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Sergej Zarf e la Piramide

L’immagine di presentazione dal sito di Sergej…

Sergej è un amico con cui ho condiviso molto in SL e nei vari mondi virtuali. Mi ha proposto questo scritto su Pyramid Cafè, su cui avevo già scritto in passato (vedi anche link indicato nel suo articolo). Al di là del gruppo Pyramid è interessante ed importante sottolineare l’enorme quantità di lavoro che Sergej rende disponibile (assieme al gruppo Pyramid) per la community italiana, a partire dai corsi di streaming e di ripresa, dei servizi di aggiornamento sugli eventi in SL (cosa c’è di bello stasera in SL http://www.youtube.com/watch?v=EGC4ML3sNd4&feature=share), assieme a Fiona Saiman, e a diversi esperimenti di espressione machinima come ad esempio Time Travel sempre con Fiona Eddie Santillo (ed altri soliti noti della community Italiana). Buona parte di questa attività si svolge virtualmente in Solaris Island (sede di numerosi gruppi di lavoro variegati) in craft ed in altri mondi virtuali di cui alcuni non conosco nemmeno io come SWTOR http://www.sergejzarf.com/SWTOR.html. In appendice alcuni appunti su queste attività.

Una mia “breve” riflessione su una delle realtà presenti nella comunità italiana in Second Life: Pyramid Café

All’inizio di quest’anno ho maturato la decisione di espormi, in termini di relazione con gli altri frequentatori di Second Life, in misura maggiore di quanto avessi mai fatto precedentemente. A spingere quella decisione c’era, come spesso accade, la somma di più eventi interni ed esterni, non ultimo la scelta di un mio caro amico di uscire di scena (per rispettabilissimi e da me condivisi motivi personali) lasciando i “rimanenti” davanti ad un bivio: mantenere in vita e far crescere il progetto che con tanta foga e dedizione aveva portato avanti fino al quel momento, coinvolgendo molte altre persone, oppure lasciarlo tramontare.
In questi mesi ho incontrato diverse persone “turbate” dalla presenza della piramide nel nome e nel logo del gruppo, con il timore di avere a che fare con una setta religiosa, loggia massonica o gruppo di pervertiti virtuali con chissà quali mire, sebbene nessuno dei tre co-owner e nessuno dei vari officer del gruppo faccia del proselitismo o dia adito a fraintendimenti del genere.
In questo progetto, un esperimento di comunicazione e condivisione delle conoscenze attraverso e dall’interno dei mondi virtuali, mi ero inserito qualche anno fa portando la mia partecipazione e la mia voglia di sperimentare, collaborare ed imparare assieme ad altri, divertendomi pure. Da quel momento ho dato nella misura in cui mi sentivo di farlo, senza subire pressioni o sollecitazioni di alcun genere; questo è lo stimolo che ho sempre visto, riconosciuto ed apprezzato in chi agiva assieme ed attorno a me, ed è lo stesso stimolo che cerco di tener vivo nei miei tentativi di continuarne l’opera.
Il progetto di cui sto parlando è il gruppo Pyramid Café, di cui sono coordinatore assieme a Salahzar Stenvaag e Fiona Saiman.
Il ripetersi di situazioni analoghe mi porta, oltre che a sorridere pensando a noi come cospiratori spiritual-tecno-massonici, a percepire l’esigenza di un chiarimento circa le origini e lo scopo del gruppo, attraverso la storia degli eventi organizzati, e spiegare con chiarezza perché, all’epoca della sua fondazione sia stato scelto proprio quel simbolo come logo.
Innanzitutto, il gruppo nasce, nell’ottobre del 2007, in una sim fortemente caratterizzata dalla voglia di sperimentare nuove tecnologie e modalità di comunicazione e socializzazione: la sim di Vulcano, uno splendido tentativo di democrazia partecipata in cui, pur essendoci un owner, ogni decisione veniva sempre presa solo in seguito a riunioni collettive di tutti i residenti a cui interessasse partecipare. Nessuna pressione veniva mai esercitata dall’owner ma ogni scelta era sempre frutto di ragionamento collettivo. In questo fermento, 4 persone si incontrano, parlano, scambiano idee, e da questo incontro nasce la voglia di creare nella sim un vero e proprio punto di incontro e di condivisione di informazioni: nasce il locale ed il gruppo “Pyramid Café”, di cui riporto un brano tratto dalla presentazione del progetto all’assemblea di Vulcano per la richiesta di approvazione:
“Pyramid Café vuole essere un’associazione spontanea di persone, con identificazione no profit, gestita in maniera autonoma e su base volontaria dagli stessi componenti.” …
E’ un locale pubblico virtuale, senza fini di lucro che si propone di favorire il sentimento di appartenenza alla Comunità di Vulcano, la circolazione delle informazioni , lo scambio di opinioni, lacondivisione, la trasmissione della conoscenza.”
Si continua poi con l’analisi dei risvolti sociali:

Si è partiti dal presupposto che nel mondo reale, gli spazi adibiti ai distributori automatici di vivande, si trasformano spesso in eccellenti luoghi di socializzazione (pausa caffè). Inoltre si voleva che gli utenti percepissero come proprio il locale quindi si è pensato di consentire ai “clienti” di “mettere dei mattoni” nella piramide. Le decine di ambientazioni all’interno del rezzer di Pyramid Cafè sono state create da abili “costruttori” ma anche da persone alle prime armi con il building. Altri vi hanno contribuito in termini di idee, scripts e altro ancora. Di fatto Pyramid Café è una fantasmagorica commistione di stili creativi diversi …“

Relativamente al simbolo scelto come logo, ecco riassunto il significato dato dal suo ideatore:

Sono due piramidi, una dentro l’altra, quella esterna è di cristallo, simbolo di trasparenza ma anche del prisma che scompone la luce a rappresentare la sensibilità ed il rispetto verso le diverse opinioni delle persone; quella interna è scura, a rappresentare il salto nel buio verso il futuro, un portale per collegare i diversi mondi e anche un’antenna attraverso la quale ricevere e trasmettere emozioni. Su di uno spigolo c’è una piccola eclissi a rappresentare i timori dati dalle superstizioni e dalle credenze, timori che si possono superare solo attraverso la luce della conoscenza, simboleggiata dal sole. … Per non dilungarmi troppo, io cercavo un simbolo che indicasse un collegamento tra modernità ed antiche civiltà e che esprimesse la collaborazione di tanti individui. … questi sono i valori che ho cercato di racchiudere ed esprimere nel logo, niente a che fare con  esoterismo, massoneria, illuminati ed altre cose del genere.

Fin da subito al progetto si aggiungono diversi co-firmatari, che diventano officer ed il cui segno distintivo è una “spilla”.
Il locale Pyramid Café viene ufficialmente inaugurato a Vulcano venerdì 11 Gennaio 2008, alle ore 22,30.
Il 25 gennaio 2008, alle 22.00, vi si tiene la quarta riunione del gruppo di lavoro italiano sulla Singolarità Tecnologica.
Il 28 marzo dello stesso anno insieme al CICAP, il comitato italiano che indaga sulle affermazioni sul paranormale (www.cicap.org), organizza un incontro sui cosiddetti misteri e fenomeni paranormali.
Senza voler ripetere il lungo elenco delle attività del gruppo in questi anni, invito a leggere e cliccare sulle locandine presenti in un breve ma molto ben argomentato articolo scritto da Salahzar Stenvaag su Virtual World Magazine alla vigilia del terzo compleanno di Pyramid Café, nel gennaio del 2011: http://bit.ly/dHE5yu . Cito dallo stesso articolo:

Pyramid Cafè ha rappresentato soprattutto nel suo periodo d’oro (2008-2009) un esempio unico di come le iniziative di volontariato in secondlife possano produrre degli eventi condivisi e variegati di indubbia qualità e professionalità.

Tra gli eventi “sociali” spiccano comunque le collaborazioni per la realizzazione del “Se non ora quando”, del “2lei” (per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne), della manifestazione “No al bavaglio alla rete” ed altri eventi di raccolta fondi a titolo di beneficenza per aiutare persone o soggetti in difficoltà.
Dal 2010 si è sviluppata un altra area di sperimentazione che si appoggia alla possibilità di diffondere sul web ciò che accade in Second Life e negli altri mondi virtuali attraverso l’uso gratuito di piattaforme di video streaming, dando vita a “Pyramid Café TV”, presente su justin.tv, livestream.com e YouTube con un proprio canale. In questi due anni chiunque avesse dimostrato interesse a trasmettere contenuti (inerenti ad attività espresse nei mondi virtuali) ha avuto accesso ai canali di Pyramid Café TV. Il tutto sempre nel pieno rispetto delle regole interne di Second Life (ToS) e delle leggi della privacy e del diritto d’autore.
Dal 2012 Pyramid Café ha iniziato un’opera di promozione gratuita degli eventi che vengono organizzati in Second Life e Craft (OpenSim) dalle rispettive comunità italiane, attraverso la realizzazione e la diffusione via web di video promozionali della durata di 3-4 minuti circa di ogni singolo evento (previa richiesta dell’organizzatore) e tramite un promo riassuntivo settimanale che contiene tutti gli eventi di cui la redazione viene a conoscenza. Per ogni evento nel promo si inserisce il titolo, la descrizione, una o più immagini o locandine e l’indirizzo dove si svolgerà. A questo si affianca la produzione di machinima realizzati in Second Life e Craft (OpenSim).
Attualmente, nella sede di Pyramid Café a Solaris trovano luogo, tra gli altri, il salotto letterario “L’Arme d’Amour” che tiene settimanalmente incontri di lettura di poesie ed organizza eventi teatrali (recentissima è la prima della commedia liberamente tratta da “Le due partite” di Cristina Comencini), l’”Accademia delle Land Italiane”, con i suoi corsi di linguaggi di programmazione e di modellazione 3D, l’”Istituto Pooley degli Albi Professionali” (in Second Life), ai quali si aggiunge in questi giorni la graditissima presenza del gruppo Tanalois Art che gestiranno tre gallerie d’arte in quota, organizzando esposizioni, happening e manifestazioni artistiche a cadenza bisettimanale.
La spinta è sempre forte: voler creare un punto di aggregazione per creatività, sperimentazione, collaborazione e condivisione in Second Life, uno spazio senza confini, aperto e disponibile ad incontrare chi ha voglia di confrontarsi senza pregiudizi, esprimere il proprio parere e la propria visione del mondo, in pieno rispetto delle diversità e dei diritti civili. Tutte le attività del gruppo sono gratuite e su base volontaria, a nessuno dei partecipanti viene richiesta alcuna somma di denaro per la realizzazione degli eventi.
Detto tutto questo, concludo riflettendo su quello che mi viene da dire ogni volta che sento qualcuno che viene morso dal dubbio sulla necessità di Pyramid Café di darsi un’identità e di portarla avanti nonostante le difficoltà, i fraintendimenti e tutte le incognite che ogni essere umano può trovare sul proprio cammino: “venite a vedere cosa facciamo… e, se vi va, fatelo con noi…”.
Sergej Zarf
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Per informazione su chi è Sergej, ecco una sua presentazione da http://www.sergejzarf.com

Salve, il mio nome è Sergej Zarf. Sono nato il 23 gennaio 2007 in Second Life; dopo un periodo di vagabondaggio senza fissa dimora ho iniziato a sostare  sull’isola di Vulcano, prima con un modesta dimora (quando ancora le case abusive venivano tollerate) poi con un centro di Meditazione, il “Wu-Wei”. Nel frattempo mi sono occupato di moda, ho esplorato  isole e praterie, osservando i cambiamenti costanti che questo mondo subisce inevitabilmente dalla sua nascita ed incontrando persone, dalle origini e abitudini più disparate.

Nel frattempo ho iniziato ad esplorare anche Blue Mars, Craft, World of Warcraft e SW-TOR.

Questi incontri, viaggi, esplorazioni e quanto accade in questi mondi sono l’argomento principe di questo sito.

 

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Dal sito “Time Travel” http://www.sergejzarf.com/TIME_TRAVEL_PRODUCTION.html invece “Time Travel, un viaggio nel vortice del Tempo”:

TIME TRAVEL è una produzione realizzata insieme a Fiona Saiman, una ricerca nello spazio e nel tempo attraverso le realizzazioni più affascinanti e significative di Second Life. Un tuffo nella fantascienza, nello spionaggio e nella fantapolitica, tra intrighi internazionali e colpi di scena.  In programma su PCTV nell’inverno 2011-2012.

TIME TRAVEL PRODUCTION

  Il tema che lega tutte le puntate è la ricerca, una ricerca effettuata dai due protagonisti per riportare alla luce importanti indizi sul passato dell’umanità, emersi a seguito di un’eccezionale scoperta archeologica effettuata da un ente extra-governativo “non ufficiale” (per cui lavorano i due protagonisti).

    Il periodo di ambientazione è odierno. Sono passati oltre 12.000 anni dalle ultime grandi glaciazioni; le potenze mondiali sono impegnate nel reperire nuove risorse energetiche, grosse crisi umanitarie quali siccità, carestie, terremoti, guerre, inondazioni ed eventi climatici eccezionali flagellano il nostro pianeta. Tutto questo accade sotto la quasi totale noncuranza di quel terzo di popolazione mondiale che vive ancora immerso nel sogno del benessere generato dallo sviluppo economico del secolo scorso.

    In questi nostri giorni c’è chi lavora, a volte all’oscuro dei grandi imperi economici e delle potenze nazionali o transnazionali, per cercare una o più soluzioni per preservare un futuro alla razza umana. In una di queste organizzazioni (ve ne sono diverse, alcune anche in lotta tra loro) lavorano i nostri due protagonisti in qualità di agenti operativi sotto copertura. Ufficialmente sono dei ricercatori e studiosi di antichità presso un’importante Università; questo permette loro di muoversi con disinvoltura tra scavi, biblioteche, magazzini, palazzi governativi e quant’altro si rende necessario, con il supporto di tutta la tecnologia messa a disposizione dalla propria agenzia.

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La produzione si avvale della collaborazione artistica di Eddie Santillo (EddieGuitarDagger Sheryffe in Second Life) che ha ideato e realizzato il tema musicale che accompagnerà la serie.

Il tempo sta per scadere…

solo la conoscenza può salvarci…

c’è chi è disposto a tutto per ottenerla

e per salvaguardare il futuro…

… e c’è chi cerca di impedirlo…

… è già accaduto

… e sta per accadere di nuovo…

Socializziamo la nostra OpenSim: istruzioni per aprire le frontiere ed inserirsi nella community osgrid

Ricevo queste interessanti istruzioni dall’avatar Enrica Bonetto.  Ecco una esperienza “live” di una persona non esperta che è riuscita a fare quasi da sola una installazione completa di una sim DENTRO la community di OsGrid.

Ricordiamo che nei miei articoli precedenti su OpenSim insegnavo come costruire delle SIM isolate (standalone) in un contesto chiuso. Qui si spiega come collegare una sim di questo tipo ad una comunità consolidata come OsGrid (le istruzioni sono probabilmente applicabili con poche modifiche anche ad altre grid come Craft).

Tenete conto che il successo di una operazione del genere è legata fondamentalmente al router (l’apparecchietto con le lucette luminose attaccate alla presa telefonica) e al provided che state utilizzando. Modem/Router differenti e provider differenti potrebbero non funzionare 😦 Infatti era questa la remora che avevo nel presentare istruzioni simili. Ma se avete quel modem e quel provider siete fortunati funziona tutto senno contattate Enrica per capire cosa avete sbagliato 😉 …

CREAZIONE ISOLA OPENSIM SUL MIO PC E COLLEGATA IN OSGRID

STEP BY STEP

1.   Mi iscrivo a OsGrid

Sul sito http://www.osgrid.org/ ho creato un account cliccando su join now       (http://www.osgrid.org/index.php/auth/register )  scegliendo un avatar first e last name , una password e indicando un indirizzo e-mail.

Esempio di una scuola che si è collegata a osgrid (Brera Academy virtual lab)

2.    Scarico i files.

Dalla sezione Download ( OSgrid ) ho prelevato il file zip della current release e i tre example ini files presenti nella stessa pagina ( OpenSim.ini – GridCommon:ini- FlotsamCache.ini ) Con internet explorer se li si preleva con click dx > salva oggetto con nome vengono salvati con estensione .text e non .ini > basterà cambiare l’estensione in .ini.

Per scaricare la versione dei programmi per la nostra sim

Per scaricare gli esempi dei file di configurazione

3.    Li sposto e rinomino sul mio PC.

Questi files , il file zip e i files ini\text li ho salvati in una cartella della directory principale del mio pc  ( nel mio è G:\). Ho scompattato il file zip , cambiato l’estensione dei 3 files in .ini e li ho sostituiti ai corrispondenti files ini presenti nella cartella bin e nella cartella bin\config-include dopo aver rinominato in oldxxxxx i tre files ini originali.

4.    Scarico il viewer.

Sullo stesso sito ho scaricato il viewer Imprudence ( nel mio caso per windows)

5.   Mi iscrivo a DynDNS.

Dal sito DynDNS  scegliendo in free domain name il collegamento http://www.dyndns.com/services/dns/dyndns/ e successivamente : create free hostname ho indicato nella casella accanto a hostname il nome scelto per il mio host e nella casella a discesa una delle scelte possibili ( conviene annotare la propria scelta) , ho lasciato tutto il resto invariato e ho cliccato add to cart. La procedura poi ti guida nella creazione di un proprio account. Seguirla e completarla.

6.   Configuro dyndns e scarico l’updater.

Sempre sul sito dyndns ho attivato il link Support e nella pagina raggiunta ho fatto il download del programma DynDNS Updater (4.1.6). e successivamente installato nel mio pc. Nella tray icon deve comparire l’icona dell’updater ( sarà molto utile in seguito).

7.   Il router

Vengo ora alla parte difficile : il router e le connessioni.  Quanto scrivo ora è valido per il mio router e la mia impostazione della rete. Non posso garantire per altre configurazioni. Il mio sistema operativo è windows home xp con service pack 3. Il mio router è invece : alice gate w2+

8. Configurazione del router

start > tutti i programmi > alice > stato apparato > si apre la pagina internet che porta alla configurazione del router. Il mio router è impostato in modalità bridged+routed ossia connessione automatica da modem\router attiva. Affianco di questa casella si noterà un indirizzo IP pubblico : prendetene solo nota. Io ho configurato il servizio virtual server cliccando su “configura” sotto la voce collegamento LAN e successivamente ho attivato il pulsante “ aggiungi “ in basso a dx. Nella finestra che si apriva ho aperto una per una le seguenti porte sia udp che tcp 9000,9001,8002,8003.. Finita la procedura ho confermato e dopo che sono state accettate le modifiche ho chiuso questa pagina.

9.   Il firewall di Windows

Ho aperto le stesse porte sul firewall di windows agendo dal tab eccezioni e clickando aggiungi porte . Anche qui una per una e sia per la porta tcp che udp e inoltre cliccando su aggiungi programma e poi sfoglia sino a trovare opensim.exe nella cartella bin precedentemente installata.

10.    Verifiche delle connessioni

start >connetti > mostra tutte le connessioni :
nel mio pc c’è una connessione a banda larga chiamata Alice ADSL ( se non ricordo male creatasi dal cd di installazione ma che può anche essere disabilitata.
In sostanza è una connessione remota utilizzabile da internet in caso non funzioni la connessione lan).
Io l’ho abilitata e connessa e i parametri rilevanti di tale connessione sono :

click dx >proprietà>rete>protocollo internet (TCP\IP)>proprietà>generale >
scegli: ottieni automaticamente un indirizzo ip e ottieni indirizzo server DNS:
poi in avanzate >WINS > abilita NetBIOS su TCP/IP .

Lasciare invariato il resto.
Nella finestra Avanzate controllate le impostazioni del firewall non dovrebbero esserci problemi
> nella finestra avanzate del firevwall deve esserci la spunta sulla connessione. Condivisione connessione internet l’ho lasciata senza segni di spunta. L’altra connessione fondamentale nel mio sistema è la connessione alla rete locale (LAN) nella sezione LAN o internet ad alta velocità ( se disattivate questa non riuscite a collegarvi in internet , diciamo che è la connessione del router) .
I miei settagli sono i seguenti :
click dx> proprietà> generale> protocollo internet(TCP/IP) >proprietà>
anche qui ottieni automaticamente indirizzo ip e ottieni indirizzo server DNS ; > avanzate > DHCP abilitato > WINS > abilita NetBIOS su TCP/IP> OK.
HO messo anche una configurazione alternativa ( finestra accanto a quella generale delle proprietà della connessione) :
pallinatura su “Configurato dall’utente” Indirizzo IP  x.x.x 2 mentre il gateway predefinito è x.x.x.1 e la sub net mask è del tipo 255.255.255.0 .
il gateway predefinito e la subnet mask la trovate così : start >esegui> cmd> nella finestra dos scrivete  : ipconfig e guardate quelle della connessione alla rete locale lan : il gateway copiate esattamente i numeri così come per la subnetmask mentre per l’indirizzo ip copiate quello del gateway ecambiate solo l’ultima cifra (nel mio caso ho aumentato di un numero : da 1 a 2 ).
Poi nei server DNS preferito e alternativo ho messo dei numeri di server di alice che potete trovare in internet con google. Infine nelle finestra avanzate della proprietà connesione alla rete locale Lan anche qui nessuna spunta su condivisione connessione internet. Inoltre nessuna delle mie connessioni è col brinding.

11.   Configurate Imprudence per accedere alla sim

Se avete installato Imprudence andate al collegamento sul desktop >click dx> proprietà> finestra collegamento> destinazione>aggiungete alla fine della stringa  -loginuri il vostro dyndns che avete creato:8002

12.    Scegliete le coordinate per mettere la grid

Tornate in osgrid qui http://www.osgrid.org/index.php/gridmap, meglio se con firefox perché con internet explorer ( almeno a me ) non si riesce a caricare la mappa, riducete il livello di dettaglio a zero fino a vedere quadratini blu e verdi. Passando sopra il mouse sulle aree blu che sono aree disponibili vedrete apparire le coordinate per posizionare la vostra isola in osgrid . Scegliete la posizione e annotatevi i due numeri.

13.   Configuro finalmente la mia sim

Nella cartella opensim osgrid che avevo dezippato vado a cercare nella sottocartella bin il file opensim. exe ( il mio sistema è a 32 bit , per questi settaggi guardate anche qui ) e con doppio click lancio il programma. Si apre la finestra dos , scorrono molte righe che ad un certo punto si arresteranno e bisognerà rispondere inserendo questi dati :

New region name []: TestLandia <hit enter> // scegliere il nome della vs isola
Region UUID [0980d6bc-2586-423d-ab26-d5428e5cd83a]: <hit enter>// dare solo invio accettando l’uuid che c’è ( se c’è)
Region Location [1000,1000]: <hit enter>// qui mettete le coordinate che avete preso dalla mappa , separate dalla virgola
Internal IP address [0.0.0.0]: <hit enter>// dare solo invioInternal port [9000]: <hit enter>// anche qui invio
Allow alternate ports [False]: <hit enter>// invio

External host name [SYSTEMIP]: 12.34.56.78 <hit enter>// qui inserite il vostro dyndns al posto dell’indirizzo ip
Your region is not part of an estate.
Do you wish to join an existing estate? [no]: <hit enter> // lasciate no di default dando solo invio
New estate name [My Estate]: TestLandia Corp. <hit enter>// lasciate il default dando solo invio
Estate owner first name [Test]: Joe <hit enter>// qui inserite il nome che avete scelto per l’account di osgrid
Estate owner last name [User]: Smith <hit enter>// qui il cognome corrispondente.

Se tutto è andato come doveva , la vostra isola è ora in osgrid  e dovrebbe essere raggiungibile sia da voi che dagli altri. Dovete controllare che l’indirizzo ip che restituisce il vostro dyndns updater concordi con l’indirizzo ip che potete vedere da internet andando su un apposito sito. Attenzione concorderà se entrambe le connessioni ( la connessione lan e alice adsl) sono lanciate , viceversa non funzionerà seuna delle due è spenta in particolare la connessione adsl alice a banda larga.Per avere una isola che non sia la ciambella rotonda di default cercate in internet dei files oar e copiateli nella cartella bin  . Quando lanciate la finestra dos di opensim.exe al prompt scrivete : load oar  il nomedelvostrooar.oar e poi dopo che l’isola si è caricata scrivete : save oar nomevostrooar.oar.  Quando uscite da osgrid uscite prima dal client\imprudence e poi chiudete la finestra dos usando la x senza scrivere shutdown così la vostra isola resterà nella grid altrimenti rischiate che la posizione venga occupata da altri che vedono vuota l’area e possono prendere le vostre coordinate.Dovrebbe essere tutto.

Enrica Bonetto

Introduciamo il BDSM

Uno degli argomenti più controversi, facilmente interpretabili con diffidenza, e meno conosciuti, è quello che riguarda la filosofia, e la pratica, del BDSM in SL. Molti ne parlano, diversi credono di sapere tutto sul tema, ma pochissimi sono in grado di spiegarci di cosa realmente si tratti. Abbiamo chiesto a Sacha Bowie, uno dei maggiori esperti sull’applicazione del tema in SL, di darci un contributo a chiarire l’argomento.

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Photo by Anais Sapphire

Introduciamo il BDSM partendo dal suo significato “letterario” e dal suo senso in RL per scoprire la sua applicazione, filosofia e “applicabilità” anche in un mondo virtuale quale Second Life.  Il significato dell’acronimo BDSM (qui faccio prima a citare le fonti di wikipedia che ben lo sintetizzano come concetto): Bondage & Disciplina (B&D); Dominazione & Sottomissione (D&S o DS); Sadismo & Masochismo (S&M o SM). Indica un complesso di pratiche relazionali e/o erotiche e/o preferenze sessuali. Queste pratiche, che considerate al di fuori di un contesto consensuale sono generalmente considerate spiacevoli e indesiderabili, sono nel BDSM fonte di soddisfazione reciproca, e strumento di costruzione di un rapporto interpersonale. Mi limito a questa parte della citazione di Wikipedia che, benchè limitativa visione di cosa in realtà significhi BDSM, è quanto di piu sintetico e tecnico si possa tradurre per uno spazio cosi ristretto quale quello di un articolo.

Il pianeta BDSM è composizione di figure, che ben riprendono i comportamenti sociali “normali”, ma enfatizzate nel senso e nell’applicazione. Le figure “portanti” sono i dommes, dominanti ed i sub, sottomessi. Tra questi due apparenti estremi vi sono alcune posizioni intermedie che pero riprendono sempre la dominante di uno o dell’altro estremo. -Sub e slaves (figure simili ma decisamente diverse nel concetto di appartenenza) – Dominanti detti generalmente Masters o Mistresses (Padroni e Padrone) – Switch, posizione relativa prevalentemente a pratiche sessuali e sessioni fisiche, in cui si assumono , a dipendenza del momento o dell ‘altro soggetto, a turno , entrambi i ruoli di dominante e sottomesso.  Il senso di questi ruoli è sempre stabilito dal tipo di BDSM dei praticanti. Il BDSM è un pianeta troppo vasto per poterlo catalogare in brevi categorie ed il suo concetto è pari solo all’applicazione e al senso della ricerca di ogni dominante e sottomesso. Il concetto comune è che  BDSM sia uguale a “famolo strano”, perchè la visione che arriva oltre la cortina delle comunità che lo praticano è quella di persone in latex intente a fare sesso su attrezzi strani con cinghie e catene. Anche qui, come in ogni aspetto di una relazione di coppia normale, bisogna portare l’attenzione su ciò che chi lo pratica vuole ottenere. BDSM può essere mera sessione fisica, accentrata sul gioco sadomaso, in tute di Latex, maschere ed attrezzi e bondage, in cui il “gioco consensuale” conduce le parti alla reciproca soddisfazione emotiva e sessuale. BDSM può essere invece una ricerca di una profonda relazione, che  tiene molto meno o quasi nulla,conto dello stile, del dresscode, e considera invece l’equilibrio dom/sub.

Questo secondo tipo di BDSM si ritrova quasi prevalentemente tra i dommes TPE (total power exchange) ovvero coloro che intraprendono un cammino concreto con il proprio sottomesso (in questo caso schiavo e non sub) 24/7, fatto molto meno di sessioni e molto più di quotidianità, in cui il dominante si prende cura, responsabilità ed uso del proprio/a schiavo/a e lo schiavo vive in funzione del proprio dominante, come scelta di trovare la propria libertà sotto un collare. Libertà di appartenere e di affidarsi e di crescere con il proprio dominante. In questo ambito il sesso diventa una possibile ma non obbligatoria conseguenza e non il fine. Di solito in RL i Masters TPE tengono molto alla bellezza del rapporto oltre che all’intensità dello stesso e molti sono coloro i quali si dedicano al bondage giapponese e all’arte dello shibari. E questo secondo senso del BDSM è il mio personale senso e filosofia di vita.   Alcune piccole premesse tecniche prima di passare al come avvicinarsi al BDSM in second life e perchè farlo:  la differenza tra sub e slave : il sub è colui che non rinuncia alla propria identità e si sottomette solo alle sessioni fisiche o di solito, all’interno di una coppia, in cui entrambi hanno potere decisionale nella quotidianità ma uno prevale sull’altro in ambito sessuale. Slave è colui che si affida completamente al dom e diventa sua proprietà. Abbandona per scelta la propria identità donandola al dom e non avrà diritto di scelta alcuna nemmeno nella quotidianità. Importante è sempre capire che il vero BDSM è sano, è sicuro e specialmente è consensuale. La mancanza di uno di questi tre presupposti ne stravolge il senso e lo fa divenire abuso.

Paradossalmente, Second Life rende chi si avvicina a questa esperienza molto più fragile ed indifeso rispetto alla Real Life, in assenza delle naturali difese dettate dai sensi usati in RL . SL è un mondo che “impatta” emotivamente,  dove il tocco non esiste e viene sopperito dallo stato mentale e da quello emotivo, che diventano l’aggancio alla dominazione e sottomissione. Possiamo sicuramente dire che SL non è esente da rischio di abuso da parte di dominanti inesperti, che vogliono provare il gusto della dominazione o di quelli più esperti che conoscono benissimo il meccanismo e la fragilità di un sub. Personalmente, Master sia in RL che in SL, ritengo che qui il BDSM sia un ottimo strumento di conoscenza di se. Conoscenza di quei meccanismi che fanno da sempre parte dell’uomo e con cui ci confrontiamo sin dalla nascita, dovendo sempre assumere posizione di dominante o sottomesso durante la nostra vita  (figlio/genitore-studente/insegnante- impiegato/capoufficio alcuni esempi pratici). Ma anche possibilità, per chi non possa in RL, di dare voce alla propria necessità di sperimentare ciò che sente dentro, in relativa sicurezza (a dipendenza di chi si trova sulla strada ovviamente) e con i dovuti accorgimenti e senza interferenze RL.

Molti in SL si avvicinano ad una sorta di BDSM, almeno concettuale, attraverso il gioco di ruolo, prendiamo GOR per esempio, dove peró la definizione di BDSM è veramente approsimativa e dovrebbe limitarsi a ciò che il termine indica ovvero “gioco di ruolo”, finito il quale tornare nella “normalità”. Altri si avvicinano alle numerose comunità BDSM presenti in SL che offrono la possibilità di trovare, a seconda dello scopo prefisso, ciò che si sceglie. Si spazia da quelle che mirano ad arrivare alla stessa relazione in RL e partono da SL usando voice, cam e quant’altro a quelle all’estremo opposto, tipo il MaS,la comunità BDSM che ho creato più di due anni fa in SL, in cui si sceglie volutamente di non mischiare RL con SL escludendo uso del voice, del rilascio di  dati personali o programmi tipo skype e cam . Questo permette una piu serena e immersiva esperienza che, oltretutto, esclude di etichettare il proprio sub o dom dal timbro della voce e regione di appartenenza. Ovviamente nel primo tipo di comunità si avrà tendenza a portare un BDSM più fisico e sessuale, attraverso l’uso di cam e voice e incontri RL mentre nella mia comunità la dominazione mentale e il senso di appartenenza emotivo sono il punto focale di tutta l ‘esperienza, in assenza voluta di tutti quegli strumenti che diano una certa simulazione di “fisicità”.  di solito chi sceglie questo secondo tipo di comunità, lo fa perchè usa già altri canali in RL e quindi ha parecchia esperienza o perchè non è interessato ad estendere in RL la stessa.

La scelta delle comunità in Sl è veramente vasta ed ampia ed io consiglio di prendere prima coscienza di cosa davvero si cerchi. In SL domina la tendenza ad un BDSM fisico o sessual-simulato, come è logico che sia, essendo un mondo virtuale in cui ognuno può decidere cosa essere, e quindi non è difficile incontrare il sub che si offra per uso sessuale a chiunque , senza regole e senza il senso di ciò che BDSM significa. Non è sbagliato ma è errato aspettarsi da questi sub il senso di appartenenza o la conoscenza del BDSM. Cosi come si vedono Masters alla ricerca di schiave che in realtà non abbiano la più pallida idea di cosa significhi BDSM e si sentono sbraitare ordini ai propri subs C’est la vie.  In sintesi queste le cose da ricordare a coloro vogliano provare l’esperienza BDSM in SL :

-Non esiste un dom senza un sub, ne un sub senza un dom. BDSM non è coercizione ma libera scelta sempre., cosi come lo è interrompere l’esperienza se non è quella cercata o non è sicura.  – Non basta un tag per definire un Master o un sub.

– RL è prioritaria sempre, nessun dommes vero e sensato imporrebbe mai di rinunciare ad essa per restare in SL ne vi chiederebbe mai di infrangere le barriere che avete eretto a difesa della vostra RL.

– Come in ogni tipo di esperienza in SL, non solo di BDSM, non rilasciate i vostri dati password o quant altro a nessuno, se è un dom è un vero dom non ve li chiederà mai.

Questa breve introduzione non ha assolutamente presunzione di dettagliare il mondo BDSM ma solo di fornire al lettore ignaro i primi approcci verso di esso

By Sacha Bowie

Il lato oscuro di Internet: quale realtà, quali prospettive

Phishing, furto di dati sensibili e di identità, spam, file sharing, modifica del contenuto degli archivi, diffusione di video dal contenuto diffamatorio: queste le frontiere del crimine on line, uno dei lati oscuri di Internet. Abbiamo parlato di questo e della possibilità di proteggersi dalle truffe in rete lo scorso 13 maggio in Second Life, nell’Auditorium I-Box dell’Isola Imparafacile, durante il terzo incontro del ciclo “Conversazioni sul futuro di Internet”, dedicato appunto ai crimini e alla sicurezza on line, con gli esperti Marcostrano Magic (aka Marco Strano), cyber-criminologo e Direttore Scientifico dell’ICAA, International Crime Analysis Association e Mind Clarity (aka Marco Longo), direttore di “Psychomedia.it” e cofondatore della “SipTech”, Società Italiana di Psicotecnologie e Clinica dei Nuovi Media.

Durante l’incontro, moderato da Imparafacile Runo (aka Giovanni Dalla Bona) e passato anche in diretta streaming (http://imparafacile.ning.com/page/dirette-streaming-imparafacile), si è cercato di rispondere alle domande più frequenti sui pericoli rappresentati dalla facilità con cui Internet, complice la possibilità di ‘nascondersi’, consente ad alcuni di esprimere il proprio ‘lato oscuro’ attraverso azioni illegali, di cui spesso si ha poca consapevolezza. Basti pensare al comunissimo file sharing, assolutamente legittimo nel momento in cui lo scambio peer to peer riguarda file non protetti da copyright, ma reato nel momento in cui lede il diritto d’autore, reato che spesso si commette in assoluta leggerezza, anche grazie alla facilità di accesso ai file che dovrebbero invece essere tutelati.

Grazie anche alla partecipazione di un folto pubblico interessato all’argomento, la discussione ha consentito di interrogarsi anche su  quale sia l’evoluzione del mondo del crimine on line e quali preoccupazioni dobbiamo avere per il prossimo futuro, oltre a quali precauzioni dobbiamo prendere per evitare di cadere nelle insidie più diffuse e soprattutto per proteggere i minori, spesso vittime di reati a sfondo pedopornografico. Sembrano centrali l’informazione e la formazione: gli utenti dovrebbero essere protetti da una rete di informazioni capillari, finalizzate alla presa di coscienza dell’evoluzione dei fenomeni  e dei comportamenti criminali, che si modificano anche in base alle innovazioni tecnologiche.

Un altro aspetto, più squisitamente psicologico, affrontato durante la serata ha riguardato in maniera più specifica Second Life e le personalità che si celano dietro gli avatar: quanto di noi c’è di reale e quanto invece è frutto di desiderio di apparire diversi e di vivere situazioni anche oltre limite che nella real life ci siamo dati? Non è anche questo un lato oscuro di Internet?

Resta aperto un forum di discussione nel ning Imparafacile (http://imparafacile.ning.com/group/strumentiweb20/forum/topics/conversazioni-sul-futuro-di), che potrà continuare ad ospitare riflessioni, spunti di discussione, racconti.

[Helenita Arriaga]

Un’esperienza gruppale: “Perché mi loggo?”

Riceviamo e pubblichiamo da Lukia Halderman.

Nella land del gruppo “ I Ragazzi della Fenice”, attivo in SL da due anni, si sta svolgendo, grazie al contributo fondamentale dello psicanalista Mind Clarity (aka Marco Longo), un’esperienza  gruppale di notevole interesse  in cui si dibattono, e sempre con contributi ricchi e stimolanti,  temi relativi al nostro stare qui in sl. Il ciclo dal significativo titolo “Perché ti logghi?” è giunto al settimo incontro, il cui argomento (sfruttamento dell’altro), è scaturito, come sempre, dalle sollecitazioni e dagli spunti emersi nel corso dell’incontro precedente. Nel primo incontro ci si espresse alquanto genericamente sulle motivazioni che stanno alla base del nostro “loggarci”. Emersero infatti dagli interventi le varie opportunità che SL offre sul piano conoscitivo (viaggi scoperte, apprendimenti, conoscenze che non si possono fare in RL, esperienze immersive nelle cose e negli ambienti, confronto e scambio con culture altre, corsi di vario tipo), espressivo, artistico, professionale (sviluppo di nuove tecniche artistiche, progetti artistici, organizzazione di mostre, eventi, concerti, musica, canto, contatti con una folla di creativi in SL), comunicativo ed affettivo (conoscere l’anima, l’essenza delle persone che hanno affinità con noi, approcci intensi senza sovrastrutture, condivisione di pensieri profondi). Ma nel corso dei successivi incontri, si è andato via via sviluppando, guidati da Mind, un sempre maggiore approfondimento della riflessione su ambiti più definiti e specifici. Numerosi gli argomenti finora affrontati, che spaziano dalla libertà in sl, alla manipolazione dell’altro, dalla costruzione dell’identità  all’assenza di fisicità, dalle paure e impedimenti al dare-avere, dall’amore al linguaggio del corpo avataresco, dall’utilizzo di sl come strumento per esprimere la creatività all’uso del mezzo per conoscere (se stessi/gli altri). Argomenti tutti strettamente intrecciati in cui Mind ha messo ordine portandoci ad acquisire consapevolezze nuove. Sicuramente in tutto il metaverso di SL è un gran chiacchierare di questi  argomenti, ma lo si fa  in maniera spontaneistica, disorganizzata e forse “inutile”,  dal momento che manca in questo caso chi, ponendosi con professionalità al centro dei vari punti di vista,  riesca a far luce su aspetti del nostro essere qui che sono sconosciuti anche a noi stessi.

Non poteva non essere affrontato, preliminarmente, il tema relativo all’approccio con SL, indagato l’atteggiamento che si ha nei confronti di questa piattaforma virtuale: è un gioco, un’occasione ludica o altro? Per alcuni SL è occasione di divertimento: se ne fa un utilizzo ludico, sfruttandone le innumerevoli opportunità, ma evitando ogni tipo di coinvolgimento di natura affettivo-emozionale. Per molti altri, invece, l’avatar è una protesi digitale più della mente che del corpo: attraverso l’avatar veicolano il loro essere reale per quanto il mezzo consente. C’è da dire tuttavia che questa intenzione viene spesso, e inconsapevolmente, contraddetta da quella componente esibizionistica, da quegli aspetti teatrali della mente (tutto il nostro modo di vivere è drammatizzazione, abbiamo bisogno di maschere) che portano al travestimento e alla costruzione di “personaggi”. In questo loro approccio al metaverso, trovano a volte la possibilità di combattere e superare anche paure e impedimenti: la paura di non essere accettati è quella più diffusa.  SL può aiutare a superarla se si incontrano persone con cui scambiare emozioni, affetto. Superare le paure accompagnato da chi ti capisce, relazionarsi con persone che hanno la nostra stessa sensibilità.

E siamo dunque arrivati all’universo della relazione, al rapporto con l’altro, in SL.  Sul tema della relazione con l’altro (in primis quella amorosa) il dibattito s’è fatto, come c’era da aspettarsi, intrigante e partecipato, sia per le sue implicazioni psicologiche, che per quelle emozionali, morali. Gli interventi hanno funzionato come tasselli di un puzzle che si è ricostruito con una certa precisione:  nella relazione con l’altro qui opera la suggestione della mente, che ricostruisce le parti mancanti mettendo in gioco sensi nascosti. Le suggestioni che così si producono sono dunque forme di allucinazioni (non patologiche sia chiaro), simili a quelle che insorgono leggendo un libro, seguendo un film, sognando; dunque processi della psiche che appartengono alla creatività che sovrappone alla realtà una nuova dimensione. Sl favorisce al massimo grado  la riscoperta di emozioni sepolte: tutto è predisposto per l’innamoramento: luoghi, apertura dei sensi non condizionati dai ruoli sociali, anonimato, tutte premesse perfette per innamorarsi. Ma come nasce una relazione in SL? Come in RL: comunicando. Un approccio anzitutto diretto ( SL brucia uno step fondamentale, lo step dell’aspetto fisico che in molti di noi può dare un freno  nell’approccio con gli altri) attraverso un linguaggio verbale confidenziale al massimo improponibile in un primo incontro tra due persone in RL.

E la comunicazione scatta immediata. Anche il corpo dell’avatar ha qui, come in real lo ha il corpo fisico, ha un suo linguaggio. Linguaggio affidato anzitutto all’aspetto dell’avatar, alla sua gestualità, ai suoi movimenti. Animazioni, gestures, pose-ball, tutto un armamentario a disposizione di un avatar il più delle volte bello, esageratamente bello, invitante, aggressivo, che si muove nello spazio del Metaverso con sicurezza, senza imbarazzi di sorta, a volte persino con sfacciataggine e impudicizia. Insomma, attualizzazione virtuale di potenzialità bloccate da impedimenti di varia natura (limiti caratteriali, condizionamenti psicologici, impedimenti oggettivi, restrizioni sociali ecc) e non necessariamente mistificazione. Si evidenzia una forte volontà di affermare la propria fedeltà, anche in SL, alla identità RL (anche solo potenziale o non attualizzata appieno in RL) con le sue molteplici variazioni umorali. Da alcuni questo è avvertito come limitazione (stessi condizionamenti di RL) per altri come possibilità di espansione della propria identità sia in verticale (esprimersi su piani più riposti e profondi, sperimentarsi, azzardare ecc)  che in orizzontale (ampliamento di relazioni, incontri con persone che probabilmente non si incontrerebbero e frequenterebbero in RL, possibilità di “espandersi  territorialmente”).  Rari i casi in cui l’identità si frantuma col ricorso ad altri avatar, che se ci sono, o hanno  solo una funzione strumentale (per sperimentare creativamente, per conservare oggetti) o vengono usati per ritagliarsi spazi di solitudine e di libertà, funzionando in pratica da riparo dagli assalti dei conoscenti e amici.

Quanto alla costruzione fisica dell’avatar ovviamente si divaricano le posizioni tra chi ha scrupolosamente cercato di assomigliare il suo aspetto avataresco a quello reale e chi altrettanto scrupolosamente migliora l’aspetto dell’avatar, per renderlo più accattivante, ma forse anzitutto più piacevole ai propri occhi, o anche per “giocare con ironia”.

Molto interessante il dibattito incentrato sull’assenza del corpo reale, sul limite posto da SL alla percezione fisica, una vera e propria barriera ai sensi che restano esclusi dall’esperienza relazionale; questo ovviamente toglie la  possibilità di unire corpo e mente nell’esperienza relazionale, di trasmettere al corpo le emozioni che si provano con la mente e con il cuore. Le posizioni non sono univoche e si può tentare di sintetizzarle in due posizioni. Per alcuni non è possibile parlare di esperienze amorose, qui in SL. La distinzione tra mente e corpo non si può travalicare. L’amore in SL si vive con la mente, il corpo reale rimane in secondo piano: se c’è un coinvolgimento mentale totale, quello fisico è per alcuni addirittura pari a zero. Per altri esiste un corpo virtuale e una percezione “altra” , capace di suscitare fortissime emozioni che si trasferiscono anche al corpo reale. Resta in ogni caso, il problema di riprogrammare il nostro modo di vivere la fisicità, di codificare e decodificare diversamente le sensazioni del corpo reale di fronte a una realtà altra, appunto virtuale, illusoria il cui statuto è appunto quello della non fisicità.

Ma c’è un palleggio tra identità SL e identità RL? Insomma il nostro vivere in SL ha ricadute in RL? C’è un’interazione tra SL e RL? Per quelli che approcciano sl come un prolungamento della realtà e non come un semplice gioco si registrano, a livello di identità,  interferenze SL-RL abbastanza significative . Essere residenti nel metaverso comporta infatti ricadute di non poco conto sulla vita reale, ricadute in certi casi positive, che arricchiscono la stessa vita, quasi un valore aggiunto, in altri negative, in quanto sottrazione di tempo e opportunità alla vita reale. Le ricadute negative si concretizzano in un  diffuso senso di colpa per vivere una sorta di dipendenza da SL (anche chi parla di droga buona, comunque la definisce droga, in questo mostrando il desiderio di apparecchiarsi unicamente un alibi tranquillizzante).  In effetti SL ci coinvolge molto e tutto ciò che ci coinvolge è attraente ed è difficile quindi  tirarsi fuori dalla dipendenza. Situazioni immersive come SL a un certo punto possono diventare importanti e bisognerebbe non assorbire un’esperienza  solo perché piace ma imparare a interagire, essere consapevoli del tipo di esperienza che si fa, del suo senso e valore. Ma SL ha ricadute anche positive,  quali una maggiore apertura all’esterno,  un’inedita opportunità di sperimentarsi, una maggiore conoscenza di aspetti del sé,  la possibilità di dar luogo a esperienze creative o professionali maturate in questo metaverso e poi portate in real o importate dall’esterno in SL  in un gratificante e produttivo rimbalzo tra SL e RL. Dunque SL, questo social network così  particolare per la sua immersività, che si  accorda con la nostra mente (che è virtuale e ha rappresentazioni virtuali della realtà) dà molto, se ci coinvolge tanto.

Ma in essa diamo anche: si apre insomma lo scambio, il dare-avere, in una sorta di partita doppia,  simile a quella che caratterizza tutta l’esperienza umana. Anche questo tema è dibattuto  e in molti si riscontra la tendenza a manifestare, nel corso del loro intervento, quasi ad affermare fortemente se stessi, quello che qui ritengono di dare: rispetto, considerazione, ascolto, insegnamenti morali, dritte su comportamenti e scelte di vita.

Si profila un’immagine di SL come quella di uno spazio libero, aperto, un mondo del possibile in cui muoversi senza condizionamenti castranti. Ma è poi così? Ci si sente davvero liberi in SL? Indubbiamente si sentono liberi  coloro che, approfittando di essere nascosti dietro un nik, non si sentono sottoposti al giudizio delle proprie azioni o a limitazioni, coloro che percepiscono un ambiente in cui poter esprimere con libertà le proprie qualità più che in RL, coloro che avvertono di poter condividere ciò che preferiscono con gli altri (anche la parte razionale),  coloro che si rendono conto, attraverso la rete di relazioni e l’ascolto degli altri, di conoscere meglio se stessi e di essere accettati, coloro che non avvertono differenza tra il loro essere in Real e il loro essere in SL. Ma esistono anche minacce alla libertà; ad esempio fa esperienza di una sorta di libertà condizionata chi sente l’imposizione di certi ruoli da parte del gruppo (pena l’esclusione), di cui non può tradire le aspettative,  chi per la sua attività pubblica si sente sotto giudizio dei fruitori. E non solo.

La libertà può essere attaccata e compromessa da altri meccanismi psicologici che qui, come in RL, possono essere agiti a danno dell’altro: manipolazione e sfruttamento, altri temi oggetto di dibattito. Quanto alla manipolazione, ovvero ai comportamenti che assumiamo all’interno delle relazioni al fine di ottenere ciò di cui abbiamo bisogno, come c’era da aspettarsi, ognuno ha raccontato di esperienze, di operazioni manipolative agite da altri nei suoi confronti e in nessun caso, se non molto tangenzialmente, sono state riferite azioni comunicative volte ad ottenere risultati idonei ad appagare i propri  bisogni. Solo qualcuno ha riferito di aver manipolato un altro, ma solo in quanto ruolava in un GDR, dove la manipolazione, come tanti altri meccanismi volti a far soccombere l’altro, fa parte delle regole del gioco. E’ emerso, dal racconto di qualcuno un dato interessante, un comportamento non tanto  inusuale in SL, un comportamento su cui ciascuno è bene rifletta: in condizioni di fragilità, di debolezza la manipolazione risultata tanto più facile per chi l’agisce quanto più pericolosa per chi la subisce.

Siamo infine arrivati a trattare l’ultimo tema strettamente connesso a quello della manipolazione dell’altro: lo sfruttamento. Il dibattito è solo all’inizio e vede spalancarsi dinanzi a noi un universo buio, dominato da perversioni, fuorvianze, un universo sconosciuto ai più, in cui sarebbe tanto giusto, quanto raccapricciante imbattersi… staremo a vedere cosa ne verrà fuori…

Concludendo, sia pure provvisoriamente, perché ancora c’è molto da dibattere e discutere, ci si logga in SL con il bisogno di incontrare gli altri (funzionano molto riunioni e manifestazioni artistiche, letture, serate in discoteche, eventi di moda, giochi di ruolo, ecc.). Le persone non cercano più queste occasioni in RL e le trovano più facilmente e comodamente nel digitale. L’atteggiamento corretto dovrebbe essere quello di riportare queste esperienze in RL per non restare solo in una  illusoria dimensione di condivisione vera o presunta, ma per organizzare, partecipare anche fuori, portando fuori lo spirito ritrovato qui e perso magari solo per pigrizia nel reale.

Nostalgia

Una land col….Tango

Riceviamo e pubblichiamo da Alexy Solo (autrice del libro IM)

Tango’s e Massimo Blinker, inscindibile binomio.  All’inizio erano solo 4000 metri di parcel, poi, pezzo dopo pezzo, è diventa quello che è adesso.  Un luogo pieno di poetiche emozioni. Ogni dettaglio è curato a Tango’s. Ogni fiore è messo con amore.  La SL di Massimo Blinker è unica. Il suo vivere questo mondo è un extension della RL, parlando con lui, si scopre quanto è profonda la conoscenza che ha del virtual.  Tango’s è l’incontro di diverse attitudini del suo owner. C’è arte, con le sue fotografie, c’è la musica, sempre adatta e ricercata per ogni situazione. C’è la parte manageriale, con lo sviluppo della linea moda (particolarissima e personalissima), le sue creazioni sono curate nei minimi particolari e sempre innovative nella loro classicità. La moda a Tango’s è un fil rouge con l’arte. E’ un modo di essere di questa land.  Un giorno chiesi a Massimo: “ma non fai più foto? E la tua arte?” Risposta: “guarda i miei vestiti, ora faccio arte così.” E’ vero, sono realizzazioni artistiche a tutti gli effetti. Ci sono poi le vigne, a Tango’s, da dove fa il vino. Prima nelle botti a invecchiare e poi nelle bottiglie personalizzate. Le stalle, con la loro vita.  Il Boduaire. Un ambiente raffinato ed esclusivo, anni trenta.

Cè la galleria d’arte e il mitico PUB. Il cuore di Tango’s. Un luogo dove, oltre passare serate tranquille, si può respirare l’aria poetica e un po melanconica del suo creatore. Tutto è realizzato con un criterio di base: armonia. Ecco, se dovessi definire il progetto Tango’s, lo definirei: “La ricerca dell’armonia”.


Questa land vive di se stessa.  Si mantiene con le creazioni di moda, e la fantasia dei suoi owner. Hanno saputo creare un ambiente che coniuga il management e la creatività, cosa spesso non facile da realizzare. Ma questo è quello che si vede. Vivendo la sim, frequentandola, nel tempo si intuisce che c’è molto di più. Si avverte nelle pieghe dei colori l’essenza di SL. Quelle sensazioni che solo i più attenti possono cogliere.  Piccoli dettagli. Ma grandi nel concetto. Un piccolo vaso su di un muretto, che sembra lì per caso. La candela sul tavolo. L’arpa nel salone di Villa Paloma, la residenza con MyMy, compagna di sempre.   Bisogna girare a piedi a Tango’s per gustarla. Assaporare le sensazioni che sprigiona, come un profumo delicato ma persistente. Che ti entra dentro e non ti abbandona più.  Tutto è in movimento in SL, e anche Tango’s si rinnova, per scelta o per bisogno. Ma l’atmosfera resta sempre quella. Romantica e passionale, come un ballo.  Massimo Blinker è persona di cultura raffinata. Un self made man che va oltre il freddo sapere.  Le sue conoscenze sono profonde e spaziano su molti campi. Dove ha approfondito è la ricerca del capire l’anima che sta dietro gli avatar. Con lui ti senti a casa. Puoi parlare di nulla e di filosofia. Di arte e del lampredotto. Ridere, scherzare o piangere, come spesso mi è successo, sulla sua spalla. Nei momenti difficili c’è sempre stato. Più lo si conosce e più si comprende di non conoscerlo. E’ sempre una sorpresa, una sfida continua all’intelletto.  Mai soddisfatto. Sempre alla ricerca di un qualcosa di più bello. La prima volta che vidi Tango’s, e conobbi Massimo, mi pervase una sensazione di pace passionale. Una tranquilla emozione, pronta a scatenare sentimenti più profondi. Non capivo il perchè, e forse non lo capisco nemmeno ora. Ma è così. Tango’s è un po’ come lo zen. Va vissuta, non capita.  Cercare un progetto programmatico a Tango’s non è concepibile. Anche se gestita in maniera manageriale, ha l’anima poetica. Cercando di carpire a Massimo Blinker un che di progettuale, la sua risposta è stata: mi siedo e osservo, poi prendo la mia tavolozza virtuale e dipingo. Che dire? L’arte non si può progettare. Esce spontanea, di getto. Se proprio si vuole estrapolare un qualcosa di programmatico, si deve andare in certe sere al pub, o al boduoir.

Durante gli eventi avatar da tutto il mondo si riuniscono, nei locali progettati e realizzati nella land. Forse questa è la fase più “progettata”. Far si’ che anime diverse si fondano in un’armonia sola. Ciò che ci circonda ci influenza.

A Tango’s le emozioni si fanno spesse, la musica ti avvolge, il visuale si fa real.  Come diceva Van Gogh: “Non c’è nulla di più vero di una cosa finta che sembra vera”. Vera è Tango’s nella sua dimensione virtuale. Vere sono le sensazioni che si provano aggirandosi nella land. Vero è Massimo Blinker. Un uomo vero.