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Il MaS

by Sacha Bowie

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Spieghiamo il MaS e il senso della sua esistenza e cosa organizziamo per i mesi di maggio/giugno 2012.

Premessa: come sapete, il MaS non ha mai perso la sua posizione in merito al BDSM.  Il MaS è  stato e sempre sarà precursore di un BDSM TPE e di “vissuto” del BDSM come un lifestyle  che esuli dal mero approccio di sessione o sessuale, e in questo senso ha portato per la prima volta un concetto di BDSM che prevedesse anche la comprensione di cosa sia il TPE, uno Shibari, di corsi per Dommes, responsabilità e corsi per sub.

Tra alti e bassi il primo MaS ha chiuso, per il costante tentativo di farlo diventare una land “normale” senza regole, questo alla fine stanca, ed ho deciso di chiuderlo, ma il BDSM è la mia vita, e sempre lo sarà finchè non saro’ un vecchio rincoglionito dall’Alzheimer J, ed il TPE è il BDSM che io voglio per me, e da portare agli altri che cercano questo tipo di strada, un BDSM “emozionale” di appartenenza, responsabilità, regole, codice comportamentale, SSC ma che non lascia scampo alle eccessive aperture dei ruoli. Slave, Dom sono ben definiti come tali.  Può piacere o non piacere, ma è questo che il MaS offre, il tentativo di portare un concetto di BDSM come esperienza, e che sia sicuro anche per chi, con famiglia o RL impegnativa, voglia permettersi di vivere, almeno qui, questa esperienza senza paura di interferenze RL, per la quale, come ho già specificato da anni, esistono anche dei canali in cui la gente sta li proprio per praticarlo in RL, e facilmente raggiungibili attraverso il web.

Non riesco a confondere il BDSM TPE e a conciliarlo con sesso in cam, mi spiace, e a questo fine, oltre che a quello di tutelare da pesanti guai in RL chi vuole praticare BDSM e non sesso alla famolo strano, qui è vietato l’uso di voice e cam. L’uso del no voice ha il suo perché (vedi nota sotto), che per molti è scomodo, ma per chi invece voglia vivere il BDSM senza dover a tutti costi frenare la paura “del chi c’è di la” dovendo per forza verificare in voice. Sinceramente, che dietro ad un avatar ci sia un uomo una donna o un alieno , per me è lo stesso se le sue intenzione di vivere questo tipo di BDSM sono serie, e non ho bisogno di conferme in merito. Come dominante non ho paura di chi ci possa essere “dentro” un avatar.

A tutt’oggi il MaS riunisce le tre aree di interesse per le tre comunità da me fondate, non solo BDSM,  ma il centro ExtremeMind/EstremaMente e la piazza coi giochi per la comunità Underworld  per chi non pratichi BDSM. Ma, pur essendo sulla stessa land e congiunte, le tre comunità sono distanziate anni luci dal fine e, malgrado il tag sia sempre MaS, il tag generico NON fa rientrare automaticamente negli aventi diritto ad essere dominanti o schiavi MaS. I tag specifici per il BDSM verranno rilasciati solo a coloro aderiscano incondizionatamente alle regole MaS, quindi l’accettazione di dominanti al gruppo BDSM è determinato dalla sua conoscenza di BDSM , o volontà di conoscere il BDSM TPE, e dal suo fare proprie queste regole, altrimenti niente tag, niente diritti su Sub e Slaves MaS senza Padrona/e.

 

Con la fondazione della casa delle Geisha, il MaS vuole portare un’approfondita conoscenza di se e di una figura tradizionalmente definita in Giappone “l’unica donna libera”. In questa casa si impara l’arte tradizionale e si segue il cammino tradizionale per diventare Geisha e non si usa questa figura come ruolo sessuale e non la si prepara a diventare automaticamente Slave o Sub. Infatti le partecipanti appartengono al casa della Geisha come Sub, come dominanti e altre che non appartengono proprio a questo tipo di lifestyle. Al fine di poter offrire un approccio al bondage giapponese, la casa della Geisha offre la possibilità di corsi di Shibari e Kinbaku, al quale le partecipanti entrate come novizie possono o meno partecipare, a seconda del proprio ruolo nel BDSM o della propria assenza. Dato che qualcuno mi ha chiesto se fosse una specie di scuola di preparazione Sub, da “dare” poi ai dominanti, chiarisco che NO , non lo è, e che i Danna (Masters) presenti nella casa, NON hanno diritto alcuno sulle future Geisha se non quello di aiutarle nella formazione, che spazia dalla danza all’ikebana, a concetti culturali propri di questa figura.    Spero che questo possa chiarire ulteriormente le idee sulla land e sue iniziative.

Resta, come sempre, disponibile la tutela per tutti quei Sub o Slaves , Sissy e quant’altro faccia parte delle figure tradizionali del BDSM, da interferenze RL. I master MaS, al momento dell’accettazione di uno Slave, richiedono una Slave Paper e non forzano all’uso del voice, non chiedono cam, non chiedono dati RL, non tentano l’intromissione nella vita RL del Sub. Specialmente i nostri Sub non sono “puttani” da usare in cam , ma vivono la sessualità come una parte possibile, ma non essenziale, del proprio BDSM, dove il Padrone è il Padrone e il Sub lo sa. Ovviamente resta l’inalienabile diritto in altre land di fare questo senza doversi sentire giudicati, ognuno ha il suo personale percorso, ma qui si offre esclusivamente questo.   Ok, detta tutta stà pappardella, che spero abbiate avuto voglia di leggere J, eccovi cosa si farà al MaS in questo fine maggio e giugno 2012.

Casa della Geisha:  può essere richiesta l’entrata in qualsiasi momento. Le candidate dovranno possedere le seguenti caratteristiche per venire accettate come “Shikomi” ed iniziare il percorso per diventare geisha :  motivazione personale;  voglia di andare a fondo a se stessi (una geisha è la perfezione, e come tale è in grado di gestire lo stato emotivo degli altri e di anticiparlo, è in grado di donare tutta se stessa nella dignità della sua figura);  voglia di capire come funzionano le “cose”, dato che qualunque cosa faccia non dovrà essere automatica ma consapevole (se si lava, deve sapere come fare il sapone per esempio); costanza e tempo da dedicare al corso, dato che si richiede per i primi livelli , specialmente per quello di Shikomi, il ritiro all’interno dell’area stessa.  Ogni tanto la Casa verrà aperta per spettacoli ed eventi che aiuteranno le candidate a verificare l’apprendimento, e a metterlo in pratica, le visite alla casa sono autorizzate con accompagnamento di un Danna, e solo previa richiesta, altrimenti l’accesso alla stessa è severamente vietato.

Quindi, durante questo mese, alcune Shikomi avranno gli esami di danza da affrontare per poter diventare Minarai, e questo sarà mostrato pubblicamente, e la casa verrà per quell’occasione aperta.  Costo per la frequentazione del corso: nessuno, il MaS si fa carico di tempo ed eventuali spese; le geisha o i sostenitori possono sempre aiutare la land, versando nella tip jar generica della stessa. Le condizioni tradizionali del pagamento e versamento di una percentuale del servizio di geisha formata, malgrado scritte per seguire la tradizione, non verranno assolutamente applicate dalla land. L’offerta per la formazione è e resta libera.   Secondo evento: workshop di shibari aperto a tutti,  della durata di due ore. Costo: nessuno.   Terzo evento: Asta Dominanti, Sub e Sissy.  Perchè è interessante un’asta dominanti? Ovviamente per conoscersi, avere la possibilità di sperimentare la mano di un dominante che non si conosce, e magari di fare nascere un appartenenza difficilmente possibile senza avere l’opportunità di incontrarsi. Molto utile per i Sub e gli Slaves, che ancora non abbiano deciso la propria strada o non conoscano tutte le sfaccettature del BDSM, l’opportunità di “comperare” un Dom per qualche ora, gli permette, oltre che di conoscerlo, di parlare di BDSM, di provare una sessione di quello specifico Dom senza vincolo di collare definitivo.  L’asta per i Sub ha la stessa valenza: gli Slave che si mettono all’asta preparano una Slave paper, questo dà loro modo di poter trovare il Dom che, leggendola, sia interessato a questo tipo di Slave o Sub, e lo stesso vale per la condizione di Sissy, figura notoriamente particolare nel BDSM, che non ha comportamento uguale agli altri Slaves, e segue un percorso diverso da quello di un Sub normale.

Serate con diversi DJ verranno proposte in land, come già in passato, al fine di unire le tre comunità presenti al MaS per una sera, in disimpegno e buona musica.

Gli appuntamenti XtremeMind con in programma il vicino workshop tenuto da DeaMaat Resident, sui Neuroni Specchio, ed altri a seguire che vi verranno inviati mano a mano, sono parte importante della comunità MaS, intesa invece, come unione delle tre comunità, ma di questo parleremo in specifico nel gruppo ExtremeMind.  Ok, per il momento è tutto, verranno inviate note con le date qualche giorno prima degli eventi. Per ora buona vita a tutti, con sempre la speranza di vedere anche in SL un BDSM di qualità e di appartenenza e dominazione. Sarò strano, ma sono fatto cosi 🙂

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NOTA: Noi del NO VOICE   

Molti, e di nuovo, arrivano con l’incomprensione del perchè non usiamo il voice, ma ci permettiamo invece la fotografia RL in profilo. Allora vediamo da capo perchè noi abbiamo deciso no mix RL/SL, in che senso e perchè è utile al nostro fine.  Il MaS è un’esperienza mentale ed emotiva, fatta in full immersion in questo mondo, con la consapevolezza assoluta che chi la faccia abbia il diritto di farla con l’avatar che sceglie, e senza paure o interferenze nella propria RL.

Questo significa che RL non esiste più qui? No, esiste, esiste così tanto da portare chi vuole fare esperienza, qui dentro e al MaS. Ma non avete detto no mix RL/SL? Si ed è quello che facciamo, usando altri strumenti di comprensione dell’appartenenza e dominazione che non comprendono il voice o l’uso di cam e altri dettagli che ci proiettino in RL e che inquinino in qualche modo questa nostra esperienza qui. Ma allora perchè le foto RL? Perchè siamo noi comunque, e perchè un Sub ha diritto all’ascolto e all’aiuto da parte del suo Dom. L’aiuto sarà solo relativo a risolvere con il proprio Sub le paure, i dubbi, a trovare anche soluzioni concrete ma senza mai invadere lo spazio RL della vostra proprietà. Una foto RL non condiziona il sub o il Dom, essendo il senso di questa esperienza diverso, ma il voice si, perchè?  Perchè non permette l’attenzione e il completo uso di questo strumento che è SL. Innanzitutto, il timbro della voce ed accento indicano la regione d’appartenenza, ed in secondo luogo un timbro acuto o greve può incidere sull’immagine che il Dom ed il Sub hanno dell’altro ma, punto più importante ancora, è la forza di questo livello, che dà la possibilità di imparare ad esprimere, andando a fondo a se stessi, all’uso della parola, che viene annullata dall’uso della voce, che spesso distrae e non obbliga a mettersi li a comprendere le proprie emozioni, non c’e necessità di costante attenzione nell’ascolto, ma nella scrittura si.

Il doversi esprimere per scrittura obbliga a verificarsi, a spiegarsi, a dettagliare e smembrare un’emozione, a sviscerarla e all’attenzione. L’attenzione verso l’ambiente, la chat il suo Dom. Il rinchiudere qui dentro la scoperta di se stessi aiuta molto anche in RL a superare determinati limiti, e a noi piace l’idea di scoprirci, per scoprire RL.  Il perchè non mischiare RL/SL “fisicamente” è, alla luce di quanto sopra, molto chiaro. Possiamo parlare di noi, della nostra RL possiamo aiutarci a capire, a conoscerci tenendo pero ben separate le due esperienze. RL è RL e un comando dato da una cam ci porta via da qui. SL è SL e un comando in voice non ci serve per farci approfondire e scendere dentro noi stessi.  Inoltre, molti hanno il diritto di voler proteggere la propria RL da interferenze con l’esperienza che stanno vivendo qui. Devono poterla fare senza paura e, sinceramente, i giudizi sparati “at cazzum” “ma se sono il tuo padrone non devi avere paura” sappiamo che lasciano il tempo che trovano. Esattamente come in RL, chi conosciamo a primo acchitto è un avatar, ciò che c’è dietro è e ci resta sconosciuto. E questo, ce lo dimostriamo costantemente nel rapporto con gli altri. Non basta vedere qualcuno per conoscerlo, e sinceramente riteniamo SL alla stessa stregua di tutta la rete. Una grossa incognita per la nostra sicurezza.  Riteniamo inoltre diritto di tutti scegliere come fare la propria esperienza di BDSM qui. Chi la fa anche di là , la fa già attraverso altri canali, e qui sta cercando altro, una comprensione ed un approfondimento mentale che RL non permette. I discorsi del tipo “chi fa il Dom qui è perchè non lo fa di là”  o i discorsi del tipo “un sub che ha paura a conoscere un Dom qui non è un Sub” lasciano anch’essi il tempo che trovano, e sono attribuibili solo a menti poco aperte, o poco inclini al rispetto delle scelte altrui. Ognuno è qui per fare la SUA esperienza, e per decidere di farla come crede; chi non è contento di questo, si vede che è qui per fare l ‘esperienza degli altri, non la propria, ma è una scelta da rispettare anche questa. Con questo spero di avere di nuovo esaudito le domande sui vari perché, foto si il resto no, ricordandovi anche che SL offre di tutto, noi siamo qui per noi e facciamo come vogliamo noi, gli altri facciano come vogliono loro senza discutere le nostre scelte.

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  1. blackristine
    6 giugno 2012 alle 03:02

    Se Eva mi fa tremare con la “letteratura della chat” (tema degno di approfondimento) trovo strano discutere circa “la propria dimensione 3D”.
    Voicesivoicenofotosifotono…ma boh!
    Questa è la mia regola (il mio regolo) giochi con me?
    si? bene!
    no? bene!
    Diverso è se ti invito a riflettere circa le mie scelte.

  2. sacha bowie
    31 maggio 2012 alle 23:44

    Eva non l avrei detto meglio 😀

  3. Eva
    29 maggio 2012 alle 23:37

    La possibilità della comunicazione voice è possibile e rientra tra le opzioni che SL offre nel suo essere multi-purpose. Per il lag che crea e per la banda che impegna, pregiudica la performance e pertanto è disabilitato in tutte le land che giocano sul serio. Mi permetto di associare il BDSM alle altre situazioni di gioco, specificando che personalmente ne ho una cognizione serissima, del gioco.

    Nello specifico, le situazioni BDSM sono comunque molto visuali e questo sarebbe uno dei motivi per cui l’argomento ha tanto successo in SL che, appunto, sopratutto propone situazioni visuali dove i suoni sono in sottofondo. Pensate che una volta c’era chi sosteneva che anche il cinema fosse così… ma poi anche lì spuntarono i sostenitori del voice e i dialoghi presero, per un periodo, il sopravvento. Questo fino a che non ci venne ricordato che il cinema è sopratutto visione e i dialoghi si riposizionarono in sottofondo.Per sostenere la mia tesi non propongo robe di nicchia come Wenders, ma prodotti più immediati come i recenti “Shame” di Steve McQueen o Drive di Nicolas Winding Refn. Grande uso di dialoghi fanno invece i telefilm. Lasciando perdere i contenuti, però dei telefilm e dei loro dialoghi ho un opinione ben precisa che riassumo nell’osservazione che non ho mai visto, specie in un telefilm “medico”, una corsia d’ospedale esattamente com’è nella realtà: ogni paziente con il suo televisore. Nei telefilm questo non accade mai, come non accadono altre cose apparentemente insignificanti.

    Questo perché la televisione non è per gente che si concentra a guardarla, ma piuttosto la guarda più o meno distrattamente e’ infatti, la suggestione che il mezzo attua è appropriata per un pubblico che guarda e non guarda, che guarda il baratro senza pensare di poterci cadere dentro. Insomma, si apprende il suo messaggio senza esserne coscienti.

    La letteratura della chat ha bisogno di altra concentrazione, che è preferibile sia cercata, e non subita come qualcuno -inevitabilmente- crede o spera. Insomma, il web in generale non uccide la letteratura ma la varia e a tutto questo nulla aggiunge un voice.

    Inoltre, una situazione di sogno, che s’instaura anche in modi di SL che potrebbero essere ritenuti “normali”, viene compromessa per sempre se dei giocatori si presentano nel game con loro aspetti fisicamente sinceri. Se volessi un approccio così diretto con l’umanità, insomma, non uso un computer come tramite. Lo spengo ed esco in città, e ci metto poco, perché non abito in un eremo.

    Pertanto, le mie sono esigenze ben diverse da chi vive in una fattoria australiana. Invece che “la gente”, a me, questa fisicità mi sa di un qualcosa di molto manipolabile. Un altra potenziale carta da gioco per quel mindgame tra chi crede di essere abili a decifrare il tuo “io” estrapolando la tua essenza da tutto un inviluppo di informazioni che essi vogliono tanto inconsce quanto essere in grado di comprendere. Tutto basato sul “principio” che vede l’utente di internet non un qualcuno disposto alla sperimentazione ma uno obbediente solo ad impulsi irrefrenabili? Come se nel 2012 non possa esistere l’utente del web che è utente di uno dei tanti media a disposizione. E basta. Per intenderci, Neuromante di William Gibson -dove si definisce il termine cyberspazio- è uscito nel 1984, quasi 30 anni fa!

    Ovviamente ciascuno può pensarla come vuole ma io insisto che se di un personaggio, in SL, conosci la voice, quel suono nulla ti dirà sulla persona più di quanto non sai: cioè molto poco. Quello che sai, lo sai perché raccontato. Perciò avrà un taglio, un impostazione, uno stile. Tutti “brutti” aspetti, secondo certi punti di vista. Possono invece essere ottime qualità se osservate da altre angolazioni.

  4. serena domenici
    29 maggio 2012 alle 19:19

    @Sacha
    Grazie per la risposta,non ti smentisci mai per l’eccellente educazione che dimostri di avere.
    Ho compreso i motivi ed aggiungo ancora una volta ,che l’uso del voice o meno, è un fatto personalissimo, così come tutto il resto.Ciao e a presto.
    P.S.
    Ho dato un’occhiata al blog , ma velocemente , lo leggerò con più attenzione:)

  5. sacha bowie
    29 maggio 2012 alle 10:43

    ah! mi sono dato un tre stelle per non aver visto di non avere modificato la nota del “no voice” che è un po vecchiotta…male, male 😀

  6. sacha bowie
    29 maggio 2012 alle 10:34

    Ciao Serena, sono arrivato alla conclusione che tu abbia ragione sulla foto, laddove quando ho scritto quella nota, pensavo potesse essere un aiuto per la sub. Quindi rettifico quanto sopra, il no voice non aiuta il mistero, aiuta in una land come la mia, a mantenere la costante attenzione al di la degli schemi RL e dei suoi filtri. Porta l attenzione ad ogni parola, non la lascia scappare ed il senso di un appartenenza si fissa. ognuno è ovviamente libero di usare il voice come vuoie, ma non da noi, perchè sarebbe un non senso, infatti siamo SIm esperienziale, cerchiamo di andare al di la degli schemi e paure classiche legate alla conoscenza dell’altro. Il fatto di viversi l esperienza solo su SL è prima di tutto tutela, scusate ma ci sono link per il BDSM RL dove i sub ed i dominanti sono li proprio per incontri RL, se qui deve essere un esperienza mentale, che lo sia sul serio e sino in fondo,.
    Il no voice serve al diritto di ognuno di sperimentare, se è per questo che è entrato nella nostra comunità, cio che di se sente di poter sperimentare, come ho scritto non ho paura di chi ci sia dietro ne di come venga classificato in RL se è li per fare un esperienza emotiva nei panni in cui ha deciso di farla. Ho 7 anni di esperienza in SL e so cosa implichi un mischiare RL con SL per molti. Molti sub che fanno sul serio questa esperienza fanno fatica a rifiutare i propri dati a dommes insistenti, anche coloro che già di partenza non avevano intenzione di inquinare la propria RL con questa esperienza. I motivi sono tanti Serena, per cui da noi il voice non ha senso, Non giudico il suo uso al di fuori di questo scopo per chi lo voglia usare, ma evito di mettere le persone in condizione di sentirsi dire ” se non ti fai sentire allora sei un uomo, sei una donna, non ti fidi di me”. Inevitabile portare se stessi in SL ma evitabile, per un esperienza “emozionale” come quella che propongo da noi, riporare gli stessi meccanismi RL , quegli stessi che ci limitano la vita e che spesso spingono la gente a dover provare in SL un esperienza che magari non hanno la possibilità di provare , per diversi motivi, in RL.
    per quanto riguarda la foto, ai tempi della comunità di underworld con diverso senso, era abitudine “esporsi” e anche di usare il voice. Ho visto che cmq anzichè aiutare il sub
    rischiava di condizionarlo e l ho tolta, chiedendo agli altri di fare lo stesso.
    spero di essere stato esaustivo e chiaro 🙂 Per la scuola di Geisha, quando vuoi ! sai dove trovarmi 😀
    Sacha

  7. serena domenici
    28 maggio 2012 alle 22:58

    Ciao Sacha,premetto due cose:
    1) Sto studiando da poco la storia del BDSM e quindi ignoro ancora tantissime cose. Non lo pratico il BDSM,mi piacebbe però comprenderne il fenomeno, in particolare su second life.
    2) Il mio commento tengo a precisarlo è privo di ogni polemica atta a giudicare il mio prossimo. Ognuno nel rispetto degli altri è libero di agire come più gli aggrada.

    Detto ciò:
    Non ho condiviso alcuni passaggi sulla spiegazione al perché del no/voice.
    Trovo molto più privata una foto sul profilo che l’uso del voice. La foto se non è presa come fanno in tanti da google immagini ,mi identifica ed è quindi molto più pericolosa per la nostra privacy. La voce invece può indicare al massimo da dove provengo ,ma in senso lato.
    Se mi dici che l’alone del mistero aiuta il Dom e il Sub…ok!
    Se mi dici che ognuno è libero o meno di usare il voice…ok!
    Se mi dici che vuoi viverti l’esperienza solo su sl…Ok!

    Ma l’esempio tra voice e foto lo trovo contraddittorio.

    Tutto qui!:)

    P.S.
    Trovo interessantissimi i corsi per geishe.
    Un giorno mi piacerebbe parlarne con te…

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