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Virtual Fashion e “Real life”

Una giovane Stilista londinese dal nome Ann – Sophie Back presenta la sua collezione primavera 2010 prendendo spunto dai residenti di Second Life.

Quanti “alias” viaggiano dunque in questo nostro metaverso “prendendo spunti” celandosi dietro un anonimo avatar per poi, come vedremo, presentare le proprie collezioni?
Di seguito, un praticissimo esempio di ciò che ho appena scritto: http://www.annsofieback.com/blog/

Questo dimostra ancora una volta come sia possibile utilizzare piattaforme come Second Life e/o OpenSim come strumenti innovativi di studio, sperimentazione e/o ricerca per tutti coloro che in qualche modo desiderano avvicinarsi al Fashion World e magari, perchè no?!, trarne dei benefici economici di tutto rispetto.

Del resto siamo in un’era tecnologica che si sta evolvendo verso la virtualità intesa NON SOLO come sostituta del “se” ma come rappresentazione tridimensionale propositiva e dimostrativa in un ambito lavorativo nei diversi settori incluso quello della moda.

Già da tempo la Intel nei propri laboratori di ricerca,  sta mettendo a punto dei sofisticati chip  in diversi settori (casa, trasporti, grafica ecc..). Per quanto riguarda la grafica saremo in grado, acquisendo delle immagini da più angolazioni attraverso l’utilizzo di una fotocamera digitale, di elaborare queste ultime senza per questo essere dei professionisti del 3D e una volta immagazzinati una serie di scatti, potremo richiamarli attraverso un software in grado di riprodurre alquanto fedelmente l’immagine digitale quale copia di quella reale. Uno scherzo da ragazzi, se si osserva bene il video ma che immagino non prescinderà da nozioni basilari di grafica 2e3D e dall’ambientazione software di riferimento.

Per continuare il nostro viaggio alla scoperta del fashion, la Shengri-LA – Fashion Research Institute ha lanciato il “Virtual Runway“, dove mostra come sia possibile da parte di progettisti della moda,  presentare in un ambiente virtuale 3D  il lancio di pre-commercializzazione per la vendita al dettaglio e all’ingrosso delle nuove creazioni.
Questo consente una notevole riduzione dei costi riferiti al “TIME TO MARKET

Shenlei Winkler aka-shenlei-flasheart-in-sl (CEO della nota Fashion Research Institute), in una parte dell’articolo che vi invito a leggere qui dice :

Virtual Runway™ runs on top of the OpenSim platform, and training for designers to learn to use the interface and the Runway software are available through short seminars and accredited college courses“. La passerella virtuale nasce sulla piattaforma OpenSim come elemento di formazione per aspiranti Designer che vengono formati sull’utilizzo dell’interfaccia virtuale e del runway software attraverso seminari e brevi corsi universitari accreditati.

Qui potrete trovare le informazioni per accedere alle varie tipologie di corso semmai vi venisse voglia di dedicarvi al mondo della moda e comunque, mettete eventualmente in cantiere che sarà necessario un minimo investimento nel possedere una connessione ad internet a banda larga ed un computer/hardware in grado visualizzare renderizzazioni in tempo reale, con ottima scheda grafica possibilmente di ultima generazione e almeno 4GB di RAM.
PB

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