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E se ripartissimo da qui?

Si è conclusa ieri, 25 novembre, la cinque giorni dedicata alla manifestazione “2Lei in Second Life”, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Innumerevoli gli eventi che si sono alternati in questi cinque giorni (http://secondlife2lei.blogspot.com/2011/11/2lei-2011-calendario-eventi-dal-21-al.html), e, per ognuno di essi, uno sforzo organizzativo e un lavoro complesso di preparazione è stato messo in atto. Ne sono stato testimone diretto, poiché nella serata finale ho effettuato lo stream sul mio canale livestream (http://www.livestream.com/aquiladellanotte), sebbene come “riserva” di Magicflute Oh che trasmetteva sul canale di PyramidCafeTV (http://www.livestream.com/pyramidcafetv). Ebbene, per ognuna di queste serate tutto un team di addetti ai lavori è stato in grado di lavorare insieme, divertendosi e investendo il proprio tempo, senza protagonismi e senza le solite polemiche o rivalità: artisti, cantanti, owners di land, tecnici, grafici, PR ed organizzatori vari, tutti insieme in uno sforzo comune.

E’ stata una gran bella esperienza, e non solo per il risultato ottenuto nello svolgimento delle serate, ma soprattutto per quello che questa esperienza ha insegnato a tutti coloro che hanno partecipato all’organizzazione. Si è dimostrato che le mille individualità, messe insieme, possono davvero produrre un risultato di ottimo livello professionale. Intendiamoci, ci sono fior di professionisti che frequentano Second Life, ma ognuno di essi è sempre stato portatore, a parte poche esperienze comunitarie (prima tra queste Vulcano), del proprio verbo e della propria individualità. Molte iniziative sono fallite in passato, nel tentativo di creare gruppi o strutture di coordinamento, ma, già da qualche mese, le esperienze di teamwork stanno crescendo nella Second Life Italiana.

Ed è questa la novità. Forse la lontananza dai riflettori e la voglia di tornare a crescere hanno compattato questa comunità, forse la conoscenza reciproca, consolidata in diverse occasioni negli ultimi tempi, e forse anche la maturità, raggiunta da questi gruppi, ha prodotto un risultato veramente incoraggiante per il futuro.

Contemporaneamente, esperienze esterne a Second Life, basate sulle sim che crescono su Craft o su OSGrid, si stanno consolidando, creando alcuni capisaldi nel nuovo mondo, che lentamente ma inesorabilmente, accoglieranno flottiglie di viaggiatori e di emigranti.

E’ il momento per tornare su un concetto che, personalmente, ho sempre ribadito: Second Life è stato un prototipo, una esperienza iniziale che ha consentito la sperimentazione di quelle attività e di quelle progettualità realizzatesi in questo Mondo Virtuale.

Lasciamo quindi perdere il rimpianto per le incapacità manageriali o di marketing della povera Linden Lab, messa in passato di fronte a responsabilità e ad aspettative che andavano molto al di là delle potenzialità effettive di questa piccola azienda di 150 persone.  Lasciamo anche perdere il rimpianto per la luce dei riflettori, alimentato in passato dall’interesse dei grandi media. Oggi l’informazione corre sulla rete. I media classici sono ormai un complemento in rapida evoluzione, rispetto al mare magnum dell’informazione sul web, e di questo tipo di informazione in rete, molti di noi hanno grande competenza ed esperienza .

E’ un bel futuro quello che si prepara, ci sono ormai tutti gli elementi per un salto evolutivo nella nostra capacità di sfruttare i Mondi Virtuali. Non perderemo questa opportunità …

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  1. Salahzar Stenvaag
    27 novembre 2011 alle 12:10

    Hai descritto molto bene quello che ipotizzavo con il termine di comunità leggere: entità quasi impalpabili fatte di personaggi che non sono necessariamente professionisti e che si amalgamano e cooperano su singoli obiettivi con risultati qualitativamente impressionanti .. 🙂

    Complimenti per lo sforzo e il risultato….

    Sulle community leggere:
    https://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/05/15/modelli-alternativi-e-leggeri-di-costruzione-di-comunita-virtuali/

    e alcuni tratti che a maggio avevo evidenziato come tipici di queste community:

    * Non ha una definizione formale definita (non ha statuto, regolamento, personalità giuridica)

    * Chi vuole può aggregarsi o separarsi senza formalità (tipicamente schiacciando un bottone di “Join” su una pagina web) o addirittura partecipare in maniera inconsapevole cliccando un “mi piace” dall’aria innocua

    * Non sono richieste specifiche competenze e chi si iscrive può entrare in contatto con persone super esperte e comunque commentare e lasciare la propria opinione (cfr anche adhocrazia: http://www.qualitiamo.com/miglioramento/adhocrazia/adhocrazia.html)

    * Non hanno un riferimento definito nella vita reale e i partecipanti si esprimono spesso usando dei nick in luogo della propria identità reale

    * Non è prevista una esplicita censura o validazione sui contributi (che possono quindi anche essere errati o inquinati dolosamente)

    * Non esistono degli “inner circle” di iniziati che hanno potere superiore ai neofiti

    * Non hanno fini di lucro, anche se spesso queste community producono risultati (nell’ottica presentata prima) di valore economico misurabile.

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