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Viaggio tra i sentimenti

by Serena Domenici

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Navigando su internet ho trovato questo articolo: http://www.padovanews.it/news/curiosita-e-gossip/5289-si-prostituisce-su-second-life-il-marito-la-scopre-e-chiede-la-separazione  Si, lo so che non è recente , mi ha fatto però riflettere su un argomento che ho sempre affrontato solo di sfuggita….  Amore, gelosia, tradimenti.  Temi passionali che affascinano e sconvolgono più o meno la vita di tutti noi mortali.  Sconvolgono soprattutto chi ne prende apparentemente le distanze…anzi, diffidate sempre da chi dice di non essere toccato da questi argomenti…mente. Chiunque vive e si relazione sul piano sentimentale, nella vita reale come nel Metaverso, non potrà mai vivere con distacco assoluto i propri e altrui sentimenti.  Si tradisce per svariati motivi…si tradisce perché è insito nell’animo umano. Si tradisce per noia soprattutto….per la necessità di vivere emozioni sempre nuove o semplicemente perché ci sente trascurati dal proprio partner.  Ma qualunque sia il motivo, fa molto male…fosse anche solo per una questione di amor proprio.  Nella vita reale si tradisce , ma lo si fa con dinamiche molte diverse. Incontrare ed essere corrisposti in rl è molto più difficile. Ma avviene lo stesso, magari con meno frequenza e si è molto più circospetti. Nel metaverso invece ,basta farsi un giretto e subito le occasioni proliferano… si indossa magari un alter nuovo…si ripetono gli stessi rituali d’accoppiamento senza dover neanche fingere una nuova personalità et voilà il gioco è fatto.  Tra l’altro il fattore tempo, in sl incide diversamente. E’ tutto molto più intenso e coinvolgente, si consumano intense passioni ma se la storia non è vissuta anche all’esterno, con appendici rl,  salvo rare eccezioni, è destinata a finire in un breve lasso di tempo.  Da tutto questo scaturiscono comportamente esasperati e morbosi, gelosie assurde e sterili perchè finalizzate unicamente a tenere l’oggetto ( il pupazzo dei propri desideri) accanto a sè. Marcare e difendere il proprio territorio diventa il bisogno primario per alcuni avatar.  Ho constatato di persona come sia facile mentire su second life, l’anonimato o pseudo tale fornisce maschere e paludamenti per tutti i gusti ed in questo contesto i cinici trovano un terreno fertile  nel  colpire ed affondare i sentimenti altrui senza battere ciglio.  Siamo in fondo tutti consapevoli, se non altro a livello emozionale ed intuitivo, che vivere un rapporto sentimentale virtuale, in linea di massima, non ha futuro e che dovremmo rapportarci all’altra o all’altro il tempo di un sogno animato comune. Ma tra il sentimento ed il sogno , ci sono in mezzo i nostri desideri , le nostre speranze, le nostre illusioni, le nostre aspettative di vita vera e quindi, nonostante tutti i nostri meccanismi di difesa ,finiamo per cascarci  come tante pere cotte.  Quello che mi sfugge è, invece, un’altra dinamica. Posso comprendere che nella vita reale, ammettere un tradimento o la voglia di evasione non sia facile,ma perché perdere anche sul Metaverso l’occasione di essere sinceri e di avere un comportamento onesto che non lasci spazio a inutili illussioni? Come al solito RL, entra prepotentemente anche nella nostra vita virtuale. Non smettiamo mai di essere, almeno in parte, quello che siamo al di là dello schermo.  La donna scoperta dal marito , protagonista dell’articolo, si è difesa dicendo che tradire virtualmente non è la stessa cosa che farlo nel mondo ‘vero’… ma un tradimento è un tradimento…avviene al di là dello schermo solo per ragioni  pratiche…anzi direi che è anche peggio…tutto ciò che è cerebrale  sa essere di una forza emozionale senza pari. E del tempo che si sottrae a chi ci vive a fianco, vogliamo parlarne?. Il tradimento non è mai solo un fatto di sesso è sempre qualcosa  di più che un fatto fisico…ci coinvolge sempre su più fronti.  Sul metaverso si ama, si odia , si tradisce in modo quasi parossistico e compulsivo…spesso i traditi sono anche i traditori … In un turbinio di apparenti cambi e sostituzioni di personaggi …si consumano veri e propri drammi della  gelosia, si effettuano sfiancanti pedinamenti e sospetti devastanti ci rodono l’anima. Non a caso ci sono anche agenzie investigative.. e si capisce non è affatto facile scoprire le corna sul Metaverso…  Troppo spesso dimentichiamo che nella vita reale,  ci sono uomini e donne che ogni giorno tradiscono il proprio partner…Ma se viene perpetrato a nostro danno sul Metaverso diventiamo cattivissimi con i nostri rivali, dimenticando di essere noi stessi in torto verso qualcuno che ignora la nostra esistenza. Ah ma SL è SL ed RL è RL…molti vi risponderebbero così.  Se chiuso il PC, soffro e ci penso…non è poi così vero.  Certo , c’è anche un campione di avatar che entra per farsi solo seghe animate e la cosa finisce lì…ma per la stragrande maggioranza di pixel in anima non è così.  Se da una parte siamo coscienti dei limiti del mezzo, dall’altra come già accennavo prima, perdiamo il senso del limite. Cerchiamo quello che ci manca e affidiamo in mani e menti altrui   i nostri bisogni primari…amare ed essere amati. Al riparo dello schermo tendiamo all’inizio a dare il meglio di noi stessi, creando quella magica illusione che tutto sia  possibile.  Invece spesso finiamo per riprodurre quegli atteggiamenti negativi che fanno di noi a seconda dei casi dei partner servizievoli, psicologi, vice mamme ,  soddisfiamo persino complessi di Edipo e di Elettra, finendo per commettere gli stessi errori del nostro vivere quotidiano.  Anche su second life  si creano gli stessi meccanismi di facciata , di conseguenza è facile venire usate o usati a scopo rappresentativo.  Ho conosciuto molti avatar, che mi hanno raccontato di non fare sesso, ma di fingere di farlo solo per tenere l’altra persona legata a se. Io gli credo. Credo della disperazione. Un termine  che fà male e mette paura ma che esprime benissimo il concetto…molti avatar vorrebbero unicamente conforto ed un sentimento platonico , ma che purtroppo spesso non trova corrispondenza e che obbliga a scendere a patti con se stessi pur di sentirsi parte di qualcuno, pur di non sentirsi soli.  In quest’ottica  second life non è solo fucina di idee , cultura e spettacolo ma è anche bisogno di appartenenza. Al di là del pc, non vivono solo i nostri demoni , c’è sempre la segreta speranza di coltivare ed inseguire i propri sogni…ecco perché, quando il sogno svanisce ,fà male…e quello che avvertiamo è maledettamente reale.

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  1. Eva
    29 marzo 2012 alle 14:22

    Mangiando un panino con la mortadella accompagnato da un bicchiere di Coca-
    Cola, mentre il gatto passa guardingo, pensare che quello, una volta, poteva essere un momento di immensa felicità, può regalare un momento di tenerezza tale che per trovare le giuste parole devi rifarti a Murakami quando nelle righe iniziali di Tokyo Blues descrive l’atterraggio all’aeroporto di Amsterdam…

    C’è chi dice che considerazioni come questa sono “vanitoso sfoggio di pseudocultura”, io dico che sono le parole migliori che mi venivano in quel momento in quell’ambito. Da che parte stia il rispetto del pubblico, lascio al pubblico stesso la capacità di giudicare.
    Quanto al “titolo” di intellettuale, non comporta nessuna retribuzione e pertanto che me lo si assegni o no, poca differenza fa. Diverso è per la parte che serve interessi e sa benissimo, -perché di fessi ce ne sono pochi- che qualche parte può arrivare una folata di vento che lo spazzerà via.

    Quanto al mondo virtuale, esso possiede caratteristiche proprietà. Una di queste è che la nostra presenza, vera o non vera, rusulterà sempre mediata. Pertanto il nostro agire in esso sarà sempre assimilabile al muoversi degli attori in quell’ambito di regole che sono dello spettacolo. Qualcuno di noi a tutto ciò aggiunge passione e altre motivazioni personali ma sono elementi meno tracciabili che se non vogliono essere “sentiti”… sono come la storia che “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”. Il dato sicuro, per me, è che determinate caratteristiche della virtualità sono attinenti a quanto si conosce in materia di arti visuali. Che poi queste conoscenze siano ignorate o meno, fa poca differenza. Per andare in aereo occore pagare il biglietto, non conoscere la legge di Bernoulli, legge fisica che spiega perché il manufatto d’alluminio vola.

    Allo stesso modo si può tranquillamente andare al cinema senza conoscere un acca attorno alle arti visuali. Non occore però essere degli scienziati per sapere che tanto tempo fa si diceva che il cinema muto fosse morto. Occore invece qualche informazione supplementare per sapere che non era vero, perché il tempo ha confermato che il cinema è sopratutto visione e i dialoghi sono solo letteratura, mezzo espressivo ormai fagocitato da quella cultura dell’immagine che ha modificato il nostro modo di dialogare ed esprimerci. Infatti, nei film non solo attuali, i dialoghi non sono il centro della comunicazione ma un accessorio.

    I malintenzionati sanno benissimo che esistono gli ingenui e pertanto, determinati prodotti che propinano sono fatti di dialoghi svianti, riempitivi o comunque di contorno al vero messaggio che è nelle immagini. Grande Fratello docet.

  2. Eva
    26 marzo 2012 alle 22:44

    Quell’articolo è palesemente concepito nell’ambito di una visione ben orientata delle cose, chi lo ha scritto, sapeva benissimo che tasti toccare.
    Verso lo spazio virtuale, da leggersi “internet”, l’atteggiamento è di chi vuole rendere solito ciò che èstraneo. Poi, ridicolizzando questo estraneo, lo si fa proprio, nel senso che lo si sottomette.

    E’ un tipo d’atteggiamento che è stato spesso preso, nei media tradizionali, in risposta alla paura sociale implicita nell’innovazione e in quella loro, di paura, attorno alla perdita di audience e al potere in termini di mercato pubblicitario.
    In questa situazione, la strada da percorrere è la solita: agitare spettri vari. Sul tipo dell”addiction”, di cui si faceva un gran parlare tempo addietro e poi del sesso, che è un collaudato “canale” per veicolare paranoie da instillare sopratutto negli individui maschi preoccupati di ciò che fanno, in rete, mogli (come in questo caso) e anche figlie. Tali argomenti gli definisco collaudati perché questo della degradazione dei valori morali è stata una bomba culturale usata già in passato in campo politico dove, non a caso, determinate politiche si autodefiniscono “conservatrici”.

    Conservare non è di per sé una cosa vergognosa, ma occorre vedere se la conservazione significa, nel concreto, avere un occhio di riguardo per le tradizioni oppure che le donne, anziché montarsi la testa, devono rimanere a casa a fare la calza.
    Un altra cosa: Il mondo virtuale non lo definirei “cerebrale”, non mi piace e mi sa di esercizi fini a se stessi. Lo definirei, semmai, intellettuale, anche se so benissimo che alcuni alla parola intellettuale abbinano altri aggettivi sul tipo di “radical chic” o “sinistra”. Ma sono aggettivi, intelletuale basta e avanza per definire un attività che implica tanti testi e citazioni come, appunto, è la vita nel web che è un continuo combinare citazioni e fonti e interpretazioni.

    Anche l’amore, nel web, ha la stessa caratteristica: si tratta di discorsi d’amore, di sesso.

    Direi che tra adulti (parola che anch’essa basta e avanza per definire i soggetti, che non è opportuno rimarcare come “consenzienti”, perché immagino che chi sa accendere un modem sappia anche spegnerlo), dicevo, sono discorsi che tra adulti si possono fare con assoluta tranquillità.

    Poi, tra questi adulti, c’è chi si ispira a William Gibson e a Nico dei Velvet Underground, altri a Luisa Ferida e Osvaldo Valenti e altri ancora a Lino Banfi e Gloria Guida… Tutto discutibile ma nessuno, a fare queste cose, è “fuorilegge”.

    E non è nemmeno detto che in questi agglomerati, così formati e assortiti, non ci sia nulla da dirsi.

    • Sere Domenici
      27 marzo 2012 alle 00:01

      Sull’articolo del giornale Eva siamo d’accordo, sul resto meno.
      E’ la testa che lavora ed ogni testa ci metterà le proprie conoscenze…si sviluppa tra l’altro in ognuno di noi una percezione che sopperisce al resto.
      Se ti masturbi nel letto di casa lo fai da ‘intellettuale’? Se guardi il mare e pensi, lo fai da intellettuale? Lo fai a modo tuo e secondo sensazioni e sensibiltà proprie.
      Un po’ come avviene nel Metaverso. Forse la linea di demarcazione è sottilissima, forse il Relativismo impera, non lo so…Io cerco di capire. Io interpreto sempre lo stesso ruolo, quì come altrove , forse sul metaverso con meno rigidità. Allora parliamo di maschere o di teatro o cinema. Forse siamo tutti un po’ attori… consapevoli alcuni e inconsapevoli altri.

  3. alejandra balhaus
    26 marzo 2012 alle 08:12

    alejandra balhaus :
    Lo scrivo perche sono quasi 6 anni in second life e vivo sl con quasi tutti i suoi colori, amare in sl non e facile , vivere una copia in sl e a volte quasi impossibile.
    Si deve imparare a dividere i due mondi sentimentali, dare la giusta importanza dei sentimenti e non perdere mai la realta davanti agli occhi e anima. Non e facile perche si vive un triangolo , un triangolo si….. in liveli di affetto diversi .
    Chi la vive per bene, e ha imparato a dividere, dare il giusto possto al mondo Sentimentale virtuale non molla mai il marito per un amore virtuale.
    Se una copia rl e già debole e danneggiata per conto suo beh allora non si puo dare la colpa a sl,perche sarebbe successo comunque.
    ( ovvio parlo per me e perche si capisce di cosa scrivo)

    ( Maro e la 3 volta che coreggo jajajajajjajaaj )

  4. lorenzo
    26 marzo 2012 alle 01:35

    Situazione abbastanza paradossale e statisticamente alquanto improbalile che il collega del marito disveli le meraviglie di SL all’ignaro amico, e gli dia dimostrazione delle lusinghe del Metaverso trombandosi la moglie che diciamolo, nel mettersi nome e cognome uguale a quello reale ha dimostrato di essere quantomeno priva di fantasia:) … nessuno sa dire se ci aveva messo nel profilo la sua foto reale in atteggiamenti provocanti?:)…

    Vera o falsa che sia la notizia nell’articolo, è servita comunque come spunto per uno splendido articolo, brava Serena, l’analisi dei temi trattati è puntuale, precisa e completa e si vede che non ne parli per sentito dire, si vede che i temi hanno toccato anche la tua di vita.

    Il tuo articolo offre una serie di principi e concetti chiave sui temi trattati che riassunti potrebbero costituire un ottimo vademecum operativo, una sorta di libretto di istruzioni per l’uso nella gestione di quella eterna schermaglia che due esseri umani qualsiasi che si relazionino ad un livello appena superiore a quello amicale pongono in essere,

    Istituzionalizzerei l’obbligo della lettura di un opuscolo siffatto a tutti quelli che si ostinano a cercare nel cuore degli atri quanto manca nel proprio e che anzichè intestardirsi a prenderlo altrove dovrebbero prima di tutto provare a cercarlo un po’ dentro di sè per verificare se sono a propria volta disposti a donarlo,

    Io un libretto di questo genere lo chiamerei semplicemente “Amarsi”, non nel ristretto significato di amare il compagno/a che la vita di volta in volta può metterci innanzi,quanto nel senso più ampio di amare e rispettare se stessi, che a volte è più difficile che amare gli altri e che dell’amare gli altri costituisce se non la base fondante quantomeno un requisito imprescindibile.

    P.S. Ho volutamente sorvolato sulla dicotomia SL/RL, al riguardo posso solo dire che “…..SL è SL ed RL è RL…molti vi risponderebbero così. Se chiuso il PC, soffro e ci penso…non è poi così vero”, ovviamente non l’ho detto io:), adesso non ricordo chi l’ha detto ma vi assicuro che lo condivido in pieno.

  5. Eva
    25 marzo 2012 alle 22:12

    Ti segnalo i passaggi sui quali NON sono d’accordo: “Incontrare ed essere corrisposti in rl è molto più difficile.”; “gelosie assurde e sterili perchè finalizzate unicamente a tenere l’oggetto ( il pupazzo dei propri desideri)”; “un rapporto sentimentale virtuale, in linea di massima, non ha futuro”.

    In SL incontrare gente è relativamente facile perché si tratta di un luogo che ha una sua socialità, cioè una sua finalità sociale. Ma incontriamo veramente questa gente? Io direi di no, e a testimonianza cito proprio certi dibattiti dove più che incontrarsi, la gente, dimostra di essere “ognuno per i cazzi suoi”, come dice Vasco Rossi.

    Continuando, io non credo che la gente sia così “fuori di testa” da voler stringere a sé un pupazzo o una pupazza, ritengo voglia una “testa”, innanzitutto. Perché l’intesa intellettiva è piuttosto difficile… Ah! A volte l’intesa la si può trovare anche nel modo in cui progrediscono i litigi e anche per come, rispettivamente, si affrontano le bizzarrie della socialità e tante altre cose che ci vorrebbe il diavolo per darmi una mano a contarle tutte quante.

    Quanto al futuro, un rapporto sentimentale virtuale, intanto, ha certamente un presente fatto di discorsi e altri dettagli in cui non entro nel merito perché io non conosco nemmeno tutte le mie, di motivazioni, figuriamoci se conosco quelle altrui. Detto questo, come si può affermare che non abbia un futuro? In linea teorica io direi che il “si” è in agguato… Quanto al futuro, esso è sempre un incognita. A meno che non significhi “figli”, perché questo può essere precluso, intanto, per motivi bio-anagrafici, diciamo. Allo steso tempo mi rifiuto di pensare che “un futuro” possa limitarsi una serie di scopate libertine… che possono far sorridere chi ha un minimo di pratica fatta ai tempi in cui era legittimo praticare i cosiddetti riti dionisiaci, notoriamente appannaggio dell’età giovanile. Poi, come dicevo prima, non posso certo condannare chi invece cerca queste cose. In fondo non fa nulla di male, semplicemente, chi cerca queste cose, con me ha poco da combinare. Non è il caso di farne un dramma: come dicevo prima, è facile incontrarsi, ma incontrarsi davvero, cioè in quello che s’intende per “futuro”, è una cosa difficile quanto è più della cosiddetta RL.

    Infine, tornando all’articolo che citi nel link, io credo che la situazione li trattata sia moooolto inverosimile.

    La “moglie” in oggetto, intanto viene fastidiosamente qualificata “dipendente pubblico”, avvallando quella visione brunettiana e stradacquaniaria e di tanti altri della figura professionale “pubblica” come sempre intenta a cazzeggi di ogni genere.

    Tale s-qualifica è importante per definire l’ambito vacuo (e ambiguo) nel quale la vicenda si consuma e suggerisce, senza accusare (perché poi la tizia viene “beccata” a casa), una certa possibilità di tempo libero lavorativo… Certo, l’articolo non fa emergere come si possa coniugare l’esigenza di un hardware di prim’ordine (utile a far girare un programma esigente di risorse come Second Life) con la fornitura informatica delle strutture pubbliche, notoriamente indietro di “tot” anni quanto ad attrezzature, senza contare le “diavolerie” che controllano i computers collegati in rete che possiede ogni struttura che si rispetti…

    Comunque, il lui della situazione “torna a casa” (me lo immagino mentre guida nel traffico ascoltando “non un minuto di non-amore” di Lucio Battisti) e trova la moglie ancora collegata (quindi specificare che lei era dipendente pubblico era solo ridondante, inutile).

    Chissà cosa dirà, oggi, questo tizio, quanto all’esplorare SL? Andrà ancora con lo stesso amico? Ha capito che le opportunità che questo gioco offre non sono solo sesso virtuale? Oppure, davanti al (presunto) dramma dirà che il resto è solo chiacchiera e in SL esistono solo le troie? Nulla è detto sul dove fosse lui a cazzeggiare in quel modo (al lavoro? al circolo degli imprenditori in una pausa delle “lezioni di business via internet”?) Per giustificare il comunque fantascientifico “incontro”, nell’articolo si afferma che la lei in questione usasse il suo nome “vero” (ri-guardacaso quel mostrarsi “veri” che alcuni pretenderebbero come garanzia).

    Ma per favore… 🙂

    • Sere Domenici
      25 marzo 2012 alle 23:30

      L’articolo del giornale ha più di una contraddizione, ottimo infatti l’intervento di Perplessa…ma per me era uno spunto per altro.Ed è un altro discorso ancora.
      Il futuro? Non lo conosce nessuno , su questo punto siamo d’accordissimo Eva..Ma se ha tante incognite, figuriamoci in una realtà virtuale. Se si vive il ‘sogno’ consapevoli, che importa se dura o non dura e per quanto tempo…
      Ma è utopistico pensare che la maggior parte degli incontri che si svolgono su Metaverso si ‘trasferiscano’ tutti in rl…Uno su mille ce la fà. Io mi riferivo a questo…
      Non conosci nessuno geloso o gelosa in modo morboso? Io si e credo pure tu…Quì è tutto enfatizzato nel bene e nel male. Proprio perché è tutto cerebrale.
      Non è una critica la mia, ma è così. Sia chiaro ognuno se la vive come vuole. Io ogni volta spero di trovare qualcuno che parli la mia stessa lingua e vada nella mia stessa direzione. Non è facile in rl, è ancor più difficile quì…mancano altri sensi , molto importanti. Ma tutto è possibile…crederlo aiuta , purché non diventi l’ultima speranza.

  6. Perplessa
    25 marzo 2012 alle 12:37

    Bellissimo l’articolo di Serena, scritto con passione. Vorrei fare un commento sull’articolo. L’uomo racconta di essere in compagnia di un amico con il quale stava “esplorando” le potenzialità di Second Life. Quindi ci troviamo di fronte ad un ricercatore, ad un uomo con curiosità intellettuali. Interessante questa contrapposizione tra la “puttana” e il ricercatore. La cultura dominante, infatti, all’interno del commercio sessuale esprime sempre giudizi pesanti sulle prostitute mentre è molto più tollerante nei confronti dei clienti, senza mai soffermarsi sul fatto che se mancassero questi non ci sarebbe il commercio. Nel caso specifico, chi legge questo commento e il blog, conosce sufficientemente Second Life da sapere che l’incontro con una prostituta può avvenire solo conoscendo molto bene lo strumento tecnologico. Se non si “smanetta” a lungo è difficile arrivare ad incontrare una prostituta in Sl, forse neanche un “postaccio”. Non sappiamo neanche se questo uomo era davvero in compagnia di un amico e se la sua “onestà” intellettuale, lo avrebbe portato a raccontare alla moglie le potenzialità di SL, dal momento che in genere le ricerche scientifiche si condividono e aggiungo, se non avesse incontrato la moglie, avrebbe provato o trovato divertente “acquistare” sesso in SL, o magari già lo faceva?

    Siamo alle solite insomma, gli uomini possono sperimentare, guadare film pornografici e quant’altro e le donne devono tollerare e stare mute e rassegnate e quando lo fanno vengono portate al pubblica gogna.

    Io credo che questa donna inconsapevolmente, mettendo il suo nome reale, volesse in qualche modo farsi scoprire e uscire allo scoperto. A volte è difficile ammettere a se stessi che la storia che viviamo non ci piace più e allora si cerca un modo affinchè qualcuno decida per noi. Per fare un commento banale e “cattivo”, non credo che questa donna abbia perso un grande uomo.

    • Sere Domenici
      25 marzo 2012 alle 15:12

      @perplessa
      Sono totalmente d’accordo con te…Se i fatti sono andati come descritti, lui è in difetto peggio della moglie. Niente succede per caso , ma anche per caso:)

  7. mariangela delvalle
    24 marzo 2012 alle 17:33

    Grazie Serena, per questo tuo articolo sui sentimenti, molti dimenticano che dietro gli avi ci sono delle persone vere , con veri sentimenti . E rinconfortante il fatto di sapere che siamo molti a pensarla cosi , dopotutto e cerchiamo un po’ tutti quello che ci manca in rl
    Brava Serena , stai facendo un ottimo lavoro

    Mariangela Delvalle

  8. cinzia
    24 marzo 2012 alle 17:01

    Un tempo quando ero un allegra niubbetta usavo sl per provare, sperimentare, tenendo bel lontano i sentimenti come se li avessi lasciati fuori dal pc, poi passata la curiosita’ ho cominciato a cercare qualosa di diverso…certo e’ molto complicato gestire un rapporto in questo mondo….si cammina sul filo del rasoio e bisogna stare molto attenti a non tagiarsi, io ho i piedi a strisce.

  9. alejandra balhaus
    24 marzo 2012 alle 14:46

    Lo scrivo perche sono quasi 6 anni in su e vivo sl con tutti i suoi colori, amare in sl non e facile , vivere una copia in sl ea volte quasi impossibile.
    Si deve imparare a dividere i due mondi sentimentali, dare la giusta importanza dei sentimenti e non perdere mai la realta davanti agli occhi e anima. Non e facile perche si vive un triangolo , un triangolo si….. in liveli di affetto diversi .
    Chi la vive per bene, e ha imparato a dividere, dare il giusto possto al mondo Sentimentale virtuale non molla mai il marito per un amore virtuale.
    Se una copia rl e già debole e danneggiata per conto suo beh allora non si puo dare la colpa a sl,perche sarebbe successo comunque.
    ( ovvio parlo per me e perche si capisce di cosa scrivo)

  10. alejandra balhaus
    24 marzo 2012 alle 14:16

    Bellissimo articolo Complimenti serena
    Ci hai messo cuore e anima, quello che ai scritto e la verita, tutto il resto e illusione .. Grazie per aver fatto un articolo trasparente e coraggioso come questo articolo scritto da te.
    La Balhaus

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