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Archive for 1 aprile 2013

L’essenza del lavoro nel Mondo Virtuale

Negli ultimi mesi, ogni qualvolta che presentavo un’idea, una iniziativa in Second Life, ogni volta che discutevo con amici o conoscenti, owner o artisti, giornalisti o stilisti, ci si trovava spesso a dibattere intorno al significato di “lavoro” nel Mondo Virtuale. C’era chi negava decisamente di lavorare in Second Life, chi invece presentava il proprio impegno virtuale come puro divertimento, e chi, tracciando una linea netta di separazione tra la vita reale e quella virtuale, sosteneva che ne aveva tanto fin sopra i capelli del proprio “lavoro” reale, che era assurdo per lui pensare di fare qualcosa anche nel Mondo Virtuale. Ho sempre ascoltato con un certo disagio queste argomentazioni, poiché io utilizzo il Metaverso per divertirmi, mentre lavoro, non distinguo le due cose. Mi sono quindi trovato a chiedere a me stesso quale fosse, dal mio punto di vista, il vero significato di “lavoro”.

Non voglio dirvi a quali conclusioni sono giunto, ma voglio avviare con voi una riflessione, cercando anche di capire quali nuovi modelli ci vengono insegnati, nell’era della rete, per cambiare il nostro modo di lavorare, ed il nostro comportamento all’interno degli ambienti digitali. Per farla insieme questa riflessione, voglio partire da un video, che vi chiedo di guardare tutto, fino in fondo, poiché ogni istante di questa registrazione è uno stimolo a riflettere e a cercare di capire. Il video si chiama “La tela e il ciliegio”. Guardiamolo insieme.

http://www.youtube.com/watch?v=YFUt2cVqqSs&feature=youtu.be

Finito? Avete visto, in questo video, due ere geologiche a confronto: Mastro Antonio, 90 anni, professione Ebanista, orgoglioso di esserlo, e Jacopo, 19 anni, Digital Life Coach, una delle nuove professioni dell’era di Internet. Due uomini del sud, l’uno con una sapienza antica, di cui ogni sua parola rappresenta un insegnamento profondo, l’altro un “nativo digitale”, la cui giovane età non deve assolutamente trarre in inganno, i suoi risultati parlano per lui. Jacopo ha un proprio sito web, Mastro Antonio, ovviamente, ci racconta a voce la sua esperienza. Due storie molto diverse tra loro. Mastro Antonio ci ha messo decenni per arrivare alla perfezione, ha attinto alle esperienze delle generazioni precedenti, si è costruito da solo gli attrezzi, ha provato e riprovato, e, ancora a 90 anni, ha qualcosa da scoprire. Jacopo si è cercato da solo i suoi maestri sulla rete, da autodidatta. A 19 anni è un esperto professionista, dà consulenza ad aziende, ha un team allargato, un network di contatti che gli consentono sempre di arrivare alla soluzione di un problema.

Tuttavia, la passione e la voglia di lavorare, l’ambizione di costruire qualcosa di “ben fatto”, la ricerca dell’eccellenza, sono le stesse. Entrambi non distinguono tra divertimento e lavoro, per entrambi il lavoro è il loro modo di vivere, di realizzarsi, indipendentemente dall’oggetto finale, dal risultato pratico della propria attività. Jacopo ci dice anche qualcosa che deve farci profondamente riflettere, noi abitanti del Metaverso, che cioè l’ambiente digitale non è affatto una cosa diversa dall’ambiente reale, ma semplicemente una sua estensione, un modo per arrivare più velocemente, e meglio, ad un risultato. Cercare contributi in rete, condividere le esperienze, cercare le soluzioni insieme ad altri, cooperare. Sono modelli lavorativi che ampliano le capacità dell’uomo, mettendo a disposizione della collettività, ma anche del singolo che vuole servirsene, le esperienze di tutti.

Il Mondo Virtuale non è altro che uno dei paradigmi della rete, uno dei più efficaci, che ci consente di misurarci con gli altri direttamente, ricreando un ambiente fisico in cui incontrarli, un’ulteriore e potente possibilità offerta dalla rete. Mettere insieme mondi e spazi diversi per farli ritrovare in un unico “posto”: un’enorme passo avanti. E così, come non c’è differenza tra reale e virtuale, così non c’è differenza tra il lavorare in un’ufficio reale, fisico, e il lavorare in uno sazio virtuale distribuito, poiché la cosa importante, la vera essenza del lavoro, sono le idee, la condivisione delle esperienze. Innovazione è cambiare il modo di pensare delle persone. Non fare referendum in rete con un click, ma consentire alla gente di imparare e di progredire insieme, mettendo in comune conoscenze e idee nuove. Non siamo affatto innovativi se clicchiamo semplicemente un “mi piace” su Facebook, lo siamo se siamo invece capaci di confrontarci con gli altri, magari a migliaia di miglia di distanza, cercando di comprendere meglio i problemi della nostra società e guidando uno sforzo collettivo, non di un singolo, verso un mondo migliore.

Il Metaverso può essere un incredibile facilitatore di questo nuovo modello culturale. La cosiddetta “democrazia diretta”, una balla colossale, poiché banalizza i problemi ee evita l’approfondimento, deve invece lasciare il posto al lavoro e all’elaborazione comune. E’ vero che uno vale uno, ma è anche vero che molti valgono più di pochi, hanno più probabilità di arrivare alla soluzione dei problemi. Il risultato di un nuovo modo di pensare passa attraverso la condivisione.

I Mondi Virtuali non sono una moda come un’altra, alla stregua di un Facebook o di un Twitter, sono una possibilità, che ci è stata offerta dal progresso, di sfruttare al meglio i nuovi strumenti tecnologici. Ma non basta saper usare gli strumenti, occorre imparare a lavorare insieme, e qui, purtroppo, la tecnologia non risolve il problema, solo ci aiuta a semplificarlo. Il salto culturale dobbiamo farlo con la nostra testa: saremo innovativi quando riusciremo a dare un contributo vero su questo cammino, senza cliccare nessun “mi piace”, ma sedendoci una sera, magari intorno ad un fuoco “virtuale” in una land lontana, a ragionare del perché non siamo capaci di pensare in grande, di allargare i nostri orizzonti. E a cercare di capire perché, nonostante tutto, Mastro Antonio ha vissuto una vita più felice della nostra.

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