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Dal Medioevo al Rinascimento

by AquilaDellaNotte Kondor

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Erano i tempi gloriosi di Second Life, correva infatti l’anno 2007, ed erano tempi in cui esistevano grandi comunità all’interno del Mondo virtuale, per lo più aggregate intorno ad una land, al suo owner. Tempi in cui costoro rappresentavano i signori incontrastati delle communities, veri e propri monarchi, il cui volere era inappellabile, con tanto di corte e di adoratori reverenti intorno a loro. A quel tempo questi leader decidevano e organizzavano, sostenevano spese e dispensavano lavoro e incarichi, spesso avendo alle spalle un’azienda reale, per lo più di piccole dimensioni, ma con ambizioni da start up (le grandi aziende, con pochissime eccezioni, non si sono mai cimentate direttamente inworld). Il miraggio era ovviamente il grande business, che, nelle loro ambizioni, presto si sarebbe sviluppato portando fama e successo. C’era la speranza di cavalcare l’onda della crescita esponenziale dei Mondi Virtuali, ed il sogno era quello di incrementare il proprio giro d’affari, non solo in world, ma anche a vantaggio delle loro imprese reali. Insomma, il grande mito del successo imminente. Molte furono le grandi aziende che investirono in Second Life solo quel minimo che bastava per cavalcare l’onda, per essere trendy. E così, questi imprenditori virtuali fecero loro da tramite, per l’ingresso nel nuovo Eldorado, ritagliandosi un ruolo e una visibilità considerevole, spesso sfociata in articoli e interviste sulla grande stampa internazionale. Per un breve periodo sono circolati soldi veri in Second Life, fino a quando il miraggio ha mantenuto intatto la propria attrattiva ed il proprio fascino. Molti imprenditori, anche di talento, avviarono allora le loro attività in Second Life: i Templar Merlin, i Bruno Echegaray, i Basil Coage, gli Enea Lobo, i Luigi Vandeverre, e via discorrendo, profusero notevoli risorse, personali ed economiche, nell’impresa di far decollare il nuovo business. Alla lunga, pochissimi sono rimasti, e sarebbe certo interessante ritrovare oggi questi amici, per discorrere con loro su cosa non abbia davvero funzionato, a loro modo di vedere, nella realizzazione del sogno.

La disgregazione di queste comunità, di questi centri sociali, ha quindi aperto l’era della frammentazione. Le comunità si sono ristrette, molti hanno abbandonato per sempre il Metaverso, ma molti altri sono rimasti, ognuno con i propri scopi e con le proprie ragioni, spesso di puro divertimento e di svago. L’era dei Comuni ha lasciato il passo ad un lungo Medioevo, mentre tra i pochi nuclei di aggregazione, che hanno mantenuta intatta la loro motivazione con una presenza sempre costante, troviamo, prima di tutti, gli artisti. Sono stati loro che, con la loro creatività ed il loro impegno nell’organizzazione di eventi, hanno mantenuto intatta una certa organizzazione sociale, e continuato a tessere il filo dello sviluppo, tecnico e culturale del Metaverso. Con gli artisti, tra i pochi altri protagonisti indiscussi, troviamo i musicisti e i cantanti, ognuno col proprio gruppo, la propria “banda” di fans. E poi naturalmente gli intellettuali di vario genere: bibliofili, poeti, educatori, sempre presenti ed attivi in Second Life. Tante cellule separate, gruppi divisi, spesso in competizione tra di loro, con pochissimi progetti di grande respiro, portati avanti tra mille difficoltà e con pochissime risorse. Ma del business, quello vero, non troviamo più alcuna traccia ormai …

Di certo il Medioevo sarà lungo, poiché i presupposti per l’uscita dagli anni bui ancora non si sono realizzati, e il nuovo Rinascimento Virtuale, quando verrà, non potrà che originarsi da nuove forze, nuovi protagonisti, essendo la legge dei grandi numeri spietata e cinica. Tuttavia, i progressi tecnologici, spinti dalla ricerca di nuovi sbocchi commerciali da parte delle grandi corporation dell’elettronica, si susseguono ormai a ritmi elevati, e presto invaderanno le piattaforme virtuali, o, più probabilmente, saranno queste ad invadere il  mondo reale sulle ali dell’innovazione espressa dalla Realtà Aumentata, di cui vediamo in giro applicazioni sempre più numerose. Mondo Reale e Mondo Virtuale andranno lentamente ad integrarsi, espandendo le nostre capacità e le nostre esperienze. Sarà possibile “entrare” nell’Avatar, muovendolo e comandarlo con il nostro stesso corpo, lo sguardo, le mani, con tutti i nostri sensi. E verrà il tempo in cui le barriere tra i due mondi, quello reale e quello virtuale, verranno davvero abbassate, e un’ondata di neofiti arriverà dai videogiochi, dalle televisioni, dai Social Network. Dall’altra parte, il Mondo Virtuale diverrà sempre più invasivo, e non sarà più il tempo di cercare di portare il business reale dentro i Mondi Virtuali, ma saranno questi ultimi ad invadere la realtà, integrandola e complementandola.

Che cosa si salverà di questa preistoria dei Mondi Virtuali, di quest’epoca di pionieri? Nulla di quanto oggi conosciamo, temo. L’entusiasmo degli antichi neofiti, frequentatori del Metaverso, verrà travolto e integrato dalla massa dei nuovi arrivati. Le nuove applicazioni di realtà aumentata ci faranno sorridere, come di reperti preistorici, dei prims oggi faticosamente linkati dai nostri artisti virtuali. Le possibilità dell’Avatar, enormemente cresciute, ci consentiranno di vivere una Seconda Vita che sarà non un’alternativa, ma un’estensione, della vita reale, un suo completamento. A quel punto, i più fantasiosi e intraprendenti troveranno altri modi per evadere, per crearsi spazi ed esperienze individuali.  Sarà perciò il tempo della massificazione delle esperienze, del superamento dell’era pioneristica, e del ritorno alla normalizzazione dell’individuo, inteso come motore del cambiamento.

A quelli che sognano quindi un futuro radioso, una nuova età dell’oro per i Mondi Virtuali, possiamo dire che si, certamente le evoluzioni saranno enormi, e immense saranno le possibilità di cui disporremo. Ma l’emozione di trovarsi in un mondo “nuovo”, ancora inesplorato, in cui abbiamo appena imparato a muoverci e a costruire, sarà sempre più sfumata, e forse, chissà, rimpiangeremo i tempi in cui ci si trovava in quattro gatti in una piazza virtuale a godersi un concerto in santa pace, o una mostra con pochi intimi. Di certo non ci mancherà il lag, o le mille difficoltà tecnologiche che abbiamo oggi, ma forse ci mancheranno molte altre cose, in attesa di una nuova rivoluzione, che, chissà, ci porterà forse oltre la dimensione spaziale, verso il superamento di altri limiti … Ma questa sarà tutta un’altra storia …

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