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Per il giorno della memoria

La voce di Viola Tatham declama il primo articolo della Legge 211/2000, che istituì il Giorno della memoria il 27 gennaio, in coincidenza della data in cui, nel 1945, le truppe russe arrivarono ad Auschwitz e liberarono gli ultimi prigionieri ancora presenti nel campo, i più deboli e malati, quelli che non erano stati costretti a seguire i tedeschi nella marcia della morte in fuga dal nemico. Ogni anno si celebra questa ricorrenza per non dimenticare gli orrori dello sterminio degli ebrei ma anche per ricordare tutti coloro che si impegnarono, spesso a rischio della propria vita, per salvare le vittime destinate a questa terribile sorte.
Non è facile parlare di un simile argomento senza rischiare di cadere nella banalità o nella retorica; ci ha provato Helenita Arriaga, all’Isola Imparafacile, guidando il pubblico presente attraverso un percorso, aperto dalle parole lette da Viola, che si è dipanato a partire dalle differenze tra i termini olocausto, genocidio e shoah e parlando, si, dello sterminio del popolo ebraico ma richiamando l’attenzione anche su altri casi di genocidio, come quelli accaduti in Armenia, Cambogia e Ruanda.
Durante la serata si è parlato anche della parte meno visibile dell’olocausto nazista, come la soppressione sistematica attraverso alibi come la malattia mentale, ed é stata ascoltata la testimonianza di un superstite ai campi di sterminio, Piero Terracina.


A completamento del messaggio che l’evento si proponeva di trasmettere, sono stati ricordati alcuni dei romanzi più famosi -Se questo è un uomo, di Primo Levi, dal quale è stato letto un brano, Il bambino con il pigiama a righe, Il diario di Anna Frank, Il giardino dei Finzi Contini- nati dall’esperienza delle persone che hanno vissuto quel periodo e subito la prigionia, la deportazione e le crudeltà inflitte ai soggetti che la scelleratezza del programma di annientamento degli indesiderabili -“nemici del popolo ariano”- individuava come entità da sopprimere. Sono anche stati mostrati brani di film che hanno trattato questi temi in chiave diversa tra loro -da Schindler’s list a Il grande dittatore, passando per Train de vie, Il pianista, La vita è bella, Arrivederci ragazzi- ma tutti tesi a evitare che, estinta quella generazione che ha vissuto in prima persona un’epoca tanto tragica, si perda il ricordo di quanto successo e che si rischi in futuro il ripetersi di simili aberrazioni. In chiusura le note e le parole di Auschwitz, di Francesco Guccini.
La serata ha avuto un taglio volutamente descrittivo, essendo l’argomento assai spinoso e particolarmente soggetto a dare adito a discussioni che avrebbero potuto sviare l’attenzione del pubblico presente dall’intento degli organizzatori unicamente volto a coltivare il ricordo della tragedia ebraica.
Il tentativo dell’isola Imparafacile di promuovere questo messaggio è pienamente riuscito.
Per non dimenticare.

Maryhola McMillan

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