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The day after

by Serena Domenici

Qualche parolina di inglese la conosco anche io… Chi ha voglia di leggermi, si metta comodo. Cercherò di essere fluida e scorrevole. L’argomento merita. Premessa: ieri (8 marzo) era impossibile per me intervenire in voice, ho provato a scrivere qualcosa in local, ma nel marasma generale non ha attecchito. Vorrei spendere due parole per Aquila. Non credo abbia volutamente cercato di offendere qualcuno, piuttosto provocare, stimolare. E’ una persona curiosa, gira il Metaverso da cima a fondo. A dirla tutta, spesso la pensiamo in modo diverso e discutiamo animatamente. Però, devo ammettere che, alla fine, mi ha sempre dato carta bianca per i miei reportage. Scrivo per puro piacere personale, non certo per fama e denaro. Nessuno mai, mi ha pagato per un articolo. Fino a che ne avrò voglia, e Aquila mi ospiterà, continuerò a scrivere. Ho un mio personale blog, tra l’altro molto seguito, e mi sarebbe più facile, e anche più pratico, far convergere tutto lì. Ma per motivi personali non voglio fondere due mondi così diversi. Insomma, la strada, se si ama scrivere, la si trova comunque. Qualcuno ha pensato, a mio avviso erroneamente, che l’articolo e la successiva serata organizzata da Aquila fossero altrettanti escamotages pubblicitari. Sarò ingenua, ma non penso sia così, e se lo è stato, credo abbia giovato più agli amici dei ‘bassifondi’.

Ho apprezzato alcuni interventi, come quello della pasionaria Lele :), anche se non l’ho condiviso totalmente. Certi toni potevano evitarsi. Mi è sembrato uno (Aquila) contro tutti. Non doveva trasformarsi in un processo su di lui, ma in un dibattito. Ho trovato l’intervento di Stregavento offensivo ed eccessivo, soprattutto perché sembrava un discorso letto al parlamento. Eravamo lì per discutere, non per offendere… Di cattivo gusto poi terminare la pappardella preparata in casa dicendo: “Non leggero più te, Aquila e chi scrive per te!” Ho toccato ferro, non avendo altro da toccare! 🙂 Sembrava un anatema… Un conto è confrontarsi con ardore e passione , un conto esagerare nel modo in cui ha fatto Stregavento. Ho notato che i c.d. intellettuali hanno preso le distanze dalla serata (come fanno alcuni meridionali che, trapiantati al nord, diventano i più accaniti razzisti dei loro simili), all’improvviso nessuno più si definiva tale, e la democrazia e il “volemose tutti bene” regnava sovrano. Aquila è diventato un usurpatore di titoli e io sono stata allusivamente etichettata come una che fa la morale. Tutti al rogo! Se c’è una cosa che non ho mai sopportato è l’ipocrisia, il dire e non dire, il parlare alle spalle. Non faccio parte di nessuna casta, vivo la mia SL con pochissimi ed intimi amici che ormai conosco persino in RL. Scrivo quel che osservo e sento, non scrivo cose di fantasia. Mi limito a mettere in evidenza un mondo che racchiude cose negative e cose positive. Mi stupisce che se parlo di Stalking, e di atteggiamenti verbali violenti e di cattivi comportamenti, ad attaccarmi siano soprattutto le donne. Le ‘intellettuali’ perdono tempo a contare quanti punti e virgole io abbia omesso o usato in eccesso. Le “gelose” invece stanno lì acquattate, pronte a scagliare le loro frecce al curaro. Vi comunico che non mi interessano le polemiche sterili finalizzate solo a colpire me, come persona, e non a confrontare le  mie idee senza pregiudizi.  Scrivo quello che gli altri non osano dire in faccia, ma dicono solo alle spalle! Scrivo semplicemente articoli e accetto le critiche, non quelle personalistiche, ma quelle costruttive ed attinenti all’argomento trattato. Intervisto persone che hanno davvero qualche cosa da trametterci, in diversi ambiti. Perché non è vero non ci siano persone capaci di espressioni artistiche e anche pochissimi veri artisti. Sono pochi, ma ci sono e di solito sono poco noti ai più. Se c’è una cosa che davvero latita su SL è soprattutto la buona educazione. Chi determina un ‘titolo’ o una appartenenza? L’articolo di Aquila ha scoperchiato il malcontento che covava nel fondo del Metaverso.  E’ stato un bene ridimensionare un mondo di presunta ‘elite intellettuale’ e sollevare un po’ il mondo che secondo alcuni starebbe più in basso.  Quante volte sono andata a mostre, eventi e concorsi, dove nessuno rispondeva al mio saluto o a quelli di gente andata lì perché semplicemente tippata a caso. Quante volte alle stesse mostre ho sentito un tripudio di: bello, bellissimo, complimenti , divinooooooo … e poi alle spalle le peggiori critiche. Si, l’arte c’è sul Metaverso, ma quante ciofeche di poesie e mostre ho dovuto digerire … Perché, vedete… non solo voi giudicate me, anche io giudico i vostri lavori. Voi sapete in realtà di cosa mi occupo in RL? Potrei essere una dignitosa e onesta fruttivendola, con l’hobby della scrittura, come potrei essere tante altre persone. Sia chiaro un concetto: ognuno scrive, o dà il suo contributo come meglio sa fare, e ritiene opportuno. Rileggetevi l’articolo che dedicai a Swina Allen: un vero artista scappato e, ahimè, perso da SL. Perchè riportare nel Metaverso le stesse dinamiche di frustrazione della vita reale?

Gabriele D’annunzio ”Il Vate”, Pasolini, Charles Bukowski, Henry Miller, e potrei citarne tanti altri… sono stati indubbiamente dei personaggi di rilievo della letteratura italiana e non. Erano degli asessuati? Per nulla! D’Annunzio era un vero godereccio e non ha mai fatto mistero del suo lato sessuale estremo, enfatizzato dalle sue varie amanti. Cosa c’entrano vi domanderete… C’entran, per spiegare a chi crede di essere un intellettuale, che il sesso in certi ambienti è anche più porco e ricercato. Senza contare tra l’altro che certe pulsioni sono legittime. Ormai tutti sappiamo che sul Metaverso , gli Alter  in alcuni casi, servono allo scopo di divertirsi in ‘anonimato’.  Quindi basta con queste ipocrisie. Pasolini diceva: “Gli intellettuali si chiudono in caste dove la libertà, la creatività muore tra quattro mura insieme a loro”. Ma criticava anche chi, dall’altra parte creava inconsapevolmente una chiusura per partito preso e rifiutava il dialogo con chi si gli poneva di fronte. Darsi un atteggiamento di superiorità intellettuale nel Metaverso è semplicemente ridicolo, visto che non sappiamo con chi abbiamo a che fare. In passato ho parlato male del “That’s Amore”, non perché ho la puzza sotto il naso, ma solo perché viene vissuto da alcuni come un porto franco, mancando di educazione verso il prossimo.  Se vado al Suspiria e dico: Buona sera. Al mio saluto risponderanno la maggior parte delle persone presenti. Il bene e il male non stanno tutti da una parte. Quello che stona, sono proprio queste trincee.

Confini che in un mondo virtuale non avrebbero ragione di esistere. Abbiamo tutti un lato oscuro da soddisfare. C’è chi riesce a farlo senza fare troppi danni e chi invece ha bisogno di emozioni sempre più forti. Ma nessuno è giudicabile nei comportamenti, se non nuoce al suo prossimo. In Conclusione… Ben vengano le polemiche se servono per capirsi e scambiare opinioni. Il dialogo arricchisce tutti.  Il Metaverso, per non morire e per alimentarsi, ha bisogno anche di queste cose. Sana critica ed autocritica. Con educazione , sempre e solo con educazione. Il Metaverso è un’opportunità per volare sopra le cose, non dentro alle cose, che fanno stare solo male.  Non fottiamoci pure i sogni.

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  1. marco
    15 marzo 2012 alle 15:20

    @ Stefano….
    ma dai per cortesia… chi ha occhi per vedere e cervello per intendere di quanto accaduto l’altra sera a Suspiria non può non essersene fatto un idea corretta e precisa… Io ad esempio, che con grande immodestia mi reputo rientrare nel novero delle persone di cui sopra e che ero presente, ho visto un gruppento di pupazzi, le Iene Cagacazzi, come vi piace definirvi…. che erano lì coese per tendere l’imboscata alla poveretta di turno che alla fine stanca di parlarvi in modo educato ha deciso di dirvi semplicemente un , abbastanza educato, vaffanculo…adesso che fanno le Iene? si scandalizzano?… ma dai… voi Iene razzolate nell’immondizia cercando carogne da mangiare e vi offendete? secondo me il vaffanculo visto che era un linciaggio annunciato dovava mandarvelo a mezzo Fax o con posta prioritaria e non certo venirvelo a dire lì dove forse uno poteva anche non essere sufficente…
    Cordialmente.

  2. Pap
    13 marzo 2012 alle 10:51

    Non ho assistito a tutta la serata, ma posso dire che è vero che alcuni che sono intervenuti non avevano letto l’articolo, però hanno comunque espresso dei pensieri propri sulla vita in Second Life, e credo che tutti abbiano il diritto di farlo. Avevo molte cose da dire, ma non avevo molto tempo, sono arrivata tardi. Stasera sarò più presente. Nel frattempo ho annotato tutti i miei pensieri sul mio nuovo blog http://www.duckypaperina.wordpress.com.
    Serena, quella sera non sei stata molto ascoltata, scrivevi mentre tutti parlavano, è normale. Aquiladellanotte, per questo motivo, per chi era prenotato, ha letto gli interventi lui stesso a voce, per rendere tutto più omogeneo. Io arrivando tardi, non ho capito se ti sei prenotata anche tu facendo il tuo intervento come hanno fatto gli altri. Se non l’hai fatto, beh.. il motivo è quello.
    Negli ultimi commenti qui, non ci ho capito più un tubo, scusate, avete scritto, infilando citazioni, ricopiando i commenti precedenti, insomma un minestrone.. Vorrei solo ribadire che, dopo tutto questo can can, chi andava per mostre continuerà a farlo, chi ama cazzeggiare pure, non sarà cambiato nulla. Ma, cosa positiva, almeno ci siamo parlati tutti. 🙂

  3. lorenzo
    12 marzo 2012 alle 17:57

    @ Jos
    premetto che la difesa d’ufficio di Stregavento e di Volando non mi meraviglia affatto anzi….Comunque io ho stigmatizzato le parole di Strega in sede di dibattito e di Volando su questo post perchè davvero oltre a sembrare una schermaglia personale ed antipatica non avevano contenutisticamente a mio avviso niente da dire e le persone che parlano per il solo fatto di sminuire pubblicamente qualcuno mi fanno incazzare non poco.
    @ Costantine
    scusami se mi permetto, io finora non ne ho parlato direttamente ma visto che tu ne parli, forse è il caso di precisare… sai dirmi esattamente di cosa parla Volando? che cos’è che dice a gran voce?? io a parte una manciata di battute iniziali un po’ acide nei confronti di Serena Domenici non l’ho capito.
    Sul gelato grazie dell’invito ma lo declino gentilmente non sei il mio tipo:) e le 4 risate trovo modo di farmele comunque.
    @ Serena
    non era mia intenzione gratificarti…del resto non credo nemmeno che tu ne abbia un così impellente bisogno.

  4. Serena Domenici
    11 marzo 2012 alle 22:57

    costantine ametza :
    Lorenzo Docet:
    pero , come dice lui, nn gli interessa, si tiene fuori e vi guarda da lontano ( me lo immagino col lieve sorriso di chi gode a vedere scompiglio ), nemmeno gli è piaciuto l’articolo di Aquila, pero c’era, però magari si rimorchia pure !!!
    Un minutino per sostenere l’amica Serena, gratificandola, un momento per dare una zampata a chi a coraggio sempre di dire senza fronzoli cosa pensa.

    Sono vanitosa, sicuramente:) Non ho pagato nessuno per farmi i complimenti, capita che qualcuna gradisca quel che scrivo anche:). Riguardo al coraggio,beh, il discorso sarebbe lungo. Diciamo che anche io preferisco essere diretta. Solo mi piacerebbe mi si contestasse quel che scrivo, non andando sul personale. Del resto anche tu usi zampate per difendere Volando.
    Io però non vorrei si scadesse in queste cose. Non è una guerra, si rischia di uscire dai contenuti. Non ho parlato solo di me (tra l’altro rispondevo a cose pregresse e mi presentavo a chi ancora non mi aveva mai letta) Ho parlato di tanto altro. Ma non può Volando mettere su Facebbok, mi piace e poi venire a dire l’esatto opposto quì. Io la chiamo contraddizione.
    Ma ripeto, cerchiamo di non dirottare l’argomento su altro.

    Perche di cosa pensa Volando in realta poco importa, ma il fatto che
    abbia coraggio di dirlo a gran voce . quello si che ci fa diventare lividi dalla rabbia.
    Serena è vanitosa tanto quanto Volando , solo che una soddisfa tale vanità coi vestiti , l’altra autocelebrandosi tutte le volte che le viene voglia.. embe?
    Caro Lorenzo, queste due donne avranno pure il diritto di fare cosa le diverte di piu ..
    ma TU ..se sei cosi disinteressato.. perche non vai semplicemente a rimorchiarti gli avatar delle fighette di secondLife, saltando la parte scritta ? D.
    Dai , prendiamoci meno sul serio, su.. Lorenzo .. ti offro un gelato che ci facciamo 4 risate :*

  5. Eva
    11 marzo 2012 alle 22:46

    Lorenzo, sei favoloso!

    Il “savoir vivre” che hai appreso sarebbe définire “gli intellettuali siano una categoria, che nel definirsi tali si autocelebrano in una loro asserita superiorità che alla prova dei fatti appare poi assolutamente inesistente. Il più delle volte, tranne alcuni sporadici casi isolati, si tratta di persone abbastanza banali nella loro quaotidianità che utilizzano per cercare consenso e amicizie la ben collaudata tecnica del fare sfoggio di conoscenza ed erudizione a buon mercato”?
    Ma la vera perla, assolutamente luminescente, è questa: ” le “gelose” citate dall’autrice di quest’articolo su SL come su RL ci sono sempre state, credo che sia una componente connaturata alla psicologia femminile quella di sentirsi sempre in competizione tra loro, un loro specifico cromosoma dedicato all’invidia ed alla gelosia e perchè no’ anche un po’ alla cattiveria”

    Ripeto: FA-VO-LO-SO:!:

    E te lo dico con tutta la forza intellettuale che mi riesce di esprimere. Au revoir

  6. AquilaDellaNotte Kondor
    11 marzo 2012 alle 22:16

    @ Stè: ho spiegato 4 volte che non censuro alcun commento, a meno che non contenga insulti o riferimenti a fatti privati (successo solo 2 volte in due anni). Non intendo spiegarlo per la quinta volta. Stop.

    • 11 marzo 2012 alle 23:43

      Sei un critico che non ammette le critiche. Nemmeno io voglio spiegartelo più, Kondor. 🙂

    • Pap
      13 marzo 2012 alle 10:58

      Aquila c’è stato un malinteso, su questo punto. Io sono l’autrice di uno dei due commenti censurati, ma ti posso dire che non era quello di insulti. E, se si pensa che io abbia fatto riferimento a fatti privati dicendo la parola “mio marito” o altre cose, io parlavo solo di SecondLife. Te lo dico una volta sola io, sicuramente non arrivero’ a cinque. Ho espresso soltanto il mio parere sul perchè su SECONDLIFE, l’autrice del post erroneamente dichiarava di non trovare solidarietà femminile, e del perchè anche i suoi comportamenti su SECONDLIFE possono esserne un motivo. Io in RL non la conosco, non so nulla di lei, nè lei di me.
      Forse il tono era un po’ acceso ma senza insulti nè riferimenti a RL, e non avendolo pubblicato nessuno lo saprà mai e sinceramente non me ne importa che non sia stato pubblicato. Caso mai stasera io e lei faremo una “lotta nel fango” e sistemeremo le nostre faccende personali DI SL! lol

  7. Jos
    11 marzo 2012 alle 12:03

    caro Lorenzo….non è male la tua posizione ….secondo te è meglio osservare constatare e non parlare e non reagire sopratutto in pubblico…non è carino…è vero…se qualcuno esprime un giudizio su di me non gradito reprimo la mia spontanea voglia di rispondere e gli mando una raccomandata..poi in realtà’ leggendo il tuo commento tu hai fatto proprio quello che non ti è piaciuto abbiano fatto sia Strega che Volando…io la penso diversamente e anche se non sono d’accordo con Serena,cosa che puo’ accadere, penso sia molto costruttivo ci sia un confronto uno scambio sia per chi ne è coinvolto ma anche per chi legge i vari commenti ….ma che ci stiamo a fare qui? SL è un mondo meraviglioso cerchiamo di non inquinarlo troppo (RL)viviamolo,questo mondo , piu’ Serenamente ( eh eh )

  8. costantine ametza
    11 marzo 2012 alle 10:52

    Lorenzo Docet: 🙂
    pero , come dice lui, nn gli interessa, si tiene fuori e vi guarda da lontano ( me lo immagino col lieve sorriso di chi gode a vedere scompiglio ), nemmeno gli è piaciuto l’articolo di Aquila, pero c’era, però magari si rimorchia pure !!!
    Un minutino per sostenere l’amica Serena, gratificandola, un momento per dare una zampata a chi a coraggio sempre di dire senza fronzoli cosa pensa.
    Perche di cosa pensa Volando in realta poco importa, ma il fatto che
    abbia coraggio di dirlo a gran voce . quello si che ci fa diventare lividi dalla rabbia.
    Serena è vanitosa tanto quanto Volando , solo che una soddisfa tale vanità coi vestiti , l’altra autocelebrandosi tutte le volte che le viene voglia.. embe?
    Caro Lorenzo, queste due donne avranno pure il diritto di fare cosa le diverte di piu ..
    ma TU ..se sei cosi disinteressato.. perche non vai semplicemente a rimorchiarti gli avatar delle fighette di secondLife, saltando la parte scritta ? :DD.
    Dai , prendiamoci meno sul serio, su.. Lorenzo .. ti offro un gelato che ci facciamo 4 risate :*

  9. lorenzo
    10 marzo 2012 alle 23:15

    Mi considero, vi prego di credermi, un frequentatore e conoscitore esperto del Metaverso, ne conosco le dimamiche relazionali, e ho sviluppato all’interno di esso nel corso di alcuni anni quel certo savoir vivre che mi consente di gestire al meglio situazioni e soprattutto di estrarci all’occorrenza quel po’ di buono che c’è. Ho assistito al dibattito dell’altra sera al Solaris senza aver alcuna voglia di intervenire, più che per un reale interesse sull’argomento per l’amicizia sincera e duratura che mi lega a persone che alla serata hanno partecipato. Beh nonostante tutto il mio impegno non sono riuscito a trovarci un granchè di interessante e mi sono annioato alla grande, tranne quei pochi Im scambiati con qualche amico/a per sdrammatizzare la monotonia e la ripetitività degli interventi. Io credo, e l’ho detto anche in un commento al post che della querelle “intellettuali-bassifondisti” ha rappresentato la genesi, gli intellettuali siano una categoria, che nel definirsi tali si autocelebrano in una loro asserita superiorità che alla prova dei fatti appare poi assolutamente inesistente. Il più delle volte, tranne alcuni sporadici casi isolati, si tratta di persone abbastanza banali nella loro quaotidianità che utilizzano per cercare consenso e amicizie la ben collaudata tecnica del fare sfoggio di conoscenza ed erudizione a buon mercato,salvo poi trasformarsi, a seconda della propria onestà intellettuale o meno, in un bassifondista, senza o con l’aiuto di un alter di comodo. Il bassifondista invece è una tipologia umana più democratica ed ecumenica, è un genus che comprende tutti quanti noi , sia quelli che dei dibattiti come quello dell’altra sera non sanno assolutamente che farci, sia quelli che finito il dibattito si mettono in caccia del divertimento perverso più o meno segretamente.
    Questo sull’argomento del dibattito. Poi sulle questioni personali e sulle piccole faide e gelosie mi esprimo in modo abbastanza distaccato e mediato dalla mia “esperienza, ma non per questo meno incisivo :
    1) ho trovato l’intervento di Stregavento estremamente, per dirla con un eufemismo, discutibile nei modi e nei tempi; se decidi di non leggere qualcuno semplicemente non leggerlo e basta, senza andarglielo a dire davanti a 50 persone; l’anatema di non leggere più lui e quelli che scrivono per lui è sembrata in effetti una bambinata; se proprio hai deciso così, non leggerli e amen, senza andargliela a raccontare pubblicamente dicendogli tiè…ma pensaci bene comunque …se non li leggi poi come farai a partecipare al prossimo dibattito senza esserti preparata la lezioncina?:);
    2) sorvolo con poche righe su qualche noioso intervento finalizzato unicamente al soddisfacimento del prorpio ego forse al fine di affascinare la platea senza averne le capacità e con argomentazioni di facile confutazione;
    3) le “gelose” citate dall’autrice di quest’articolo su SL come su RL ci sono sempre state, credo che sia una componente connaturata alla psicologia femminile quella di sentirsi sempre in competizione tra loro, un loro specifico cromosoma dedicato all’invidia ed alla gelosia e perchè no’ anche un po’ alla cattiveria : su tutti cito Volando Amat che nel commento a quest’articolo bistratta un po’ la Domenici, accusandola di autocelebrarsi e di parlare più di se che di quanto si dovrebbe. Ma dico… gettarla pubblicamente e gladiatoriamente nell’arena definendo banalità quelle che la succitata farebbe bene a non dire per giovare a lettori e gli amici che gli vogliono bene mi fa pensare che tu se sei davvero sua amica hai proprio un modo inusuale di darlo a vedere:) e mi voglio consolare che invece sua amica non sei , non la puoi vedere per qualche tua recondita ragione ed hai dato sfogo, così, in modo un po’ inopportuno ad un po’ di nervosismo accumulato;) ;
    4) sulla presunta sindrome di accerchiamento di cui soffre l’autrice dell’articolo secondo Stè non mi pronuncio ma per quel che conosco Serena tenderei a pensare che la mancanza di voice e la canizza scatenetasi nel dibattito, con i suoi vani tentativi di farsi leggere nel casino crescente della local chat l’abbiano frustrata e per così dire immalinconita;
    5) infine Aquila..che ha abbozzato e fatto orecchie da mercante su alcune critiche anche un po’ troppo dirette… io francamente lo capisco, in quel contesto mettersi a difendere le proprie ragioni e spiegare i propri punti di vista diventava difficile e controproducente, altra cosa è invece se le critiche, anche se un po’ troppo dirette, siano giuste o meno nei contenuti:) ma non voglio fare ulteriori polemiche, a me l’artciolo di Aquila non è piaciuto per niente… comunque , in definitiva, anche se tutto quel gran chiacchierare l’altra sera è stato noioso e sterile da un punto di vista contenutistico, ha creato un buon momento di aggregazione e incontro, ottimo per socializzare e perchè no…anche per rimorchiare:).

    • volando Amat
      11 marzo 2012 alle 10:53

      A mis soledades voy,
      de mis soledades vengo,
      porque para andar conmigo
      me bastan mis pensamientos.
      que con venir de mi mismo
      no puedo venir mas lejos! (brani,poeta spagnolo’900)

      NON POSSIAMO PARLARE TRA NOI PERCHè PARLO UN’ALTRA LINGUA.

      Grazie per l’ospitalità.

  10. Eva
    10 marzo 2012 alle 17:27

    Comincio a pensare che i meeting a più di due, tre persone, siano davvero impossibili in SL. Sopratutto se polemici. L’unica cosa che, come al solito, appare funzionare bene sono solo i “sono d’accordo con te”.
    Insisto a trovare il voice un’opportunità comunicativa che non risolve affatto i problemi comunicativi, anzi, in moltissimi casi la trovo persino inquinante, perché intanto rende “fisico” un mondo che fisico non è. Era adattassima alla chat che, come mezzo, si specializzò in “seduzione”… ma la voice-chat era un qualcosa di talmente e spudoratamente finalizzato che solo a pensare di usarla è, come minimo, vergognoso. Pensate, alcuni affermano che fare “sex” con i “pupazzetti” è ridicolo… farlo con e le “vocine”, invece, è intrigante?

    Oppure sarà forse il caso di cominciare a considerare la creatura della Linden, anche se una importante percentuale la usa come una chat, un qualcosa di più: un luogo di fantasia. Pertanto, i discorsi attorno a tutto ciò dovrebbero tenerne conto, di questa sua “natura”.

    Comunque, per tirare avanti (e provocare le tentazioni bassifondiste di Aquila), quanto a fantasia propongo questa:

    Nel caso di quanto si vede in questo link, è opportuno parlare di “bassifondi” o si può parlare di un opera “intellettuale”? Ovviamente la domanda è rivolta a tutti quelli di buona volontà…

    • 11 marzo 2012 alle 11:32

      @Eva: non capisco bene la domanda, ma provo ugualmente a rispondere: “Nel caso di quanto si vede in questo link, è opportuno parlare di “bassifondi” o si può parlare di un opera “intellettuale”?…
      Questo è semplicemente un magnifico machinima. Un’opera creativa di qualità, il punto di vista di un autore che racconta delle emozioni. Una narrazione elegante di qualcosa che, in sé, potrebbe anche non esserlo.
      Il filtro di un autore, la sua esperienza, la tecnica, la capacità di elaborazione, nobilitano anche un omicidio (se penso ad Alfred Hitchcock), o la morte (se penso a Clint Eastwood).
      Ritengo non sia importante cosa si racconta, ma COME lo si racconta.
      Cinema e letteratura hanno sempre utilizzato temi scottanti, che in sé magari non hanno nulla di nobile, trasformandoli in opere d’arte avvincenti e coinvolgenti. E i “bassifondi” sono sempre stati location straordinarie, sia fisiche che concettuali.
      Non per questo il “bassifondo” è un luogo meraviglioso. Ma può dare ad autori come Tutsy Navarathna l’opportunità d’indagare sulle trasformazioni che le relazioni umane affrontano quando interagiscono nei mondi virtuali. Tant’è vero che l’autore dichiara di aver preso spunto dal libro “Psicologia del Cybersepace” di John Suler.
      Un’operazione intellettuale? Forse si. Ma soprattutto un’importante creazione artistica.

    • 11 marzo 2012 alle 15:19

      Eva, questo video, secondo me, non è nè “bassifondista” nè intelletualoide. E’ semplicemente bello. Bella la colonna sonora, bello il testo, belle le immagini degli avatars unite alle scene ed alle rappresentazioni ambientali. E’ la dimostrazione di come Second Life possa diventare una forma espressiva molto simile al cinema, al teatro, alla musica, alla scrittura ed alla poesia. Dimostra anche che tutto questo può stare ed essere messo insieme, in un “prodotto” creato attraverso Second Life. Per me, non importa in quale scaffale della libreria vogliamo incasellare qualcosa, attraverso una definizione, in qualche modo, escatologica. Le etichette e gli attestati di qualità rilasciati dai critici d’arte lasciano il tempo che trovano. Tutto può piacere ad uno e non piacere ad altri. Tutte le cose possono piacere o non piacere a molti o a pochi. Interessare abbastanza o lasciarci completamente indifferenti. La natura umana è bella perchè è varia (ed avariata, come si dice anche). E ci sono sfumature in tutto ed in tutti. Nessuno di noi è uguale ad un altro e questo ci distingue e ci contraddistingue. Alla fine della fiera, fuori da ogni etichettificio, restano le cose che ci emozionano e ci piacciono perchè suscitano in noi un coinvolgimento emotivo. Proprio come questo video.

  11. Duncan Bradders
    10 marzo 2012 alle 15:10

    Boh, francamente ho letto con attenzione l’intervento di Serena, non sono qui per spezzare una lancia a suo favore, siamo semplici conoscenti ed anche meno, semplicemente apprezzo le sue note di viaggio in questo mondo virtuale. Non ero presente all’evento, in qualche modo ricreo mentalmente quello che puó essere successo e non mi sorprende affatto, é la natura umana come racconta Esopo con la sua favoletta dello scorpione e della rana.
    Detto questo, non condivido l’intervento di Volando Amat per una semplice ragione, qui non si stá facendo giornalismo puro dove chi scrive dovrebbe descrivere semplicemente dei fatti lasciando al lettore la interpretazione degli stessi, chi parla di se stesso esprime le sue opinioni, lascia la sua impronta e filtra i fatti attraverso le sue esperienze e la cosiddetta “forma mentis”.
    Lasciamo semplicemente che tutto questo continui in questo modo differenziando il narratore dal giornalista, in fin dei conti non siamo su Repubblica o Il Corriere della Sera dove comunque si filtrano opioni personali….

  12. AquilaDellaNotte Kondor
    10 marzo 2012 alle 15:07

    Non interverrò su questo argomento se non alla fine del dibattito, quindi la prossima settimana, dopo la serata di martedì a Suspiria (a proposito, quanta pubblicità gratis per questa pur bella e ospitale land).

    Voglio solo spiegare ancora, a Stefano prima di tutti a cui l’ho già spiegato ma senza successo, come funziona il meccanismo dei commenti. Tutti i commenti del blog sono soggetti a moderazione che è, però, puramente formale, vale come autorizzazione. In due anni di vita di Virtual Worlds Magazine ho evitato di pubblicare solo due commenti: uno era pieno di insulti e parolacce, l’altro aveva dei riferimenti alla vita privata di una persona. Due commenti assolutamente impubblicabili, e mi sono preso la mia responsabilità,facendo il mio dovere, cestinandoli. Non ho mai censurato nulla, comprese le critiche più dure. Io credo nella discussione e nel dialogo tra gente civile, altrimenti non avrei organizzato un dibattito vis à vis, conducendolo in prima persona. Sfido chiunque a fare altrettanto. Il commento citato da Stefano non è “comparso miracolosamente”, semplicemente ancora non l’avevo visto e approvato. Tra l’altro non era il solo, erano tre i commenti pending. Inutile fare polemica su questo tasto, rassegnatevi. I commenti si pubblicano tutti e si discute nel merito, cercatevi un’altro motivo di polemica, se ne avete. Confrontatevi sui fatti. A proposito, il mio articolo non offendeva nessuno e non dava giudizi di merito, andate a rileggerlo per favore. Ciao a tutti.

    • 11 marzo 2012 alle 14:08

      E’ vero, Aquila, di questa cosa della “moderazione dei commenti” ne avevamo già parlato una volta. Ma se devi riportare quella nostra conversazione, credo che sia più corretto riportarla tutta nella sua interezza e non solo una parte (o la parte che ti fa più comodo).

      Quando ti dissi che non ritenevo corretta la moderazione sul tuo blog, in prima battuta, mi hai detto che lo fai perché tu sei “come” il Responsabile di un Giornale e quindi anche dei suoi contenuti (in particolare, saresti responsabile anche dei commenti che scrivono gli altri).

      Ti ho spiegato che i blog (almeno per il momento, in Italia) non sono equiparati – per legge – ai giornali ed alla carta stampata e che quindi tu non sei responsabile di nulla, tranne che di quello che scrivi. Gli autori dei commenti – come te – sono responsabili di quello che scrivono. Ci sono delle proposte di legge in questo senso, ma finora sono state tutte bocciate (per fortuna!). Sono leggi che vorrebbero mettere il bavaglio alla Rete ed a Internet, ma sono leggi anche inutili, considerato che esiste già il Codice Penale che stabilisce che la responsabilità è sempre personale e che se diffami qualcuno commetti un reato.

      Quando hai capito che non stavi parlando con uno stupido, al quale potevi vendere la balla dell’esistenza di una legge che non c’è, perché non esiste, hai corretto il tiro ed hai aggiunto che “sì, è vero che non c’è la legge, ma esiste comunque un “codice morale tra i blogger”.

      Sono un blogger anche io (da oltre dieci anni) e di questo “codice morale” non ho mai sentito parlare e non credo sia stato scritto mai da nessuna parte, visto che non sei stato in grado di trovarlo e farmelo leggere.

      La “Netiquette” non è imposta da nessuna legge (questo lo trovi scritto anche su “Wikipedia”, caro Kondor) è solo una regola di buona educazione alla quale ogni utente (così come ogni essere umano) dovrebbe attenersi per non avere la “generale disapprovazione” degli altri utenti della Rete su un newsgroup, in una mailing-list, su un forum o su un blog.

      E’ un po’ come quando vai o entri da qualcuno e dici “buongiorno” o “buonasera” al padrone di casa, cosa che, peraltro, ieri notte, da Stregavento (che era la padrona di casa), non mi pare che tu abbia fatto. Per ben due volte, una semplice dimenticanza?

      La “moderazione” è solo una tua forma di censura. Che tu lo abbia fatto solo due volte o duecento volte, puoi saperlo soltanto tu. E dobbiamo crederti sulla parola. Resta il fatto che non ha nessun fondamento né giustificazione, né giuridica e né morale. Ti consente di avvalerti di un filtro, per lasciar passare quello che ti piace e quello che non ti piace.

      Su “Second Life”, dove non esiste nessuna forma di censura, se qualcuno rompe troppo, si ejecta o si banna. Qui, su “Wordpress”, non è diverso da lì. Se qualcuno rompe troppo, si mette in blocco la sua e-mail, il suo nick e/o il suo IP e qui non ci può scrivere più.

      Ma ti dico di più, se qualcuno scrivesse qui degli insulti, li potresti lasciare tranquillamente, perché per noi che leggiamo lascerebbero il tempo che trovano e per te che sei il detentore del blog non comporterebbero nessun rischio, visto che non ci sono norme che implicano delle tue responsabilità. E, quindi, come vedi, la tua moderazione/censura si rivela assolutamente inutile.

      • Serena Domenici
        11 marzo 2012 alle 23:07

        Stefano uno dei commenti censurati da Aquila era diretto a me, con riferimenti personali ,anche gravi. Anche io ho un blog, da circa dieci anni sono una blogger. Secondo te, se qualcuno scrive un commento offensivo nel mio blog, riferito ad una terza persona , io lo pubblico? No, non ci penso nemmeno. Non siamo ai mercati generali e nemmeno è corretto e credo anche perseguibile per legge se riconducibile ed identificabile ad una persona reale. Tu dovresti saperle queste cose e per tanti motivi,visto che sei anche un blogger. Tra l’altro nel caso di Stregavento, in quel gruppo si trovava anche un mio commento non pubblicato,perché solo Aquila gestisce il Virtual e non può essere sempre lì a liberare i commenti.

      • 14 marzo 2012 alle 03:38

        Serena, non ho capito molto quello che dici in questa replica un po’ confusa. Così come non ho capito perchè mi reputi “uno zerbino”, se do ragione a chi penso che abbia ragione. Saresti, in questo modo, anche tu una zerbina di Aquila se gli dai sempre ragione?

        Però, una cosa posso dirtela in tutta sincerità (se me la pubblicano, ma non credo)? non scrivere più che odi le piazzate e che detesti i mercati generali, dopo quello che hai detto e fatto stasera…

  13. Serena Domenici
    10 marzo 2012 alle 13:51

    @Viola
    Condivido il tuo pensiero
    @ Volando
    Con tutto il rispetto…
    Infesti Facebook e ovunque delle tue passate e personalissime cose e vieni a fare la morale a me?
    Io rispondo alle allusioni e alle accuse, che siano banali o meno è una tua personalissima e rispettabilissima opinione. Mi va benissimo , non si può piacere a tutti e nemmeno ambisco ad esserlo.
    Non ambisco nemmeno a passare alla storia, faccio il mio ‘lavoro’ su sl, senza nessun tornaconto personale.
    Insomma per fartela breve, cosa ti rode?
    Critica l’articolo punto per punto se ti riesce. Sarebbe molto più interessante non trovi? Io a torto o a ragione motivo, tu spari!…

    • ponteverde3
      10 marzo 2012 alle 17:13

      “Non ambisco nemmeno a passare alla storia, faccio il mio ‘lavoro’ su sl, senza nessun tornaconto personale.
      Insomma per fartela breve, cosa ti rode?”

      Sai FB ofre a tutti di avere un diario, nel mio, non infesto, parlo , scelgo, condivido. chi vuole entra e guarda, chi non vuole non paga pegno.
      Qui, un giornale che rispetto. Ho inviato un articolo su un tema che é stato colocato in un certo settore; ebbene anche li sei entrata fuori tema, per obbiettare su un mio comento a un articolo tuo dove permettono comentarlo. Niente di grave, ma perche io non considero che stai “lavorando” ami scrivere e lo fai, come io amo “giocare all’editore”.Volevo solo dire; non prendiamoci tanto sul serio sulle nostre attività qui, prendiamo invece molto sul serio ogni avatar/Umano/cavallo/ o robot, che desidera condividere con noi i suoi pensieri, se stesso/a.
      Che mi rode? ci penserò te lo prometo perche é un sentimento a me sconosciuto, fino adesso almeno…

  14. stè
    10 marzo 2012 alle 13:50

    Prima della sera dell’8 marzo, avevo già manifestato ad Aquila i miei dubbi e le mie perplessità sulla riuscita di un “dibattito” su questi argomenti, organizzato all’interno di una tavola rotonda su Second Life. Ma Aquila ha insistito nell’invito e mi era sembrato così sicuro del risultato, perché aveva già fatto esperienze precedenti (“con enorme successo”) di questo tipo.

    Gli avevo già detto che forse non sarei riuscito a partecipare ad entrambi gi incontri, ma solo al secondo (quello a “Suspiria”). Alla fine, sono entrato tardi, verso la fine, quando ormai il dibattito si era già “spompato”.

    Non ho visto/sentito tutto, ma quel po’ a cui ho assistito non mi è parso un granchè come risultato. E, per quello che mi hanno raccontato, prima, è stato anche peggio. Non ho fatto nessuno intervento, perché – semplicemente – quello che avevo da dire sul post di Aquila lo avevo già scritto sul blog, come commento all’articolo.

    Non credo che, dopo ore di discussione, sia stata fatta qualche incredibile “scoperta” che non fosse già stata scritta o letta in questo blog e nei commenti (che, peraltro, continuano) al post d Aquila .

    Non mi pare nemmeno che ci sia stato un avvicinamento tra il mondo degli “intellettuali” e quello dei “bassifondisti” (anzi, ho letto qui che alcuni sono addirittura scappati, prendendo le distanze).

    I vari interventi erano più sul “personale”. Sul proprio modo “giusto” o sul modo “sbagliato” degli altri di vivere Second Life o anche su quello che uno fa (come professione) nella propria “real life”. Con attacchi (o difese) alla vita privata di Aquila o dietrologie su quello che Aquila intendeva realmente fare o dire con il suo articolo. Va bene, la provocazione c’è stata, la reazione si è avuta. Due torte in faccia, ora, ce le siamo pure date. E quindi?

    Anche questo post di Serena, più che una difesa della provocazione dell’Aquila, mi pare più una difesa d’ufficio della propria persona, che un vero approfondimento dell’argomento. Serena, scusa se te lo dico, sarai pure “fluida e scorrevole”, ma hai una strana sindrome di accerchiamento. Non è che, nel corso di una serata in cui la local schizza su veloce, a mille all’ora, se uno non ti saluta è perché gli stai antipatica, cerca di capire che il motivo potrebbe essere solo perché magari non ti ha vista nella confusione generale e non ha letto il tuo “ciao/buonasera”, che è stato coperto da qualche fila di gestures. Tu stessa, in premessa a questo post, dici che, anche la sera dell’8 marzo, durante il dibattito, hai “provato a scrivere qualcosa in local, ma nel marasma generale non ha attecchito”. La prima sera, a Suspiria, quando forse è nata l’idea di aprire un dibattito su questo argomento, hai pensato ad un’imboscata architettata ai tuoi danni per metterti in imbarazzo (ma questo credo di avertelo già detto). Ma ti pare ancora verosimile?

    Io credo che non si possa portare la parola “scritta” su/da un blog e trasferirla – di sana pianta – nella parola “parlata” su Second Life. Non si può mischiare (anzi, usando un termine caro ad Aquila “mescolare”) il voice con la chat local. Ne viene fuori davvero un “puttanaio”. Le voci avranno sempre la meglio su chi si limita a scrivere. C’è, in questi due tipi di comunicazione, una prevaricazione di fondo ineludibile anche da parte del miglior moderatore.

    L’idea di Stregavento, quella di leggere il proprio intervento durante il dibattito, forse, era la giusta mediazione che riequilibrava le parti. La parola scritta che viene letta “a voce”, che limita l’intervento all’essenziale del proprio pensiero. Ma, così facendo, purtroppo, si perde lo scambio, perché ognuno direbbe unilateralmente la sua, indipendentemente dalle idee altrui. Tra l’altro, non va dimenticato che, l’intervento di Stregavento era stato condizionato ed inviperito dal fatto che un suo commento al post di Aquila non era stato pubblicato e quindi si pensava nuovamente alla censura su questo blog (e, infatti, quel suo commento è miracolosamente apparso subito dopo quella serata).

    Insomma, secondo me, così non funziona. Non può funzionare. Quando si prova a mettere assieme il diavolo e l’acqua santa, il risultato che ne viene fuori è un ibrido. Così come la nitro messa assieme con la glicerina diventano una bomba. Il dibattito (se c’è ancora qualcosa da aggiungere) poteva e può proseguire, qui, su questo blog. Diversamente, la comunicazione va messa su uno stesso canale (o tutti in voice o tutti scrivono in local). Credo che proprio Stregavento mi aveva proposto di utilizzare – come canale comunicativo – le notice interne alla land: non quelle che vanno a tutti quelli che hanno il gruppo della land, ma quelle che vengono lette solo da chi è presente dentro la land.

    Le mie, ovviamente, sono solo proposte per consentire la “par condicio” nella comunicazione e nello scambio di idee. Ma se vogliamo provare a fare una nuova “pomodorata” come quella dell’8 marzo, ci rivediamo tutti a “Suspiria”. 🙂

    • Serena Domenici
      10 marzo 2012 alle 15:51

      @Stefano
      Sapevo benissimo sarei stata accusata di protagonismo. Mica mi faccio sconti io. Ma ti ha risposto non volendo Duncan per me. Io non sono una giornalista , lo sono tra virgolette. Il mio è un colloquiare, narrare anche in prima persona.
      Se il mio articolo non ti è piaciuto, non è un problema, non mi aspetto di essere condivisa da tutti. Se però mi dici, che non ho affrontato il problema, credo non sia vero. Ma ripeto, è unaa tua opinabilissima e rispettosissima opinione. Tra l’altro sei venuto alla fine , un po’ troppo facile giudicare, non trovi?

  15. 10 marzo 2012 alle 13:41

    A me non importa niente di quelli che fanno sesso con i pupazzetti di pixel, anzi… beati loro che riescono a divertircisi! 🙂
    Ma, come ho detto nel mio intervento dell’altra sera, credo invece che i “bassifondi” di Second Life siano quelli dove si genera la maldicenza, l’invidia, l’odio, il rancore, l’inimicizia, nei confronti di iniziative invece prestigiose.
    Io stessa ne sono stata vittima, magari solo perchè il mio progetto apparteneva a una “parrocchia” non gradita: quella di una amministrazione comunale di destra.
    Poi, una volta silurato il progetto perchè scomodo ai gestori di sinistra, ho cambiato rotta e l’ho sottoposto ad un’altra realtà istituzionale, in cui la politica ha ben poco da dire o da ridire o intromettersi. Il percorso sarà duro, ma l’isola continuerà a splendere dentro e fuori Second Life. E sono sicura che ben presto le cattiverie si duplicheranno. 🙂
    Quello che genera rancore è la qualità: che sia la qualità delle persone o di un progetto. Perchè il mondo qua fuori, gli stessi media o i cosiddetti “newmedia” che ne sono specchio, stanno precipitando sempre più in una mancanza di qualità e valore. Tutto questo ha a che fare si con l’educazione, ma anche con il cervello della gente, con l’identità, con la conoscenza e la volontà di crescere.
    Ed è sempre ciò che non si conosce, e di cui si ha paura, a rendere l’uomo aggressivo e violento.
    Se quelli che si sono scagliati contro i presunti “intellettuali” li avessero conosciuti, probabilmente non ci sarebbe stato dibattito. Proprio perchè quei presunti “intellettuali” tali non sono.
    Insomma, l’articolo di Aquila era veramente immaginifico: ‘sti “intellettuali” io davvero non so dove stiano di casa nel metaverso, o, come ho detto, qualcuno c’è, ma per scoprirlo lo devi frequentare con assiduità e arrivare a comprendere che trattasi di un intellettuale a tutti gli effetti.
    Tanto rumore per nulla anche stavolta! 🙂

  16. 10 marzo 2012 alle 13:02

    Condivido molti dei concetti espressi da Serena in questo articolo. Ma durante quel dibattito, mi sono chiesta molte volte di cosa realmente si stava discutendo e perchè. A parte le accuse più o meno infondate verso Aquila, che ondeggiava tra protagonista e vittima, tutto il resto l’ho trovato così scontato da sembrarmi quasi inutile e, anche potendo intervenire, non avrei saputo cosa esprimere. Io credo che SL sia lo specchio della RL e che l’arroganza, l’ipocrisia, la discriminazione e la maleducazione riescano a convivere in tutte le zone urbane, dai bassifondi ai quartieri alti.
    Purtroppo non mi sentivo integrata di quella assemblea, sarà perchè non amo etichettatare, nè generalizzare in nessun modo o perchè non sono portata a dare giudizi o intervenire sui comportamenti altrui, a meno che non arrivino ad invadere o limitare quella libertà che spesso reclamiamo nella vita reale: di scegliere, di sbagliare, di esprimersi…

  17. volando Amat
    10 marzo 2012 alle 12:35

    Serena, saresti anche meno discussa, se non mettesi tutto centrato sulla tua persona. A volte dubitare che stai dicendo delle banalità, ben scritte, piacevolmente esposte ma, senza credere che stiamo scoprendo l’America, giova a tutti, lettori e amici che ti vogliono bene.Smetti di riuscire a parlare di te mentre commenti l’articolo di un’altro per favore.
    Vorrei dire, che il vero “livello” che distingua gli essere umani ,sta nella capacità di ricevere per intero nella sua intenzione, quello che ci propongono e comunicano gli altri.E questo arriva non perche si sono letti molti libri o si fa lo yoga, arriva forse da un nostro DNA , e la pena é, quando tocchiamo un nostro limiti per capire chi ci comunica qualcosa, e ancora piu pena, vedere la leggerezza di molti, quando tocano il proprio limite e invece credono che quello era,che hanno capito bene, e si permettono di gridare contro. Cosi, per esempio la parola “gioco”, ha il significato che ognuno di noi le da.
    Io vedo come l’articolo di Aquila, sale e scende e viene strattonato a secondo chi lo legge e lo interpreta. Non sto dando nessun giudizio ma penso che se lo leggete tre volte o di piu poi alla fine qualcuno esca da “quello che lui ha capito” e riesca a vedere quello che “Aquila ha voluto dire” e poi si discuta su questo.

    Mi scuso se ho fatto troppi errori di scrittura,e sarei grata a chi fa da moderatore se può correggermi:*

  1. 12 marzo 2012 alle 20:32

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