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Dalle parole ai fatti …

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Si è propagata in Second Life una diffusa voglia di dibattere, esprimersi, raccontare le proprie storie. Benissimo, la discussione è sempre utile, aiuta a confrontare le proprie opinioni, a crescere intellettualmente. I temi sono per lo più il modo di vivere il Metaverso, i fatti che vi succedono, dallo stalking ai tradimenti, dai molestatori ai matrimoni, e così via. E’ un segno di grande vivacità. Ovviamente poi queste serate sono spesso caotiche, disturbate dai prevaricatori di turno o da chi espone in maniera ricorrente il proprio ego, autocelebrandosi. Ma tant’è.

I gruppi di discussione non sono certo una novità nel Metaverso, dagli incontri organizzati da giornalisti famosi, a gruppi intellettuali come Brain2Brain, agli incontri di carattere psicologico organizzati dal mio amico Marco Longo, ai salotti serali a Pust Utopia. Bei tempi. Oggi dibattiamo soprattutto su corna e molestie. Tuttavia già la voglia di discutere è, di per sè, un segno di risveglio dell’interesse verso attività più costruttive della solita serata in discoteca o passata al concerto del cantante di successo (… in Second Life).

Intendiamoci, ci sono esperienze di grande interesse che vengono portate avanti, come la serie di incontri di “Libriamo tutti” organizzati all’isola Imparafacile col contributo di diversi protagonisti, o le serate a tema tecnico nell’isola di Solaris tenute da Salahzar Stenvaag, i corsi di building a TorinoItaly, le serate sulla musica classica o la filosofia, organizzate a Italian Mood da Marjorie Fargis, al bellissimo corso di inglese che sfrutta i temi delle canzoni famose, tenuto da Karelia Kondor ecc. Ma il grosso del “pubblico” si indirizza solitamente verso le discussioni orientate al gossip, mentre a discutere di musica classica, o di inglese partecipano i soliti dieci o dodici. Ho riflettuto su questo, e la risposta che mi sono dato non riguarda i contenuti di questi dibattiti, alcuni veramente di notevole spessore, ma l’atteggiamento dei frequentatori di Second Life.

La gente frequenta le sessioni di gossip perché vuole mettersi in mostra. Vuole raccontare la sua storia, dar sfogo al proprio Io. Che c’è di male in tutto questo? Nulla, è un modo anch’esso di socializzare, di condividere le proprie pulsioni e le proprie esperienze, è sempre stato così nella storia dell’uomo, ci si trova intorno al fuoco e si raccontano le proprie storie, vere o immaginarie che siano, e di solito si cerca di spararla più grossa degli altri. La novità è che nel Metaverso di storie immaginarie se ne possono costruire quante ce ne pare, hai voglia quindi a raccontare …

Il fenomeno nuovo è proprio questa “costruzione” senza limiti delle storie. Alla fine è davvero difficile capire cosa c’è di “vero”, e cosa invece è costruito ad hoc, sulla base dei desideri del protagonista, tanto si trova sempre un’Avatar che asseconda la costruzione della storia, segue le iniziative del personaggio in questione o le sue avventure sentimentali. E in fondo, la costruzione delle storie, è uno dei motivi di maggior interesse nella vita dentro il Metaverso. Parte gioco, parte esperienza affettiva, siamo affamati di storie, di avventure.

E’ quindi questo, la voglia e la capacità di costruire una propria storia, un tassello importante nella nascita di quel personaggio, metà reale e metà fantastico, rappresentato dall’Avatar. Quanta parte c’è di “reale” e quanta invece di “immaginario” nella personalità di un Avatar? E chi può dirlo? A meno che non conosciamo il personaggio reale, quello che c’è dietro l’Avatar, è davvero difficile distinguere. Ma anche se fosse, a che servirebbe?

Abituiamoci a vedere quindi nel Pinco Palla di turno (voglio sperare che non esista Pinco Palla come Avatar in Second Life, ma verificherò …) un personaggio che è caratterizzato solo dalla sua presenza nel Metaverso, spesso avendo poca attinenza con la persona reale che ci sta dietro. Abbiamo voglia a dire “sono sempre me stesso”, non è affatto così, altrimenti andremmo in giro col nostro nome e cognome reale stampato sulla testa dell’Avatar. I nostri comportamenti non sono gli stessi che abbiamo nella quotidianità. Tanto o poco che sia, siamo diversi, ci comportiamo diversamente. Fanno eccezione quelli che lavorano in Second Life, e svolgono una vera attività professionale usando questo strumento. Per loro il Metaverso è l’ambiente di lavoro quotidiano, quindi devono essere riconoscibili.

Torniamo alla necessità di giudicare l’Avatar non per chi è, o potrebbe essere, ma per i suoi comportamenti, la sua “Reputazione”. Che cosa intendiamo con questa parola? Esattamente quello che essa esprime: il giudizio che ci si è fatti su quel personaggio, nel tempo, sulla base delle azioni, delle attività che ha portato avanti, dei comportamenti che ha tenuto nella comunità del Metaverso. E se una persona ha costruito negli anni questa “Reputazione”, non c’è diffamazione o fandonia che regga, a patto che quelli che osservano abbiano la compiacenza di guardare ai fatti, alla storia, e non al gossip. Sono fiducioso che la maggior parte degli abitanti del Metaverso sia già conscio di questa verità, anche se poi la sera, davanti al fuoco …

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  1. Sniper
    30 ottobre 2012 alle 21:46

    Mi dispiace caro Geronimo ma io non devo dimostrare nulla nè a te nè ad altri…. ( ci conosciamo ? ) non spalo merda gratis addosso alle persone..specialmente in un blog. Se devo dire qualcosa a una persona ci parlo in privato. Ho espresso un parere e dopo l’ho anche spiegato visto che qua si è facili a fraintendimenti. Se avessi qualcosa da dire ad Alice troverei il modo di farglielo sapere privatamente. Io ribadisco che per me era impostata male tutta la riunione…in piu alcuni comportamenti a me non sono piaciuti….il resto è fuffa per gossippari…..fine.

    Ora divertitevi a montarci storie sopra…Ciao.

  2. 29 ottobre 2012 alle 17:14

    Ritengo necessario intervenire per chiarire il perché fossi presente alla serata di cui si parla negli interventi precedenti, perché credo che, a questo punto, chi capita tra questi scritti potrebbe erroneamente pensare che chiunque facesse parte del pubblico di quella sera fosse interessato a chissà quale esecuzione in una sala adibita a pubblica piazza. Le cose, per quanto mi riguarda, non stanno così.
    Preciso subito che visto come il fraintendimento possa essere sempre in agguato, mi sento in immediato dovere di minuziare che l’espressione “per quanto mi riguarda” che ho usato un istante fa non implica nessun “invece gli altri ecc ecc…” Sto parlando a titolo strettamente personale e non ho intenzione di attirare attorno a me alcun tipo di approvazione o consenso. Il successo fa piacere ma non stavolta.
    Pertanto affermo che ho partecipato all’assembramento perché disponevo del tempo necessario e personalmente ritengo ammirevole l’intenzione aggregativa e di scambio che chi conduce i dibattiti indubbiamente possiede ma, sempre personalmente, non credo nei dibattiti. Il dibattito, diversamente dalla conferenza, è aperto agli interventi e alle opinioni, possiede perciò un conseguente margine di imprevedibilità che occorre -in un certo senso- accettare.
    Non va tralasciato che la virtualità che noi frequentiamo possiede una componente ludica che è variabile persino nel singolo individuo: oggi posso avere più o meno voglia di giocare di ieri. Altrettanta variabilità caratterizza i linguaggi dei singoli, certamente per provenienza geografica che porta a differenze di ritmo, uso e peso delle parole. Se a tutto ciò si aggiunge che se si esula dal linguaggio matematico (l’unico a disposizione al genere umano dove si può affermare con certezza che a partire da date convenute condizioni iniziali il risultato che si ottiene è vero) è impossibile stabilire una verità ei nostri dibattiti quello che maggiore probabilità possiamo ottenere è una nebulosa che quando si dirada appaio magari io, calzata e vestita -da altri- nella rafazzonata uniforme della tipica spettatrice di esecuzioni sommarie nascosta dietro un monitor. Francamente… non ci sto 😎

    Certo, dire che faccio… vabè, ci provo: a me, del virtuale, piace la sua filosofia. Insomma, capisco che posso far sorridere i builders e i businessman&woman, ma ne apprezzo sopratutto gli aspetti immateriali. Infatti, quanto ad abilità pratiche capisco chi non ne possiede nessuna: anche io non so rezzare un cubo, so a stento di cosa si tratta una shape, se sento parlare di skin penso per prima alla cantante e ogni volta che indosso un vestito è un terno al lotto. Certo mi è d’aiuto il mio sdrucito manuale: “Seconda Vita. Come, quando, perché e -sopratutto- che fare”… Sperando che si riferisca a questa realtà virtuale.

    Scherzi a parte… adoro il banco di prova di cui Second Life si tratta, per affermare che i linguaggi sono sempre descrittivi e pertanto si prestano tutti a interpretazioni. Nel caso dei dibattiti succede per esempio che se io organizzo (perdonatemi ma non riesco proprio a dire “l’evento”), mi fa certo piacere che la gente vi partecipi ma per via dell’andamento un po’ random, ineluttabile, può essere che la conseguente descrizione sarà entro un range compreso tra un “organizza dibattiti per mettersi in luce e fare audience” fino a un “organizza dibattiti perché spinta/o da grande spirito comunitario”. Ciò è per me un arcobaleno affascinante.

    Naturalmente intendo tutto questo imprescindibilmente “ludico” anche se mi trovo sempre in difficoltà con chi frequenta SL in “aka”. Ovviamente non mi riferisco a nessun caso in particolare e ognuno può fare come gli pare ma riterrei interessante conoscere opinioni in proposito (ritengo questo una cosa ben diversa dal fare gossip).
    Spiego il mio problema: un “aka” propone sempre, a un interlocutore “non aka”, una doppia identità. In poche parole ripropone nel virtuale quello che potremmo definire “fondamento del conflitto di interessi” e cioè che non sai se quando parli con il signor aka ti risponde come “presidente del porto” o come “presidente della nave” o come entrambi, perché anche i sassi sanno che si tratta della stessa persona.

    Ecco, pertanto, nel esprimere questo disagio “dimensionale” propongo questo mio intervento che, oltre di precisazione sul perché quella sera ero lì, può anche intendersi come “intento di dibattito spontaneo”. Comunque, spero non lo prendiate come un intervento “di aka”, come dicono in toscana.

    Un po’ di musica per sdrammatizzare?

  3. 28 ottobre 2012 alle 15:48

    Ohi ohi. <Mi hanno indirizzata a questo articolo dicendo che si riferiva a me. Lo leggo e lo rileggo, ma non ne capisco il perchè. Posso solo dedurre. Da buona donna polemica allora dopo le deduzioni rispondo. Soprattutto a Snipers che da almeno 6 anni buoni ogni volta che qualcuno mi dedica un articolo, una intervista o anche solo un applauso si incazza per la cosa come se io fossi solo una merda che cammina.

    Dunque. Ho chiuso con Sl con la vendita di wdt planet a metà febbraio .
    Ho proseguito un pò entrando qualche martedì fino a maggio sperando di ritrovare la voglia di fare quello che so fare molto bene in second life creare gruppo, socializzazione e gruppi di lavoro che facciano cose insieme. Molto molto bene lo so fare proprio tant'è che nel lontano ed ormai dimenticato 2008 venni scelta come opinion leader di un evento benefico reale della cbm italia onlus come una dei 100 personaggi famosi che dovevano sostenere 100 progetti…gli altri erano giocatori dell'inter, aldo giovanni e giacomo, cantanti , attori, insomma gente famosa e poi io…lol…si la penso come Snipers in questo caso ero proprio nessuno..eppure…dopo un mese dall'inizio del concorso ero la piu votata sul web..più di ronaldo, più di Totti 🙂 e per questo mi fu chiesto di ritirarmi dal concorso, le società di marketing che seguivano i grandi vip erano parecchio incazzati che una nullità come me fosse più brava di loro nel marketing virale (http://if-key.blogspot.it/2008/10/tutti-insieme-per-cbm-italia.html) ….

    Ma comunque che mi frega di essere qualcuno o nessuno per voi, io so cosa sono stata, cosa ho fatto e in cosa ho fallito . E dopo una spiacevole delusione ho solo deciso di smettere con sl e di continuare a sfruttare la mia innata capacità di comunicatrice virale per mettermi alla prova, senza più obiettivi per altri, senza più scopi per altri, se non soddisfare il mio immenso ego e vedere che ogni giorno ci sono 10 amici in puù su facebook (totalmente sconosciuti ) o 5 persone in più che seguono il mio blog , o 7 che mi aggiungono a twitter, o 3 che mi seguono su linkedin o..o..o…. davvero quando il Politecnico di Torino mi invitò l'anno scorso a parlare con i suoi studenti di come lavora, pensa e progetta una Pr virtuale, io mi sono sentita estremamente lusingata , ma per rispetto a chi studia per questo mestiere ho specificato che ero una igienista dentale con laurea di primo livello in medicina e di marketing non sapevo un h, era solo istinto .

    Certo io non so costruire un cubo, nemmeno so modificare l'aspetto di una shape..nemmeno so rimodellare sul mio corpo una gonna..So come si fa, lo so insegnare, non ho la pazienza di farlo con me stessa.
    Certo io non so fare foto, ne video, ne spettacoli teatrali, ne altro……
    Io so concentrare l'attenzione su un argomento, io so (lol) dopo quasi un anno di inattiità e totale sparizione da tutti i mezzi di comunicazione non miei (forum e magazine altrui) ancora portare 50 persone a sentire i cazzi miei …loooool …..e molte a discuterne su un magazine a mia insaputa….dici che è poco snipers ? Pagano miliardi per queste capacità…sapessi solo vendermi 🙂

    Ora dopo aver esaltato un pò il mio ego….ed aver infastidito un pò tutti voi lettori…vorrei solo puntualizzare.

    Non leggo di solito questo magazine, non perchè no scrivano persone interessanti, anzi, nè perchè non abbia articoli interessanti, anzi; semplicemente non riesco a seguire lìimpaginazione, nè a capire dove trovare l'ordine degli articoli..un pò come l'abitudine a leggere il quotidiano La Stampa che mi rende difficile leggere il Corriere per esempio.
    Di conseguenza non sapevo nulla di ciò che bolliva in pentola e quando Serena mi ha scritto su facebook invitandomi ad una intervista su me stessa e per correttezza e rispetto indicandomi a grandi linee le domande che mi avrebbe fatto, non avevo capito che cercava di difendermi perchè c'era gente che aveva ancora voglia di sputarmi merda addosso anche se in sl non facevo nè dicevo più nulla dal lontano dicembre 2011.

    Sono venuta all'intervista convinta che sarebbe stata una cosa tra pochi intimi, come di solito sono queste interviste al personaggio amato ed odiato…ed invece mi sono sentita male a notare quanti pettegoli ci fossero…quanta gente non vedesse l'ora di gossippare su sta povera ebete di una regina che si crede chissà chi e nessuno è !

    Onestamente solo ora, deducendo a modo mio, capisco che ero sul patibolo ed ho servito la testa per scrivere qualche altro articolo 🙂 Va bene così…a noi gente che "conta" looool…piace essere sulla bocca di tutti (pensate pure male ).

    • Sniper
      30 ottobre 2012 alle 01:17

      Mi dispiace Alice ma forse la persona che ti ha indirizzata qua dicendoti che io sparavo “merda” su di te dovrebbe rivedere le sue priorità….Io non faccio gossip ne tantomeno vado a insultare persone a me indifferenti. Io ho parlato di un incontro impostato male (non credo sia stata te la organizzatrice) e l’autocelebrazione di una persona (magari la stessa di prima).
      In più ho notato un, almeno per me, fastidioso protagonismo e su questo forse si anche un pò in te.
      Di solito non rispondo a queste cose e avrei preferito parlartene IW ma non trovandoti mai online ho deciso di risponderti qua -)
      Purtroppo c’è gente che ci vive sul creare queste situazioni (di cosa cazzo sciverebbero sennò)…il gossip tira….ma io ho altro da fare.
      Non cito quello che ho fatto io perchè essendo in SL dal 2005 non basterebbe la nota ( mi hai contagiata con l’esaltazione dell’ Ego…. O_O)

      Good Luck !!

      • Geronimo
        30 ottobre 2012 alle 11:16

        Ma che triste spettacolo questa ritirata di Russia! I fanti italiani a Caporetto dimostrarono piu’ coraggio di te. E pensare che c’e’ chi, qualche riga piu’ su, si e’ spesa per sostenerti, in modo non del tutto indolore per se stessa e le proprie amicizie.

  4. 14 ottobre 2012 alle 10:10

    Avevamo i cantastorie , i menestrelli che raccontavano festa e epiche avventure lasciando a bocca aperta i bimbi , creando sogni romantici alle ragazze e affascinando gli uomini all’avventura…oggi abbiamo il gossip.
    Abbiamo artisti che esprimono con la loro arte fantastche allegorie, pensieri , situazioni, lotte sociali, la bellezza della fantasia……ma oggi pare vada meglio il gossip
    Tutti Abbiamo avuto preziosi e sinceri amici che hanno lasciato sl a causa di un gossip o di parole utilizzate come trapani contaminanti. In sl le parole hanno purtroppo una valenza vischiosa ti si appiccicano addosso e non importa se siano vere o meno perché la virtualitá ha reso purtroppo ciò che é vero in falso.
    Mi viene in mente un dialogo che ho avuto con un avvocato che mi sciorinava la sua prosopopea bendo si nel dirmi che per la legge non è importante quanto un fatto sia vero ma quanto tu riesca a dimostrare il contrario. La cosiddetta evidenza lascia spazio alla fertile capacitá oratoria a demolire la realtá.
    In anni di sl ho visto affetti grandi come il mare prosciugar si per parole
    Ho visto famiglie (qui sono tutti parenti in al zii cugini sorelle padri e madri) accoltellarsi per parole . Sono d’accordo con chi sostiene che alla fine quelli che hanno un concreto desiderio di comunicare, di esprimere progetti e di cercare di cambiare qualcosa restano il 5% dell’immensitá di sl. Fare i fatti e sempre più difficile che raccontare storie e io preferisco continuare a fare i fatti.

    Maveryck Breen

  5. Lora Lowenstark
    13 ottobre 2012 alle 17:03

    Ho regalato la tv due anni fa per non incappare nelle trasmissioni gossippare o centrate sul processo mediatico. Ma figuratevi se mi vado a cercare, in SL, esperienze simili! Ne ho fatta una sola, qualche tempo fa, e mi sono vaccinata per sempre. Peccato, perché i temi potrebbero portare allo sviluppo di riflessioni interessanti. Ma noi italiani siamo cresciuti a latte e Grande Fratello… e Maria De Filippi chi ha svezzato: che pretendiamo di più?

  6. giancarlaloon
    13 ottobre 2012 alle 16:53

    E’ sempre la conferma che i mondi virtuali non sono altro che uno specchio del mondo reale….anche se a volte ci culliamo o per evadere, o per comodo, che non sia così

  7. Sniper
    13 ottobre 2012 alle 15:58

    Concordo con Ironica..il grosso del pubblico casomai va nelle Sex Beach.
    Per quanto riguarda l’articolo di Aquila concordo sul fatto che queste “riunioni” almeno impostate in questo modo non servono a nulla. Sono stata presente all’ultima ed ho visto solo l’ autocelebrazione di un personaggio (evito di fare nomi) che in Second Life non ha fatto quasi nulla. Ho notato anche su altre persone un protagonismo fastidioso che, secondo me, è uno dei motivi per cui la comunità italiana in Second Life ha sempre fatto poco o nulla (a parte qualche eccezione). Essendo su SL da un bel po di anni ho visto nascere tutto questo ed ho sempre notato questi comportamenti cosa che invece succede raramente nella comunità straniere. Faccio un esempio ? Da loro si aiutano tra help land e non si mandano secondi avatar a dare fastidio o addirittura a fare peggio (questo è successo con ILS ..Itland e altre sim fin dal 2007).
    In conclusione dico solo che è giusto parlare di certe cose e scambiarsi pareri ma meglio farlo con le persone giuste il resto son solo semi personaggi che hanno solo avuto il pregio ( è un pregio ?) di entrare prima degli altri. Insomma…meglio pochi ma buoni.

    • 14 ottobre 2012 alle 09:43

      Sante parole. Applaudo convinta.

      • luce
        19 ottobre 2012 alle 00:49

        cito di Sniper ” Ho notato anche su altre persone un protagonismo fastidioso che, secondo me, è uno dei motivi per cui la comunità italiana in Second Life ha sempre fatto poco o nulla.” Il tempo crea branchi i branchi creano delle ”regole” chi non aderisce è piu bello degli altri…. ma loro nn se ne accorgono e fanno la maggioranza dando grande eco alla mediocrita. Salut Luce

  8. 13 ottobre 2012 alle 14:58

    Il grosso del pubblico non si indirizza proprio da nessuna parte. Mettiamoci bene in mente che chi frequenta dibattiti, presentazioni e perfino concerti rappresenta una percentuale minima degli utenti di SL. Siamo sempre i soliti 4 gatti. O giù di lì…

    • Ruvi
      17 ottobre 2012 alle 20:05

      Beh… Proprio quattro gatti l’altra sera non eravamo eh?

      Circa una cinquantina di avatar. Peraltro proprio nella sede di questo magazine. Per questo motivo onestamente mi sfugge il senso della polemica.

      • 19 ottobre 2012 alle 21:15

        Quattro gatti ovviamente è un modo di dire. Cinquanta è un bel numero per un evento, almeno per SL, ma è sempre piccino.

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