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Introduciamo il BDSM

Uno degli argomenti più controversi, facilmente interpretabili con diffidenza, e meno conosciuti, è quello che riguarda la filosofia, e la pratica, del BDSM in SL. Molti ne parlano, diversi credono di sapere tutto sul tema, ma pochissimi sono in grado di spiegarci di cosa realmente si tratti. Abbiamo chiesto a Sacha Bowie, uno dei maggiori esperti sull’applicazione del tema in SL, di darci un contributo a chiarire l’argomento.

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Photo by Anais Sapphire

Introduciamo il BDSM partendo dal suo significato “letterario” e dal suo senso in RL per scoprire la sua applicazione, filosofia e “applicabilità” anche in un mondo virtuale quale Second Life.  Il significato dell’acronimo BDSM (qui faccio prima a citare le fonti di wikipedia che ben lo sintetizzano come concetto): Bondage & Disciplina (B&D); Dominazione & Sottomissione (D&S o DS); Sadismo & Masochismo (S&M o SM). Indica un complesso di pratiche relazionali e/o erotiche e/o preferenze sessuali. Queste pratiche, che considerate al di fuori di un contesto consensuale sono generalmente considerate spiacevoli e indesiderabili, sono nel BDSM fonte di soddisfazione reciproca, e strumento di costruzione di un rapporto interpersonale. Mi limito a questa parte della citazione di Wikipedia che, benchè limitativa visione di cosa in realtà significhi BDSM, è quanto di piu sintetico e tecnico si possa tradurre per uno spazio cosi ristretto quale quello di un articolo.

Il pianeta BDSM è composizione di figure, che ben riprendono i comportamenti sociali “normali”, ma enfatizzate nel senso e nell’applicazione. Le figure “portanti” sono i dommes, dominanti ed i sub, sottomessi. Tra questi due apparenti estremi vi sono alcune posizioni intermedie che pero riprendono sempre la dominante di uno o dell’altro estremo. -Sub e slaves (figure simili ma decisamente diverse nel concetto di appartenenza) – Dominanti detti generalmente Masters o Mistresses (Padroni e Padrone) – Switch, posizione relativa prevalentemente a pratiche sessuali e sessioni fisiche, in cui si assumono , a dipendenza del momento o dell ‘altro soggetto, a turno , entrambi i ruoli di dominante e sottomesso.  Il senso di questi ruoli è sempre stabilito dal tipo di BDSM dei praticanti. Il BDSM è un pianeta troppo vasto per poterlo catalogare in brevi categorie ed il suo concetto è pari solo all’applicazione e al senso della ricerca di ogni dominante e sottomesso. Il concetto comune è che  BDSM sia uguale a “famolo strano”, perchè la visione che arriva oltre la cortina delle comunità che lo praticano è quella di persone in latex intente a fare sesso su attrezzi strani con cinghie e catene. Anche qui, come in ogni aspetto di una relazione di coppia normale, bisogna portare l’attenzione su ciò che chi lo pratica vuole ottenere. BDSM può essere mera sessione fisica, accentrata sul gioco sadomaso, in tute di Latex, maschere ed attrezzi e bondage, in cui il “gioco consensuale” conduce le parti alla reciproca soddisfazione emotiva e sessuale. BDSM può essere invece una ricerca di una profonda relazione, che  tiene molto meno o quasi nulla,conto dello stile, del dresscode, e considera invece l’equilibrio dom/sub.

Questo secondo tipo di BDSM si ritrova quasi prevalentemente tra i dommes TPE (total power exchange) ovvero coloro che intraprendono un cammino concreto con il proprio sottomesso (in questo caso schiavo e non sub) 24/7, fatto molto meno di sessioni e molto più di quotidianità, in cui il dominante si prende cura, responsabilità ed uso del proprio/a schiavo/a e lo schiavo vive in funzione del proprio dominante, come scelta di trovare la propria libertà sotto un collare. Libertà di appartenere e di affidarsi e di crescere con il proprio dominante. In questo ambito il sesso diventa una possibile ma non obbligatoria conseguenza e non il fine. Di solito in RL i Masters TPE tengono molto alla bellezza del rapporto oltre che all’intensità dello stesso e molti sono coloro i quali si dedicano al bondage giapponese e all’arte dello shibari. E questo secondo senso del BDSM è il mio personale senso e filosofia di vita.   Alcune piccole premesse tecniche prima di passare al come avvicinarsi al BDSM in second life e perchè farlo:  la differenza tra sub e slave : il sub è colui che non rinuncia alla propria identità e si sottomette solo alle sessioni fisiche o di solito, all’interno di una coppia, in cui entrambi hanno potere decisionale nella quotidianità ma uno prevale sull’altro in ambito sessuale. Slave è colui che si affida completamente al dom e diventa sua proprietà. Abbandona per scelta la propria identità donandola al dom e non avrà diritto di scelta alcuna nemmeno nella quotidianità. Importante è sempre capire che il vero BDSM è sano, è sicuro e specialmente è consensuale. La mancanza di uno di questi tre presupposti ne stravolge il senso e lo fa divenire abuso.

Paradossalmente, Second Life rende chi si avvicina a questa esperienza molto più fragile ed indifeso rispetto alla Real Life, in assenza delle naturali difese dettate dai sensi usati in RL . SL è un mondo che “impatta” emotivamente,  dove il tocco non esiste e viene sopperito dallo stato mentale e da quello emotivo, che diventano l’aggancio alla dominazione e sottomissione. Possiamo sicuramente dire che SL non è esente da rischio di abuso da parte di dominanti inesperti, che vogliono provare il gusto della dominazione o di quelli più esperti che conoscono benissimo il meccanismo e la fragilità di un sub. Personalmente, Master sia in RL che in SL, ritengo che qui il BDSM sia un ottimo strumento di conoscenza di se. Conoscenza di quei meccanismi che fanno da sempre parte dell’uomo e con cui ci confrontiamo sin dalla nascita, dovendo sempre assumere posizione di dominante o sottomesso durante la nostra vita  (figlio/genitore-studente/insegnante- impiegato/capoufficio alcuni esempi pratici). Ma anche possibilità, per chi non possa in RL, di dare voce alla propria necessità di sperimentare ciò che sente dentro, in relativa sicurezza (a dipendenza di chi si trova sulla strada ovviamente) e con i dovuti accorgimenti e senza interferenze RL.

Molti in SL si avvicinano ad una sorta di BDSM, almeno concettuale, attraverso il gioco di ruolo, prendiamo GOR per esempio, dove peró la definizione di BDSM è veramente approsimativa e dovrebbe limitarsi a ciò che il termine indica ovvero “gioco di ruolo”, finito il quale tornare nella “normalità”. Altri si avvicinano alle numerose comunità BDSM presenti in SL che offrono la possibilità di trovare, a seconda dello scopo prefisso, ciò che si sceglie. Si spazia da quelle che mirano ad arrivare alla stessa relazione in RL e partono da SL usando voice, cam e quant’altro a quelle all’estremo opposto, tipo il MaS,la comunità BDSM che ho creato più di due anni fa in SL, in cui si sceglie volutamente di non mischiare RL con SL escludendo uso del voice, del rilascio di  dati personali o programmi tipo skype e cam . Questo permette una piu serena e immersiva esperienza che, oltretutto, esclude di etichettare il proprio sub o dom dal timbro della voce e regione di appartenenza. Ovviamente nel primo tipo di comunità si avrà tendenza a portare un BDSM più fisico e sessuale, attraverso l’uso di cam e voice e incontri RL mentre nella mia comunità la dominazione mentale e il senso di appartenenza emotivo sono il punto focale di tutta l ‘esperienza, in assenza voluta di tutti quegli strumenti che diano una certa simulazione di “fisicità”.  di solito chi sceglie questo secondo tipo di comunità, lo fa perchè usa già altri canali in RL e quindi ha parecchia esperienza o perchè non è interessato ad estendere in RL la stessa.

La scelta delle comunità in Sl è veramente vasta ed ampia ed io consiglio di prendere prima coscienza di cosa davvero si cerchi. In SL domina la tendenza ad un BDSM fisico o sessual-simulato, come è logico che sia, essendo un mondo virtuale in cui ognuno può decidere cosa essere, e quindi non è difficile incontrare il sub che si offra per uso sessuale a chiunque , senza regole e senza il senso di ciò che BDSM significa. Non è sbagliato ma è errato aspettarsi da questi sub il senso di appartenenza o la conoscenza del BDSM. Cosi come si vedono Masters alla ricerca di schiave che in realtà non abbiano la più pallida idea di cosa significhi BDSM e si sentono sbraitare ordini ai propri subs C’est la vie.  In sintesi queste le cose da ricordare a coloro vogliano provare l’esperienza BDSM in SL :

-Non esiste un dom senza un sub, ne un sub senza un dom. BDSM non è coercizione ma libera scelta sempre., cosi come lo è interrompere l’esperienza se non è quella cercata o non è sicura.  – Non basta un tag per definire un Master o un sub.

– RL è prioritaria sempre, nessun dommes vero e sensato imporrebbe mai di rinunciare ad essa per restare in SL ne vi chiederebbe mai di infrangere le barriere che avete eretto a difesa della vostra RL.

– Come in ogni tipo di esperienza in SL, non solo di BDSM, non rilasciate i vostri dati password o quant altro a nessuno, se è un dom è un vero dom non ve li chiederà mai.

Questa breve introduzione non ha assolutamente presunzione di dettagliare il mondo BDSM ma solo di fornire al lettore ignaro i primi approcci verso di esso

By Sacha Bowie

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  1. Paolo
    19 marzo 2013 alle 01:20

    Complimenti per il copia incolla da wikipedia, in particolare sulal definizione del Bdsm e sul TPE, cita almeno le fonti se devi fare il Masterone 🙂

  2. 8 settembre 2011 alle 11:43

    Interessante articolo. Il BDSM non l’ho mai praticato ma ne sono attratto. Per quanto riguarda SL ho sempre avuto una curiosita’ secondo voi ha preso piede o e’ andato sempre meno usato? Io non conosco nessuno che ci vada mentre facebook e’ incredibilmente seguito da tantissimi miei amici! Fatemi sapere. Grazie

  1. 17 settembre 2011 alle 12:27

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