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La Second Life Italiana

L’avvenimento che più ha movimentato la Second Life Italiana, negli ultimi giorni, è stata la nascita di un gruppo denominato “Tribù Italia”. Il gruppo è stato fondato da Tani Thor, all’indomani della ormai celebre assemblea degli avatar italiani, tenutasi il 5 maggio, come reazione ad un articolo pubblicato sul sito di Vogue.it. L’articolo descriveva Second Life come un ambiente ormai avviato al lento ma inesorabile declino, con land vuote, diminuzione dei residenti, assenza di innovazione e di nuovi sviluppi. L’assemblea, prontamente convocata da una delle resident più attive della Second Life italiana, Mexi Lane, ha avuto una risposta immediata e di massa. La discussione che ne è seguita, indignata ed accesissima, ha ripetutamente toccato i temi di “com’era bella Second Life” e quelli di “facciamo vedere che ci siamo ancora”. Ma, soprattutto, è venuta fuori una voglia di comunicare all’esterno quanto di buono e di innovativo viene ancora oggi prodotto in Second Life, a dispetto della diminuzione degli iscritti (ma la diminuzione si è fermata, i dati attuali sono di leggera ripresa) e della mancanza di una visione del futuro da parte della Linden Lab.

La creazione di questo nuovo gruppo quindi, sia in Second Life, che in Facebook, e con un proprio blog “work in progress”, ha dato subito voce alla voglia di mostrarsi, e di “sfogarsi”, rispetto all’affronto subito dalla giornalista, ed ha raccolto in brevissimo tempo, circa 300 iscritti in Facebook.

La discussione si è sviluppata subito accesissima e piena di ottimi propositi, alimentata da un gruppetto, abbastanza ristretto, di entusiasti Resident di Second Life. Le idee sono piovute a decine, la voglia di fare e di dimostrare la vitalità di Second Life si è sentita fortissima. Tra le idee più seguite, quella di creare un enorme archivio (un Data-Base direbbero i “professionisti”) con tutto quanto è stato scritto, filmato e prodotto in Second Life negli ultimi anni. Una idea molto interessante, anche se un tantino dal sapore di Deja Vu, di come era bella la nostra terra….

L’idea originaria della creatrice del gruppo, che per la verità ha messo il gruppo a disposizione di tutti assegnando il ruolo di amministratori a chiunque volesse (a dimostrazione della sua totale apertura), era tuttavia un’altra: aprire una finestra su tutti gli eventi, le iniziative e i progetti che si vanno sviluppando in Second Life, mentre il progetto di archiviazione, per quanto intelligente e portato avanti con grande entusiasmo, si poneva un po’ come un’iniziativa a parte, e per diversi giorni, ha monopolizzato gli sforzi e i commenti di tutto il gruppo. Niente di male ovviamente. Un gruppo che nasce con tale rapidità ed entusiasmo deve poi trovare senz’altro il modo di definire meglio obiettivi e modalità di lavoro.

Quello che invece ha destato sorpresa in molti osservatori, tanto da costringere molti a lasciare il gruppo, è stata una improvvisa e violentissima fiammata di polemiche, litigi e ripicche personali. Il “la” a questa “guerra dei post” è stato dato da una riunione tra una decina di iscritti, che ha posto problemi di trasformazione del gruppo, nome del blog, della piattaforma, ecc. e che ha sollevato l’indignazione e il risentimento di molti dei non partecipanti alla riunione. Le rimostranze sono state accesissime, sicuramente sopra le righe (compresi un paio di interventi infelici, aimè, del sottoscritto), ma i litigi che si sono sviluppati, a partire da questi episodi, hanno dato il via all’emergere della peggiore vena polemica della Second Life italiana. Al momento, l’intervento deciso della creatrice del gruppo, che ha chiesto una nuova assemblea per una discussione più serena e costruttiva, sembra possa essere una svolta in questa squallida esperienza degli ultimi giorni. Lo speriamo vivamente.

C’è tuttavia una grande riflessione da fare, e urge porsi domande serie a questo proposito, sulle effettive capacità di una comunità virtuale che non riesce ad avere momenti organizzativi comuni, al di là di lodevoli esempi, ma legati ad iniziative specifiche e limitate. La storia della Second Life Italiana è purtroppo una storia di protagonismi e divisioni, di polemiche e rivalità. Non si discutono le tante, tantissime esperienze di grande impegno e professionalità che sono state portate avanti in questi anni, ma il teamwork, la voglia di integrare esperienze ed energie per obiettivi comuni, è qualcosa che proprio non riesce ad attecchire in noi Italiani della rete.

Finchè il miraggio del business in Second Life e su Second Life poteva essere se non una giustificazione, per lo meno una motivazione, di tanta rivalità, si poteva anche comprendere, ma oggi? Come possiamo comprendere oggi una tale esplosione di individualismo e aggressività?

Ognuno potrebbe dire la sua, e, ne sono certo, non troveremmo due Residenti con la stessa visione dei fatti. Anzi, una discussione su tale argomento scatenerebbe una nuova rissa Nonostante questo, dobbiamo provarci, e credo di essere arrivato ad alcune conclusioni che, ovviamente a mio parere, possano aiutare ad interpretare questo stallo. Naturalmente sarò il solo a pensarla così, ma provo a comunicarvele ugualmente.

Gli animatori di queste discussioni sono quanti sono entrati e sono cresciuti in Second Life nel momento del boom. Sono quelli che si sono visti esplodere sotto mano una realtà che ha dato enormi soddisfazioni e visibilità, sia all’interno, sia all’esterno di Second Life. Sono quelli che hanno visto i loro nomi sui blog, che sono stati intervistati, che hanno “costruito” l’attuale Second Life Italiana. Onore al merito. Ma la Second Life di oggi è lontana mille anni luce da quella che li ha visti protagonisti. L’uscita delle aziende, la conclusione a cui sono arrivate, che Second Life non può servire ad alimentare il Business Reale, ha cambiato completamente lo scenario. I mondi virtuali si stanno riposizionando come mondi di svago, di education e di simulazione di vario genere, persino di esperienze di vita (virtuale). Ebbene questo cambio di paradigma fa fatica ad essere compreso ancora oggi, a distanza di un paio d’anni dall’esplosione della bolla. Molte persone che hanno accumulato esperienze e capacità professionali, fanno fatica ad “elaborare il lutto”, non riescono a riposizionarsi, vivono sul passato. L’idea del progetto di raccolta documentale, per quanto meritoria, è un esempio lampante di gente che cammina con la testa voltata all’indietro.

Non mi si accusi di denigrare l’impegno e la dedizione di tizio o di caio, non è mia intenzione. Ma quello che penso è che bisogna mettere un punto e pensare al futuro. Un futuro senz’altro più difficile da percorrere, che non ha certezze, non ha gloria facile, non ha giornalisti che ti vengono ad intervistare, ma è senz’altro il deserto da attraversare per riprendere a crescere, per passare alla fase della maturità nello sviluppo dei Mondi Virtuali. Molti in USA stanno lavorando in questo senso. Molte Aziende stanno utilizzando proprie piattaforme protette dai firewall aziendali. Nuovi mondi si stanno sviluppando. Siamo in grado, noi Italiani di giocare un ruolo? I numeri della nostra presenza in Second Life, e le nostre esperienze e capacità, ci impongono un cambio di passo. Saremo capaci di provarci? O resteremo prigionieri delle nostre misere beghe, senza alcuna prospettiva futura? E’ forse questo un momento importante per cambiare approccio. Non sprechiamolo.

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  1. Oberon Gloster
    29 febbraio 2012 alle 00:05

    Da utente sl non certo storico, ma abbastanza vecchietto (quest’anno ho festeggiato i 4 anni) direi che la crisi SL da parte italiana pensavo iniziasse molto prima. La litigiosità di molti membri italiani non credo sia paragonabile in altre comunità. Inoltre una forte vena di protagonismo (bastava essere nominati officer per sentirsi un padreterno e non un semplice buttafuori…) ha sempre contraddistinto molti ruoli e personaggi. Inoltre credo che pochi italiani abbiano veramente capito che SL poteva e può funzionare sfruttandone al massimo le potenzialità e quindi pagando/acquistando servizi e non solo vivendo gratis passando da un camp all’altro e da una festa disco all’altra. Personalmente, dopo un periodo di rodaggio iniziale, ho sempre preferito frequentare comunità straniere e poi crearmi le mie attività (costruzione/gestione di villaggi in mainland, compravendita di terreni sempre mainland). Il futuro? Probabilmente la parola gratis dovrà servire per l’accesso, ma poi non per l’uso intenso e proficuo del mondo virtuale.

    Oberon Gloster

  1. 19 settembre 2011 alle 17:56

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