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Noi che viviamo la Poesia

by Viola Tatham

Da questo numero il nostro giornale si arricchirà di una nuova pagina, dedicata alla poesia in Second Life. Autori, poesie, iniziative interessanti, tutto ciò che rappresenta l’arte poetica in Second Life e, forse, anche qualche piccola divagazione dal tema.

Si inizia, come sempre, pieni di aspettative e di entusiasmo, con tante idee da realizzare, ma anche con i consueti timori di non raggiungere l’obiettivo principale, quello di creare interesse nei lettori e, magari, far amare la poesia a qualcuno che non l’hai mai considerata.

Negli ultimi tempi ho notato, con grande piacere, un discreto aumento di eventi dedicati alla poesia, anche nelle lands italiane, prima poco interessate a questa materia e alla cultura in genere. Quando, con il mio gruppo, pensammo di proporre un modo diverso di usare il voice, appena inserito in SL, organizzando serate di lettura poesie,  fu una land libanese ad accoglierci e la partecipazione alle serate in  italiano era molto inferiore rispetto a quella in altre lingue. Ora, dopo quasi tre anni, sono felice di non aver ceduto allo sconforto, che mi spingeva ad abbandonare quell’idea non abbastanza condivisa.

Dal prossimo mese, inizieremo con il conoscere meglio qualcuno dei poeti che si aggirano per Second Life, forse alla ricerca di un’ispirazione per nuovi versi. Spesso sono timidi e schivi, anche in questa seconda vita. Si  sentono fuori posto, in mezzo alla confusione delle disco, e appaiono davvero assorti quando li vedi camminare in land semideserte, o seduti in riva al mare, come se un’immaginaria brezza marina potesse cullarli in un sogno.

Sognatori che riempiono pagine bianche con i propri pensieri, i sentimenti e gli stati d’animo, facendosi trasportare dalla fantasia, e quale posto migliore per sognare, di una Seconda Vita, dove tutto è possibile? Volare, camminare sotto il mare, o godere di un tramonto, mentre fuori dalla finestra di casa infuria un temporale?

“Noi, che il caffè della mattina

ce lo porta la malinconia

per togliere il torpore

delle notti insonni.

Noi, tra gli anni migliori

vissuti solo di illusioni

tra crocevia di contraddizioni

restiamo appesi ai ganci della vita

o funamboli tra fili di cotone

ma voliamo ad un palmo dalla luna

e sogniamo solo con il sole.

Noi, che abbiamo lacrime per tutti

ed un’offesa ci ferisce a morte

non abbiamo mai creduto nella sorte

perchè comprende anche la fortuna.

Noi, che viviamo la poesia

come una febbre, come una malattia,

in esilio volontario tra la gente…

Noi, se ci incontriamo non servono parole

c’è una scintilla che accende la simbiosi

e va oltre l’affetto e l’amicizia

in uno scambio di battiti del cuore

ed una volta accesa, più non muore.”

(Noi che viviamo la poesia, Viola Tatham)


La poesia è il mio principale interesse, che ho trasferito in SL, facendo venire a galla la parte migliore di me, quella che ancora sogna, si perde dietro un bel panorama, anche se di pixels, e si emoziona leggendo  parole, parole vere, intime, musicali…che si chiamano poesie.

Ma cos’è davvero la poesia? E’ una finzione, come recitava Pessoa o la “limpida meraviglia di un delirante fermento”, nella definizione di Ungaretti? Forse è solo un modo di comunicare, spesso più a sè stessi che al prossimo, di scoprire altri sè stessi, usando le sensazioni come veicolo e l’anima come punti di partenza e di arrivo. E’ davvero difficile dare una definizione certa. Se per poesia intendiamo qualsiasi manifestazione che provochi emozioni, anche un quadro, una musica, un cielo stellato sarebbero poesia, la bellezza in genere sarebbe poesia…

[…]La poesia

ma cos’è mai la poesia?

Più d’una risposta incerta

è stata già data in proposito.

Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo

come alla salvezza di un corrimano.

(“Ad alcuni piace la poesia” – W.Szymborska)

Io, come la poetessa polacca Wislawa Szymborska, non so bene cosa sia, e non mi interessa saperlo, preferisco goderne il respiro e il ritmo, quando diventano tutt’uno con i battiti del cuore. E se volete farvi trascinare come me dalle emozioni, se, per qualche minuto,  volete accantonare i problemi quotidiani e volare con la fantasia,  ci ritroveremo tra un mese qui, in quest’angolo di poesia .

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  1. Amedeo Copperfield
    29 maggio 2010 alle 23:23

    I versi non si scrivono, capitano da soli… come l’alba e il tramonto, e l’anima è solo una complice cieca.

    Non è mai stato scritto niente: è capitato così!

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