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Stalking …. e dintorni

Da oggi cominciamo ad usare il nuovo sito www.virtualworldsmagazine.com, norerete il cambio di dominio rispetto a https://virtualworldsmagazine.wordpress.com. Questo ci ha comportato un bel pò di lavoro ma anche molta soddisfazione nell’imparare tutte le potenzialità, davvero enormi, di WordPress. Il primo articolo quindi, come nel titolo, lo troverete a questo indirizzo:

http://www.virtualworldsmagazine.com/.

 

Prego tutti i nostri lettori di allinearsi a questo nuovo indirizzo, anche per i feed. Ci sono ancora molti aspetti da mettere a punto nel nuovo sito, quindi tutti i suggerimenti, e anche le critiche, sono ben accette. Ciao a tutti.

La parola alle Manager.

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by Francesca Caeran

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E’ da un pò di tempo che il mio carissimo Capo Redattore AquilaDellaNotte mi chiedeva un articolo sul ruolo dei manager in Secondlife. Ricordo che un giorno, come battuta, gli dissi: ahoo! ma vuoi che io sveli il mistero del mio talento? LOL! Anche se scherzavo, lasciai perdere lo stesso, hehehe …

Allora, perchè farlo oggi questo articolo? Bhè, forse perchè ho tempo, o forse perchè desidero soffermarmi sul mio ruolo in Second Life. Sul mio e su quello di tanti altri che, come me, hanno preso un impegno importante: quello di lavorare qui come nella vita reale, stesso coinvolgimento, stessa passione. Ed ecco detta la parola magica: passione. Come in ogni cosa che si fa, se non c’è passione, non c’è nulla. Senza passione si lavora a metà, si aspettano gli ordini da quelli che stanno sopra di te (Owner o cantanti che siano). Senza passione si sopravvive, in tutto e per tutto, senza passione vai avanti sulle punte dei piedi, e non hai quella piccola stella in più negli occhi che ti farà essere diversa dagli altri. Io faccio parte delle super appassionate. Ma quanto mi costa amare questo lavoro, lo so solo io. Ma entriamo un pò più in profondità nel ruolo. Tante volte mi è stato chiesto come li trovo tutti quei bravissimi cantanti, che poi porto nelle land per i concerti, e come faccio a conoscerne così tanti. Rispondo sempre che oramai non sono io che cerco loro, ma spesso sono loro che trovano me, LOL (modestamente parlando, ma è la verità). A volte mi imma qualche amica, per dirmi di andare ad ascoltare un bravo cantante.

Quando ho iniziato, certo, non era così. Ricordo, per quelli che non lo sanno ancora, che ho iniziato a fare la manager quando, per la prima volta, ho sentito cantare Tempio Breil. Nessuno mi aveva spiegato cosa si doveva fare per promuovere un cantante su Second Life, e allora misi in atto la stessa tecnica che uso per la RL (in RL sono Business Development Manager,  non promuovo cantanti ma un servizio alle industrie, e dunque uso prospection e pubblicità) e poi una cosa importantissima: uso  la mia grinta! Perché, oltre alla passione, se non hai grinta, e se sei un tipo timido, allora questo lavoro non è fatto per te. Purtroppo, nemmeno per fare il manager di land sarai adatto, senza queste caratteristiche. Devi essere capace, se ti chiudono la porta, di entrare dalla finestra, LOLLL!

Allora mettiamoci in posizione: “ho trovato un bravissimo cantante e voglio fargli da manager, che cosa devo fare?” Il tuo lavoro è di metterlo sempre in avanti, sempre in prima fila. Lui diventa il numero uno, il cantante più bravo che ci sia. E se hai più cantanti, allora sono loro gli unici, i migliori, i più bravi! Li difenderai sempre contro mari e monti, e guai a chi ne parla male, tu questo non lo sopporti, e lo fai sapere! Dovrai andare in giro per le land, per trovare delle date per farli cantare. Dovrai immare gli owner, rompere a volte le scatole, perchè sono occupatissimi, e tu arrivi sempre quando non se lo aspettano, LOL. Dovrai avere quel tatto che serve, se sei un buon commerciale, per chiedere se desiderano un concerto. Dovrai avere un bel senso dell’umorismo, quando ti diranno cinque volte di seguito: “contattami domani, sono impegnato” 😉 e dovrai avere una calma da Buddha, quando qualcuno, un pò nervoso, ti parlerà malamente, o ti annullerà all’ultimo minuto un concerto 🙂 Ma sappi, che se decidi di fare questo lavoro, allora accetti di prendere sulle tue spalle tanti malumori, e, dal momento che sei l’unico tramite tra l’owner e il tuo cantante, allora ti esponi a rischi mortali (LOL), quando dovrai annunciare all’owner che il tuo cantante è senza connessione e che devi cancellare il concerto.  Dio ci salvi! Signore, pietà!

Tu adesso stai pensando: ma caspita, e le soddisfazioni allora? Dove stanno? Le soddisfazioni arrivano tutte quando sei al concerto, quando hai preparato tutto, hai mandato notice, aperto conferenze, quando sai che hai fatto il massimo perchè tutto si svolga bene, e quando vedi arrivare tanta gente per ascoltare lui o lei che cantano. La soddisfazione viene quando immi il tuo cantante durante il concerto, e gli dici “bravo stai andando da Dio”, e che lui ti manda un “grazie per tutto”, o allora quando durante il concerto lo immi dicendogli “che hai tesò?  stai stonando grave!” e lui si adatta e migliora, perchè si fida di te. La soddisfazione arriva quando, durante una serata, c’è l’owner che ti ringrazia per questa splendida serata, che tu, manager, gli hai organizzato. E poi non dimentichiamo che c’è pure la soddisfazione di guadagnare un pò di Linden, perchè ti sei data da fare, hai sudato sette camicie, e te li meriti pienamente. E nulla è più appagante, per un bravo manager, dell’avere un calendario pieno di date per i suoi cantanti.

Ma tutto questo ha un prezzo: ed è il prezzo della solitudine. Ok, hai un bel gruppo di amici, e senti che ti vogliono bene, ti immano spesso per chiederti come stai. Ma poi ti rendi conto che non riesci a legarti sentimentalmente con nessuno, o se succede, se qualcuno ha il coraggio di provarci, spesso litigherai, perchè sei assente per il tuo lavoro. Tu oramai appartieni al ruolo che ti sei creata, il tuo lavoro è il tuo amante, e lui non ti molla mai. E sempre lì con te, perché sei al servizio della gente, e devi rispondere alle numerose sollecitazioni e IM che ti arrivano. E non fa nulla se sei stanca, se dopo 8 ore di lavoro in RL ricominci nel Metaverso. Hai passione, e  ami disperatamente quello che fai. Sei una vera manager, sei affidabile, onesta,  e sei apprezzata, ma sopratutto sai che non mollerai mai: parola di Francesca Caeran.

 

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Aiutiamo Squinternet Lamia

Ho ricevuto una nota da Cajsa Lilliehook, che sta organizzando un evento a favore di Squinternet Larnia, di Donna Flora, che, come alcuni già sanno, è gravemente ammalata. Chiedo a tutti di dare la massima diffusione a questa nota su tutti i gruppi, i blog ed i siti della community Italiana di Second Life. Un’aiuto concreto per la nostra amica.

Chiedo scusa di non salutarvi direttamente. Confesso che sto mandando questa nota a troppe persone. Infatti, sarei felice se vi fosse già arrivata da altre parti, perché l’obiettivo è diffonderla e chiedere il vostro aiuto. Una delle più grandi realizzazioni di Second Life è come i molti gruppi di interesse sviluppano un senso elevato della comunità, una famiglia internazionale di interessi e di entusiasmo. E mai è così presente come quando uno di noi ha bisogno di aiuto. Ed è proprio adesso che Squinternet Lamia, di Donna Flora ( http://donnaflora.blogspot.it/) ha bisogno del supporto e dell’incoraggiamento della nostra comunità. Ella ha un cancro. Un cancro al seno, che ha creato metastasi alle ossa e ha invaso la spina dorsale. La scorsa estate si è curata e ha avuto un inaspettato miglioramento. Ma la situazione si è ripresentata, e lei non è più forte abbastanza per creare i suoi meravigliosi gioielli e vestiti. Infatti, non è stata più in SL quasi per nulla, essendo questo troppo oneroso per lei. Adesso dipende da una badante, e ha riposto le sue speranze in cure alternative che non sono coperte dal servizio sanitario nazionale.

Molte persone si sono unite per aiutare nella raccolta di fondi per sostenere le sue spese. Una sim è stata donata e la gente sta dando una mano per aiutare. Io spero tu possa fare altrettanto. Stiamo cercando designer disposti a offrire 1 o più item da vendere al Donna Flora Event dal 25 luglio all’11 agosto. Il ricavato di un primo oggetto deve essere interamente devoluto come donazione, gli altri possono essere venduti con una percentuale in donazione del 50, 75 o ancora del 100%.

Le adesioni possono essere fatte al sito web:

http://lovedonnaflora.wordpress.com/designers

 

Vi invitiamo a esplorare il sito, dove sono narrate delle vicende e dove troverete un luogo per inviare messaggi, oltre a una sezione sulla trasparenza della nostra iniziativa, che vogliamo sia la massima possibile. So che non tutti possono permettersi di fare donazioni. E so anche che non tutti gradiscono le raccolte di fondi gestite individualmente. Ciò è comprensibile, e nessuno deve sentirsi obbligato a contribuire finanziariamente all’evento. La lotta contro il cancro richiede denaro, ma anche speranza e amore e chiunque può sostenerla con la speranza e con l’amore. Potete sostenere il suo spirito, e ricordarle quanto è amata, mandando a Squinternet un messaggio, condividendo il vostro interessamento e la vostra speranza:

http://lovedonnaflora.wordpress.com/messages-for-squinternet/

C’è anche un gruppo Flickr per postare immagini:

http://www.flickr.com/groups/2255942@N21/

Grazie,

Cajsa Lilliehook

cajsa.lilliehook@gmail.com

Le land italiane di Second Life

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Circa un anno fa il nostro Magazine lanciò l’iniziativa di un Censimento di tutte le land italiane di Second Life. Di queste land, gestite da italiani, e punti di riferimento per la comunità virtuale italiana, si raccolsero i dati relativi a:

1 – Nome della land
2 – Tipo Land (G/M/A)
3 – Data di creazione
4 – Slurl
5 – Nome dell’owner (avataar)

6 – Email dell’Owner o del Manager
7 – Manager di riferimento (avatar)
8 – Descrizione sintetica delle attività prevalenti svolte

 

L’iniziativa, portata avanti con pazienza, richiese circa sei mesi, per raccogliere i dati relativi a 61 land, arrivando a pubblicare l’elenco in sedicesima versione il 14 ottobre 2013:

(https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/censimento-land-italiane-di-sl/).

Bene, a distanza di circa un anno vogliamo rilanciare l’iniziativa, innanzitutto per aggiornare l’elenco, con le diverse nuove land, nate nel frattempo, con giovani entusiasti che animano le serate di Second Life per la nostra comunità. E anche perché diverse land sono sparite, hanno cambiato nome, o Owner, o sono cambiati i Manager. E’ opportuno quindi un aggiornamento, che cercheremo di ripetere nel tempo con cadenza annuale (il minimo, per registrare cambiamenti del genere, a meno di non effettuare una gestione in tempo reale, non ancora predisposta). Vi chiediamo quindi di mandare gli aggiornamenti al nostro indirizzo:

virtualworldsmagazine@gmail.com

Chiediamo gli aggiornamenti sia per i nuovi ingressi che per quelli che non hanno subito variazioni. Le land per cui non ci riceveranno aggiornamenti dovranno essere cancellate dall’elenco, poiché, presumibilmente, non più esistenti (cercheremo di effettuare una verifica, per quanto possibile).

Vorremmo fare a questo punto un passo ulteriore, raccogliendo, in un unico Calendario Pubblico, gli eventi che vengono organizzati da queste land. A tal fine abbiamo creato un apposito calendario utilizzando Google Calendar. Il calendario può essere aggiornato da owner o manager, ed è denominato “Eventi land italiane Second Life”. Mi rendo conto che è una proposta insolita, visto che una iniziativa del genere, che metta in comune disponibilità e informazioni, è un qualcosa di abbastanza complicato per la nostra comunità, ma ci siamo già riusciti per il censimento, perché non fare questo passo ulteriore?

Sono fiducioso nella riuscita dell’iniziativa, poiché molte cose sono maturate in questi mesi e molte esperienze sono state fatte nel Metaverso italiano. Possiamo fare questo passo avanti ulteriore. Diamoci tempo fino al 30 di Settembre per una prima verifica, c’è abbastanza tempo per poter ottenere un risultato soddisfacente.

Naturalmente, chiunque voglia aggiungere idee, proposte, suggerimenti, nell’ambito dell’iniziativa illustrata, farà cosa molto gradita a tutti. Inserite quindi i vostri commenti sul Magazine, verranno esaminati con la massima attenzione. Un caro saluto a tutti. Buone vacanze a chi va, buon lavoro a chi resta.

Perchè siamo in Second Life?

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Questo mese di giugno segna il decimo compleanno di Second Life, il mondo nato dall’intuizione visionaria di Philip Rosedale. Dieci anni sono un periodo lungo, di questi tempi, sono addirittura un’era geologica per il mondo della rete, abituato ad evoluzioni repentine e cambiamenti spesso radicali. Per Second Life non è stato così. Questa piattaforma ha avuto un’evoluzione molto lenta, con pochissimi salti qualitativi nel corso di questi dieci anni. Il voice, le mesh, il Pathfinding … Poca roba, rispetto alle aspettative che si erano create. Siamo ancora in attesa del viewer di Second Life da usare col browser, mentre altri mondi virtuali, come Cloud Party, nascono e crescono. Tuttavia, il mondo della Linden Lab resta ancora oggi, con i limiti e la ferraginosità dei viewers, l’esempio più completo di Mondo Virtuale. Lo è per la tecnologia, dall’alto di un’esperienza decennale, fatta di difficoltà e di miglioramenti progressivi (quanti ricordano i crash frequenti, il lag insuperabile, la precarietà delle connessioni, ecc.), ma lo è soprattutto per la pervicace continuità della community che lo abita. Un milione circa di frequentatori, più o meno assidui, una vivacità costante di attività, di gruppi, di progetti.

Eppure, Second Life, dal mio punto di vista, non rappresenta, a distanza di dieci anni (gli ultimi sei dei quali da me vissuti dall’interno) un progetto di successo, secondo quanto potrebbe, e dovrebbe essere, per dettare un modello evolutivo per i Mondi Virtuali.  Che cos’è che non ha funzionato? In che cosa è lontano da quelli che potrebbero essere, a mio parere, i binari principali dello sviluppo del Metaverso? 

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La risposta non è nella tecnologia, nei viewers, nel digital divide, ecc. ecc. La risposta è da ricercarsi nella mancanza di un modello sociale, economico e organizzativo, che possa garantire un substrato comune, per lo sviluppo di questo Mondo. Le tribù sono rimaste tribù, non si sono evolute, e, nonostante le individualità eccellenti, i diversi progetti di successo, e i molti gruppi fortemente organizzati, lo sviluppo della società virtuale non è andato avanti. Il modello tribale non si è nemmeno evoluto verso una struttura feudale, il passo conseguente nel cammino evolutivo, figuriamoci verso forme più avanzate e democratiche. Ci si è asserragliati nei fortini, a presidio delle glorie passate. Altre volte ho cercato di esprimere questo concetto, la cui comprensione è, secondo me, fondamentale, per riprendere un percorso di sviluppo. L’altro limite enorme, che pesa come un macigno sulla strada del progresso del Metaverso, è l’incapacità di attrarre forze fresche e contributi intellettuali nuovi. Qualunque società che non sappia rinnovarsi, lo confermano i modelli di sviluppo in ambito etologico e sociopolitico, è destinata all’esaurimento e, progressivamente, all’estinzione. Un Mondo Virtuale è un ambiente vero, dove c’è gente che ci vive, che ci lavora, che lotta, ed è quindi soggetto alle stesse leggi di qualsiasi altro mondo, virtuale o meno che sia. Cosa manca per riprendere il cammino?

E’ facile individuare dei paralleli fra la situazione del Mondo Virtuale e quella del nostro Mondo Reale, di questi anni di stagnazione, ed in effetti è proprio la stessa situazione. E non poteva che essere così, siamo sempre noi che viviamo in questo Mondo Virtuale, allo stesso modo in cui viviamo e soffriamo nel mondo reale. Forse abbiamo commesso un errore storico nel vivere il Metaverso replicando in esso le stesse dinamiche sociali del mondo reale. La componente ludica, trasgressiva, si è andata impoverendo, andando a riprodurre, nei comportamenti e nelle esperienze quotidiane, i meccanismi della vita reale. Ne vediamo un esempio lampante perfino nell’evoluzione delle architetture virtuali: basta mettere a confronto le magnifiche realizzazioni edificate a suo tempo dai costruttori di Planet Mongo o di Lucania, con le povere realizzazioni che vengono sviluppate attualmente (non se ne dolgano i builder..). Si è impoverita la vita culturale di Second Life, molte competenze sono andate via e non sono arrivate forze fresche, vivaci, competenti, non disilluse.

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A mio parere bisogna ripartire proprio da qui. E’ da tempo che sostengo che c’è bisogno di un rinnovato interesse per il proselitismo, per una realizzazione di progetti che abbiano la giusta attrattiva per nuovi ingressi nel Metaverso. Molti owner lo fanno, a livello individuale, ma è l’intera società di Second Life che deve muoversi in questo senso, deve rinnovarsi, produrre nuove idee. E i nuovi modelli non possono essere solo il Bar dello Sport, in cui ci si ritrova la sera a chiacchierare e a sfogarsi dalle frustrazioni della vita reale, o ad ascoltare improbabili cantanti virtuali, che, a parte poche eccezioni, non avrebbero alcun seguito nel mondo reale. Intendiamoci, non è affatto una stroncatura la mia, è del tutto legittimo fare quello che si fa attualmente, divertirsi e passare il tempo come ci pare, dico solo che per evolversi e crescere bisogna compiere un salto di qualità. Occorre mettersi in gioco e produrre nuove iniziative. E si badi che non parlo solo di progettare attività seriose o pseudo-intellettuali, o di produrre unicamente produzioni artistiche. Si tratta di inventarsi un modo di vivere, e di sfruttare il Metaverso, che faccia stare bene, nelle ore o nei minuti in cui ci immergiamo in esso, per vivere momenti di reale soddisfazione di bisogni, sia di tipo culturale che ludico, che di socializzazione. Il Metaverso deve essere un posto dove ci si entra per per stare bene, sennò è meglio la televisione, una partita a carte, o un buon libro, se si tratta solo di un modo come un altro per passare il tempo. Occorre creare una nuova società virtuale, e non aspettare, come nel mitico deserto dei tartari, una Second Life più bella, più efficiente, con meno lag, ecc.  che non verrà mai se non ce la inventiamo noi. E creare una società virtuale vuol dire metterci idee nuove ed entusiasmo, ma soprattutto essere consapevoli che in questo mondo non si è soli, non si può fare tutto e il contrario di tutto, passando sopra chiunque, soddisfacendo in tal modo i propri egoismi e le proprie vanità.

E’ forse tempo di pensare ad una netiquette del Mondo Virtuale, in cui chi entri in certi gruppi, in certe organizzazioni, nel Metaverso, si attenga ad una forma di “Codice di comportamento”, e forse è tempo di ragionarci su per redarre insieme questo questo “Codice” (non parlatemi di una commissione di “saggi” per favore…). Forse è proprio da una prova di maturità e di civiltà di questo genere, che può rinascere l’interesse per i Mondi Virtuali, senza dover aspettare un paio di generazioni, ancora. Altrimenti, perché siamo in Second Life?

 

Escape da Second Life?

by Trisha Abbot

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Sono entrata in SL nell’Agosto del 2009: sono passati quasi 4 anni, ma mi sembra solo ieri… Ricordo il momento esatto in cui sullo schermo è apparso il mio avatar, quello che avevo scelto registrandomi, una ragazzetta mezza punk con i capelli biondi sfumati neri, jeans scuri e canotta a rete. Sono nata a Help Island, atterrando al centro della rotonda, mentre nasceva insieme a me una comitiva di brasiliani 🙂

Sicuramente mi accomuna alla nascita di tanti il senso di smarrimento che subito provai: ed ora cosa faccio? Non ero nemmeno sicura di quale, tra i tanti, fosse Trisha Abbot, finché non ho premuto le freccette, iniziando a camminare. Sì, camminavo… camminavo come un soldatino, ma quel soldatino ero io. Dopo non più di 10 minuti, avevo già deciso di spegnere tutto: mi sembrava così difficile questo gioco, cercavo aiuto ma la non conoscenza della lingua non mi aiutava, ma, al contrario, mi spingeva a fuggire.

Ma non sono una che si arrende facilmente: potevo darla vinta ad un gioco? Assolutamente no!! Cercai in rete aiuti, spiegazioni, land italiane e arrivai alla Land del Forum di SL Italia, dove si presero cura di me e mi insegnarono i primi rudimenti.
In quel posto conobbi la parola Niubbo e la consapevolezza di esserlo, niubba 🙂 La sera entravo in SL – la Land del Forum era la mia casa -, mi sedevo sul muretto e leggevo le conversazioni degli altri, quelli vecchi di SL, quelli bravi, quelli belli. Quasi non facevo domande per timore di infastidirli, ma ascoltavo e imparavo … Non voglio dilungarmi nello scrivere cosa ho imparato: lo sto ancora facendo, imparare;  ma pian piano mi sono resa conto che un gioco non era, che le persone la vivono proprio come una seconda vita, non meno vera della prima. Ma nemmeno di questo vorrei parlare. Credo sia stato scritto tutto e di tutto su questo argomento.

Vorrei, invece, parlare – o, meglio, scrivere – del perché si decide poi di lasciarla questa seconda vita… In questo anno ho assistito ad un andirivieni di avatar, persone, incredibile… Alcuni lo hanno fatto in silenzio, quasi senza salutare… e non sono più tornati.
Altri in modo eclatante, usando anche altri mezzi per darne notizia, come Faccialibro, che è diventato un’appendice di Second Life; e questi, di solito, tornano sempre… E poi ci sono quelli che non se ne andranno mai, quelli che cercano di trattenere chi sta pensando di farlo, e molti di questi sono miei amici, con i quali ho instaurato un “vero” rapporto di amicizia, che è uscito fuori dal Metaverso, amici che ho conosciuto e che, anche  se di rado, frequento. Queste sono le persone che mi auguro chiudano prima o poi la porta di SL per aprirsi alla vita, sono queste le persone che vorrei sapere felici e appagati nel loro quotidiano a tal punto da non avere più bisogno di accendere un pc e premere un “LogIn” per esserlo.

Eppure, sono queste le persone a cui voglio bene, e allora perché mi auguro che se ne vadano? È su questo che ogni tanto mi soffermo a riflettere… Adoro il mio mondo virtuale, il mio compagno che mi sta accanto da anni, i miei amici, le cose che faccio; anche dopo quasi 4 anni continuo ad emozionarmi di fronte alla creatività di molti, ad un tramonto esselliano oppure scoprendo una nuova land. Ho iniziato a fare domande, a chiedere i motivi che spingono a creare una sim in un certo modo e mi sono state raccontate tante storie diverse: qualcuno mi ha detto che in SL prova a ricreare quello che sogna… Un sogno… Sì, Second Life è il sogno di tutti noi che la viviamo, ma per molti è la realtà, il vivere quotidiano e, in questo senso, mi appare come una sorta di grande e affascinante ragno che tiene incollate le persone dentro la sua tela colorata.

È piacevole lasciarsi coccolare dal ragno: lui non fa domande, ti accoglie nella sua tela e ti tiene stretto, ti senti protetto e al sicuro, nemmeno ti accorgi che può divenire una  prigione, sfavillante e colorata, sì… ma è comunque una prigione.
Sono consapevole che difficile è trovare la giusta dimensione, che non è semplice: non lo è stato nemmeno per me. E credo che solo in questo ultimo anno ho capito che stavo correndo il rischio di lasciarmi andare alle lusinghe del ragno.

Quello che vorrei è salutare chi va via per iniziare una nuova avventura di vita vera,  dicendo non addio ma… Bentornato!

Ho conosciuto Riccardo Rivarola …

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Chiunque di voi, appassionati fin dall’infanzia del burattino di Collodi, si fosse venuto a trovare in Second Life poco più di un anno fa, avrebbe di certo seguito le tracce di una persona molto speciale, di un uomo che aveva impegnato il proprio tempo, le proprie energie e le proprie esperienze didattiche, in un progetto tutto dedicato a Pinocchio. Questi di voi si sarebbero di certo imbattuti in Riccardo Rivarola (aka Richy Riba), e nel suo “Pinocchio nella Rete” (https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/10/02/ carissimo-pinocchio/).

Riccardo non è più tra noi, se ne è andato un anno fa, il 26 maggio del 2012, e domenica prossima ricorre l’anniversario della sua scomparsa (http://iltirreno.gelocal.it/ livorno/cronaca/2012/05/27/news/e-morto-il-maestro-che-amava-pinocchio-1.5168574).

Io ho avuto l’onore di conoscerlo. Ho parlato spesso con lui, di quello che faceva, del suo progetto, della sua ambizione di coinvolgere tutto il mondo nella sua impresa. Devo dire che in tanti anni di esperienza nel Metaverso, poche sono state le persone che hanno lasciato in me una traccia permanente. Mi si perdoni questo personalissimo ricordo, ma quello che voglio esprimere è che quello che resta davvero dentro di noi, dei tanti frammenti di umanità che raccogliamo lungo la strada che percorriamo, è quanto realmente incide, in modo permanente, nel nostro cuore e nella nostra memoria. Riccardo per me è stato, senza retorica, una di queste persone.

Quello che lui ha costruito, e che ho potuto conoscere solo in piccola parte, è stato per me un indizio di una personalità molto ampia e profonda, ricca di umanità. E quello che ho potuto percepire, e assorbire da lui nel corso dei nostri pochi incontri, mi ha dato una sensazione di grande spessore intellettuale e di serenità interiore. Purtroppo, non ci è stato concesso molto tempo, e non ho avuto modo di incontrarlo, oltre che in rete, anche di persona. Se n’è andato prima.

Il suo ricordo è sparso in rete, e nel cuore e nella mente di quanti l’hanno conosciuto.

Per quelli di voi che vogliono ricordarlo, insieme a noi di VWM, l’appuntamento è domenica sera, alle ore 21.00 ora italiana, presso il Memorial Garden della Linden. Chi lo vorrà, potrà piantare nel giardino un fiore contrassegnato col suo nome, per ricordarlo (http://maps.secondlife.com/secondlife/Varna/178/53/23).

 Sit tibi terra levis, Riccardo Rivarola. Noi ti ricordiamo.

La nuova Regina del fashion in Second Life: Natzuka Miliandrovic

by AquilaDellaNotte Kondor

Natzuka Miliandrovic New Baroque

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Ricorderete di certo l’intervista che abbiamo fatto a inizio anno, alla nuova Miss Virtual World 2013, Starline Igeria (https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2013/01/03/miss-virtual-world-2013-starline-igeria/), ebbene, a quanto sembra, Starline ha dovuto abdicare al titolo per impegni in Real Life. Al suo posto, secondo il regolamento dell’organizzazione, è stata quindi eletta la seconda classificata. E, udite udite, ancora una volta, la terza in cinque anni (dopo Mimmi Boa e Anna Sapphire), è un’italiana: Natzuka Miliandrovic. Abbiamo chiesto a Natzuka, appena eletta, di concedere un’intervista, com’è ormai costume per le nuove Miss VW, al nostro Magazine.

AquilaDellaNotte Kondor: Natsuka, innanzitutto grazie per aver accettato questa intervista

Natzuka Miliandrovic: grazie a te per averla chiesta 🙂

AquilaDellaNotte Kondor: è un vero piacere conoscerti, visto che non avevo mai avuto l’occasione, prima

Natzuka Miliandrovic: è un piacere conoscerti anche per me 🙂

AquilaDellaNotte Kondor: tu sei abbastanza giovane di Second Life, solo due anni, come sei diventata una modella? Da subito?

Natzuka Miliandrovic: io ho rezzato a fine agosto 2010, e dopo un primo momento, in cui mi sono orientata nell’ environment di Second Life, ho iniziato a esplorare, per vedere cosa offriva un Virtual World. E’ capitato, per caso, che assistessi ad un fashion show, in settembre, me lo ricordo come se fosse successo ieri …

AquilaDellaNotte Kondor: sei rimasta folgorata …

Natzuka Miliandrovic: ho visto le modelle, la passerella, e ho realizzato che Second Life può essere interpretato come piattaforma creativa. Per cui, come per ogni cosa che mi piace, mi sono messa a cercare, e a chiedere, all’inizio usando Google, poi anche inworld

AquilaDellaNotte Kondor: ma come mai ti ha attirato proprio il mondo della moda? Potevi fare l’artista, la builder…

Natzuka Miliandrovic: in realtà il fashion racchiude in se molto, delle diverse forme artistiche presenti in Second Life

AquilaDellaNotte Kondor: è vero, ma richiede anche moltissima fatica, a quanto ho avuto modo di apprendere, per aver intervistato molte delle protagoniste di questo mondo

Natzuka Miliandrovic: si, credo che sia anche questo uno degli aspetti che mi ha attratto. Pur rimanendo nella dimensione del gioco, richiede disciplina e attenzione

AquilaDellaNotte Kondor: molte sono le ragazze che sono affascinate da questo mondo. Tu come hai cominciato?

Natzuka Miliandrovic: io ho iniziato nel modo più semplice e diretto. Sono partita dal search di Second Life, ho trovato i gruppi che si occupavano di questo, e ho iniziato a seguirli. Poi, quando ho avuto la sensazione di avere le idee un po’ più chiare, mi sono iscritta ad una scuola. E da lì la mia avventura è iniziata …

AquilaDellaNotte Kondor: è stata rapida, per arrivare a essere Miss VW in due anni. Come hai fatto, volendolo spiegare alle persone che ti seguono?

Natzuka Miliandrovic: lavorando tanto, senza mai dar retta a chi mi diceva di smettere!

AquilaDellaNotte Kondor: sei quindi una persona caparbia 🙂

Natzuka Miliandrovic: immagino di si. Sono stata educata a sviluppare un pensiero critico, e a conoscere i miei limiti, prima di fissarli. Così come sono in RL, sono anche qui 🙂

AquilaDellaNotte Kondor: ti aspettavi di arrivare ai massimi livelli, quando hai cominciato, o è stato un caso?

Natzuka Miliandrovic: in realtà, ho sempre lavorato tanto, con l’obiettivo di essere contenta di me stessa. Ho avuto la fortuna di partecipare a challenge impegnativi, durante questi due anni, e ho sempre seguito un obiettivo alla volta. In Second Life, come in RL, ci si rende conto quando non si sta dando il meglio, e ho sempre cercato di non deludere me stessa, e le persone che durante tutto il percorso mi hanno supportato

AquilaDellaNotte Kondor: è questo il primo anno che hai partecipato a MVW? Che idea ti sei fatta di questa complessa organizzazione?

Natzuka Miliandrovic: la Miss Virtual World Organization è una realtà molto interessante in Second Life, offre un sacco di spunti creativi, ed è una piattaforma davvero creata per supportare il mondo della moda in Second Life. Le persone che ci lavorano si spendono senza sosta per le concorrenti, per creare un’atmosfera che renda godibile il concorso, e ne condividono il knowledge. E la chiave di tutto è “aiutarsi”

AquilaDellaNotte Kondor: è effettivamente uno dei progetti meglio gestiti in Second Life, per questo ha sempre destato il nostro interesse. Quali sono i tuoi programmi ora? Immagino che avrai una serie di impegni già schedulati

Natzuka Miliandrovic: nell’ultimo anno ho preso diversi impegni con alcune realtà in crescita in Second Life, lavorando come fotografa e come editor per Maniera Magazine. Da gennaio aiuto nella gestione della Miss Virtual World Modeling Academy. Partendo dalla base, la mia intenzione è di continuare a sostenere i progetti e i lavori per cui mi sono impegnata prima dell’arrivo del titolo. E ora, con il titolo, sto cercando di organizzare un progetto a favore della comunità di Second Life

AquilaDellaNotte Kondor: puoi dirci qualcosa di più, o è ancora riservato?

Natzuka Miliandrovic: al momento sono in una fase di “work in progress”, ma non appena definiremo la mission, sarò felice di parlarvene

AquilaDellaNotte Kondor: ci conto, ovviamente

Natzuka Miliandrovic: 🙂 si

AquilaDellaNotte Kondor: sei la terza italiana, in cinque anni di vita di MVW, ad ottenere il titolo. Pensi che la scuola italiana abbia delle caratteristiche peculiari?

Natzuka Miliandrovic: io credo che sia la cultura italiana, a rappresentare qualcosa di diverso. Spesso mi capita di soffermarmi a pensare quanto, a livello locale, perdiamo il focus di quello che è il contributo che, invece, all’estero, sono tutti ben felici di valorizzare

Natzuka Miliandrovic: la cultura italiana ha radici profonde nell’arte, e la moda non prescinde da questo. E il nostro quotidiano ne è altrettanto influenzato. Ne consegue, naturalmente, che anche Second Life, come manifestazione del nostro quotidiano, riflette queste nostre caratteristiche

AquilaDellaNotte Kondor: è un bel giudizio sulla nostra italianità

AquilaDellaNotte Kondor: Natzuka, puoi dirci dove vivi, o preferisci non dirlo?

Natzuka Miliandrovic: non è un segreto 🙂 io sono del nord est

AquilaDellaNotte Kondor: e sei un’artista o qualcosa del genere in RL?

Natzuka Miliandrovic: si 🙂

AquilaDellaNotte Kondor: la tua sensibilità su questi temi era evidente infatti….

AquilaDellaNotte Kondor: Natzuka, ti faccio i migliori auguri per la tua carriera, e per i tuoi progetti in Second Life. Ti ringrazio ancora per la disponibilità

Natzuka Miliandrovic: grazie a te, a presto

La chiamano Pantera: Momi Hallison

MOMI HALLISON FOTO 2 MOD

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by Francesca Caeran

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In tutto il mondo l’Italia è conosciuta anche per i suoi grandi artisti. Lo è nella RL e, ovviamente, essendo Second Life lo specchio virtuale del nostro mondo reale, lo è pure in questo Metaverso. Ed è con piacere che vi presento, anche questo mese, un’altra artista nostrana: la stupenda Momi Hallison!  Lo sapete oramai che mi piace dirvi tutto, e raccontarvi come le idee arrivano nel mio cervellino (hehehhe si, lo vedo che state sorridendo!), fa parte delle cose a cui tengo. Dopo l’articolo pubblicato su Jade Ovis, mi sono arrivati tanti bei complimenti … grazie a tutti muah! (uno in particolare mi ha fatto tanto, tanto piacere: quello di Serena Domenici, di cui sono una  grandissima fan, da quando ho letto un suo articolo, anni fa. Io la reputo una grande scrittrice, nulla a che vedere con la reporter Caeran, lol, ecco perchè mi ha lusingata la cosa 🙂 In mezzo a tutti questi bei complimenti, mi arriva un IM da una grande Signora, che fa parte dello staff di Momi, cioè Miss Lucy May, che mi suggerisce di scrivere su Momi. Grazie Lucy, hai ragione infatti, Momi si merita un articolo, è brava, simpatica, e canta sempre live. Accidenti! Perché mai non l’ho fatto prima?  Perché tutto arriva con il suo tempo, hehhheh. Su, basta chiacchiere … presentiamo Momi.

Gran bella donna (in RL dico!) con origini sarde, ha passato la maggior parte della sua vita a Roma, e oggi vive ad Ancona. Solare, simpatica da morire, dev’essere un piacere averla come amica o collega.  In RL, Momi lavora in uno studio professionale di ingegneria, dove si occupa di risparmio energetico e fonti rinnovabili.  È entrata in Second Life nel 2009, e, siccome cantava in RL da una vita, era logico che desiderasse esercitare questo mestiere pure nel nostro Secondo Mondo.  Un giorno incontrò Lara Grace, che cercava cantanti per mettere su la sua Rho Cassiopeiae, ed è cosi che iniziò la carriera di Momi, come Live Singer in Second Life.  Il suo genere musicale è camaleontico (parola che non faceva parte del mio vocabolario fino alla sua intervista, lol, infatti ringrazio gli artisti per ampliare il mio vocabolario italiano lol), passa dal blues al jazz, per proseguire con la pop music italiana, e anche internazionale.  Una parola mi viene subito in mente, quando penso a Momi Hallison: esplosiva! LOL si, una donna con una energia incredibile, ed una generosità, nel trasmetterla, che in pochi hanno.  Momi è meglio del Prozac (noto antidepressivo LOL), mette una carica da 100.000 volt, infatti attento, rischi l’elettroscossa ai suoi concerti … Ok, ok, esagerataaaa  Francescaaaaa, ma l’energia che trasmette, credetemi amici, è enorme.

Lei definisce la sua voce “graffiante”, ma una cosa è certa, si riconosce uno stile fatto principalmente di  rhythm ‘n’ blues, e infatti non sono stata  sorpresa di scoprire che Momi, per tanti anni, ha fatto parte di un coro polifonico come solista, che l’ha portata a cantare persino davanti a Papa Giovanni.  Hum… vedo i sorrisi sulle labbra… si, si, li  vedo! Okey, vi spiego cos’è il rhythm ‘n’ blues: genere musicale che associa il gospel, il blues ed il jazz. 😛  Momi canta da più di 25 anni, per 5 anni ha studiato canto moderno, e dice che la musica è tutta la sua vita.  Con il passare del tempo è cresciuta musicalmente, e cosi ha saputo anche adattare il suo repertorio. Conosce le lingue straniere, canta in inglese, spagnolo un pò francese e portoricano, e, ovviamente, italiano. Momi, come la maggior parte dei artisti di Second Life, canta anche in RL, fa piano bar e animazione, karaoke, ma anche serate  pre disco. Sono davvero pochi, in Second Life, a non conoscere la nostra Momi, ma se non l’hai mai sentita cantare, allora corri ad un suo concerto, e  vai a prenderti una carica di energia con la Miss Dinamite e i suoi 100.000 volt. Parola di Francesca Caeran.

Ascolta Momi Hallison qui : http://www.youtube.com/user/MomiHallison

Gioco e lavoro: la nuova linfa di Second Life

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Questo mese si è festeggiato, nella Second Life italiana, il quinto anno di “Arte Libera”, uno dei gruppi artistici più attivi nel campo dell’arte virtuale. Devo dire che, a mio parere, Arte Libera è tra i gruppi che più si sono distinti, in questi anni, per il livello qualitativo delle sue manifestazioni, ha dato spazio e visibilità a soggetti artistici eccellenti, e riconosciuti a livello internazionale. Ha così contribuito a mettere in evidenza il fatto che i confini dell’arte possono essere allargati anche dentro Second Life.

Simba Shumann, e i suoi compagni di viaggio, hanno fatto un grande “lavoro” in Second Life, ma, proprio per questo, la stessa Simba ha tenuto a precisare sul blog di Arte Libera (http://artelibera.net/2013/04/15/5-anni-di-arte-libera/), quanto segue: “Arte Libera non è un lavoro, non ho mai voluto che lo diventasse, e non lo è stato per le persone che mi hanno affiancato in questi anni. Arte Libera è il nostro tempo libero, il nostro miglior tempo libero, quello da dedicare alle cose che ci fanno stare bene e che ci regalano soddisfazioni pure”. Una frase che fa onore all’impegno di queste persone, e mette in evidenza un aspetto fondamentale dell’approccio della maggioranza dei residenti in Second Life: perfino i più impegnati, quelli che ottengono i migliori risultati in termini progettuali, professionali o artistici, tengono a sottolineare che per loro si tratta un gioco, non di un lavoro.

Parallelamente, nelle scorse settimane, ho preso l’iniziativa di sfruttare le mie competenze professionali, una volta tanto, per disegnare un possibile percorso evolutivo, per la costruzione di un progetto di lungo respiro, che potesse consentire una riorganizzazione, e un notevole ampliamento, delle attività nella Second Life italiana. La mia proposta, il mio progetto, che ho cercato di illustrare nelle sue grandi linee e nelle sue componenti essenziali, era diretto, come base di partenza, a uno dei gruppi di lavoro più attivi nella Second Life italiana, a cui ho appartenuto, per più di un anno. Devo dire che ho trovato molto interesse per l’iniziativa, ma nessuno disposto a impegnarsi per portarla avanti. Non certo per per cattiva volontà, o per motivi di bassa lega personalistici, ma sempre per il fatto che Second Life non è vista come un lavoro, ma come uno “svago”, un puro divertimento. Mi aspettavo ampiamente questa reazione, ma la mia provocazione era rivolta a saggiare il livello di possibile coinvolgimento degli attuali “attivisti” della Second Life italiana, verso un percorso di evoluzione, in tempi brevi, del modello organizzativo su cui si base oggi questa piattaforma.

Questi due esempi mi hanno portato ad alcune conclusioni. I casi che ho citato sono quelli di due gruppi che spendono senz’altro molto del loro tempo libero in iniziative concrete in Second Life, composti di persone di grandi capacità e spirito di iniziativa, eppure, entrambi, rifiutano il concetto di “lavoro” in Second Life. C’è senz’altro molto di freudiano in questo, a mio parere. Il lavoro è visto come un qualcosa di impegnativo e di invasivo del proprio tempo libero, eppure entrambi i gruppi non hanno fatto altro che lavorare in Second Life, alternando, certo, questo “lavoro” con le legittime attività di svago e di divertimento, ma hanno speso tempo ed energie per realizzare numerosi progetti, per quanto instabili. C’è qualcosa di profondamente legittimo in questa voglia di difendere i propri spazi di libertà, il proprio approccio basato sul gioco, in questo spazio libero da interferenze e da impegni della vita di tutti i giorni. Legittimo ma, a mio parere, assolutamente non corrispondente alla realtà.

Non c’è alcuna distinzione tra il livello del gioco e il livello del lavoro, in situazioni come queste. Anzi, quando il lavoro diventa gioco, e come tale viene vissuto, con tutte le gratificazioni che porta, e con l’orgoglio per quanto si riesce a realizzare, allora si è raggiunto uno degli obiettivi fondamentali del lavoro, che dovremo sempre di più considerare in futuro: non lavoriamo solo per vivere, per portare a casa “la pagnotta”, ma anche per soddisfare la nostra voglia di cultura, la nostra immaginazione, la nostra voglia di crescere. E la nostra gratificazione.

Invito quelli di voi che non l’abbiano fatto a rivedere il filmato che avevo allegato ad un mio recenbte articolo. Il filmato mostra l’orgoglio, e la passione, di un vecchio ottantenne e di un nativo digitale diciottenne per il lavoro che hanno scelto, e per la soddisfazione che provano nel farlo bene (https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2013/04/01/lessenza-del-lavoro-nel-mondo-virtuale/). Due mondi a confronto ma con gli stessi valori.

Uno dei punti principali, della mia proposta progettuale, era quello di creare un punto di accoglienza e di help per i nuovi ingressi in Second Life, per favorire il graduale ricambio e l’allargamento della base di utenza, attraverso una mirata campagna di proselitismo. E’ senz’altro questo il punto fondamentale per consentire una ripartenza nell’utilizzo delle piattaforme virtuali. La popolazione attuale dei residenti è il risultato di una selezione della specie, di quanti entrarono in Second Life nel momento dell’hype e ne uscirono gradualmente, delusi dalla mancata realizzazione dei loro sogni di business, o di facili guadagni. Occorre quindi riportare ad un giusto mix di componenti la popolazione che frequenta il Metaverso, poiché il momento della ripartenza si avvicina a grandi passi. Non è il business che guiderà l’evoluzione del Metaverso, ma le interazioni sociali.

Voglio solo darvi una piccola prospettiva di quanto sta succedendo, due flash su quello che sta cambiando nella società italiana, e che tutti voi avete vissuto in questi giorni. Questo per trarre insegnamento dalle modalità con cui l’utilizzo della rete sta trasformando, in modo rapido e irreversibile, la vita di tutti i giorni.

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Nel nuovo parlamento italiano sono entrati moltissimi giovani, molti provenienti dal “MoVimento 5 Stelle”, e altri, moltissimi altri, dal Partito Democratico. Ciò è avvenuto attraverso un esperimento di primarie, che ha portato in parlamento gente votata dal territorio, ma che non esprime alcun vincolo di appartenenza, o di identità, con l’organizzazione e l’istituzione di cui adesso fanno parte.

Ebbene, questa massa di giovani digitali si è rivelata assolutamente incontrollabile per le strutture tradizionali di partito, tanto da affossare, per ben due volte, una candidatura alla presidenza della Repubblica Italiana. Questi giovani deputati e senatori “digitali” sono stati condizionati non dalla dirigenza del partito, ma dai tweet e dalle interazioni in rete dei propri sostenitori, e dalle pressioni e dai messaggi provenienti dal loro network. Alcuni tweet sono diventati virali e in pochi minuti hanno invaso il paese. Gli hashtag “#NonFatelo”, “#NonViVotiamoPiu” e “#occupyPd”, hanno avuto un effetto dirompente, e assolutamente imprevisto, su quanto succedeva in Parlamento.

La rete ha già invaso la politica e le istituzioni, e le soluzioni organizzative che si dovranno trovare saranno del tutto diverse dalle forme partito tradizionali. Dalla rete ai Mondi Virtuali, il passo è breve. Tutti sapete che uno dei modelli organizzativi, utilizzati dal “MoVimento 5 Stelle” sul territorio, è quello dei MeetUp (http://it.wikipedia.org/wiki/Meetup). Ebbene, esiste un MeetUp di residenti in Second Life (http://www.meetup.com/MoVimento-5-Stelle-SECOND-LIFE), che è una semplice avanguardia di quanto potrà svilupparsi, e il “MoVimento 5 Stelle” ha appena festeggiato la ristrutturazione della propria land in Second Life, arrivando, all’appuntamento col Metaverso, con un certo ritardo, dopo le invasioni degli anni scorsi dei vecchi politici che conosciamo.

Per adesso il Metaverso è ancora una frontiera, come la California a metà dell’ottocento, prima della corsa all’oro, quando i suoi spazi sterminati erano popolati solo dai pionieri. Come sappiamo, oggi la California, presa da sola, è il settimo paese industrializzato del mondo, il cui PIL supera quello dell’Italia e si avvicina a quello della Francia. E come allora la California, i Mondi Virtuali sono oggi ancora popolati da pionieri, ma il futuro, in cui grandi masse utilizzeranno questa nuova dimensione, è ormai già iniziato, sull’onda delle trasformazioni sociali e dei veloci progressi tecnologici. Dobbiamo solo stare attenti a non vedere solo i vagoni di coda del treno della storia, mentre ci supera a grande velocità. Alziamo lo sguardo e prepariamoci a correre per raggiungerlo.