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The (Second) Style Hunting

“Oh my God, look at her…she is soooo 2005!”
*commento colto per caso,  su un avatar, di una magrezza abnorme e gambe chilometriche, scarsamente coperte da minigonna flexi, febbraio 2010.

Cogliere i segnali di stile, in un melting pot così vivace come Second Life, potrebbe suonare alle orecchie di molti come la ricerca del proverbiale ago nel pagliaio. E’ un mondo virtuale, dentro il quale noi possiamo sentirci liberi di saccheggiare l’immaginario collettivo delle nostre culture, per trasformare e per trasformarci. Non c’è etichetta, nessuno ci vieta di indossare l’abito rosso Valentino-inspired , in qualsiasi momento del giorno – già, perchè forse, da qualche parte, è già notte. E’ così: non ci sono limiti, di spazio o di tempo, e così, mai come in questo universo, comprendere la storia della moda e riuscire persino a giocarci , risulta naturale come infilarsi un cappotto di cachemire. Vita dura per le trendsetters di Second Life, insomma…aver ragione di migliaia di segni, di tendenze, saperli mixare, cercando di scansarne l’ovvietà, scardinando l’anonimato in cui spesso certi avatar precipitano, risucchiati dal vortice del massificato, del normale, o semplicemente, del brutto a vedersi. Sienna Miller, al confronto, è una dilettante.

A cominciare dal beauty , l’evoluzione è continua. Provate ad indossare una skin targata 2006: noterete quanti dettagli in meno la caratterizzino. Salterà all’occhio la texture approssimativa della skin, il trucco pesante di occhi e labbra , un’imbarazzante opacità e piattezza di fondo. Oggi la parola d’ordine degli skin designers pare essere healthy glow, ovvero quell’allure radiosa, definita da una grana naturale e vagamente traslucida, esaltata da make up ricercati e armoniosi: ecco la ricetta per sottolineare la tridimensionalità del nostro avatar, senza piallarlo come un cartone animato di pessima fattura.

Le linee guida dello stile su Second Life, insomma, ci sono. Bisogna scovarle, ma ci sono. Si leggono tra le righe del quotidiano, o meglio, parlano attraverso una naturale evoluzione del gusto, che pare attizzata dalle nuove frontiere del building. Quando approdai sulla griglia, nel ‘lontano’ 2007, guai a non avere capelli flexi, gonne flexi, fiocchi flexi. O orrendi tacchi e pendagli con blings (mai sopportati, rischiavo la cecità ad ogni riflesso…). Oggi, il must è costruire volumi con forme sculpted, rigide, d’accordo, ma così voluttuose e ardite da non farci rimpiangere per nulla lo svolazzare di ciocche o sottane al vento. E il diktat per la gioielleria non è più facile richiamo per gazze ladre, ma segue la ricerca del dettaglio, scolpito in maniera unica ed esclusiva come un vero prezioso.

Sì, l’introduzione degli sculpts ha arricchito notevolmente la semantica della moda su Second Life: l’ha resa più indipendente, capace di guardare oltre, sfidando le geometrie ed osando, osando come certi creatori in RL non oseranno mai. Ed è in questa direzione che ci guidano le tendenze della creatività, verso la sfida, l’improbabile, l’entusiasticamente nuovo. E’ proprio qui che sta il segreto del successo di una seconda vita. Renderla davvero speciale, unica ed originale, evitando come la peste tutto ciò che si propone come replica banale della vita vera…. E…sì. Credo che lo stile, alla fine, nasca proprio così.

(English version)
The style hunting

“Oh my God, look at her…she is soooo 2005!”
*casually caught remark on an avatar, abnormally skinny and long-legged, barely covered by a flexi miniskirt, february 2010.

Get the style signs, in a so vibrant melting pot as Second Life, could sound as to look for the wellknown needle in a haystck…. It is a virtual world, within which, we could feel free to raid from our cultures’ common imagery , to transform anything, even ourselves. There is no code, nobody would ever forbid us to wear a valentino inspired gala dress whenever we’d love to, any time of the day – yes, in the end, somewhere there’s a timezone where the time is right for a party! This is it: no limits, in time and space, thus, in this metaverse, getting to know fashion history – and being able even to play with it – is as easy as wearing a cachemire coat.

Oh what a hard life for Second Life trendsetters, to get rid of thousands of signs and styles, to mix them , struggling to avoid the obvious, the anonymity in which, very often, many avatars tend to drawn, sucked in by the massified, the normal, or more simply, by the unpleasant to be seen. Yes, Sienna Miller, in comparison, is a noob.

Talking about beauty, for example,everything evolves constantly. Try wearing a 2006 skin: you will notice how less details it has got. Rough textures, weary and unnatural make-ups for eyes and lips, an embarassingly basic grey-ish tone. Nowadays, the password for skindesigners seem to be ‘healthy glow!”, that’s to say that glowing allure, fine-grained , vaguely sheer and exalted by sophisticated yet natural make up: this is the recipe to underline our avatar’s 3dness, without planing it as a low-profile cartoon.

So, no wonder, style guidelines , in SL, are very well marked. You need to find them, but there are a plenty. You may find them through the everyday life, they are talking through a natural evolution of taste , that looks more and more enhanced by new fronteers of building. When I first popped in second life – once upon a long ago in 2007 – woe who did not wear flexi hair, flexi skirt, flexi anything. Not to mention those horrible blings everywhere, heels, charms, pendants, eyes (couldnt stand them, i was nearly to get blind with all that freaking sparkling around). Today the must is to build volumes inside 3d modeling softwares. No doubt they are rigid , but so voluptuous, too…and audacious, that you’d scarcely be sorry for the lack of fluttering tendrils or skirts. And the diktat for jewerly, too, is no longer beckoning magpies, but following the research for details, sculpted in an exquisite manner, as a real jewel.

Yes, the introduction of sculpt and 3d modeling into the grid has highly enriched fashion semantics in Second Life, making it more independent, able to look beyond, challenging geometries and daring, daring as no designer in RL would ever dare. It is along this path that trends are leading us toward pure creativity, toward challenges, toward the unlikey and the enthusiastically new

This is where you can find the secret of a successful second life: making it truly special, unique and original, avoiding like a plague anything that looks like a boring replica of real life. And yes, this is where style truly belongs to.

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