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Liber Liber @ Dusty Books

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by AquilaDellaNotte Kondor

Lo scorso martedì, presso la sim di Alaska (http://maps.secondlife.com/secondlife/Sakharov/ 21/222/72), c’è stato un interessantissimo incontro con Marco Calvo, presidente dell’ associazione culturale Liber Liber (http://www.liberliber.it/).

Per quei pochissimi (spero) che non lo sapessero, ricordo che Liber Liber è una ONLUS che si è data come scopo fondante il libero accesso alla cultura, attraverso la diffusione gratuita di un enorme patrimonio culturale, costituito da libri innanzitutto, ma anche musica e materiale audiovisivo. La maggior parte del materiale pubblicato riguarda opere per cui il diritto di copywrite è scaduto (a 70 anni quindi dalla morte dell’autore) ma sono parte del progetto di diffusione anche opere per cui è stata dagli editori concessa l’autorizzazione. Liber Liber nasce ufficialmente nel novembre del 1994 e, ad oggi, ha già pubblicato più di 2.300 e-book, 4.800 brani musicali, e numerosi audiolibri. Il progetto è in continua crescita ed evoluzione, basando la propria attività essenzialmente sul volontariato e sulle donazioni. Il suo presidente, Marco Calvo (http://www.marcocalvo.it/), nato a Napoli il 6 febbraio del 1967, è da sempre attivo sulla rete, a partire dalla sua collaborazione con McLink uno dei primi internet provider italiani, ed è oggi amministratore della società E-text (http://www.e-text.it), specializzata in multimedia e siti web. Nel settembre 2000 è stato nominato dal Ministro per la Funzione Pubblica membro del Comitato tecnico per l’accessibilità dei siti Web pubblici. Ha pubblicato per la casa editrice Laterza (Internet 2004, Frontiere di rete, ecc.), distribuiti anche on-line gratuitamente ed è consulente e docente nel campo delle telecomunicazioni.

La serata organizzata in Second Life ha consentito una discussione aperta sulle finalità del progetto, sulle modalità di utilizzo della rete per l’accesso ad opere e pubblicazioni rese disponibili attraverso di essa, e sul futuro, secondo i partecipanti, dell’editoria digitale. Marco ha dato la sua visione su questo promettente filone di sviluppo di internet è si è confrontate con le diverse domande che gli venivano poste. Un tema fondamentale riguardante le modalità di utilizzo dell’editoria elettronica, è quello del “valore aggiunto” che questo tipo di fruizione consente di fornire. Non più la semplice lettura del testo, su cui ovviamente il libro cartaceo continuerà a dire la sua per molto tempo ancora, ma partecipazione interattiva ai contenuti. Accesso a fonti multimediali integrative, connessione con la bibliografia o le fonti, accesso a servizi di correzione per le esercitazioni e i test, e quanto altro è oggi possibile ipotizzare con questo potente strumento culturale. La diffusione di questi servizi non sarà nemmeno impedita dalle fasce di età o di popolazione, poiché l’accesso alla rete ormai non ha confini od ostacoli, se non quello del digital divide che andrà rapidamente ad indirizzarsi. Notevoli le evoluzioni tecniche in corso, per rendere la lettura e l’interazione, sempre più user friendly, avvicinando la resa dei tablet e degli smartphone alla qualità di lettura ancora data dalla carta. I produttori sono all’opera e sia Amazon col suo Kindle, che la Apple con l’iPad e gli altri tablet che inseguono, immetteranno presto sul mercato ulteriori evoluzioni degli attuali strumenti.

Un futuro molto promettente quindi, a costi bassi e con grandi prospettive anche nel settore dell’education e nella scuola che, purtroppo da ultima, segue questo sviluppo. Superfluo discutere su quali traguardi potremmo raggiungere in questo settore, con investimenti davvero minimi e con la preparazione progressiva del personale docente: uno dei fronti su cui saremo impegnati nella ricostruzione della competitività e del ruolo dell’Italia.

Un ringraziamento quindi a marco Calvo, che ci ha consentito questa riflessione e un arrivederci a presto, magari sempre in Second Life, nell’ambito di una discussione magari più ampia su queste tematiche.

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  1. Ev@
    22 dicembre 2011 alle 15:14

    Leggo qui sopra di argomenti certamente interessanti cui vorrei dare il mio contributo.

    Consiste nell’esprimere che noto una specie di stridore nell’accostamento degli argomenti “reali” e ambienti virtuali se in questo essi sono portati. A una simile “riunione” come quella che leggo qui sopra (certamente attinente), per esempio, potrebbero presentarsi avatars in abbigliamenti inconsueti e che, nei gruppi, potrebbero avere -sempre per esempio- “Castle of Damnation”, “Magic luxuriosus sex”, “Transex Warriors” e tutti quelli che la fantasia vi suggerisce (questi nomi me li sono inventati sui due piedi e se esistono veramente è solo un caso – se fortuito o “sfortuito”, fate voi). Ritengo che in tal caso un po’ entrambi gli interlocutori possano trovarsi a disagio: i primi perchè si trovano a discutere con una creatura bizzarra, i secondi perchè potrebbero dire: “io entro a giocare, che cavolo ci faccio qui a fare discussioni serie”.

    So che da questo tipo di differenze nascono delle vere e proprie polemiche ma non è quella la mia intenzione. Piuttosto, propongo l’ipotesi di un “inconsistenza dimensionale” tra questo tipo di interventi e il resto del metaverso che se anche è una continuazione tecnologica del web “http:www”, umanisticamente è qualcosa di ben diverso, oltretutto espressamente orientato verso visioni fantastiche di ogni genere e tipo che liquidare con un semplice “dove si cerca di essere quello che in RL non si è” mi sembra ingeneroso. Questo perché ritengo che nel web non si è (nel senso esistenziale del termine) mai nulla se non una “narrazione”.

    Infatti, so per certo che c’è chi ritiene interessantisssime le indicazioni sociali tratte da luoghi dove magari alcuni si contendono a sciabolate (virtuali) i favori della “bella del paese”, questo più di manifestazioni di consenso date dove sono portati direttamente “sul campo” brands o idee presi papali papali dalla realtà (che voglio risparmiare di definire “cosiddetta”).

    In poche parole, anziché parlare di trasposizione ritengo che nel metaverso le cose debbano essere metaforizzate. Insomma, tra metaverso e vita relae c’è certamente una comunicazione bidirezionale, ma che questa sia diretta lo ritengo impossibile. Per tutti gli argomenti, dall’amore alle idee.

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