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Ubuntu, Linux e la filosofia della condivisione….

Negli ultimi anni Ubuntu è diventata una delle distribuzioni di Linux che ha avuto il maggiore successo, per la innovativa facilità di installazione e di uso che normalmente non sono mai state associate a questo sistema opensource e che ne ha spesso decretato l’insuccesso di fronte all’utente medio di un PC, che normalmente è abituato ad avere una interfaccia con tutti i fiocchettini e la pappa pronta. Il tipico utente di Linux è stato per decadi il “nerd” vale a dire una persona che per fare anche la cosa più semplice cerca di farla in maniera particolarmente difficile, costosa, inutile e contorta.

Il nuovo Ubuntu è sorprendentemente “amichevole” da installare

Non è scopo di questo articolo dettagliare tutto su Ubuntu e Linux, esiste una ampia letteratura in materia. Qui vorrei sottolineare la mia ultima esperienza, con un portatile “vecchio” in disuso su cui ho voluto provare ad installare Ubuntu per vedere se riuscivo a dargli nuova vita. L’esperienza è stata tutto sommato semplice, gradevole e piena di ottime sorprese. Avevo già tentato di installare in passato a varie riprese Linux su vari pc ma ogni volta avevo dovuto tornare indietro perchè molte cose non funzionavanto (Skype, i miei programmi di grafica preferiti, etc), ora però ho visto che con la versione 12.04 molti se non tutti questi problemi sono stati risolti.

Fra le sorprese cito le seguenti:

  •  Tutto l’hardware ha funzionato al primo colpo (scheda grafica, suono, musica, video)
  • La sospensione del portatile ha funzionato senza fiatare: impiega una manciata di secondi e riprende senza problemi
  • Il wireless è sorprendentemente friendly (meglio di windows)
  • Il tempo di boot è di circa 40 secondi, nettamente inferiore a quello di Windows e la memoria occupata e inferiore
  • Praticamente tutti i programmi principali (Chrome, LibreOffice, ecc) funzionano senza problemi
  • Esistono ottimi programmi in aree dove finora eccelleva soltanto Windows o Mac (screenrecording etc)

Fra le difficoltà invece

  • Avendo installato il sistema operativo a 64 bit alcune cose non funzionano come ci si aspetta, in particolare per lanciare Phoenix e Firestorm (client di SecondLife) occorre installare le librerie di compatibilità a 32 bit come indicato da questo articolo http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=2000705. Imprudence invece, avendo già una distribuzione a 64 bit si è installato in modo semplice.
  • La versione di Skype per Linux è decisamente fatta peggio delle equivalenti sulle altre piattaforme, ma questo è colpa di Skype e non di Linux.
  • Qualche difficoltà a destreggiarsi fra i vari desktop manager (Unity, Gnome etc). Dopo un po’ di vicissitudini e prove varie sono tornato a Unity 2D che pare il desktop più “umano” riconoscibile per la barra verticale delle applicazioni sulla sinistra.

Ma vediamo come ho fatto per l’installazione da USB:

Dato che ormai DVD e CD non vanno più di moda, (avevo provato con un CD che mi aveva dato un amico, ma non era leggibile), ho proceduto a installare Ubuntu da una penna USB come spiegato da questo link: https://help.ubuntu.com/community/Installation/FromUSBStick La difficoltà più grave è stata quella di trovare una immagine “giusta” (avevo tentato di installare la versione 12.11 che però forse era prematura, quindi alla fine sono ripiegato sulla versione 12.04 che sembra essere molto buona.

Il secondo problema che ho incontrato è stato quello di “convincere” il laptop a partire dalla penna USB. Per fare ciò ho tenuto premuto il tasto di Cancellazione (quello sopra il tasto di invio) durante l’accensione e poi sono dovuto andare nelle opzioni di boot per specificare nell’ordine di boot PRIMA i vari USB e poi il CD ed infine il disco. Ho impiegato un pochino a capire l’ordine giusto.

Esistono ancora dei PC/Laptop specialmente della vecchia guardia che non consentono di fare il boot da chiavetta. In quel caso l’unica cosa da fare e di registrare un cd di boot e partire da quello.

Durante la fase di installazoine non ho dovuto fare praticamente nulla se non compilare le solite domandine iniziali tipo lingua, tastiera, utente di partenza. Cfr anche questa guida: http://ubuntusemplice.blogspot.it/2011/04/guida-passo-passo-istallazione-ubuntu.html L’intera procedura di installazione è rimasta nell’ordine di un quarto d’ora (anche meno). Al termine avevo un sistema Linux completamente funzionante.

Alcune guide in Italiano

Poi per imparare ad usarlo bene occorre molto tempo, ma guardando alcuni semplici tutorial come quelli contenuti qui: https://help.ubuntu.com/12.04/ubuntu-help/index.html,

Se preferite i video ecco una serie di video tutorial rintracciabili su Youtube qui: http://www.youtube.com/watch?v=OstFxlxvA0Y&feature=share&list=SPA7D851DBD0B8BFDF.

La filosofia di condivisione che sta dietro ad Ubuntu

Da Nelson Mandela a tutto il mondo. Un esempio di collaborazione fra umani uguali

Ed ora prima di lasciarvi, ecco una dissertazione molto interessante su Ubuntu, Linux e l’opensource che esula dalla classica lezione universitaria / giuridica / legale per entrare nella filosofia più semplice e profonda delle popolazioni africane.

Come si legge da wikipedia alla voce Ubuntu: http://it.wikipedia.org/wiki/Ubuntu_(filosofia):

« Una persona che viaggia attraverso il nostro paese e si ferma in un villaggio non ha bisogno di chiedere cibo o acqua: subito la gente le offre del cibo, la intrattiene. Ecco, questo è un aspetto di Ubuntu, ma ce ne sono altri. Ubuntu non significa non pensare a se stessi; significa piuttosto porsi la domanda: voglio aiutare la comunità che mi sta intorno a migliorare?. »
(Nelson Mandela)

Ubuntu è un’etica o un’ideologia dell’Africa sub-Sahariana che si focalizza sulla lealtà e sulle relazioni reciproche delle persone.

È un’espressione in lingua bantu che indica “benevolenza verso il prossimo”. È una regola di vita, basata sulla compassione, il rispetto dell’altro. Appellandosi all’ubuntu si è soliti direUmuntu ngumuntu ngabantu, “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”.

L’ubuntu esorta a sostenersi e aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri, poiché è una spinta ideale verso l’umanità intera, un desiderio di pace.

Viene sfruttato in Sudafrica in una campagna nazionale per la promozione della società.

Non c’è bisogno di aggiungere molto altro, su questa filosofia di apertura e di condivisione: si condivide perchè si sente che è giusto condividere, non perchè le persone con cui condividiamo sono simpatiche o degne della nostra considerazione e stima ma in quanto esseri umani con cui condividiamo la nostra natura. Poi ovviamente uno condivide quello che vuole e quando vuole, ma è ovvio che i risultati più interessanti avvengono quando la condivisione è più larga e meno stitica.

Ubuntu ha dimostrato che in questo modo si è riusciti a produrre un qualcosa di ottima qualità e solo grazie alla passione e alle emozioni di chi vi ha partecipato che non sono soltanto nerds, ma persone come tutti noi 🙂

PS: Se non ve la sentite di passare ad Ubuntu e non avete un vecchio portatile o pc su cui fare le prove potete sempre fare una installazione Live che non cancella il vostro PC. Cfr: http://www.ubuntu.com/download/help/try-ubuntu-before-you-install

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  1. AquilaDellaNotte Kondor
    10 febbraio 2013 alle 10:05

    Quando si dice la telepatia… Ho passato la tarda serata di venerdì ad installare UBUNTU 12.04 sul mio iMac nuovo di zecca. Per farlo ho utilizzato una macchina virtuale con Parallel server 8, un prodotto di virtualizzazione che consente la creazione di più macchine virtuali sullo stesso PC. Infatti, nella mia idea di provare le prestazioni della nuova macchina, ho installato, sempre virttualizzandoli, sia Win XP che Win7, che, da venerdì, UBUNTU 12.04. L’unica difficoltà che ho trovato nell’installazione di UBUNTU è stato il settaggio della memoria dedicata alla scheda video (da 256 in su) e la disattivazione dell’accelerazione 3D. Ci sono arrivato grazie alla collaborazione di un indiano del centro di supporto on line di Parallel Server. Gentilissimo ed efficiente (parlano inglese ovviamente, fatevi un pò di corsi online, davvero utili). Il nuovo UBUNTU per molti versi non fa rimpiangere affatto Windows (discorso a parte meriterebbe Win 8), ma, in ogni caso, mi tengo stretto il mio OSX Mountain Lion su Mac. Tuttavia, parliamo di un software gratis, e questo è davvero incredibile a dirsi, visto il livello di qualità e di interfaccia raggiunto. Quanta roba open source possiamo usare sul nostro PC! Ormai l’offerta è davvero vasta, e da UBUNTU possiamo accedere all’Ubuntu Software Center per scaricare quello che vogliamo. Ciao a tutti.

  2. 10 febbraio 2013 alle 04:31

    Probabilmente Imprudence si installa senza problemi perchè è gia compilato per amd-64 esattamente come Singularity che è molto più Secondlife friendly rispetto a Imprudence.

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