si esce, basta vedere la direzione da cui filtra la luce …

Sergej Zarf e la Piramide

L’immagine di presentazione dal sito di Sergej…

Sergej è un amico con cui ho condiviso molto in SL e nei vari mondi virtuali. Mi ha proposto questo scritto su Pyramid Cafè, su cui avevo già scritto in passato (vedi anche link indicato nel suo articolo). Al di là del gruppo Pyramid è interessante ed importante sottolineare l’enorme quantità di lavoro che Sergej rende disponibile (assieme al gruppo Pyramid) per la community italiana, a partire dai corsi di streaming e di ripresa, dei servizi di aggiornamento sugli eventi in SL (cosa c’è di bello stasera in SL http://www.youtube.com/watch?v=EGC4ML3sNd4&feature=share), assieme a Fiona Saiman, e a diversi esperimenti di espressione machinima come ad esempio Time Travel sempre con Fiona Eddie Santillo (ed altri soliti noti della community Italiana). Buona parte di questa attività si svolge virtualmente in Solaris Island (sede di numerosi gruppi di lavoro variegati) in craft ed in altri mondi virtuali di cui alcuni non conosco nemmeno io come SWTOR http://www.sergejzarf.com/SWTOR.html. In appendice alcuni appunti su queste attività.

Una mia “breve” riflessione su una delle realtà presenti nella comunità italiana in Second Life: Pyramid Café

All’inizio di quest’anno ho maturato la decisione di espormi, in termini di relazione con gli altri frequentatori di Second Life, in misura maggiore di quanto avessi mai fatto precedentemente. A spingere quella decisione c’era, come spesso accade, la somma di più eventi interni ed esterni, non ultimo la scelta di un mio caro amico di uscire di scena (per rispettabilissimi e da me condivisi motivi personali) lasciando i “rimanenti” davanti ad un bivio: mantenere in vita e far crescere il progetto che con tanta foga e dedizione aveva portato avanti fino al quel momento, coinvolgendo molte altre persone, oppure lasciarlo tramontare.
In questi mesi ho incontrato diverse persone “turbate” dalla presenza della piramide nel nome e nel logo del gruppo, con il timore di avere a che fare con una setta religiosa, loggia massonica o gruppo di pervertiti virtuali con chissà quali mire, sebbene nessuno dei tre co-owner e nessuno dei vari officer del gruppo faccia del proselitismo o dia adito a fraintendimenti del genere.
In questo progetto, un esperimento di comunicazione e condivisione delle conoscenze attraverso e dall’interno dei mondi virtuali, mi ero inserito qualche anno fa portando la mia partecipazione e la mia voglia di sperimentare, collaborare ed imparare assieme ad altri, divertendomi pure. Da quel momento ho dato nella misura in cui mi sentivo di farlo, senza subire pressioni o sollecitazioni di alcun genere; questo è lo stimolo che ho sempre visto, riconosciuto ed apprezzato in chi agiva assieme ed attorno a me, ed è lo stesso stimolo che cerco di tener vivo nei miei tentativi di continuarne l’opera.
Il progetto di cui sto parlando è il gruppo Pyramid Café, di cui sono coordinatore assieme a Salahzar Stenvaag e Fiona Saiman.
Il ripetersi di situazioni analoghe mi porta, oltre che a sorridere pensando a noi come cospiratori spiritual-tecno-massonici, a percepire l’esigenza di un chiarimento circa le origini e lo scopo del gruppo, attraverso la storia degli eventi organizzati, e spiegare con chiarezza perché, all’epoca della sua fondazione sia stato scelto proprio quel simbolo come logo.
Innanzitutto, il gruppo nasce, nell’ottobre del 2007, in una sim fortemente caratterizzata dalla voglia di sperimentare nuove tecnologie e modalità di comunicazione e socializzazione: la sim di Vulcano, uno splendido tentativo di democrazia partecipata in cui, pur essendoci un owner, ogni decisione veniva sempre presa solo in seguito a riunioni collettive di tutti i residenti a cui interessasse partecipare. Nessuna pressione veniva mai esercitata dall’owner ma ogni scelta era sempre frutto di ragionamento collettivo. In questo fermento, 4 persone si incontrano, parlano, scambiano idee, e da questo incontro nasce la voglia di creare nella sim un vero e proprio punto di incontro e di condivisione di informazioni: nasce il locale ed il gruppo “Pyramid Café”, di cui riporto un brano tratto dalla presentazione del progetto all’assemblea di Vulcano per la richiesta di approvazione:
“Pyramid Café vuole essere un’associazione spontanea di persone, con identificazione no profit, gestita in maniera autonoma e su base volontaria dagli stessi componenti.” …
E’ un locale pubblico virtuale, senza fini di lucro che si propone di favorire il sentimento di appartenenza alla Comunità di Vulcano, la circolazione delle informazioni , lo scambio di opinioni, lacondivisione, la trasmissione della conoscenza.”
Si continua poi con l’analisi dei risvolti sociali:

Si è partiti dal presupposto che nel mondo reale, gli spazi adibiti ai distributori automatici di vivande, si trasformano spesso in eccellenti luoghi di socializzazione (pausa caffè). Inoltre si voleva che gli utenti percepissero come proprio il locale quindi si è pensato di consentire ai “clienti” di “mettere dei mattoni” nella piramide. Le decine di ambientazioni all’interno del rezzer di Pyramid Cafè sono state create da abili “costruttori” ma anche da persone alle prime armi con il building. Altri vi hanno contribuito in termini di idee, scripts e altro ancora. Di fatto Pyramid Café è una fantasmagorica commistione di stili creativi diversi …“

Relativamente al simbolo scelto come logo, ecco riassunto il significato dato dal suo ideatore:

Sono due piramidi, una dentro l’altra, quella esterna è di cristallo, simbolo di trasparenza ma anche del prisma che scompone la luce a rappresentare la sensibilità ed il rispetto verso le diverse opinioni delle persone; quella interna è scura, a rappresentare il salto nel buio verso il futuro, un portale per collegare i diversi mondi e anche un’antenna attraverso la quale ricevere e trasmettere emozioni. Su di uno spigolo c’è una piccola eclissi a rappresentare i timori dati dalle superstizioni e dalle credenze, timori che si possono superare solo attraverso la luce della conoscenza, simboleggiata dal sole. … Per non dilungarmi troppo, io cercavo un simbolo che indicasse un collegamento tra modernità ed antiche civiltà e che esprimesse la collaborazione di tanti individui. … questi sono i valori che ho cercato di racchiudere ed esprimere nel logo, niente a che fare con  esoterismo, massoneria, illuminati ed altre cose del genere.

Fin da subito al progetto si aggiungono diversi co-firmatari, che diventano officer ed il cui segno distintivo è una “spilla”.
Il locale Pyramid Café viene ufficialmente inaugurato a Vulcano venerdì 11 Gennaio 2008, alle ore 22,30.
Il 25 gennaio 2008, alle 22.00, vi si tiene la quarta riunione del gruppo di lavoro italiano sulla Singolarità Tecnologica.
Il 28 marzo dello stesso anno insieme al CICAP, il comitato italiano che indaga sulle affermazioni sul paranormale (www.cicap.org), organizza un incontro sui cosiddetti misteri e fenomeni paranormali.
Senza voler ripetere il lungo elenco delle attività del gruppo in questi anni, invito a leggere e cliccare sulle locandine presenti in un breve ma molto ben argomentato articolo scritto da Salahzar Stenvaag su Virtual World Magazine alla vigilia del terzo compleanno di Pyramid Café, nel gennaio del 2011: http://bit.ly/dHE5yu . Cito dallo stesso articolo:

Pyramid Cafè ha rappresentato soprattutto nel suo periodo d’oro (2008-2009) un esempio unico di come le iniziative di volontariato in secondlife possano produrre degli eventi condivisi e variegati di indubbia qualità e professionalità.

Tra gli eventi “sociali” spiccano comunque le collaborazioni per la realizzazione del “Se non ora quando”, del “2lei” (per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne), della manifestazione “No al bavaglio alla rete” ed altri eventi di raccolta fondi a titolo di beneficenza per aiutare persone o soggetti in difficoltà.
Dal 2010 si è sviluppata un altra area di sperimentazione che si appoggia alla possibilità di diffondere sul web ciò che accade in Second Life e negli altri mondi virtuali attraverso l’uso gratuito di piattaforme di video streaming, dando vita a “Pyramid Café TV”, presente su justin.tv, livestream.com e YouTube con un proprio canale. In questi due anni chiunque avesse dimostrato interesse a trasmettere contenuti (inerenti ad attività espresse nei mondi virtuali) ha avuto accesso ai canali di Pyramid Café TV. Il tutto sempre nel pieno rispetto delle regole interne di Second Life (ToS) e delle leggi della privacy e del diritto d’autore.
Dal 2012 Pyramid Café ha iniziato un’opera di promozione gratuita degli eventi che vengono organizzati in Second Life e Craft (OpenSim) dalle rispettive comunità italiane, attraverso la realizzazione e la diffusione via web di video promozionali della durata di 3-4 minuti circa di ogni singolo evento (previa richiesta dell’organizzatore) e tramite un promo riassuntivo settimanale che contiene tutti gli eventi di cui la redazione viene a conoscenza. Per ogni evento nel promo si inserisce il titolo, la descrizione, una o più immagini o locandine e l’indirizzo dove si svolgerà. A questo si affianca la produzione di machinima realizzati in Second Life e Craft (OpenSim).
Attualmente, nella sede di Pyramid Café a Solaris trovano luogo, tra gli altri, il salotto letterario “L’Arme d’Amour” che tiene settimanalmente incontri di lettura di poesie ed organizza eventi teatrali (recentissima è la prima della commedia liberamente tratta da “Le due partite” di Cristina Comencini), l’”Accademia delle Land Italiane”, con i suoi corsi di linguaggi di programmazione e di modellazione 3D, l’”Istituto Pooley degli Albi Professionali” (in Second Life), ai quali si aggiunge in questi giorni la graditissima presenza del gruppo Tanalois Art che gestiranno tre gallerie d’arte in quota, organizzando esposizioni, happening e manifestazioni artistiche a cadenza bisettimanale.
La spinta è sempre forte: voler creare un punto di aggregazione per creatività, sperimentazione, collaborazione e condivisione in Second Life, uno spazio senza confini, aperto e disponibile ad incontrare chi ha voglia di confrontarsi senza pregiudizi, esprimere il proprio parere e la propria visione del mondo, in pieno rispetto delle diversità e dei diritti civili. Tutte le attività del gruppo sono gratuite e su base volontaria, a nessuno dei partecipanti viene richiesta alcuna somma di denaro per la realizzazione degli eventi.
Detto tutto questo, concludo riflettendo su quello che mi viene da dire ogni volta che sento qualcuno che viene morso dal dubbio sulla necessità di Pyramid Café di darsi un’identità e di portarla avanti nonostante le difficoltà, i fraintendimenti e tutte le incognite che ogni essere umano può trovare sul proprio cammino: “venite a vedere cosa facciamo… e, se vi va, fatelo con noi…”.
Sergej Zarf
————————————————————————————————————

Per informazione su chi è Sergej, ecco una sua presentazione da http://www.sergejzarf.com

Salve, il mio nome è Sergej Zarf. Sono nato il 23 gennaio 2007 in Second Life; dopo un periodo di vagabondaggio senza fissa dimora ho iniziato a sostare  sull’isola di Vulcano, prima con un modesta dimora (quando ancora le case abusive venivano tollerate) poi con un centro di Meditazione, il “Wu-Wei”. Nel frattempo mi sono occupato di moda, ho esplorato  isole e praterie, osservando i cambiamenti costanti che questo mondo subisce inevitabilmente dalla sua nascita ed incontrando persone, dalle origini e abitudini più disparate.

Nel frattempo ho iniziato ad esplorare anche Blue Mars, Craft, World of Warcraft e SW-TOR.

Questi incontri, viaggi, esplorazioni e quanto accade in questi mondi sono l’argomento principe di questo sito.

 

———————————————————————————————————–

Dal sito “Time Travel” http://www.sergejzarf.com/TIME_TRAVEL_PRODUCTION.html invece “Time Travel, un viaggio nel vortice del Tempo”:

TIME TRAVEL è una produzione realizzata insieme a Fiona Saiman, una ricerca nello spazio e nel tempo attraverso le realizzazioni più affascinanti e significative di Second Life. Un tuffo nella fantascienza, nello spionaggio e nella fantapolitica, tra intrighi internazionali e colpi di scena.  In programma su PCTV nell’inverno 2011-2012.

TIME TRAVEL PRODUCTION

  Il tema che lega tutte le puntate è la ricerca, una ricerca effettuata dai due protagonisti per riportare alla luce importanti indizi sul passato dell’umanità, emersi a seguito di un’eccezionale scoperta archeologica effettuata da un ente extra-governativo “non ufficiale” (per cui lavorano i due protagonisti).

    Il periodo di ambientazione è odierno. Sono passati oltre 12.000 anni dalle ultime grandi glaciazioni; le potenze mondiali sono impegnate nel reperire nuove risorse energetiche, grosse crisi umanitarie quali siccità, carestie, terremoti, guerre, inondazioni ed eventi climatici eccezionali flagellano il nostro pianeta. Tutto questo accade sotto la quasi totale noncuranza di quel terzo di popolazione mondiale che vive ancora immerso nel sogno del benessere generato dallo sviluppo economico del secolo scorso.

    In questi nostri giorni c’è chi lavora, a volte all’oscuro dei grandi imperi economici e delle potenze nazionali o transnazionali, per cercare una o più soluzioni per preservare un futuro alla razza umana. In una di queste organizzazioni (ve ne sono diverse, alcune anche in lotta tra loro) lavorano i nostri due protagonisti in qualità di agenti operativi sotto copertura. Ufficialmente sono dei ricercatori e studiosi di antichità presso un’importante Università; questo permette loro di muoversi con disinvoltura tra scavi, biblioteche, magazzini, palazzi governativi e quant’altro si rende necessario, con il supporto di tutta la tecnologia messa a disposizione dalla propria agenzia.

—–

La produzione si avvale della collaborazione artistica di Eddie Santillo (EddieGuitarDagger Sheryffe in Second Life) che ha ideato e realizzato il tema musicale che accompagnerà la serie.

Il tempo sta per scadere…

solo la conoscenza può salvarci…

c’è chi è disposto a tutto per ottenerla

e per salvaguardare il futuro…

… e c’è chi cerca di impedirlo…

… è già accaduto

… e sta per accadere di nuovo…

Elegia per un amico (in memoria di Paidos Woodall)

Scrivo questo articolo per ricordare l’opera di Paidos Woodall, una persona attivissima in SL e in OpenSim per divulgare nuovi metodi didattici educativi e che purtroppo è mancato qualche settimana fa. Ricordate che in occasione del suo compleanno che sarebbe stato il 6 Luglio, si organizzeranno degli eventi di ricordo in SL e in Craft.

Innanzitutto uso la parola Elegia per ricordarlo in quanto questa parola indica una particolare forma di composizione letteraria/musicale greca che forse non per caso indica un modo di operare “collettivo” e condiviso, che come vedremo è un elemento centrale nei suoi ideali…

Il termine “elegia” indicava inizialmente qualunque componimento il cui metro era il distico elegiaco (esametro + pentametro dattilico). Il termine orientale del flauto (élegos) darebbe il nome al componimento, ma non mancano altre ipotesi degli antichi, secondo i quali “elegia” deriverebbe da έλεγος, col significato di “lamento funebre”, o da «έ έ λέγειν», cioè “dire ahi, ahi!”. Il suono del flauto accompagnava la recitazione. L’elegia greca ha un tono oggettivo, e anche nei casi in cui essa usa la prima persona singolare, essa si offre a un’interpretazione problematica: il cosiddetto io lirico è infatti normalmente la persona loquens (maschera parlante) di una collettività a cui l’esecutore chiede di immedesimarsi. Era eseguita in diverse occasioni, incentrate intorno al momento del simposio.

Il tono delle “elegie” era fermo, alto, severo: venivano utilizzate come strumento di riflessione e di esortazione; incitavano i cittadini a difendere e ad amare la patria proponendo, in tal modo, nuovi modelli di eroismo rispetto all’epica: alle gesta individuali venivano preferite le azioni di gruppo. Altre “elegie” erano pervase da riflessioni sul decadimento dei vecchi valori aristocratici, come l’amicizia leale e l’amore sincero, che avevano svolto una funzione coesiva dei gruppi.

Per capire meglio cosa pensava Paidos è opportuno rifarsi ad esempio al suo sito centropaideia.org dove è chiaramente espressa l’ottica autodidattica, condivisa, anarchica di come si possa imparare in gruppo, in modo cooperativo e senza scopo di lucro (opensource), sfruttando le possibilità della tecnologia WEB e soprattutto 3D come SecondLife e Opensim:

Il Centro Paideia  è un  centro culturale che offre formazione indipendente e informale, autogestita.

Tutti i partecipanti concorrono in cooperative learning alla elaborazione degli argomenti trattati, utilizzando testi, articoli e quant’altro ritenuto utile, secondo criteri socialmente e individualmente costruttivi, creando spontaneamente gruppi di studio su qualsiasi argomento. E’ assolutamente gratuito e no profit.

Le nostre attività si svolgono soprattutto su Open Sim :

è una ambientazione tridimensionale, un metamondo…

Per accedere in OpenSim CRAFT dovete scaricare il programma , installarlo e crearvi un account qui.

Se avete già un account su Openim CRAFT, che è indispensabile per partecipare alle nostre attività, potete anche arrivarci da questo link.

( cliccare su “teleport now” successivamente su “scegli” e scegliere il programma scaricato e installato)

Il Centro Studi Sophia è situato all’interno della opensim CRAFT nella land Sophia.

Per ulteriori informazioni vedi il sito ufficiale di CRAFT

Opensim è di discreta qualità, libero, autonomo e indipendente, gratuito, adattabile a molti usi, opensource.

L’accesso, la permanenza e tutto il resto sono assolutamente

GRATUITI, NO PROFIT e SENZA SCOPI PUBBLICITARI.

Da qui si capisce evidentemente dove viveva il suo entusiasmo e a mio avviso cosa si aspetterebbe che la gente faccia in suo ricordo…

Nel tempo aveva collaborato a moltissime attività eventi in Sl / Opensim fra cui attività di insegnamento condiviso di Python, Java, Inglese, Sloodle/Moodle (piattaforme di insegnamento a distanza).

Ecco infine alcuni link di interviste ed articoli su di lui:

Se avete altri link forniteli nei commenti …

Ci ritroviamo quindi tutti il 6 Luglio per ricordarlo.

Salahzar

Libriamo tutti al Festival della Letteratura di Milano

by Maryhola McMillan

.

Da due stagioni, all’isola Imparafacile si parla di libri, lettura, editoria tradizionale e digitale, nell’ambito di un progetto che costituisce ora una fra le attività  più rilevanti del gruppo, parlo di Libriamo Tutti. Le modalità con cui si svolgono le serate sono ormai note, un dopocena tra amici in cui parlare delle storie preferite, del confronto tra libri e eBook o presentare novità editoriali, talvolta in location create ad-hoc. Dalla sua nascita sono stati centinaia gli ascoltatori che hanno partecipato, diverse decine i lettori e moltissimi i titoli presentati in oltre 30 appuntamenti in cui sono intervenuti anche scrittori ed editori.

Libriamo Tutti ha anche ottenuto il patrocinio di biblioteche pubbliche, associazioni culturali, collabora con riviste online e con un programma televisivo, e partecipa all’Innovation Festival 2012, grazie alle caratteristiche che gli hanno permesso di crescere: la semplicità della formula, l’utilizzo della rete per la diffusione delle informazioni e quindi la possibilità di un facile accesso da parte di tutti gli interessati , appassionati e curiosi. Ma questa è storia, ora il progetto è pronto per lo sbarco in RL.

L’occasione è data dal Primo Festival della Letteratura che si terrà a Milano dal 6 al 10 giugno prossimi (http://festivaletteraturamilano.wordpress.com/ ). Nella fitta agenda di eventi e incontri che la manifestazione prevede, ci sono infatti spazi in cui Libriamo Tutti è protagonista. Oltre a una diretta di circa un’ora al giorno, sul canale streaming dedicato al progetto (http://www.livestream.com/libriamotutti), è in programma un evento speciale.

Giovedì 7 giugno, alle ore 21, all’Ostello Bello di via Medici e in contemporanea nell’isola Imparafacile in SL, ci sarà “Milano: cartoline dal metamondo”, una serata di Libriamo Tutti, immersiva e interattiva, che metterà in contatto SL e RL.

Tutto il gruppo sta lavorando intensamente per questa opportunità così importante di dimostrare che le nuove tecnologie possono avere un impatto rilevante nella diffusione della cultura, per questo ha pensato di chiedere il supporto degli appassionati, dei curiosi, degli amici con un’iniziativa di crowdfunding (http://it.wikipedia.org/wiki/Crowd_funding ), come già molti altri hanno fatto prima di noi, da Barack Obama a Bryn Oh (scusate se è poco…), per raccogliere risorse economiche che sostengano il nostro impegno. Il ricavato servirà a finanziare le spese necessarie per partecipare al Festival di Milano: sia la diretta quotidiana (che sarà poi a disposizione di tutti on-demand), che il Libriamo Tutti speciale del giovedì sera. Inoltre il 5% sarà devoluto a Informatici senza Frontiere (http://www.informaticisenzafrontiere.org/), associazione no-profit che seguiamo e sosteniamo da anni e nel cui operato crediamo profondamente.

Per partecipare è sufficiente andare al link http://www.indiegogo.com/libriamotutti, dove trovate un pulsante rosa (Contribute Now) che permette a chi è interessato di scegliere come aiutarci e quale tipo di  ritorno in termini di visibilità e pubblicità può ottenere a seconda delle opzioni che sceglie. Si può contribuire sia con conto PayPal che con carta di credito. Se poi siete curiosi e volete sapere cosa succederà a Milano, come sarà l’evento e volete sperimentare l’emozione della condivisione di immagini e parole tra SL e RL allora vi aspettiamo lì, in rete e al Festival, in pixel o carne e ossa, da soli o con gli amici. Sempre con lo stesso entusiasmo, nello stile Imparafacile.

Evento: Milano: cartoline dal metamondo

Quando: giovedì 7 giugno 2012, ore 21

Dove: Ostello Bello, via Mazzini 4, Milano e isola Imparafacile su SL

Per seguire la diretta streaming: http://www.livestream.com/libriamotutti

Per contribuire al crowdfunding: http://www.indiegogo.com/libriamotutti

Info: Imparafacile Runo e Maryhola McMillan

Libriamo Tutti in rete: il sito http://www.libriamotutti.it/ , il gruppo Imparafacile http://imparafacile.ning.com/ , su FaceBook  http://www.facebook.com/groups/205740259488091/ , in Twitter @libriamotutti

Sito ufficiale di Informatici Senza Frontiere: http://www.informaticisenzafrontiere.org/

Sito del Festival della Letteratura di Milano: http://festivaletteraturamilano.wordpress.com/

Pensiero Avatariano o pensiero Umano?

by Serena Domenici

.

.

Mi piace leggere e mi piace farlo a 360°, e per questo mi sono imbattuta in questo interessante articolo http://www.mondivirtuali.it/portal/it/content/il-pensiero-avatariano. Ma ci sono cose che ho condiviso ed altre meno. Spero di non recare disturbo al giornalista e all’intervistata se proverò ad analizzare anch’io quello che ritengo un pensiero molto importante e problematico e cioè: i confini tra il mondo virtuale e quello reale in tutti i suoi aspetti.

Sono d’accordissimo sul fatto che Second Life sia fucina di idee e creatività, anche  se molto spesso ho assistito ad “opere” di dubbio gusto, dove l’arte non ci azzeccava per nulla o poco. Va bene che il mondo virtuale sia massima espressione di libertà, ma un conto è esprimersi, un conto è voler far passare vere e proprie ciofeche per arte. Chi scrive non è un critico d’arte, ma non è nemmeno una persona incapace di saper cogliere il bello dove c’è. Allora credo sia ora di confrontarsi con sana onestà intellettuale e dare a Cesare quel che è di Cesare, parlare chiaro, senza ambiguità o situazioni di comodo o di politically correct.

L’arte c’è, ed è assodato, ma il Metaverso pullula di troppi artisti che non meritano questo titolo. E siccome non tutti hanno il coraggio di dirlo, e di prenderne le distanze, con educazione e savoir faire, si finisce di fare di tutta l’erba un fascio. E chi merita di essere esaltato e portato alla giusta fama e conoscenza, finisce per essere uno/a dei tanti. Chi sa di valere alla fine si scoccia e se ne va per altri lidi.
Riguardo ai libri è la stessa cosa. Meritevole è l’impegno di Volando Amat di spingere Second Life alla lettura e, a chi ne ha le capacità e la voglia, di scrivere. Anche io in passato ho aderito alla cosa con molta partecipazione, ma col tempo ho compreso quanto sia difficile coinvolgere la gente alla lettura sul Metaverso, è quasi utopistico. Si legge poco in RL, figuriamoci in un contesto virtuale dove la gente entra soprattutto per cazzeggiare.

Trovo molto più interessante e stimolante la lettura mediante una bella voce narrante, che sappia coinvolgere gli spettatori. Ci vorrebbero più persone capaci di dar voce a ciò che viene scritto. Ma è solo una mia personalissima opinione.
Se poi si vuole un prodotto di nicchia, il discorso cambia, tutto e il contrario di tutto può starci. Ma si finirà per essere i soliti quattro gatti a dar voce ad eventi che sanno più di mondanità che altro.
Poi non capisco perché Second Life non possa sconfinare in RL. Forse non avviene il contrario?
E non capisco perché ci si ostini a chiamarlo ancora “gioco”. Non è affatto un gioco, non ne ha nemmeno le caratteristiche, a parte per i Giochi di Ruolo, che con il tempo perdono strada la loro caretteristica iniziale, lasciando spazio comunque alle emozioni.
Vogliamo illuderci sia un gioco, in realtà, ma lo è solo per pochissime persone.
L’intervistata, parla di pensiero avatariano. Ma a soffrire o a gioire chi è: l’Avatar o la persona che lo manovra dietro lo schermo?

Trovo rischioso lasciarsi andare ad una “filosofia avatariana”, come la definisce l’intervistata. Se ci passo più ore al giorno, non solo non è un gioco, ma rischio, se ne faccio motivo filosofico, di dormirci pure di notte, lasciando vagare il mio dualismo all’infinito, perdendo di vista un contesto reale che è, volente o nolente, la mia vera vita. Tra l’altro diventerebbe, e in parte lo è già diventato, un alibi a qualsiasi comportamento scorretto. Della serie: lo stronzo, non sono io, ma il mio Avatar!
Io amo il virtuale, ma amo anche il mondo reale… Reale e virtuale per me si fondono in un’unica persona, che sono io nelle mie mille sfaccettature. Ci sono cose che posso fare solo in RL, ci sono cose che posso fare solo in Second Life, ma non è dissociazione o bipolarismo, ma solo contesti tecnici e pratici sicuramente differenti. In RL non potrò mai teletrasportarmi, o volare con un semplice click. E mentre in Second Life comunicare sentimenti ed emozioni diventa molto più facile, in un contesto reale fare amicizia o altro risulta molto più difficile.
Quello che proprio non mi piace del Metaverso, per esempio, è l’incapacità di liberarsi di determinate ipocrisie che in RL non è sempre possibile fare. Invece è peggio. Spesso il tentativo di chi cerca di uscire fuori dal coro, viene visto in malo modo. Ho assistito di persona ad atteggiamenti ostili verso chi, durante un dibattito o una riunione, si sforzava di evidenziare aspetti negativi di una determinata questione. E’ come se fosse vietato il confronto, il voler mettere e mettersi in discussione. Viene tutto enfatizzato e visto come un’offesa personale. C’è più confronto nel salotto di Vespa che nei salotti del Metaverso.
Nei salotti del Metaverso ci si siede, o si sta in pied,i e in IM privati si spettegola, ogni tanto si scrive nella chat local qualcosa di circostanza, e finisce tutto lì!

Ecco perché l’evoluzione si ferma. Si ferma perché è tutto così noioso e circonstanziato. Perché nessuno osa. La comunicazione, l’arte, è anche questo: il coraggio di osare. Stranamente invece, finiamo per essere più abbottonati in Second Life, che in RL. Solo in campo sessuale, a mezzo di alter, si vive il Metaverso in tutta libertà. Per il resto, è la trasposizione in peggio del mondo reale.

So anche che i miei discorsi danno fastidio a più di una persona, ma so anche che in molti li condividono, e che in tanti non hanno voglia di esprimerli. Ma è il mio pensiero è il pensiero di una persona che non si fossilizza in un posto, ma che viaggia in lungo e in largo per il Metaverso, parlando con tutti di tutto. Non ho alcun timore di dire ciò che penso, e anche di rettificarlo se è il caso. Mi assumo sempre il coraggio delle mie azioni, parlandone in prima persona. Si, comprendo che non tutto può piacere a tutti, e che ognuno vuole e deve potersi vivere questo mondo come più gli aggrada, ma senza mentire su ciò che sono determinati aspetti. Se qualcosa non funziona e non decolla, bisogna chiedersi il motivo del  perché non vada, nonostante tutti gli sforzi del caso. Forse sarebbe anche il caso che alcune persone, e non mi riferisco a Volando Amat, si prendessero meno sul serio, e scendessero dalla cattedra sulla quale salgono senza averne nemmeno i presupposti e le capacità. Mi si potrebbe obiettare che lo faccio anche io, con questi miei scritti, ma io non sto criticando singole persone, ma atteggiamenti dei quali siamo tutti a conoscenza, e sfido chiunque a dimostrarmi il contrario. Mi si obietti che non sia vero, ma lo si dimostri, così come ho fatto io, e con educazione, perché anche quella latita spesso. Io ci metto la faccia in tutto ciò che dico e accetto qualsiasi critica purché fatta alle mie idee, e non alla mia persona. Lo ripeterò all’infinito, se necessario.

Tra un po’ sarà il mio compleanno, lo dico non perché voglia ricevere auguri o regali, ma per rimarcare ancora una volta il mio concetto iniziale. Lo trascorrerò in RL, con i miei amici, e poi in Second Life, sempre con amici. Per me questo significa solo una cosa: sono entrambi i miei mondi, che alle volte si fondono insieme, alle volte si sfiorano, ma sono entrambi importanti per ragioni diverse. Ma la festeggiata sarò sempre io, unica e sola identità.

_____________________________________________________

Translation in English by Duncan Bradders

I like reading and I like to do it at 360°, and for this I came across this interesting article http://www.mondivirtuali.it/portal/it/content/il-pensiero-avatariano. But there are things that I share and others less. I hope not to disturb the journalist and the interviewee if I explore what I believe a thought that is very important and problematic: the boundaries between the virtual and the real in all its aspects.

They could not agree on the fact that Second Life is a source of ideas and creativity, although I have seen very often “works” of questionable taste, where art was there for little or nothing. OK, so the virtual world is ultimate expression of freedom, but one thing is express yourself, another thing is to go into real bullshit believing is art. Who write here is an art critic, but neither is a person unable to grasp the beauty where there is it. So I think it’s time to deal with healthy intellectual honesty and give to Caesar what is Caesar’s, speaking clearly, without ambiguity or situations of convenience or political correctness.

The art is there, and it is a fact, but the Metaverse is full of too many artists who do not deserve this title. And since not everyone has the courage to say so, and to take distance from it, with education and savoir faire, you end up doing all the same brush. And who deserves to be exalted to the right and brought to fame and knowledge ends up being one of many. Who knows it at the end got annoyed and goes for other shores.
About the books is the same thing. worthy is the commitment to push Volando Amat in Second Life to read books, and whoever has the ability and desirem to write. Me too once joined the thing with a lot of participation, but over time I realized how difficult it is to engage people in reading books in the Metaverse, is almost utopian. We read just a little in RL, you can image in a virtual environment where people come mainly to hang and have a good time.

I find it much more interesting and stimulating reading through a beautiful narrative voice, that can involve the audience. There should be more people able to give voice to what is written. But that’s just my personal opinion.
Then if you want a niche product, the question changes everything and even can be its opposite. But you will end up being the usual four cats to give voice to mundane events more than anything else.
Then do not understand why Second Life can not cross over into RL. Perhaps it is the other way? And I do not understand why you still insist on calling it “game.” It’s hardly a game, do not even have the features, except for Role Playing, which eventually lose his initial characteristic, still leaving room for emotions.
We want to deceive is a game, actually, but it is only for very few people.
The interviewee speaks of avatarian thought. But who is to suffer or rejoice: the Avatar or the person who maneuver behind the screen?

I find it risky to lean towards a “avatarian philosophy”, as defined by the interviewee. If I spend inworld more hours per day, not only is not a game, but a risk, if I make philosophical reason, to sleep well at night, leaving my duality wander endlessly, missing a real context that is, willingly or unwilling, my real life. Among other things become, and to some extent has already become, an alibi for any misbehavior. Like: asshole, not me, but my avatar!
I love the virtual, but I also love the real world … for me Real and virtual merge into one person, that’s me in my many facets. There are things I can only do in RL, there are things I can do only in Second Life, but not about dissociation or beeing bipolar, but definitely different technical and practical contexts. In RL I can not teleport, or fly with a simple click. And while in Second Life to communicate feelings and emotions becomes much easier to make friends, in a real context or another is much more difficult.
What I do not like about the Metaverse, for example, is the inability to get rid of certain hypocrisy, like in RL is not always possible to do. Instead it’s worse. Often the attempt of trying to get out from the crowd, is seen in a bad way. I have personally witnessed such hostility toward those who, during a debate or a meeting, tried to highlight the negative aspects of a particular issue. And as if it were forbidden the confrontation, the wish to want to put things into questions. Everything is emphasized and seen as a personal affront. There is more confrontation in the living room of a political tv show than in the salons of the Metaverse.
In the salons of the Metaverse you sit down, or you stand, gossiping in private IMs, sometimes you write something circumstantial in the chat local, and it all ends there!

That’s because evolution stops. It stops because it’s all so boring and circumstantial. Because no one dares. The communication, art, is this: the courage to dare. Strangely, however, everuthing end up being more cuddly in Second Life, that in RL. Only in the sexual field, by the use of alters, the Metaverse is living in complete freedom. For the rest, is the translation for the worse in the real world.

I also know that my speeches bother more than one person, but I also know that many share them, and that many are unwilling to express them. But it is my thought is the thought of a person who does not fossilize in one place, but traveling the length and breadth of the Metaverse, talking to everybody about everything. I have no fear of saying what I think, and also to correct myself if necessary. I take more courage for my actions, talking in first person. Yes, I understand that not everything can please everyone, and everyone wants and needs to be able to experience this world as they wish, but without lying about who I am in certain aspects. If something does not work and does not take off, ask yourself the reason why they do not go, despite all the efforts of the event. Perhaps it would also be the case that some people, and I do not mean Volando Amat, were taken less seriously, and come down from the desk on which they climb even without having the requirements and capabilities. I could argue that I do too, with my own writings, but I’m not criticizing individuals but attitudes of which we are all aware, and I challenge anyone to show me otherwise. I objected that it is not true, but it proves, as I did, and with education, because even education is a missing behaviour. There I put my èrson in everything I say and I accept any criticism if made to my ideas, and not to me. Will repeat indefinitely, if necessary.

In fews days will be my birthday, I say this not because I wants to receive cards or gifts, but to emphasize once again my initial concept. I’ll spend it spend in RL, with my friends, and then in Second Life, always with my friends. To me, this means only one thing: they are both of my worlds, that sometimes melt together, sometimes they touch on, but both are important for several reasons. But I’ll always be celebrated it, and only with one identity. Myself.

_____________________________________________________

Traduccion al Espanol by Duncan Bradders

Me gusta leer y me gusta hacerlo a la redonda, y por es me encontré con este interesante artículo http://www.mondivirtuali.it/portal/it/content/il-pensiero-avatariano. Pero hay cosas que comparto y otras menos. Espero no molestar a la periodista y el entrevistado si yo voy a explorar lo que creo un pensamiento muy importante y problemático: los límites entre lo virtual y lo real en todos sus aspectos.

Estoy muy de acuerdo sobre el hecho de que Second Life es una fuente de ideas y creatividad, aunque he visto muy a menudo “obras” de dudoso gusto, donde el arte entraba allí por muy poco o nada. Està bien que el mundo virtual sea la maxima expresión de libertad, pero una cosa es expresarse, otra cosa es querer pasar verdaderas tonterias por arte. Quien escribe no es un crítico de arte, pero tampoco es una persona incapaz de captar la belleza donde sea. Así que creo que es hora de recorrer a sana honestidad intelectual y dar a César lo que es del César, hablar con claridad, sin ambigüedades ni situaciones de conveniencia o politicamente correcta.

El arte está ahí, y es un hecho, pero el Metaverso está llena de demasiados artistas que no merecen este título. Y puesto que no todos tienen el coraje de decirlo, y de tomar distancia, con educación y savoir faire, se termina haciendo de todo en el mismo saco. ¿Y quién merece ser exaltado y ser llevado a la justa fama y publicizado, termina siendo uno/a de los muchos. Quién sabe de valer realmente algo al final se molesta y se va por otros lados.
Acerca de los libros es la misma cosa. Digno es el compromiso de Volando Amat de empujar la poblaciòn de Second Life a la lectura, y el que tiene la capacidad y el deseo, de escribir. Yo también una vez me agreguè a estos eventos con mucha participación, pero con el tiempo me di cuenta de lo difícil que es involucrar a la gente en la lectura del Metaverso, es casi una utopía. Se lee muy poco en la vida real, y mucho menos en un entorno virtual donde la gente viene sobre todo para pasarse un rato.

Me parece mucho más interesante y estimulante lectura a través de una hermosa voz narrativa, que puede involucrar a la audiencia. Debería haber más personas capaces de dar voz a lo que está escrito. Pero eso es sólo mi opinión personal.
Entonces, si usted quiere un producto de nicho, la cuestiòn cambia, podemos conseguir todo y hasta su contrario. Pero va a terminar siendo los habituales cuatro gatos que dan voz a unos eventos que saben mas de mundanidad que cualquier otra cosa.
Entonces no entiendo por qué Second Life no se puede cruzar con la RL. Tal vez es al revés?
Y yo no entiendo por qué siguen insistiendo que se califique como “juego”. Es apenas un juego, ni siquiera tiene las características, a excepción de Juego de Roles, que con el tiempo pierden su camino caretteristica inicial, dejando espacio para las emociones.
Nos quieren dejar creer que es solo un juego, y en realidad lo es sólo para muy pocas personas.
El entrevistado habla de pensamiento avatariano. Pero, ¿quién es a sufrir o regocijarse: el Avatar o la persona que maniobra detrás de la pantalla?

Me parece arriesgado inclinarse hacia una “filosofía avatariana”, tal como se define por el entrevistado. Si paso en Second Life muchas horas al día, no sólo no es un juego sino un riesgo, si hago mis razones filosóficas, dejando mi dualidad vagar sin cesar, perdiendo de vista el contexto real que al final es mi vida real. Sin embargo se vuelve, y ya actualemente lo es, en una coartada para cualquier mal comportamiento. De la serie: gilipollas si, pero no yo, sino mi avatar!
Me encanta lo virtual, pero también me gusta el mundo real … para mí real y lo virtual se funden en una sola persona, que soy yo en mis múltiples facetas. Hay cosas que sólo se puede hacer en la vida real, hay cosas que puedo hacer sólo en Second Life, pero no es disociación o bipolarismo, pero solo contextos técnicos y prácticos definitivamente diferentes. En RL no puedo teletransportarse, o volar con un simple clic. Y mientras que en Second Life comunicar sentimientos y  emociones esmucho más fácil, hacer amigos en un contexto real u otro es mucho más difícil.
Lo que no me gusta el Metaverso, por ejemplo, es la incapacidad para librarse de cierta hipocresía que en la vida real no siempre es posible hacer. Ademas es peor. A menudo, el intento de tratar de salir de la manada es juzgado de mala manera. Yo personalmente he visto tanta hostilidad hacia aquellos que, durante un debate o una reunión, trató de poner de relieve los aspectos negativos de un tema en particular. Y es como si se prohibió la confrontación, el querer de ponerse en tela de juicio. Todo se enfatiza y se ve como una afrenta personal. Hay más confrontación en una transmisiòn televisiva de politicos que en los salones del Metaverso.
En los salones del Metaverso te sientas, o te queda parado, y en privado mensajeas chismes, a veces escribimos algo circunstancial en el chat local, y todo termina ahí!

Eso es porque la evolución se detiene. Se detiene, porque todo es tan aburrido y circonstanziato. Debido a que nadie se atreve. La comunicación, el arte, es la siguiente: el valor de atreverse. Extrañamente, sin embargo, llegamos a ser más cerrados en Second Life que en la vida real. Sólo en el campo sexual, a través de alter, el Metaverso se vive en completa libertad. Por lo demás, es la traducción en peor del mundo real.

También sé que mis discursos molestan más de una persona, pero también sé que muchos comparten, y que muchos no están dispuestos a expresarlo. Pero es mi pensamiento es el pensamiento de una persona que no se fosiliza en un solo lugar, sino que viaja a lo largo y ancho del Metaverso, hablando a todos de todo. No tengo miedo de decir lo que pienso, y también de corregirme si es necesario. Tomo el valor de mis acciones, hablando en primera persona. Sí, entiendo que no todo se puede complacer a todos, y todo el mundo quiere y necesita ser capaz de experimentar este mundo a su antojo, pero sin mentir acerca de quién soy en ningun aspecto. Si algo no funciona y no despega, pregúntese a sí mismo la razón de por qué no va, a pesar de los esfuerzos del caso. Tal vez también sería el caso de que algunas personas, y no me refiero a Volando Amat, fueron tomadas menos en serio, y bajar del lugar donde quieren subir, sin tener los requisitos y capacidades. Se podría decir que yo también con mis propios escritos lo hago, pero no estoy criticando a los individuos, sino las actitudes de los cuales todos somos conscientes, y yo desafío a cualquiera a que me demuestre lo contrario. Se me observe que no es cierto, pero se me pruebe, como hago yo, y con educación, porque incluso hace falta de educaciòn a menudo. Yo pongo mi cara en todo lo que digo y acepto cualquier crítica relativa a mis ideas, y no a mí. Lo repetirè indefinidamente si es necesario.

Dentro de poco serà mi cumpleaños, lo digo no porque quiero recibir tarjetas o regalos, sino para enfatizar una vez más mi concepto inicial. La pasarè en la vida real con mis amigos, a continuación, en Second Life, siempre con amigos. Para mí, esto significa sólo una cosa: son mis dos mundos, que a veces se reúnen, a veces se tocan, pero ambos son importantes por varias razones. Pero la cumpleañera serè solo yo, unica y sola identidad.