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Articoli taggati ‘second life’

KATIA KERES : Una delle più brave cantanti in Second Life

By Francesca Caeran

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Nell’aprile del 2009 sbarcai in Second Life, ancora incosciente delle potenzialità che questo Mondo Virtuale mi poteva offrire. Non ero al corrente di tutte le innumerevoli cose che si potevano fare in Second Life, nè ne avevo mai sentito parlare, e dunque inutile raccontarvi il mio stupore quando  qualcuno mi disse: Frà clicca su questa ball rosa … e mi ritrovai tra le braccia di un altro avatar di sesso opposto. Questa è stata una delle prime cose che mi capitarono, subito dopo aver loggato in Second Life, con ancora addosso il vestito rosa a pois beige della niubba.  La seconda cosa straordinaria che mi capitò, e che per sempre cambiò la mia seconda vita, è stato quel concerto che per la prima volta andai ad ascoltare. Io sono sicura che quel concerto live è stato uno dei motivi che mi fecero rimanere nel Metaverso, e la cantante che ascoltai quella sera è stata sicuramente un motivo in più: era la grandissima Katia Keres. Ebbi la sensazione di trovarmi in un vero concerto, con questo suono cosi perfetto, questa voce così bella, e lei che si esprimeva come se fossimo stati allo stadio.  Quella sensazione di ascoltare una “vera” cantante si rinnova ogni volta che vado a sentir cantare Katia Keres.

Ma presentiamola. In RL Katia ha 45 anni, ed è originaria di Sao Paulo in Argentina, ma vive da tantissimi anni in Florida, negli USA.  Venticinque anni fa ha iniziato a cantare in RL riscuotendo un bel successo. E ci credo, con questa voce … !!  Poi nel 2007, leggendo un giornale, Katia sentì parlare  di Second Life, e si loggò dopo circa 6 mesi,  con il desiderio di promuovere sul Metaverso la sua musica. All’epoca, spiega Katia, c’erano pochissimi cantanti live su Second Life, e dunque il successo fu immediato.  La volevano tutti, e ogni sera Katia si esibiva in tantissime land, ovunque per il Metaverso. Katia Keres, amici, è una cantante con la  voce da brividi. E’ una diva, una vera professionista, che ha anche inciso dei CD in RL. Lei fa parte di quelle poche cantanti apprezzate da tutti, poichè la sua voce è meravigliosa, crea l’unanimità ovunque lei canti.  Il suo stile di musica è composto da ogni genere: il maynly Pop, la musica romantica, quello che lei chiama l’adult Cotemporary, etc … I’ho sentita cantare pezzi famosi in un modo strepitoso. Adoro questa cantante, da sempre, dal primo giorno che l’ho sentita, mi emoziona, mi riempie di benessere. La potrei paragonare allo stesso effetto che mi fa la zuppa inglese dei Cuspidi di Agrigento (ok, questa la capisco solo io e altri due o tre amici che conoscono il gelato dei Cuspidi, lol…). Katia Keres è molto conosciuta in Second Life, per i numerosi concerti fatti in tutte le land. Qualche mese fa ha avuto un problema alle corde vocali, e si è dovuta allontanare temporaneamente dal canto. Per circa sei mesi non l’abbiamo più sentita cantare, ma, una volta guarita, ha ripreso ancora più in forma di prima per la gioia dei suoi numerosi fans (il suo gruppo conta più di 1300 fans, sparsi in ogni parte del mondo).

Amici, se volete passare una serata ascoltando ottima musica, vi consiglio di andare a un suo concerto, vi assicuro che passerete una eccellente serata: parola di Francesca Caeran ;-)

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 ASCOLTA KATIA QUI :

http://www.youtube.com/watch?v=lPqA1FQfIj4&feature=relmfu http://www.youtube.com/watch?v=eFI1OFo7S-E&feature=related

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Una vita (virtuale) allo specchio.

by AquilaDellaNotte Kondor

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Che l’innovazione prodotta dai Mondi Virtuali sia un qualcosa destinato a cambiare profondamente le nostre modalità di interazione in rete, e anche fuori dalla rete, nella vita di tutti i giorni, è ormai più che evidente, sia a quelli che hanno conosciuto e sperimentato, senza pregiudizi, questo nuovo “mondo”, sia a quanti sono informati dai media o da persone di loro conoscenza su quanto sta accadendo alla nostra società, sempre più pervasa dalla componente digitale.

Parliamo di nuovo “mondo” perché, a differenza del web, un Mondo Virtuale propone un ambiente immersivo d’interazione, in cui la gente si incontra direttamente, utilizzando il proprio avatar. E la forma di identificazione delle persone con il proprio avatar consente di vivere una dimensione diretta, non mediata, di scendere in campo in “di persona”. Utilizzando tale ambiente, la gente si incontra ed interagisce, sviluppando amicizie, creando rapporti affettivi, e mettendosi in gioco con la propria individualità. Coinvolgendo di conseguenza, in tale esperienza, la sua stessa vita “reale” e la propria personalità. In effetti, la distinzione tra “virtuale” e “reale”, man mano che l’esperienza immersiva si fa più profonda, tende a sfumare, e la vita “in word” diventa parte integrante della vita di tutti i giorni.

In più di quattro anni di esperienza nei Mondi Virtuali, vivendo e studiando questa forma di interazione (consentita dall’accesso alla rete con larga banda di connessione, e utilizzando software di interfaccia sempre più sofisticati) ho osservato ed analizzato diverse tipologie di comportamento di chi è “entrato” in Second Life in gran parte per caso, e ha poi sviluppato, con la conoscenza e l’esperienza, un’attività continuativa. Ho così sviluppato nel tempo una mia visione delle cose, e vorrei condividere questa visione con i lettori di VWM, con la certezza che affrontando insieme un tema di tale rilevanza, si possa fare un passo in avanti nella comprensione dei nostri comportamenti e delle nostre esperienze. Ed anche di quello che potremmo attenderci per il futuro.

Userò il Mondo Virtuale di Second Life come metafora del più vasto fenomeno, poiché è più facilmente descrivibile ed interpretabile, vista la componente soprattutto “sociale” espressa dal Mondo Virtuale della Linden Lab.

La personalità e la vita quotidiana di quanti vivono intensamente la propria presenza in Second Life  viene a mio parere profondamente cambiata da tale esperienza. Innanzitutto, il proprio tempo libero viene, nella quasi totalità di tali casi, passato completamente in world e questo pervade i modelli di comportamento preesistenti, rendendo l’esperienza immersiva non sporadica o transitoria. Inoltre, il tempo libero tende gradualmente ad integrarsi con il tempo di vita o di lavoro, tanto che molti continuano ad essere connessi a Second Life anche dal posto di lavoro o mentre ci si sposta, utilizzando dispositivi mobili e software adatto. In tal modo l’esperienza virtuale diventa sempre più pervasiva, mettendo seriamente in discussione il proprio equilibrio e le proprie relazioni reali.

Ci sono stati molti casi in cui rapporti coniugali e familiari sono stati seriamente compromessi da tale esperienza (da qui anche una certa componente di allarme sociale), e la popolazione maschile e quella femminile si dividono, a mio parere, in modo equo tale casistica. Così come nuovi rapporti e relazioni “reali” si sono evoluti a partire dalla conoscenza in world. Queste tipologie di esperienza possono essere ritenute normali. In fondo Second Life è un “posto” come un altro, in cui si vivono e si sperimentano nuovi rapporti, con tutte le conseguenze del caso. Non c’è assolutamente nulla di incomprensibile in questo, basta esserne consapevoli ed avere le necessarie capacità di analisi e di salvaguardia del proprio equilibrio mentale e fisico. Si, anche fisico, poiché una vita trascorsa in gran parte davanti allo schermo di un computer può seriamente compromettere non solo la propria salute mentale, ma anche quella fisica, se tale esperienza è portata agli estremi.

Vorrei fare uno sforzo di astrazione semplificando, per facilità di discussione e di analisi, l’esperienza di vita virtuale in tre diversi livelli di coinvolgimento e di possibile rischio, od opportunità, a seconda dei punti di vista.

Il primo livello di coinvolgimento è quello che coinvolge le nostre necessità primarie: la vita, il sonno, la salute, il lavoro, la famiglia. Questo livello deve essere assolutamente salvaguardato, non deve essere intaccato da nessuna esperienza virtuale, pena la perdita di valori vitali per la sopravvivenza stessa dell’individuo. Eppure, molti sono i casi in cui l’esperienza virtuale travalica questo livello di guardia, producendo danni spesso irreversibili sulla salute o sui rapporti sociali della vita di tutti i giorni. Ovviamente, il livello di pericolo è diverso, a seconda delle situazioni personali e del modo in cui si vive l’esperienza virtuale. Una cosa è avere una famiglia, magari con bambini piccoli, altra è avere rapporti familiari già compromessi o irrecuperabili, per cui l’esperienza virtuale apporta nuovi valori o gratificazioni alla vita reale della persona. Altra ancora è l’esperienza di persone che non hanno altro modo di interagire che quello virtuale, e penso qui a gente che vive isolata, o a portatori di handicap grave, ecc. In tali casi l’esperienza virtuale è un qualcosa di assolutamente positivo e insostituibile. Qui veramente ognuno deve saper dosare il proprio punto di equilibrio, o di rottura. Il pericolo può essere veramente notevole. Per questo livello di assuefazione alla rete, e ai Mondi Virtuali ci sono centri di aiuto medico specializzato che stanno nascendo in varie parti d’Italia (http://www.corrierecomunicazioni.it/media/2322_al-policlinico-gemelli-di-roma-un-centro-di-cura-per-gli-internet-addicted.htm, http://www.nanopress.it/cronaca/2012/01/02/al-gemelli-c-e-il-primo-centro-in-italia-per-curare-la-dipendenza-da-internet_P5464105.html)

Il livello successivo, il secondo livello di coinvolgimento, è quello per cui, avendo trovato un equilibrio sufficiente, tra le esigenze primarie reali e le esperienze che si vivono nel Mondo Virtuale, si sviluppa la propria vita virtuale svolgendo attività di diverso genere: artistiche, culturali, di lavoro o di gioco. A questo livello di coinvolgimento, le esperienze virtuali possono accrescere il proprio bagaglio di esperienze e competenze, e perfino influenzare il proprio modo di pensare nella vita reale. Nuove esperienze e rapporti interpersonali nascono e si evolvono, mantenendo un livello di coinvolgimento inferiore a quello di guardia, e senza compromettere la propria vita “reale”. Ovviamente si tratta di un equilibrio instabile, occorre quindi gestire con molta attenzione tale livello di coinvolgimento, dosando l’impegno ed il tempo trascorso in world. Alcuni si sono organizzati in maniera quasi scientifica, usano sotterfugi e precauzioni, tipo crearsi vari avatar, sezionare il tipo di esperienze o le tipologie di amicizie, ecc. Insomma, sempre con un piede fuori dalla porta. Altri cercano invece livelli di coinvolgimento emotivo più elevati, spesso senza trovarli mai. Quelli che invece li trovano, vivono una esperienza che potremmo chiamare di terzo livello, continuando a seguire la nostra classificazione.

Il livello più elevato di coinvolgimento, il terzo, è quello che vede una sostanziale immersività dell’individuo nel Mondo Virtuale. Le esperienze che si vivono in world sono parte integrante e spesso sostitutiva della propria vita reale. Per molti aspetti, le persone che si trovano a questo livello di coinvolgimento hanno trasferito in world gran parte della propria vita quotidiana, fermo restando ovviamente il livello base, riguardante le necessità primarie, sacrificando le quali si entrerebbe in una situazione di allarme rosso per la propria salute fisica e mentale, come abbiamo più su descritto. Questa tipologia di immersività trova realizzati nel Mondo Virtuale gran parte dei propri bisogni sociali e affettivi. La vita in world è per loro di gran lunga più coinvolgente di una vita reale spesso insoddisfacente o difficile. Nell’ambiente virtuale si formano coppie, famiglie, comunità affiatate e ambienti organizzati, e il tempo è impegnato in attività sempre diverse e serate intense, con giochi, musica e intreccio di relazioni. Gruppi di amici si ritrovano ogni sera, spesso presso una location di riferimento in cui la comunità si identifica. Coppie più o meno affiatate passano insieme il tempo di svago e di esplorazione, e la coppia virtuale offre un surrogato completo di emozioni, fino al rapporto affettivo intenso ed al sesso virtuale. Le persone coinvolte in questa esperienza sono molto spesso soddisfatte della loro vita virtuale, e sostengono con grande convinzione la loro scelta.

Quest’ultimo livello di coinvolgimento è quello più problematico da spiegare dal punto di vista concettuale, poiché l’altro estremo, quello di chi compromette la propria vita privata, ha connotazioni di tipo quasi patologico, ed è quindi più facile da spiegare ed interpretare. La scelta consapevole, e soddisfacente, di vivere la maggior parte della propria vita in world è invece molto difficile da capire e rischia di essere banalizzata dai pregiudizi.

Ci troviamo di fronte, in questo caso, ad una scelta consapevole di trasferire una parte consistente della propria vita in un ambiente fisicamente inesistente, ma costruito in maniera completa e dettagliata utilizzando gli strumenti tecnologici che abbiamo. Con questa realtà dobbiamo farci i conti, da oggi e per il futuro, poiché quanto sviluppato finora, in termini tecnologici, non è altro che un prototipo, un primo accenno, di quanto sarà possibile utilizzare nel futuro. I Mondi Virtuali si evolveranno, e sempre più gente popolerà, in maniera più o meno immersiva, tali ambienti. Non si tratta quindi di una moda passeggera o di un fenomeno effimero, dovremo sempre di più farci i conti.

Il modo migliore per cercare di capire tali sviluppi è, a mio parere, quello di sgombrare il campo dai pregiudizi, e cercare di capire che ci troviamo di fronte a scelte consapevoli, che riguardano la personalità o le condizioni dell’individuo, e che tali condizioni possono essere le più diverse, e difficili da interpretare dall’esterno. Solo una conoscenza diretta e approfondita dell’individuo può darci elementi per capire, senza mai giudicare, la scelta che è stata effettuata. Scegliere una modalità o l’altra di interazione in rete riguarda e coinvolge elementi profondi della personalità e della vita di una persona, nessuno, oltre la persona stessa, può ergersi a giudice o censore. Se c’è una cosa che abbiamo imparato relativamente ai Mondi Virtuali, è che nessun giudizio è consentito con superficialità.

In conclusione, ci sono due elementi fondamentali di analisi che sarebbe utile portare avanti: da un lato la salvaguardia dei valori minimi di sopravvivenza, che possono essere compromessi da un approccio ai Mondi Virtuali non consapevole; dall’altro, l’evoluzione verso la piena “cittadinanza virtuale” che coinvolge un numero crescente di persone. Nel mezzo, una gamma vastissima, e maggioritaria, di quanti “usano” i Mondi Virtuali secondo le proprie esigenze ed aspettative pratiche.

Spero di tornare su tali argomenti, a valle di una discussione che sarebbe utile e costruttivo sviluppare, insieme a tanti altri.

Buon compleanno Virtual Worlds Magazine !

By AquilaDellaNotte Kondor

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Il 15 di aprile del 2010 veniva presentato al pubblico dei residenti di Second Life, nella land di Roma Centro, il nuovo “Virtual Worlds Magazine”. L’affluenza di pubblico, con picchi di 80 avatar, dimostrò l’interesse che attorno alla nostra iniziativa  si andò subito manifestando. Pochi giorni dopo, il 18 di aprile, pubblicavamo un editoriale che illustrava i dieci punti su cui si sarebbe fondata la nostra azione (http://virtualworldsmagazine. wordpress.com/2010/04/23/editoriale-del/).

Devo dire, in occasione di questo secondo compleanno del Magazine, che tutti e dieci quei punti sono stati rispettati, e questo è un motivo di grande orgoglio, per noi che in questi due anni abbiamo lavorato a questo progetto. I punti principali della nostra linea editoriale sono: innanzitutto la scelta di non avere sponsor, per conservare la massima indipendenza e capacità critica, e, per contro, la scelta conseguente di non pagare alcun compenso a quanti lavorano a questo Magazine. Questa linea è completamente in controtendenza rispetto a quella di tutte le altre pubblicazioni sul Metaverso, e ci crea anche qualche difficoltà a coinvolgere nel nostro progetto persone che avrebbero, invece, molto da scrivere e da raccontare. Ma non intendiamo derogare da questa scelta, che è uno dei punti fondanti del nostro progetto. Quelli che scrivono per questa rivista lo fanno sacrificando il proprio tempo libero, spinti solo dalla passione e dalla disponibilità, verso il gruppo ed il progetto.

L’altra regola fondamentale d’azione è la massima apertura a tutte le collaborazioni esterne, nell’ottica di dare voce a tutte le esperienze del Metaverso, e di offrire il nostro supporto informativo a tutti. Infatti, l’elemento di maggior debolezza delle attività, soprattutto italiane, nel Metaverso, è l’isolazionismo, l’arroccamento nel proprio recinto. E’ difficile trovare progetti che vedano la collaborazione di più gruppi o personaggi di spicco, ognuno impegnato ad affermare la propria individualità ed il proprio carisma. Posso testimoniare, per esperienza diretta, che anche le migliori menti e i più bravi ed esperti protagonisti, che ho incontrato in questo mondo, sono affetti da questa “malattia”. Ebbene, noi faremo sempre il contrario. Appoggeremo, nell’ambito delle nostre possibilità, dandogli voce, ogni progetto e ogni iniziativa di collaborazione fra gruppi, owner e progetti diversi.

Sulla base di queste nostre regole di comportamento intendiamo continuare il nostro lavoro, cercando sempre di aprirci a suggerimenti, ad apporti esterni e a critiche costruttive. Relativamente a queste ultime, abbiamo dimostrato, nel fervore delle discussioni seguite alla pubblicazione di qualche nostro articolo “forte”, che nessuna censura e nessuna preclusione è rivolta ad ogni genere di critica, per quanto dura e poco condivisibile possiamo noi ritenerla. Unica regola, la correttezza e la civiltà, nei comportamenti e nelle forme espressive: non pubblichiamo commenti con insulti o riferimenti a informazioni personali. E’ capitato tuttavia solo tre volte, in due anni, di dover tagliare un commento, per cause del tipo precedentemente esposto.

Negli ultimi mesi abbiamo varato una iniziativa che abbiamo denominato “Virtual Worlds Magazine Reloaded”. L’iniziativa consiste nell’organizzare degli incontri in world (e chissà, un domani, in RL) per approfondire e discutere argomenti, messi in luce da nostri articoli, che hanno riscosso maggior successo o desiderio di confronto. Epiche sono state le discussioni che si sono avute su un argomento di particolare delicatezza, come quello sulle diverse “anime” di Second Life. Abbiamo condotto queste serate con grande disponibilità e pazienza, poiché l’obiettivo era senz’altro più importante dei modi che abbiamo dovuto gestire per arrivarci. Abbiamo sopportato le critiche e l’agitazione verbale di diversi personaggi, forse più abituati a gestire le risse, che i dibattiti. Ma lo scopo è stato senz’altro raggiunto, mettendo in rapporto ambienti ed esperienze diverse, e altre serate seguiranno, sui temi più interessanti che vorremo, su vostra indicazione, dibattere.

Un’altra iniziativa che vareremo, a breve, sarà quella di “censire” tutte le land Italiane di Second Life. Faremo appello, per questo, a tutti gli owners e managers Italiani, per raccogliere poche, fondamentali, informazioni sulle land (owner, data di creazione, tipologia di land, tipo di eventi, slurl, manager di riferimento) utili a far conoscere a tutti, sul web, il valore delle iniziative Italiane nel Metaverso. Avvieremo poi, dopo l’estate, un’analoga iniziativa per le open sim, allargando l’orizzonte del nostro interesse all’eccezionale lavoro pioneristico che tanti amici stanno svolgendo su queste nuove, e sempre più popolate, grid.

A quelle land che parteciperanno a tale iniziativa, daremo visibilità sul nostro Magazine, dando loro la possibilità di pubblicare un articolo sulla land e sulle attività che vi si svolgono. Una nuova pagina verrà creata sul Magazine, per accogliere tale tipo di interventi “autogestiti”. Ovviamente non saranno ammesse pubblicità commerciali, nello spirito delle nostre regole di comportamento.

In conclusione, ribadiamo l’invito a tutti a continuare a seguirci, e a darci suggerimenti e critiche, invitando anche coloro che hanno voglia e iniziativa, a collaborare con noi per far crescere questo progetto.

Arrivederci a tutti a martedì 10 aprile, presso la nuova sede di Virtual Worlds Magazine (http://maps.secondlife.com/secondlife/Solaris Island/214/234/33), per festeggiare con noi questo secondo compleanno, tra musica e incontri tra amici. Ciao.

I mestieri di Second Life

Ho incontrato Baby Pooley in Second Life (aka Ivonne Citarella), per parlare con lei direttamente del libro che ha curato: “ Second Life – Tra opportunità professionali, gioco e formazione”, pubblicato sul web lo scorso 20 febbraio dall’editore “ScriptaWeb”. Chi voglia acquistarlo può farlo sul sito http://scriptaweb.eu/Catalogo/second-life.

Baby Pooley, laureata in sociologia, lavora per il CNR, ed ha condotto in Second Life una ricerca personale sulle professioni esistenti in questo Mondo Virtuale. I risultati della ricerca, insieme agli interventi di altri sette resident di Second Life, sono riportati nel libro. La chiacchierata ha toccato i vari temi della ricerca.

 

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[11:10] AquilaDellaNotte Kondor: ciao Baby, grazie per aver accettato questa intervista. Puoi spiegarci da dove ti è nata quest’idea di fare un libro sulle professioni in Second Life Baby?

[11:12] BABY Pooley: l’idea mi è venuta dalla semplice osservazione di quello che Second Life rappresenta, un mondo virtuale in continua trasformazione, grazie alla creatività di quanti lavorano al suo interno.

[11:13] AquilaDellaNotte Kondor: ma tu hai un interesse professionale in RL su questi temi, o è una curiosità che ti è nata qui in Second Life?

[11:14] BABY Pooley: io ho lavorato in qualità di ricercatrice sul mercato del lavoro, ma diciamo che Second Life è stata una vera folgorazione, per la passione che riesce a tirar fuori da quanti hanno deciso di professionalizzarsi. Mi è sembrato giusto raccontarlo alla RL.

[11:15] AquilaDellaNotte Kondor: quindi avevi una competenza sul sistema delle professioni in RL. E’ interessante, infatti, la classificazione che hai fatto delle professioni: partendo da quelle RL per poi adattarle alla realtà di Second Life.

[11:17] BABY Pooley: sì lavorando sul mercato del lavoro è implicito avere a che fare con le professioni.

[11:17] AquilaDellaNotte Kondor: inoltre, distribuendo il questionario a quelli che hanno accettato di compilarlo, hai raccolto dati preziosi sulla tipologia di professioni RL che compongono la popolazione italiana di Second Life, e ne sono scaturiti spunti interessanti.

[11:19] BABY Pooley: sì davvero molti, inaspettati anche per me.

[11:19] AquilaDellaNotte Kondor: ad esempio, c’è un’ampia percentuale di docenti e studenti, seguita poi dai tecnici e dagli impiegati, nel tuo campione. Questo mostra la diversificazione degli ambienti di provenienza, ma anche una prevalenza del mondo dell’education e dell’informatica, non è così?

[11:20] BABY Pooley: si è così, e poi la maggior parte è gente adulta.

[11:20] AquilaDellaNotte Kondor: questo era un dato già noto, anzi, sembra che questo campione abbia un’età media inferiore alla media totale di Second Life. Non di molto, ma inferiore.

[11:21] BABY Pooley: l’eta media del mio campione è di 38 anni, dato al 2010, anno della raccolta dei dati.

[11:22] AquilaDellaNotte Kondor: ma la vera sorpresa è stata la conclusione a cui sei giunta: si pensava che la gente entrasse in Second Life per portarci la propria professionalità, e usarla nel mondo virtuale.

[11:23] BABY Pooley: sì, invece è vero anche il contrario. E’ come se la gente in Second Life facesse un rodaggio, per poi muovere passi anche in RL.

[11:23] AquilaDellaNotte Kondor: vuoi dire che usa Second Life come ambiente di addestramento?

[11:24] BABY Pooley: sì anche. Innanzitutto io penso a quelle persone che entrano per curiosità, che qui incontrano la loro passione, e la esportano poi in RL. Parlo di persone senza un’alta preparazione in tema di grafica, gente comune, che qui in Second Life scopre delle predisposizioni.

[11:26] AquilaDellaNotte Kondor: mettendo quindi in evidenza la caratteristica fondamentale di Second Life, e cioè l’utilizzo di un ambiente di simulazione, di addestramento, e usandolo per sperimentare attività per loro nuove.

[11:27] BABY Pooley: sì certo, o anche per approfondire quelle che già si possiedono, un laboratorio per tutti, anche in termini emotivi.

[11:27] AquilaDellaNotte Kondor: questo ribalta completamente il paradigma originario. Molta gente pensava di usare Second Life per farci business, affari.

[11:28] BABY Pooley: sì e ci sono state anche esperienze positive.

[11:28] AquilaDellaNotte Kondor: e invece Second Life è soprattutto un’ottima palestra per la crescita di nuove professionalità.

[11:28] BABY Pooley: sì, e secondo me questo aspetto va valorizzato.

[11:29] AquilaDellaNotte Kondor: è un vero ribaltamento degli stereotipi precedenti. E in fondo prende atto che ormai l’approccio a Second Life, almeno in questa sua fase di sviluppo, non è quello del business.

[11:29] BABY Pooley: sì la teoria dei tre flussi, il vecchio paradigma.

[11:29] AquilaDellaNotte Kondor: di che si tratta?

[11:29] BABY Pooley: è quello della crescita personale in termini di nuove abilità. Abilità che possono  anche ampliarsi.

[11:31] AquilaDellaNotte Kondor: il campione di popolazione residente, che hai usato per l’indagine, è rappresentativo a tuo parere?

[11:32] BABY Pooley: diciamo che sarebbe stato bello lavorare su un campione più ampio, ma tieni conto che non è stato semplice vincere anche un pò di reticenza sulla ricerca in se.

[11:32] AquilaDellaNotte Kondor: immagino

[11:33] BABY Pooley: e comunque sono grata a quanti si sono fidati e hanno partecipato.

[11:33] AquilaDellaNotte Kondor: ma comunque, 156 persone non sono affatto poche.

[11:33] BABY Pooley: no infatti, e siamo riusciti a raccogliere dei dati significativi, che potevano dimostrare anche  questo aspetto di SL, poco noto a tutti. Ma sarebbe bello poterlo fare in tutte le comunità.

[11:35] AquilaDellaNotte Kondor: ovviamente questo campione è solo una piccola parte di Second Life, per quanto variegato. E Second Life è anche fatta, in gran parte, di gioco, di svago. Molti non hanno alcun interesse a svolgere attività particolari.

[11:36] BABY Pooley: no infatti, Second Life rimane per loro uno svago. Non svolgono nessun “lavoro” particolare.

[11:36] AquilaDellaNotte Kondor: a chi intendi presentare questi risultati? Chi pensi sia interessato a questa ricerca?

[11:37] BABY Pooley: innanzitutto credo che sia importante per noi residenti, che sia uscito un seppur minimo e modesto contributo che racconta anche questo aspetto di Second Life. E poi spero di coinvolgere altri ricercatori come me. Ma è un percorso che richiede tempo.

[11:39] AquilaDellaNotte Kondor: tuttavia è anche interessante chiarire all’esterno quali sono le potenzialità di questo mondo, nonostante quanto di superficiale i media hanno sempre scritto su Second Life.

[11:39] BABY Pooley: infatti, è veramente assurdo. Questa superficialità mi ha spinto a scrivere con dati empirici alla mano, di questo mondo.

[11:40] AquilaDellaNotte Kondor: bene Baby, non voglio farti altre domande nè chiederti quale è la tua sintesi o l’insegnamento che hai tratto, poiché, come sai, stiamo preparando una serata di presentazione di questo tuo lavoro il prossimo 5 di aprile a Solaris, e la serata sarà aperta al dibattito, e all’analisi, da parte di chiunque voglia intervenire.

[11:42] BABY Pooley: certo, spero che partecipino tutti numerosi.

[11:42] AquilaDellaNotte Kondor: magari avremo spunti interessanti per un prossimo lavoro, che dici?

[11:42] BABY Pooley: altrochè, ho tantissime idee in testa :)

[11:43] AquilaDellaNotte Kondor: allora vorrà dire che la sera della presentazione ce ne anticiperai qualcuna …

[11:43] BABY Pooley: sì magari sì :)

[11:43] AquilaDellaNotte Kondor: grazie mille Baby, ci vediamo il 5 di aprile per la presentazione a Solaris.

Se passate dal That’s amore …

by Serena Domenici

Il “That’s amore!” è senza dubbio il posto per eccellenza, per cuccare sul Metaverso, per la comunità italiana ( è poco frequentato dagli stranieri). Una vetrina dove donne e uomini, sotto mentite spoglie, si ritrovano.
Il That’s amore ( e altre land similari) meriterebbe un vero proprio trattato  di psicologia. E’ un posto da sconsigliare a chi è fragile di nervi o ha un carattere irascibile, la rissa è all’ordine del giorno.
E’ meta anche di troll, piacioni, veline e di chi non ha un cavolo da fare tutto il giorno. Basta sostare in mezzo alla piazzetta, e avere un avatar decente, che il semaforo passa dal rosso al verde, sorvolando il giallo in meno di due nanosecondi.
I più frettolosi ti chiedono subito: quanti anni hai, dove vivi e cosa fai. Fatti tre gradini, trovate gli abituè , una sorta di branchetto che ne ha per tutti. Se non la pensi come loro sei spacciato, ti ‘aggrediscono’ in branco, e quindi mantenere calma ed educazione è arduo. Inizia una sorta di viaggio tra varie allucinazioni, in un lessico discutibile e una conversazione in “chat locale” che invita a rifrequentare, come minimo, la scuola primaria.
Ci vado spesso o forse, dopo questo articolo, sarebbe meglio dire: ci andavo spesso.

Sono stata personalmente aggredita verbalmente da una tizia senza alcun motivo. Insultata, etichettata a male parole. Ho fatto il mio primo report alla Linden. Giorni fa ho assistito ad un’altra ‘aggressione’ ai danni di un mio amico, accusato di essere un molestatore. Inutile spiegare che era un evidente scambio di ‘persona’. Il mio amico in questione, tra l’altro, entra raramente su Second Life e del suo comportamento più che civile siamo testimoni in tanti. ‘Ho parlato con l’Owner della land, che si è dimostrato molto gentile e disponibile, il quale mi ha detto: “Io ho messo a disposizione una land  creando un posto che mi piacesse e permettese a chiunque di poterne fare parte per trascorrervi del  tempo, ma non sono responsabile dei comportamento dei singoli individui. Ho fatto più volte report alla linden ed invito tutti a ‘difendersi’ come possono anche perché io sono impegnato in altre attività su Second Life e non mi occupo della land, se non saltuariamente . Ma è arduo in quanto  molti disturbatori ritornano con un altro alter o vengono  mandati di proposito da altre land a creare fastidio”
E’ un vero peccato, perché è una land molto frequentata ed anche molto bella, e credo che  Sergio Upshaw (proprietario della land)  dovrebbe inserire  una persona capace di moderare e bannare all’istante chi esce dal seminato. Ho conosciuto tante belle persone, ma ho purtroppo letto e ascoltato anche di tutto. Chi mi conosce sa che non transigo su una cosa principalmente: la tutela della privacy. Non tollero la gente che sparla, sputtana e infama a destra e a manca. Second Life dovrebbe lasciare a casa cioè che in RL rende la vita a tratti mesta sopravvivenza. Invece no, per molti è un’occasione per sfogare vere e proprie frustrazioni. Ho ascoltato in voice persino gente che si vantava di registrare conversazioni vocali per poi divertirsi a sputtanare il malcapitato o la malcapitata di turno. Se non ti registrano ti rendono lo zimbello di discussioni per movimentare la serata. Second Life può essere tante cose, e occasioni per vivere una seconda vita libera da schemi che la vita reale spesso ci impone. Ma la libertà va gestita con correttezza. Il Metaverso non deve essere un porto franco che ci fa sentire sicuri e protetti solo perché c’è uno schermo a dividere i due mondi. Io sono tra quelli che si battono per far conoscere questo mondo fantastico, fucina di idee e creatività, dove l’arte viaggia libera senza caste e costi aggiuntivi, ma soprattutto tanta umanità fatta di pensieri e personalità individuali da scoprire , valorizzare, se è il caso, o anche solo da rispettare. Certo, non siamo tutti poeti, scrittori, builder, musicisti …
Questo articolo non è per rivendicare un fatto personale, so difendermi e bene da sola. E’ soprattutto un articolo per rimarcare comportamenti scorretti che contribuiscono a creare leggende metropolitane e negative su un ‘mondo’ che per fortuna ha tanti lati positivi.
Il That’s amore ha tanto da offrire se vuole , perché regala la grossa opportunità di conoscersi, scambiare due chiacchiere e far nascere o coltivare emozioni. Ma comincia a somigliare troppo ad un’arena dove mi pare di intravedere le gambe accavallate della Barbara D’Urso di turno. Non abbiamo bisogno di repliche televisive dove la gente si scanna o applaudisce il dominante di turno. Per favore non qui…

P.S.: La sottoscritta è disponibile a qualsiasi chiarimento anche pubblico, purché civile, se i diretti interessati della land citata lo ritenessero opportuno.

“Libri@mo tutti” è ripartito: stessa formula, molte sorprese

Quando ho proposto di organizzare nell’isola Imparafacile degli incontri per presentare dei libri, avevo in testa un’iniziativa simile, di grande successo, che avevo organizzato qualche anno prima in un forum su web. Cosa sarebbe successo riproponendola in Second Life? Avevamo all’inizio dei timori, poteva funzionare, come fallire. Poteva avere successo, come non interessare. Partiti timidamente dalla nostra isola, abbiamo portato il Bookcrossing (così si chiamava allora) in molte land, dove abbiamo trovato squisita ospitalità e ottima organizzazione. Qualche dato può dare l’idea dell’accoglienza che ha avuto l’iniziativa, non in ordine di importanza, poiché tutti gli elementi hanno contribuito in eguale misura al raggiungimento degli obiettivi:

  • 13 appuntamenti, con una frequenza più che mensile, caratterizzati anche da alcune serate a tema (guerra, arte, letteratura gotica);
  • 9 land dove i lettori hanno ‘rilasciato’ i propri titoli del cuore, motivando le scelte e scegliendo per il pubblico presente alcuni brevi brani da leggere, perché ritenuti particolarmente significativi;
  • 25 lettori che si sono avvicendati nel corso delle serate, alcuni più volte.
  • oltre 60 libri presentati, eterogenei per gusto e genere, specchio delle personalità e delle preferenze dei lettori (sono stati presentati libri che spaziano dalla narrativa alla saggistica, dalla storia alla mitologia, dall’amore alla letteratura umoristica, alla guerra, all’arte ecc.);
  • l’esistenza di un  forum nel sito http://imparafacile.ning.com/group/bookcrossingregalaunlibroinsl/forum, dove sono state inserite informazioni e commenti sui libri letti, e dove sono stati indicati collegamenti ad altri materiali video ed audio presenti sul web.

 Tutto ha concorso perché l’esperienza diventasse un successo: le voci dei lettori, i passi letti con partecipazione e ascoltati da un pubblico che ha sempre dimostrato sensibilità e competenza, la magia di alcuni set particolarmente suggestivi e il clima rilassato e divertente di dopocena informali trascorsi tra amici.

 NON SOLO SL, MA ANCHE WEB E RL

A distanza di un anno, quello che era un esperimento che via via prendeva sempre più consistenza, è diventato altro. Crescendo ha cambiato nome, è diventato “Libri@mo tutti” e si è arricchito di elementi a supporto che, nelle nostre intenzioni, faranno ancora evolvere il progetto:

> un gruppo su Facebook (http://www.facebook.com/groups/205740259488091/), dove si  postano e commentano uscite editoriali, articoli, citazioni e tutto ciò che appassiona gli amanti dei libri;

> un account su Twitter (http://twitter.com/#!/libriamotutti), che ci serve per tenerci informati su cosa succede nel mondo dell’editoria, ma che usiamo anche come bacheca per segnalare ciò che riteniamo interessante;

>  una pagina su aNobii (http://www.anobii.com/libriamotutti/books) dove Gea Demina, che cura questo spazio, ha già inserito i titoli che ci hanno fatto compagnia nella scorsa stagione e dove troveranno luogo i nuovi;

> una pagina su flickr (http://www.flickr.com/photos/libriamotutti/) dove la nostra fotografa Morghana Savira, carica le foto degli incontri.

Oggi l’organizzazione di Libri@mo Tutti è decisamente più complessa, anche perché il progetto sta piacendo a diverse biblioteche.  E’ un passo importante, iniziato con il coinvolgimento della dott.ssa Francesca Moruzzi, direttrice della biblioteca di Crema, (http://imparafacile.ning.com/profiles/blogs/patrocinio-libriamo-tutti), ma  che ha già incuriosito altre realtà lombarde che stanno per seguirne l’esempio, non solo dando il patrocinio, ma valutando anche la possibilità di collaborare nella realizzazione di eventi letterari.

 LO STAFF DI LIBRI@MO TUTTI

Tutto ciò ha comportato -e comporterà ancora di più- una gestione articolata che vede confermata una squadra che ha finora coordinato il progetto con entusiasmo e serietà.  Intorno a “Libri@amo tutti” oggi si muovono Imparafacile Runo che coordina il progetto soprattutto per quanto riguarda i contatti esterni e la gestione degli strumenti web ; Helenita Arriaga, che gestisce la parte più operativa del progetto, tenendo i contatti con i lettori e conducendo le serate; Maryhola McMillan, efficiente ufficio stampa, che scrive e diffonde i comunicati all’interno di Second Life e nei social network collegati al progetto;  Morghana Savira, che documenta ogni incontro con i suoi suggestivi reportage fotografici; e, ultimo importante acquisto in ordine di tempo, Gea Demina, che cura lo spazio su aNobii e collabora ai contenuti di Twitter

L’avventura è ripartita lo scorso mercoledì 28 settembre e la partecipazione appassionata della gente ha confermato che anche quest’anno la formula funziona. Quindi, se amate i libri, segnatevi la data del prossimo incontro, 24 ottobre, perché le sorprese potrebbero non essere finite. E per tutto il resto potete tenervi informati nel nostro sito: http://imparafacile.ning.com

Buona lettura a tutti

by Helenita Arriaga

L’italiano più americano che abbiamo: Eddie Santillo


Ma quasi quasi, dovrei dire che è stato Eddie a farci conoscere Second Life (è qui dal  Luglio 2007) ma soprattutto, a tanti di noi,  ha fatto conoscere  la buona musica di Second Life. Fino ad oggi, i miei articoli sono stati l’espressione di un mio colpo di fulmine per tale o tale altro cantante, questo articolo invece, sarà l’espressione di un cantante che conosce benissimo la musica  sia in Real Life che in Second Life. Lo so che siete curiosi di leggere il seguito, allora andiamo avanti…

Eddie conosce il fatto suo, e non ha paura di dire alto e chiaro quello che pensa della musica che ogni giorno le land, e i musicisti, ci servono per il dopo cena, o prima della cena, o nel pomeriggio, o anche, come fa lui,  la mattina e la notte.  E anche se sono sicura che tutti hanno sentito parlato di lui, un briciolo di presentazione è sempre utile. Eddie ha 42 anni, vive a Milano, è figlio di genitori entrambi musicisti, scrive, compone ed interpreta i suoi brani in RL da più di 20 anni. Sempre in  RL, ha collaborato con il Zelig Tour, col safari Park, e ha vinto diversi premi che poi lo hanno portato anche a suonare con Rosario Rannisi (ex concorrente del Grande Fratello e vincitore della Fattoria-3. Sentirete sempre Eddie cantare rock, blues, swing, italiano ma anche brani inediti. Insomma, EddieGuitardagger fa parte dei grandi musicisti che Second Life ci propone.  Dovete sapere che quando conobbi Eddie, gli chiesi chi avrebbe buttato giù dalla torre. E lui mi rispose: io non butto giù nessuno, li lascio scannarsi a vicenda (ancora adesso, scrivendo la battuta, mi viene da ridere).  Questo è Eddie, schietto e pungente, ma sempre sincero! Poi parlammo della musica in genere, che si ascolta in Second Life, ed è a quel punto che mi parlò delle famose “marchette “, come si suole indicare certe prestazioni professionali interessate, anche in SL.

E voi direte: “ ’a Francè, ma siamo sicuri che parliamo di musica”? Ebbene si amici, stiamo proprio parlando di musica ed ecco la definizione Eddiesantilliana della parola marchette: trattasi di tutte quelle canzoni che sei costretto a suonare per poter lavorare nei locali RL, ma anche nella maggior parte delle land italiane. Eddie infatti mi ha spiegato, che per poter cantare in tanti locali in RL se non canti i più famosi cover, magari con qualche tua canzone originale, ebbene, non duri. E quando nel 2007 sbarco in SL, capì che qui c’era un’apertura mentale che non esisteva in RL, e che qui non solo avrebbe  potuto far scoprire i suoi inediti ma  c’era anche la possibilità di esprimere al 100% la sua vera natura artistica.

E cosi, iniziò a cantare le sue canzoni originali italiane nelle land straniere, e fu molto apprezzato. E quando gli chiesi ma come mai canti cosi poco nelle land italiane, la sua risposta me l’aspettavo : “io canto sopratutto all’estero perchè mi rifiuto di fare marchette come tutti gli altri “(altra mia risata). Dunque, mi spiegò che le land italiane purtroppo hanno paura di prendere rischi e preferiscono fare cantare gli interpreti di quelle canzoni che tu ascolti continuamente, andando di land in land, e che si sentono pure in radio o in tivù. Sempre gli stessi interpreti, che cantano sempre gli stessi brani (Modà, Vasco, Ligabue, etc …). Gli owner si assicurano così di avere gente in land anche se non faranno mai scoprire cose nuove. E gli interpreti, bè loro lo fanno per seguire la via più facile, rincorrendo un guadagno facile.

Anche se la reporter normalmente non  dovrebbe dare il suo parere (ma io non mi reputo una “vera” reporter :) ), devo dire che a quel punto dissi ad Eddie che non ero d’accordo con il suo pensiero. Io sono convinta che i cantanti di SL, buoni o meno buoni che siano, non rincorrono il guadagno, ma solo il piacere di cantare cose che a loro piace cantare, rincorrendo magari  un semplice applauso. E dal punto di vista delle land e degli Owner, entra in gioco il costo di un artista, la gente che ti porterà questo artista, e se riesce o meno ad animare la land, perchè le persone presenti rimangano contente e possano tornare.

Però un confronto con le land straniere si deve pur fare. Eddie ha ragione quando dice che in Italia si scoprono pochi artisti nuovi. La maggior parte degli ottimi cantanti li ho scoperti in land straniere. Poi, piano piano, sono arrivati anche in Italia, ma dopo molto tempo : Krisie Snowdrop, Ceci Dover, Katia Keres, Gabryel Nyoki, Phil Stner, Mapoo Little, tutti conosciuti all’estero mentre in Italia ancora non avevano messo il piede sopra ad un palco.

Eddie canta più all’estero che in Italia, con i suoi circa 70 concerti al mese, ed è molto popolare nelle land straniere. Quello che è interessante, è che lui può farvi il concerto “à la carte”, cioè come voi lo desiderate. Vi fa un concerto “su misura” per la vostra land, per i vostri gusti e per divertire i vostri ospiti. Basta chiedere, e lui sempre e comunque darà il massimo.

Eddie Santillo è indubbiamente l’italiano più americano che abbiamo… E allora Godiamocelo!

by Francesca Caeran

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Reportage da SL8B: le immagini

SL8B: buon compleanno Second Life!

Finalmente ci siamo. Si comincia lunedì prossimo 20 giugno, alle ore 10.00 AM SLT, quando Kim Linden darà fiato alle trombe aprendo l’ottava celebrazione di compleanno per Second Life. Successivamente, il giorno 23 giugno, alle 3.00 PM SLT, anche lo stesso CEO della Linden, Rodvik Linden, si unirà ai partecipanti. La manifestazione si svilupperà per un totale di 12 giorni, fino al 2 luglio. Le fonti di informazione sull’evento sono molteplici: un blog wordpress (http://sl8b.wordpress.com/), un gruppo Flikr (http://www.flickr.com/groups/sl8b/ pool/with/5848779810/), filmati su Youtube (file://localhost/http/::www. youtube.com:watch%3Fv=NhM-RM_K3gM&feature=player _embedded), ecc.

La Linden Lab ha fatto le cose in grande: 21 regions, più di trecento espositori, 300 performance live, il tutto per dare l’immagine di una Second Life in grande forma (http://slurl.com/secondlife/SL8B%20Astonish/172/87/22). E siamo sicuri che la manifestazione servirà proprio a questo, a dare uno spaccato della grande vitalità e della quantità di lavoro che i residenti riescono a sviluppare nel mondo virtuale. Se Second Life vive e si sviluppa, compiendo un cammino faticoso ma costante, di evoluzione, lo si deve esclusivamente a quanti ci lavorano, si cimentano con le sperimentazioni e con le proprie capacità artistiche ed intellettuali. Second Life è fatta da loro e non dagli errori manageriali e di strategia della company Californiana. Da questi personaggi, alcuni noti, altri oscuri, che giorno per giorno aggiungono un pezzetto di mondo, un evento, un’opera artistica, un concerto, un progetto, deriva la vitalità di Second Life. E’ grazie esclusivamente al loro impegno e alla loro passione, che questo mondo vive e si evolve, nonostante tutto.

Molti gli espositori “istituzionali”, come la Caledon Oxbridge University, la Texas State University, o gruppi di grande rilevanza come quello del viewer Phoenix. Imponente la partecipazione Italiana: Solkide Auer, Giovanna Cerise, Merlino Mayo, Nessuno Moyo, Kicca Igaly, Shellina Winkler, Pallina60 Loon, il Gruppo “Italian Taste” (con Aliza Karu, MarkWD Helendale, Nevery Lorakeet, Mila Tatham, Rodroguez Imago, Trilly Sands), il padiglione dell’agenzia di stampa Crazy Press, e altri. Gli Italiani hanno dato il meglio di sé, con opere di grande impatto visivo ed immersività. Non voglio citarne nessuna, non sarebbe giusto, ma vi assicuro che diverse mi hanno lasciato a bocca aperta. Se solo gli italiani decidessero di lavorare insieme, non ci sarebbero rivali, oltre che a livello artistico e di inventiva (su questo sono già insuperabili), anche dal punto di vista manageriale ed organizzativo.

Non aggiungo altro e non pubblico le foto delle opere, lo potrò fare a partire da domani. In ogni caso, non ne avrete bisogno. Fate un salto per visitare questa eccezionale esposizione, magari viaggiando su una delle navette individuali che vi portano in giro per i viali illustrando i diversi padiglioni e gli espositori. Vi invito poi a segnalare le opere che vi hanno maggiormante colpito, perché, di sicuro, la riflessione sul nostro senso estetico verrà molto stimolata da questa manifestazione, unica nel suo genere. Buona esplorazione!

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La Second Life Italiana

L’avvenimento che più ha movimentato la Second Life Italiana, negli ultimi giorni, è stata la nascita di un gruppo denominato “Tribù Italia”. Il gruppo è stato fondato da Tani Thor, all’indomani della ormai celebre assemblea degli avatar italiani, tenutasi il 5 maggio, come reazione ad un articolo pubblicato sul sito di Vogue.it. L’articolo descriveva Second Life come un ambiente ormai avviato al lento ma inesorabile declino, con land vuote, diminuzione dei residenti, assenza di innovazione e di nuovi sviluppi. L’assemblea, prontamente convocata da una delle resident più attive della Second Life italiana, Mexi Lane, ha avuto una risposta immediata e di massa. La discussione che ne è seguita, indignata ed accesissima, ha ripetutamente toccato i temi di “com’era bella Second Life” e quelli di “facciamo vedere che ci siamo ancora”. Ma, soprattutto, è venuta fuori una voglia di comunicare all’esterno quanto di buono e di innovativo viene ancora oggi prodotto in Second Life, a dispetto della diminuzione degli iscritti (ma la diminuzione si è fermata, i dati attuali sono di leggera ripresa) e della mancanza di una visione del futuro da parte della Linden Lab.

La creazione di questo nuovo gruppo quindi, sia in Second Life, che in Facebook, e con un proprio blog “work in progress”, ha dato subito voce alla voglia di mostrarsi, e di “sfogarsi”, rispetto all’affronto subito dalla giornalista, ed ha raccolto in brevissimo tempo, circa 300 iscritti in Facebook.

La discussione si è sviluppata subito accesissima e piena di ottimi propositi, alimentata da un gruppetto, abbastanza ristretto, di entusiasti Resident di Second Life. Le idee sono piovute a decine, la voglia di fare e di dimostrare la vitalità di Second Life si è sentita fortissima. Tra le idee più seguite, quella di creare un enorme archivio (un Data-Base direbbero i “professionisti”) con tutto quanto è stato scritto, filmato e prodotto in Second Life negli ultimi anni. Una idea molto interessante, anche se un tantino dal sapore di Deja Vu, di come era bella la nostra terra….

L’idea originaria della creatrice del gruppo, che per la verità ha messo il gruppo a disposizione di tutti assegnando il ruolo di amministratori a chiunque volesse (a dimostrazione della sua totale apertura), era tuttavia un’altra: aprire una finestra su tutti gli eventi, le iniziative e i progetti che si vanno sviluppando in Second Life, mentre il progetto di archiviazione, per quanto intelligente e portato avanti con grande entusiasmo, si poneva un po’ come un’iniziativa a parte, e per diversi giorni, ha monopolizzato gli sforzi e i commenti di tutto il gruppo. Niente di male ovviamente. Un gruppo che nasce con tale rapidità ed entusiasmo deve poi trovare senz’altro il modo di definire meglio obiettivi e modalità di lavoro.

Quello che invece ha destato sorpresa in molti osservatori, tanto da costringere molti a lasciare il gruppo, è stata una improvvisa e violentissima fiammata di polemiche, litigi e ripicche personali. Il “la” a questa “guerra dei post” è stato dato da una riunione tra una decina di iscritti, che ha posto problemi di trasformazione del gruppo, nome del blog, della piattaforma, ecc. e che ha sollevato l’indignazione e il risentimento di molti dei non partecipanti alla riunione. Le rimostranze sono state accesissime, sicuramente sopra le righe (compresi un paio di interventi infelici, aimè, del sottoscritto), ma i litigi che si sono sviluppati, a partire da questi episodi, hanno dato il via all’emergere della peggiore vena polemica della Second Life italiana. Al momento, l’intervento deciso della creatrice del gruppo, che ha chiesto una nuova assemblea per una discussione più serena e costruttiva, sembra possa essere una svolta in questa squallida esperienza degli ultimi giorni. Lo speriamo vivamente.

C’è tuttavia una grande riflessione da fare, e urge porsi domande serie a questo proposito, sulle effettive capacità di una comunità virtuale che non riesce ad avere momenti organizzativi comuni, al di là di lodevoli esempi, ma legati ad iniziative specifiche e limitate. La storia della Second Life Italiana è purtroppo una storia di protagonismi e divisioni, di polemiche e rivalità. Non si discutono le tante, tantissime esperienze di grande impegno e professionalità che sono state portate avanti in questi anni, ma il teamwork, la voglia di integrare esperienze ed energie per obiettivi comuni, è qualcosa che proprio non riesce ad attecchire in noi Italiani della rete.

Finchè il miraggio del business in Second Life e su Second Life poteva essere se non una giustificazione, per lo meno una motivazione, di tanta rivalità, si poteva anche comprendere, ma oggi? Come possiamo comprendere oggi una tale esplosione di individualismo e aggressività?

Ognuno potrebbe dire la sua, e, ne sono certo, non troveremmo due Residenti con la stessa visione dei fatti. Anzi, una discussione su tale argomento scatenerebbe una nuova rissa Nonostante questo, dobbiamo provarci, e credo di essere arrivato ad alcune conclusioni che, ovviamente a mio parere, possano aiutare ad interpretare questo stallo. Naturalmente sarò il solo a pensarla così, ma provo a comunicarvele ugualmente.

Gli animatori di queste discussioni sono quanti sono entrati e sono cresciuti in Second Life nel momento del boom. Sono quelli che si sono visti esplodere sotto mano una realtà che ha dato enormi soddisfazioni e visibilità, sia all’interno, sia all’esterno di Second Life. Sono quelli che hanno visto i loro nomi sui blog, che sono stati intervistati, che hanno “costruito” l’attuale Second Life Italiana. Onore al merito. Ma la Second Life di oggi è lontana mille anni luce da quella che li ha visti protagonisti. L’uscita delle aziende, la conclusione a cui sono arrivate, che Second Life non può servire ad alimentare il Business Reale, ha cambiato completamente lo scenario. I mondi virtuali si stanno riposizionando come mondi di svago, di education e di simulazione di vario genere, persino di esperienze di vita (virtuale). Ebbene questo cambio di paradigma fa fatica ad essere compreso ancora oggi, a distanza di un paio d’anni dall’esplosione della bolla. Molte persone che hanno accumulato esperienze e capacità professionali, fanno fatica ad “elaborare il lutto”, non riescono a riposizionarsi, vivono sul passato. L’idea del progetto di raccolta documentale, per quanto meritoria, è un esempio lampante di gente che cammina con la testa voltata all’indietro.

Non mi si accusi di denigrare l’impegno e la dedizione di tizio o di caio, non è mia intenzione. Ma quello che penso è che bisogna mettere un punto e pensare al futuro. Un futuro senz’altro più difficile da percorrere, che non ha certezze, non ha gloria facile, non ha giornalisti che ti vengono ad intervistare, ma è senz’altro il deserto da attraversare per riprendere a crescere, per passare alla fase della maturità nello sviluppo dei Mondi Virtuali. Molti in USA stanno lavorando in questo senso. Molte Aziende stanno utilizzando proprie piattaforme protette dai firewall aziendali. Nuovi mondi si stanno sviluppando. Siamo in grado, noi Italiani di giocare un ruolo? I numeri della nostra presenza in Second Life, e le nostre esperienze e capacità, ci impongono un cambio di passo. Saremo capaci di provarci? O resteremo prigionieri delle nostre misere beghe, senza alcuna prospettiva futura? E’ forse questo un momento importante per cambiare approccio. Non sprechiamolo.

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