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Archivio per la categoria ‘Social applications’

Gioco e lavoro: la nuova linfa di Second Life

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Questo mese si è festeggiato, nella Second Life italiana, il quinto anno di “Arte Libera”, uno dei gruppi artistici più attivi nel campo dell’arte virtuale. Devo dire che, a mio parere, Arte Libera è tra i gruppi che più si sono distinti, in questi anni, per il livello qualitativo delle sue manifestazioni, ha dato spazio e visibilità a soggetti artistici eccellenti, e riconosciuti a livello internazionale. Ha così contribuito a mettere in evidenza il fatto che i confini dell’arte possono essere allargati anche dentro Second Life.

Simba Shumann, e i suoi compagni di viaggio, hanno fatto un grande “lavoro” in Second Life, ma, proprio per questo, la stessa Simba ha tenuto a precisare sul blog di Arte Libera (http://artelibera.net/2013/04/15/5-anni-di-arte-libera/), quanto segue: “Arte Libera non è un lavoro, non ho mai voluto che lo diventasse, e non lo è stato per le persone che mi hanno affiancato in questi anni. Arte Libera è il nostro tempo libero, il nostro miglior tempo libero, quello da dedicare alle cose che ci fanno stare bene e che ci regalano soddisfazioni pure”. Una frase che fa onore all’impegno di queste persone, e mette in evidenza un aspetto fondamentale dell’approccio della maggioranza dei residenti in Second Life: perfino i più impegnati, quelli che ottengono i migliori risultati in termini progettuali, professionali o artistici, tengono a sottolineare che per loro si tratta un gioco, non di un lavoro.

Parallelamente, nelle scorse settimane, ho preso l’iniziativa di sfruttare le mie competenze professionali, una volta tanto, per disegnare un possibile percorso evolutivo, per la costruzione di un progetto di lungo respiro, che potesse consentire una riorganizzazione, e un notevole ampliamento, delle attività nella Second Life italiana. La mia proposta, il mio progetto, che ho cercato di illustrare nelle sue grandi linee e nelle sue componenti essenziali, era diretto, come base di partenza, a uno dei gruppi di lavoro più attivi nella Second Life italiana, a cui ho appartenuto, per più di un anno. Devo dire che ho trovato molto interesse per l’iniziativa, ma nessuno disposto a impegnarsi per portarla avanti. Non certo per per cattiva volontà, o per motivi di bassa lega personalistici, ma sempre per il fatto che Second Life non è vista come un lavoro, ma come uno “svago”, un puro divertimento. Mi aspettavo ampiamente questa reazione, ma la mia provocazione era rivolta a saggiare il livello di possibile coinvolgimento degli attuali “attivisti” della Second Life italiana, verso un percorso di evoluzione, in tempi brevi, del modello organizzativo su cui si base oggi questa piattaforma.

Questi due esempi mi hanno portato ad alcune conclusioni. I casi che ho citato sono quelli di due gruppi che spendono senz’altro molto del loro tempo libero in iniziative concrete in Second Life, composti di persone di grandi capacità e spirito di iniziativa, eppure, entrambi, rifiutano il concetto di “lavoro” in Second Life. C’è senz’altro molto di freudiano in questo, a mio parere. Il lavoro è visto come un qualcosa di impegnativo e di invasivo del proprio tempo libero, eppure entrambi i gruppi non hanno fatto altro che lavorare in Second Life, alternando, certo, questo “lavoro” con le legittime attività di svago e di divertimento, ma hanno speso tempo ed energie per realizzare numerosi progetti, per quanto instabili. C’è qualcosa di profondamente legittimo in questa voglia di difendere i propri spazi di libertà, il proprio approccio basato sul gioco, in questo spazio libero da interferenze e da impegni della vita di tutti i giorni. Legittimo ma, a mio parere, assolutamente non corrispondente alla realtà.

Non c’è alcuna distinzione tra il livello del gioco e il livello del lavoro, in situazioni come queste. Anzi, quando il lavoro diventa gioco, e come tale viene vissuto, con tutte le gratificazioni che porta, e con l’orgoglio per quanto si riesce a realizzare, allora si è raggiunto uno degli obiettivi fondamentali del lavoro, che dovremo sempre di più considerare in futuro: non lavoriamo solo per vivere, per portare a casa “la pagnotta”, ma anche per soddisfare la nostra voglia di cultura, la nostra immaginazione, la nostra voglia di crescere. E la nostra gratificazione.

Invito quelli di voi che non l’abbiano fatto a rivedere il filmato che avevo allegato ad un mio recenbte articolo. Il filmato mostra l’orgoglio, e la passione, di un vecchio ottantenne e di un nativo digitale diciottenne per il lavoro che hanno scelto, e per la soddisfazione che provano nel farlo bene (http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2013/04/01/lessenza-del-lavoro-nel-mondo-virtuale/). Due mondi a confronto ma con gli stessi valori.

Uno dei punti principali, della mia proposta progettuale, era quello di creare un punto di accoglienza e di help per i nuovi ingressi in Second Life, per favorire il graduale ricambio e l’allargamento della base di utenza, attraverso una mirata campagna di proselitismo. E’ senz’altro questo il punto fondamentale per consentire una ripartenza nell’utilizzo delle piattaforme virtuali. La popolazione attuale dei residenti è il risultato di una selezione della specie, di quanti entrarono in Second Life nel momento dell’hype e ne uscirono gradualmente, delusi dalla mancata realizzazione dei loro sogni di business, o di facili guadagni. Occorre quindi riportare ad un giusto mix di componenti la popolazione che frequenta il Metaverso, poiché il momento della ripartenza si avvicina a grandi passi. Non è il business che guiderà l’evoluzione del Metaverso, ma le interazioni sociali.

Voglio solo darvi una piccola prospettiva di quanto sta succedendo, due flash su quello che sta cambiando nella società italiana, e che tutti voi avete vissuto in questi giorni. Questo per trarre insegnamento dalle modalità con cui l’utilizzo della rete sta trasformando, in modo rapido e irreversibile, la vita di tutti i giorni.

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Nel nuovo parlamento italiano sono entrati moltissimi giovani, molti provenienti dal “MoVimento 5 Stelle”, e altri, moltissimi altri, dal Partito Democratico. Ciò è avvenuto attraverso un esperimento di primarie, che ha portato in parlamento gente votata dal territorio, ma che non esprime alcun vincolo di appartenenza, o di identità, con l’organizzazione e l’istituzione di cui adesso fanno parte.

Ebbene, questa massa di giovani digitali si è rivelata assolutamente incontrollabile per le strutture tradizionali di partito, tanto da affossare, per ben due volte, una candidatura alla presidenza della Repubblica Italiana. Questi giovani deputati e senatori “digitali” sono stati condizionati non dalla dirigenza del partito, ma dai tweet e dalle interazioni in rete dei propri sostenitori, e dalle pressioni e dai messaggi provenienti dal loro network. Alcuni tweet sono diventati virali e in pochi minuti hanno invaso il paese. Gli hashtag “#NonFatelo”, “#NonViVotiamoPiu” e “#occupyPd”, hanno avuto un effetto dirompente, e assolutamente imprevisto, su quanto succedeva in Parlamento.

La rete ha già invaso la politica e le istituzioni, e le soluzioni organizzative che si dovranno trovare saranno del tutto diverse dalle forme partito tradizionali. Dalla rete ai Mondi Virtuali, il passo è breve. Tutti sapete che uno dei modelli organizzativi, utilizzati dal “MoVimento 5 Stelle” sul territorio, è quello dei MeetUp (http://it.wikipedia.org/wiki/Meetup). Ebbene, esiste un MeetUp di residenti in Second Life (http://www.meetup.com/MoVimento-5-Stelle-SECOND-LIFE), che è una semplice avanguardia di quanto potrà svilupparsi, e il “MoVimento 5 Stelle” ha appena festeggiato la ristrutturazione della propria land in Second Life, arrivando, all’appuntamento col Metaverso, con un certo ritardo, dopo le invasioni degli anni scorsi dei vecchi politici che conosciamo.

Per adesso il Metaverso è ancora una frontiera, come la California a metà dell’ottocento, prima della corsa all’oro, quando i suoi spazi sterminati erano popolati solo dai pionieri. Come sappiamo, oggi la California, presa da sola, è il settimo paese industrializzato del mondo, il cui PIL supera quello dell’Italia e si avvicina a quello della Francia. E come allora la California, i Mondi Virtuali sono oggi ancora popolati da pionieri, ma il futuro, in cui grandi masse utilizzeranno questa nuova dimensione, è ormai già iniziato, sull’onda delle trasformazioni sociali e dei veloci progressi tecnologici. Dobbiamo solo stare attenti a non vedere solo i vagoni di coda del treno della storia, mentre ci supera a grande velocità. Alziamo lo sguardo e prepariamoci a correre per raggiungerlo.

La giostra degli Avatar: gli alter

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Chi di voi, nella Second Life nostrana, non abbia creato almeno un altro avatar, scagli la prima pietra. State pur certi che di pietre non ne arriverebbe neanche una… La quasi totalità delle persone che frequentano Second Life ha almeno un altro Avatar, quando non  due, o tre, o cinque, o dodici! Ho raramente incontrato qualcuno che affermasse di avere quell’unica identità, e, quelle poche volte, non gli ho creduto. Non scandalizziamoci, tanto lo sappiamo, evitiamo di fare i falsi “perbenisti” come direbbe qualcuno. Il punto è un altro. Dando per scontato questo comportamento insito nell’ambiente, chiediamoci per un attimo il motivo di questa abitudine, e soppesiamone, a grandi linee, gli effetti e le conseguenze, nella vita vissuta nel Metaverso. Vi chiedo poi, nei prossimi giorni, di aiutarmi in questa analisi, con i vostri commenti e le vostre testimonianze dirette.

Il presupposto è che, in un Mondo Virtuale, il gioco al travestimento è insito nell’ambiente. Il trasformarsi in un qualcosa di “diverso” da se è una caratteristica costante, che attira, esattamente per questo, la grande maggioranza dei residenti. Ognuno interpreta nel Metaverso un personaggio, si costruisce una “storia”, interpreta un ruolo. Sono un’assoluta minoranza quelli che interpretano se stessi, per motivi di lavoro, di studio, o di ricerca. E anche costoro, potreste scommetterci, hanno degli alter ego per poter essere liberi di girare il Metaverso in tutta libertà. Detto questo, e dato per scontato il fenomeno, la questione si sposta inevitabilmente sulla qualità dei rapporti virtuali. Sappiamo tutto delle relazioni che si creano in Second Life, dei grandi amori che nascono e muoiono nel giro di pochi mesi, o di poche settimane. Sappiamo anche delle gelosie, dei tradimenti, delle menzogne e delle speculazioni, che vede molti individui utilizzare i rapporti nel Metaverso come un gioco, un passatempo. Quello di cui ancora ci meravigliamo è, invece, la sorpresa di quelli che mostrano stupore per tutto questo, che attaccano e si indignano pubblicamente per questa pratica, per questi tradimenti spiccioli, che animano e alimentano le loro stesse vite virtuali.

Non potendo credere, per davvero, a tale reazione di sdegno, dobbiamo ritenere che anche lo scandalo, la critica, l’indignazione, facciano parte di questo gioco delle parti. E dobbiamo anche dare per scontato che quelli che si indignano per questo, siano a loro volta protagonisti di analoghe storie di ambiguità e di tradimenti. Non c’è nulla di certo nel Metaverso, fino a quando, dietro ad un Avatar, potrà esserci chiunque: uomo, donna o macchina che sia.

Esisterebbe, in teoria, un unico antidoto per tale probema: la certificazione delle identità dell’Avatar. Tale certificazione, richiesta dalla Linden Lab al momento dell’iscrizione e dell’inserimento delle credenziali di pagamento, non è, a quanto possiamo constatare, né sicura, né tantomeno pubblica. Ma anche se fosse possibile procedere alla creazione di una vera e propria “anagrafe” dell’Avatar, questo renderebbe molto meno attrattivo ed affascinante questo Mondo. Il massimo che si potrebbe ottenere, sarebbe quello di avere una classe di Avatar “certificati”, con tanto di bollino di garanzia, e di credenziali, per quanto non esplicitamente pubblicate con dati reali. Ma che cosa risolverebbe tutto questo? La rimanente schiera di Avatar continuerebbe a comportarsi come ora, e non è assolutamente pensabile, a mio parere, la soluzione di imporre a tutti una tale “certificazione” ufficiale. Cadrebbe uno dei presupposti fondanti del Metaverso, almeno per come lo conosciamo oggi.

Archiviato quindi il tema dell’esistenza degli alter, e della conseguente falsa indignazione, diamo uno sguardo alla motivazione profonda di questa mancanza di lealtà, per lo meno nei casi in cui esiste un rapporto davvero stretto, tra le persone protagoniste delle relazioni virtuali. E mettiamo pure da parte la discussione per quegli amori o relazioni nati da tre giorni o da tre settimane, questi non possono fare testo in una discussione sulla lealtà e la fiducia. Chiediamoci quindi perché la gran parte delle persone, nel Metaverso, continua a mantenere una netta separazione tra il suo personaggio virtuale e il suo vero io, e perché, di conseguenza, questa libertà di azione porti, inevitabilmente, a nascondere le proprie attività dietro una falsa identità virtuale. E’ evidente che mantenersi anonimi è il fondamento stesso della loro presenza nel Metaverso, questo ai fini della propria libertà di movimento, e della possibilità di viversi le diverse esperienze, di tutti i tipi, che si possano fare nel Mondo Virtuale. E perfino nei casi in cui la relazione tra le persone si fa più stretta, l’anonimato rappresenta uno schermo, uno scudo, che si frappone tra la vita virtuale e la propria RL, a protezione e salvaguardia di quest’ultima.

In conclusione, abbiamo appurato, con un banale ragionamento sgombro da pregiudizi, quello che sapevamo fin dall’inizio: non esiste, per principio, una totale lealtà, fedeltà o verità nel Metaverso. Dobbiamo sempre essere pronti a scoprire che oltre la porta c’è un’altra porta. Se abbiamo voglia di un rapporto vero, paritario, diretto, dobbiamo lasciare le tastiere e incontrarci davanti ad un caffè o in un parco, o per una pizza. Saremmo allora sicuri almeno di due cose: che si tratti di una persona reale, con un sesso e un’immagine identificata (si spera) e che, parlandosi a quattr’occhi, si possa percepire nello sguardo, nella voce, nei gesti, la vera essenza del carattere di quella persona. Ma, a questo punto, non esisterebbe più il rapporto virtuale, parleremmo del rapporto, e dell’amicizia, tra due persone reali, che si misurano e si confrontano realmente. Un tema su cui abbiamo un milione di anni di esperienza…

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L’essenza del lavoro nel Mondo Virtuale

Negli ultimi mesi, ogni qualvolta che presentavo un’idea, una iniziativa in Second Life, ogni volta che discutevo con amici o conoscenti, owner o artisti, giornalisti o stilisti, ci si trovava spesso a dibattere intorno al significato di “lavoro” nel Mondo Virtuale. C’era chi negava decisamente di lavorare in Second Life, chi invece presentava il proprio impegno virtuale come puro divertimento, e chi, tracciando una linea netta di separazione tra la vita reale e quella virtuale, sosteneva che ne aveva tanto fin sopra i capelli del proprio “lavoro” reale, che era assurdo per lui pensare di fare qualcosa anche nel Mondo Virtuale. Ho sempre ascoltato con un certo disagio queste argomentazioni, poiché io utilizzo il Metaverso per divertirmi, mentre lavoro, non distinguo le due cose. Mi sono quindi trovato a chiedere a me stesso quale fosse, dal mio punto di vista, il vero significato di “lavoro”.

Non voglio dirvi a quali conclusioni sono giunto, ma voglio avviare con voi una riflessione, cercando anche di capire quali nuovi modelli ci vengono insegnati, nell’era della rete, per cambiare il nostro modo di lavorare, ed il nostro comportamento all’interno degli ambienti digitali. Per farla insieme questa riflessione, voglio partire da un video, che vi chiedo di guardare tutto, fino in fondo, poiché ogni istante di questa registrazione è uno stimolo a riflettere e a cercare di capire. Il video si chiama “La tela e il ciliegio”. Guardiamolo insieme.

http://www.youtube.com/watch?v=YFUt2cVqqSs&feature=youtu.be

Finito? Avete visto, in questo video, due ere geologiche a confronto: Mastro Antonio, 90 anni, professione Ebanista, orgoglioso di esserlo, e Jacopo, 19 anni, Digital Life Coach, una delle nuove professioni dell’era di Internet. Due uomini del sud, l’uno con una sapienza antica, di cui ogni sua parola rappresenta un insegnamento profondo, l’altro un “nativo digitale”, la cui giovane età non deve assolutamente trarre in inganno, i suoi risultati parlano per lui. Jacopo ha un proprio sito web, Mastro Antonio, ovviamente, ci racconta a voce la sua esperienza. Due storie molto diverse tra loro. Mastro Antonio ci ha messo decenni per arrivare alla perfezione, ha attinto alle esperienze delle generazioni precedenti, si è costruito da solo gli attrezzi, ha provato e riprovato, e, ancora a 90 anni, ha qualcosa da scoprire. Jacopo si è cercato da solo i suoi maestri sulla rete, da autodidatta. A 19 anni è un esperto professionista, dà consulenza ad aziende, ha un team allargato, un network di contatti che gli consentono sempre di arrivare alla soluzione di un problema.

Tuttavia, la passione e la voglia di lavorare, l’ambizione di costruire qualcosa di “ben fatto”, la ricerca dell’eccellenza, sono le stesse. Entrambi non distinguono tra divertimento e lavoro, per entrambi il lavoro è il loro modo di vivere, di realizzarsi, indipendentemente dall’oggetto finale, dal risultato pratico della propria attività. Jacopo ci dice anche qualcosa che deve farci profondamente riflettere, noi abitanti del Metaverso, che cioè l’ambiente digitale non è affatto una cosa diversa dall’ambiente reale, ma semplicemente una sua estensione, un modo per arrivare più velocemente, e meglio, ad un risultato. Cercare contributi in rete, condividere le esperienze, cercare le soluzioni insieme ad altri, cooperare. Sono modelli lavorativi che ampliano le capacità dell’uomo, mettendo a disposizione della collettività, ma anche del singolo che vuole servirsene, le esperienze di tutti.

Il Mondo Virtuale non è altro che uno dei paradigmi della rete, uno dei più efficaci, che ci consente di misurarci con gli altri direttamente, ricreando un ambiente fisico in cui incontrarli, un’ulteriore e potente possibilità offerta dalla rete. Mettere insieme mondi e spazi diversi per farli ritrovare in un unico “posto”: un’enorme passo avanti. E così, come non c’è differenza tra reale e virtuale, così non c’è differenza tra il lavorare in un’ufficio reale, fisico, e il lavorare in uno sazio virtuale distribuito, poiché la cosa importante, la vera essenza del lavoro, sono le idee, la condivisione delle esperienze. Innovazione è cambiare il modo di pensare delle persone. Non fare referendum in rete con un click, ma consentire alla gente di imparare e di progredire insieme, mettendo in comune conoscenze e idee nuove. Non siamo affatto innovativi se clicchiamo semplicemente un “mi piace” su Facebook, lo siamo se siamo invece capaci di confrontarci con gli altri, magari a migliaia di miglia di distanza, cercando di comprendere meglio i problemi della nostra società e guidando uno sforzo collettivo, non di un singolo, verso un mondo migliore.

Il Metaverso può essere un incredibile facilitatore di questo nuovo modello culturale. La cosiddetta “democrazia diretta”, una balla colossale, poiché banalizza i problemi ee evita l’approfondimento, deve invece lasciare il posto al lavoro e all’elaborazione comune. E’ vero che uno vale uno, ma è anche vero che molti valgono più di pochi, hanno più probabilità di arrivare alla soluzione dei problemi. Il risultato di un nuovo modo di pensare passa attraverso la condivisione.

I Mondi Virtuali non sono una moda come un’altra, alla stregua di un Facebook o di un Twitter, sono una possibilità, che ci è stata offerta dal progresso, di sfruttare al meglio i nuovi strumenti tecnologici. Ma non basta saper usare gli strumenti, occorre imparare a lavorare insieme, e qui, purtroppo, la tecnologia non risolve il problema, solo ci aiuta a semplificarlo. Il salto culturale dobbiamo farlo con la nostra testa: saremo innovativi quando riusciremo a dare un contributo vero su questo cammino, senza cliccare nessun “mi piace”, ma sedendoci una sera, magari intorno ad un fuoco “virtuale” in una land lontana, a ragionare del perché non siamo capaci di pensare in grande, di allargare i nostri orizzonti. E a cercare di capire perché, nonostante tutto, Mastro Antonio ha vissuto una vita più felice della nostra.

Vita da Avatar: istruzioni per l’uso

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by Mascia Luminos

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E’ inequivocabile, noi in Second Life siamo pixel, Avatar. Trascorriamo ore ed ore, mesi ed anni, a rimanere “anonimi”, non siamo obbligati a fornire il nome e le generalità, perciò possiamo permetterci di godere della nostra vita spensierata restando dei perfetti sconosciuti, appellandoci alla legge per la quale Second Life è Second Life e RL è RL ergo:  due mondi  ben distinti dunque. In effetti, nessuno può dire niente, questa è la prima regola per chi entra nella “seconda vita” ma poi, quando in questo “Metaverso” ci viviamo a lungo, sarà poi sempre così facile mantenere la privacy? Per rispondere a questo bisogna tornare indietro, a quando eravamo “niubbi”. Innazitutto quando entrai io, per esempio, si “nasceva” in una land di accoglienza, ove erano spiegati a caratteri cubitali tutti i passaggi tecnici per muoversi, agire, volare e teletrasportarsi, così come usare l’inventario cose tecniche quindi ma… c’erano anche i Mentor.  Ecco, proprio loro, “gli angeli” di Second Life, specie quando erano anche riconosciuti e approvati dalla Linden. Essere Mentor era una vera e propria missione, ed io mi imbattei proprio in un Mentor, che aveva modi un po’ sbrigativi, per quanto riguarda le informazioni tecniche, ma fu davvero unico nel darmi le informazioni “di vita”. Pensandoci bene fu un “insegnante di vita virtuale” perché mi fece tutte le raccomandazioni possibili su cosa può accadere in Second Life. Ecco alcune regole: non rivelare la tua identità o, ancor peggio, dove abiti; attenzione sempre a quello che scrivi in IM: ti si potrà ritorcere contro; non fidarti troppo, incontrerai persone che sono il peggio del peggio, mentiranno su tutto; e così via. Di tutte quelle raccomandazioni, che mi parvero esagerate, una mi restò impressa e decisi di ascoltarla, e mettere dei paletti, fra me e coloro che avrei incontrato. Li piantai bene, e nonostante fossi molto dubbiosa sul fatto che in Second Life vi siano ad ogni angolo persone contorte, bugiarde, eccetera, entrare in quel mondo fu subito affascinante… e lo è tuttora, voglio aggiungere.

Second Life mi piace, non c’è che dire, ma … le regole dell’uso, a distanza di tempo, hanno preso il loro valore e la loro giusta dimensione, ed io spesso mi sono ricordata di quel Mentor che fu fra l’altro il mio primo contatto ed, ahimè, ora entra anche pochissimo.

Mi informò anche delle land a luci rosse e di altre dove puoi essere fatta prigioniera o torturata, ed io… che domandavo e non capivo … ma torturata di cosa? Un Avatar? Certo, può accaderti di tutto, ma solo se accetti, però anche io appena entrata accettai un morso e  da non so chi solo perché pensavo che mi stesse inviando un Landmark di negozi freebies. Comunque, sempre per la regola “non è vero ma ci credo” meglio stare lontani dai “pericoli”, fino a quando non si comprendono i meccanismi e certe dinamiche di Second Life. Accade poi che incontri persone che vivono qui da molto più tempo, che sono già state svezzate dalla vita tormentosa di questo ambiente pixellato. Gente già smaliziata, che racconta la propria vita o storia rivelando la propria identità e dove abita, con tanto di telefono cellulare e ti chiedi ”che sia vero che si chiama sig. Rossi ed è separato e vive a Canicattì e fa lo psicologo?” A quel punto non si sa che comportamento tenere, perché, di fronte a cotanta sincerità, il non rivelarsi fa diventare automaticamente te “un falso” ma come? Non dire come ti chiami in RL, o che lavoro fai, o il tuo stato civile, ti rende ‘falso’ in un mondo virtuale? I dubbi si accumulano, e i sensi di colpa ci assillano. I sensi di colpa, sul non volerti svelare più di tanto, in attesa di sviluppi migliori, o di acquisire maggior fiducia. Eppure, io sostengo che questo è un modo per difendersi, che non deve destabilizzare, meglio non dire niente che milioni di bugie… poi, inevitabilmente, entrano i sentimenti, si conosce l’amore. E, per favore, non venitemi a raccontare “ah sai io non mi faccio coinvolgere Second Life rimane la finzione”. Mai parole furono più false, perché anche i più accaniti sostenitori di quella tesi, prima o poi, tolgono i baluardi e si “innamorano”. Si, innamorarsi in Second Life, è questo l’argomento che voglio trattare ma dal punto di vista umano.

All’inizio è sempre un gioco, uno scambio di frasi: inviti a vedere le land o eventi in genere poi inviti al gran ballo, e poi molto altro ancora. All’inizio c’è una stanza buia e un solo lumicino,, e il tempo da dedicare a lei/lui è contato, misurato, a volte sembra quasi un favore che fai a te stesso o alla tua lei. Poi… passano i giorni e, se la tua priorità non è usare le ball per le effusioni amorose, facendo a gara a chi ne usa di più, beh … se la tua priorità della tua vita Second Life non è solo il sesso, allora in quel caso il coivolgimento è sempre un crescendo. In Second Life si ama e si soffre per amore, spesso anche più o come in RL, e non lo dico io, lo dicono tutti quelli che si sono innamorati davvero, e poi lasciati per i motivi più disparati.

La differenza fra l’innamorarsi in Second Life e in RL è enorme. In Second Life ci si incontra, si inizia a parlare, a conoscersi sempre di più, il dialogo diviene il fondamento, si parla, si scherza, si piange, ci si confida senza pretese e senza voler sapere com’è l’altra persona, perché durante la fase della conoscenza si cerca di carpire ogni sfumatura nel modo di conversare, o nello scrivere, non importa l’età, non è importante l’aspetto, perché  si guarda l’Avatar… e poi, attraverso gli occhi dell’Avatar,  si arriva nel cuore. E’ una cosa lenta, molto lenta, e proprio perché tutto avviene lentamente, i sentimenti mettono radici profonde… ci si innamora della persona per come si pone, per come scherza o ride, per quello che dice, per i sogni, per i pensieri o per la voce.

E la voglia di stare insieme diviene forte… fortissima, l’aspetto esteriore reale passa in secondo, terzo, quarto piano, prevalgono le affinità elettive, il sentimento puro. Nella vita reale se due che non si conoscono si incontrano, se non si piacciono manco si mettono a parlare, e nemmeno si sorridono, e passano oltre, senza degnarsi di uno sguardo. Vedete, quelle persone lì che si sono sfiorate in RL, e non si sono guardate, e non hanno iniziato a parlare, se si fossero incontrate su Second Life forse si sarebbero anche potute innamorare … ecco la differenza. Mi è capitato qualche tempo fa di parlare con una persona, che mi raccontò di provare dei sentimenti talmente forti per una persona incontrata su questo mondo virtuale, che non era importante se fosse stata grassa, magra, alta, bassa o addirittura portatrice di qualche handicap, tale era la forza di quel sentimento. Beh, certo, dal dire al fare, sempre il mare è di mezzo… Ma finche si vive uno stato d’animo con quella potenza o forza, tutto pare più bello, anche questa vita. La maggior parte delle persone che muovono gli Avatar, in realtà, cercano una compagna o un compagno per farsi compagnia, per andare a ballare e ascoltare, o condividere la vita di questo mondo fatto di tanta fantasia. I sentimenti, le pulsazioni del cuore spesso vanno a mille, non appena vedi la scritta “online” accanto al nome dell’Avatar che in quel momento desideri. Quando si è innamorati non è l’avatar, ma è LEI… o LUI, è il tuo sogno che entra in linea con te.

Insomma, se fosse per me, che sono una romanticona, potrei evocare ormai la famosa frase “Va dove ti porta il cuore”, ma, responsabilmente, dico: “attenti al vostro cuore”. Second Life è tremendamente bella e, allo stesso modo, insidiosa, e spesso si esce distrutti. E’ risaputo che spesso le pene d’amore fanno allontanare dal PC, a volte in modo definitivo, a volte solo per un certo periodo di tempo, di “decontaminazione”, poi si ritorna o con un altro Avatar, o con lo stesso Avi, ma un po’ più corazzati.

Istruzioni per l’uso, non sono certo io la persona che può insegnare, non esiste un manuale d’uso… Ma posso però raccontare ciò che ho visto, e anche in parte vissuto e sentito, poi ognuno di voi faccia le proprie considerazioni. Come avrete notato, ho parlato poco da Avatar e più da persona, perché, in fondo, gli avatar li muoviamo sempre e comunque solo noi.

Ho letto su un profilo di un Avi francese “Se mi parli della tua RL ti muto immediatamente” anche questo avvertimento, in fondo, è una delle tante “corazze” che tentiamo di indossare, chissà se poi questa persona questo avvertimento lo applicherà… La frase mi è piaciuta, dice tutto, rimane un avviso, una “istruzione per l’uso”.

Imperdonabilmente vostra: Mascia.

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Dal Medioevo al Rinascimento

by AquilaDellaNotte Kondor

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Erano i tempi gloriosi di Second Life, correva infatti l’anno 2007, ed erano tempi in cui esistevano grandi comunità all’interno del Mondo virtuale, per lo più aggregate intorno ad una land, al suo owner. Tempi in cui costoro rappresentavano i signori incontrastati delle communities, veri e propri monarchi, il cui volere era inappellabile, con tanto di corte e di adoratori reverenti intorno a loro. A quel tempo questi leader decidevano e organizzavano, sostenevano spese e dispensavano lavoro e incarichi, spesso avendo alle spalle un’azienda reale, per lo più di piccole dimensioni, ma con ambizioni da start up (le grandi aziende, con pochissime eccezioni, non si sono mai cimentate direttamente inworld). Il miraggio era ovviamente il grande business, che, nelle loro ambizioni, presto si sarebbe sviluppato portando fama e successo. C’era la speranza di cavalcare l’onda della crescita esponenziale dei Mondi Virtuali, ed il sogno era quello di incrementare il proprio giro d’affari, non solo in world, ma anche a vantaggio delle loro imprese reali. Insomma, il grande mito del successo imminente. Molte furono le grandi aziende che investirono in Second Life solo quel minimo che bastava per cavalcare l’onda, per essere trendy. E così, questi imprenditori virtuali fecero loro da tramite, per l’ingresso nel nuovo Eldorado, ritagliandosi un ruolo e una visibilità considerevole, spesso sfociata in articoli e interviste sulla grande stampa internazionale. Per un breve periodo sono circolati soldi veri in Second Life, fino a quando il miraggio ha mantenuto intatto la propria attrattiva ed il proprio fascino. Molti imprenditori, anche di talento, avviarono allora le loro attività in Second Life: i Templar Merlin, i Bruno Echegaray, i Basil Coage, gli Enea Lobo, i Luigi Vandeverre, e via discorrendo, profusero notevoli risorse, personali ed economiche, nell’impresa di far decollare il nuovo business. Alla lunga, pochissimi sono rimasti, e sarebbe certo interessante ritrovare oggi questi amici, per discorrere con loro su cosa non abbia davvero funzionato, a loro modo di vedere, nella realizzazione del sogno.

La disgregazione di queste comunità, di questi centri sociali, ha quindi aperto l’era della frammentazione. Le comunità si sono ristrette, molti hanno abbandonato per sempre il Metaverso, ma molti altri sono rimasti, ognuno con i propri scopi e con le proprie ragioni, spesso di puro divertimento e di svago. L’era dei Comuni ha lasciato il passo ad un lungo Medioevo, mentre tra i pochi nuclei di aggregazione, che hanno mantenuta intatta la loro motivazione con una presenza sempre costante, troviamo, prima di tutti, gli artisti. Sono stati loro che, con la loro creatività ed il loro impegno nell’organizzazione di eventi, hanno mantenuto intatta una certa organizzazione sociale, e continuato a tessere il filo dello sviluppo, tecnico e culturale del Metaverso. Con gli artisti, tra i pochi altri protagonisti indiscussi, troviamo i musicisti e i cantanti, ognuno col proprio gruppo, la propria “banda” di fans. E poi naturalmente gli intellettuali di vario genere: bibliofili, poeti, educatori, sempre presenti ed attivi in Second Life. Tante cellule separate, gruppi divisi, spesso in competizione tra di loro, con pochissimi progetti di grande respiro, portati avanti tra mille difficoltà e con pochissime risorse. Ma del business, quello vero, non troviamo più alcuna traccia ormai …

Di certo il Medioevo sarà lungo, poiché i presupposti per l’uscita dagli anni bui ancora non si sono realizzati, e il nuovo Rinascimento Virtuale, quando verrà, non potrà che originarsi da nuove forze, nuovi protagonisti, essendo la legge dei grandi numeri spietata e cinica. Tuttavia, i progressi tecnologici, spinti dalla ricerca di nuovi sbocchi commerciali da parte delle grandi corporation dell’elettronica, si susseguono ormai a ritmi elevati, e presto invaderanno le piattaforme virtuali, o, più probabilmente, saranno queste ad invadere il  mondo reale sulle ali dell’innovazione espressa dalla Realtà Aumentata, di cui vediamo in giro applicazioni sempre più numerose. Mondo Reale e Mondo Virtuale andranno lentamente ad integrarsi, espandendo le nostre capacità e le nostre esperienze. Sarà possibile “entrare” nell’Avatar, muovendolo e comandarlo con il nostro stesso corpo, lo sguardo, le mani, con tutti i nostri sensi. E verrà il tempo in cui le barriere tra i due mondi, quello reale e quello virtuale, verranno davvero abbassate, e un’ondata di neofiti arriverà dai videogiochi, dalle televisioni, dai Social Network. Dall’altra parte, il Mondo Virtuale diverrà sempre più invasivo, e non sarà più il tempo di cercare di portare il business reale dentro i Mondi Virtuali, ma saranno questi ultimi ad invadere la realtà, integrandola e complementandola.

Che cosa si salverà di questa preistoria dei Mondi Virtuali, di quest’epoca di pionieri? Nulla di quanto oggi conosciamo, temo. L’entusiasmo degli antichi neofiti, frequentatori del Metaverso, verrà travolto e integrato dalla massa dei nuovi arrivati. Le nuove applicazioni di realtà aumentata ci faranno sorridere, come di reperti preistorici, dei prims oggi faticosamente linkati dai nostri artisti virtuali. Le possibilità dell’Avatar, enormemente cresciute, ci consentiranno di vivere una Seconda Vita che sarà non un’alternativa, ma un’estensione, della vita reale, un suo completamento. A quel punto, i più fantasiosi e intraprendenti troveranno altri modi per evadere, per crearsi spazi ed esperienze individuali.  Sarà perciò il tempo della massificazione delle esperienze, del superamento dell’era pioneristica, e del ritorno alla normalizzazione dell’individuo, inteso come motore del cambiamento.

A quelli che sognano quindi un futuro radioso, una nuova età dell’oro per i Mondi Virtuali, possiamo dire che si, certamente le evoluzioni saranno enormi, e immense saranno le possibilità di cui disporremo. Ma l’emozione di trovarsi in un mondo “nuovo”, ancora inesplorato, in cui abbiamo appena imparato a muoverci e a costruire, sarà sempre più sfumata, e forse, chissà, rimpiangeremo i tempi in cui ci si trovava in quattro gatti in una piazza virtuale a godersi un concerto in santa pace, o una mostra con pochi intimi. Di certo non ci mancherà il lag, o le mille difficoltà tecnologiche che abbiamo oggi, ma forse ci mancheranno molte altre cose, in attesa di una nuova rivoluzione, che, chissà, ci porterà forse oltre la dimensione spaziale, verso il superamento di altri limiti … Ma questa sarà tutta un’altra storia …

Alza le tue braccia al cielo e danza! E’ il “One billion rising” day

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Alza le tue braccia al cielo, sollevati, e danza. Danza per quelle che tacciono, danza per coloro che non hanno diritti, danza per i massacrati dalla storia, danza per le donne di tutto il mondo, per cui la violenza è pratica quotidiana. Danza per gli uomini, perché il rispetto e l’amore non siano parole vuote. E danza per te stessa, perché il mondo sovverta questa vergogna. Il 14 di febbraio un miliardo di persone in tutti gli angoli del mondo hanno aderito all’iniziativa “One billion rising” (http://onebillionrising.org/), lanciata dalla statunitense Eve Ensler, autrice dell’opera “I monologhi della vagina” nel 1997, che ha fondato un movimento che si chiama V-Day  (http://www.vday.org/home) e che ogni anno organizza più di 1500 eventi in 140 paesi del mondo: workshop, incontri, rappresentazioni teatrali, visite e incontri nei paesi in cui i diritti delle donne sono violati ogni giorno. Una donna su tre al mondo, infatti, è vittima di violenza, da quella domestica a quella nelle comunità, nei posti di lavoro, nella vita di tutti i giorni. All’iniziativa hanno aderito, tra i tanti, anche molti personaggi del mondo dello spettacolo: da Robert Redford (https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=mCHXBQIU01Y), il cui video di sostegno all’iniziativa è stato pubblicato sul Guardian il 24 settembre 2012, a Jane Fonda (https://www.youtube.com/watch?v=YUtd3e6Waeg), che in questo toccante video ha spiegato i suoi motivi per l’adesione all’iniziativa:  “Why I’m rising”.

In 205 paesi del mondo si sono organizzati flash mob al grido di “We rise”, e milione di donne e uomini hanno levato le loro braccia al cielo, danzando ed esprimendo il proprio sdegno per l’intollerabile pratica della violenza contro le donne. Il loro grido si è espresso sulle note di “Break the chain”, rompi le catene, scritto da Tena Clark e Tim Heintz (http://www.youtube.com/watch?v=fL5N8rSy4CU). In Italia, a Roma, in piazza di Spagna, e’ partito un flash mob al grido di “Basta la violenza sulle donne”, e il grido di indignazione si è propagato in 100 altre location in tutto il paese, in un raro caso di solidarietà e di ribellione civile. Al festival di Sanremo Luciana Littizzetto ha recitato uno splendido monologo contro la violenza, accompagnata, in una danza collettiva, da un centinaio di donne (http://www.youtube.com/watch?v=_hwTue_fiHo)..

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Hanno partecipato al “One billion rising”, in tutte le parti del mondo, anche gli uomini, e non chiedete loro il motivo di questa partecipazione, sarebbe un’offesa, poiché questa era anche per loro la cosa giusta da fare. Questa battaglia di civiltà riguarda ogni essere umano su questa terra, non riguarda solo le donne, poiché se è vero che c’è chi subisce violenza, è altrettanto vero che, dall’altra parte, c’è chi questa violenza la usa, per cui è pratica quotidiana contro i deboli, gli indifesi. Questa vergogna è una macchia che va cancellata dalla coscienza civile di tutti i popoli, di tutti gli stati e di ogni religione.

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I residenti di Second Life hanno aderito con grande entusiasmo e capacità organizzativa alla manifestazione (http://onebillionrisingsl.wordpress.com). Un evento internazionale è stato organizzato durante tutto l’arco delle 24 ore, il 14 di febbraio, non solo con balli ed eventi musicali, ma anche con esposizioni di artisti da tutte le parti del mondo in Second life (http://onebillionrising.org/page/event/detail/startarising/wd8). Straordinario questo video, girato per l’occasione: http://www.youtube.com/watch?v=8AUYdrhoDfE. La comunità Italiana, sempre attivissima fin dal 2010 su questo tema, ha deciso di dedicare eventi tutto l’anno al tema della violenza sulle donne, e tutti coloro che vorranno aderire potranno diffondere il logo, manifestare il proprio supporto e contribuire al 2Lei in Second Life (http://secondlife2lei.blogspot.it/2013/02/you-can-partecipate-support-2lei.html).

Un evento straordinario avrà luogo il 18 di febbraio alle ore 22,30 presso la Antipatik Station, con un concerto dal vivo di Viviana Houston, dall’Italia, e di Ceci Dover dalla Spagna, aderendo all’iniziativa 2Lei in Second Life (http://slurl.com/secondlife/Music Stars Venue/206/222/26). Seguiremo questi eventi, e la riflessione collettiva che ne scaturirà, dandone conto man mano che si susseguiranno, o che verranno annunciati. Invito inoltre tutti quelli che vogliono partecipare a questo dibattito a dare il loro parere, le loro impressioni, a raccontare le loro storie senza remore, ma con spirito di solidarietà e di amicizia, uomo o donna che sia: questa è una battaglia che appartiene a ognuno di noi.

E se fosse solo un gioco?

by AquilaDellaNotte Kondor

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Ho letto questa mattina di un Mondo Virtuale on line: si chiama Second Life. A dire la verità ne avevo sentito parlare con un certo entusiasmo negli scorsi anni, poi… il nulla. L’articolo, molto ben fatto, sostiene che c’è gente che ci vive là dentro. Non resisto alla curiosità e, dopo un facile approccio al sito (grazie Google!) con la scelta di un “Avatar”, con tanto di nome di fantasia (finalmente posso chiamarmi come mi pare!), e dopo un rapido download del software di accesso, entro nel programma.

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Mi ritrovo in uno spazio tridimensionale chiamato “Destination Island”, il mio Avatar, occhialuto e con maglietta e Jeans, non è male, si presenta bene. Sono attorniato da altri Avatar, piuttosto imbranati. Per fortuna sullo schermo mi appare un tutorial. Ci perdo un’oretta a capire i comandi. Intanto guardo una serie di pannelli disposti tutto intorno e, cliccando su uno di questi, senza volerlo, mi ritrovo in un posto diverso, chiamato “Electrobit City”. Subito mi appioppano una richiesta di appartenenza a un gruppo, che non immagino cosa possa essere. Rifiuto. E’ un posto deserto, che cavolo! Apro il pannello con la mappa, e cerco una zona dove vedo tanti pallini verdi, ci clicco su, e il teleport mi fionda in un posto chiamato “The Rock Club”. Mi imbatto in una specie di negozio di abiti, c’è scritto MEB sopra. Tutti vestiti da donna. Mi giro intorno, vedo altri “negozi”, ma solo alcuni, davvero pochi, da uomo (vestiti in stile punk o country … meglio evitare…). Alle mie spalle vedo un posto frequentato da molti Avatar, una specie di discoteca. Dentro intravedo avatar che si agitano al ritmo di una musica assordante. Per la musica ho la mia raccolta su iTunes, il posto non mi interessa per nulla. Torno alla mappa, cerco altri posti con i pallini verdi, e finalmente mi ritrovo in un posto in cui c’è gente che parla con la funzione vocale. Sono Russi, non capisco una cippa. Ricomincio a cercare, scopro la funzione “search”, cerco nomi italiani: Da Vinci Gardens. Ci sono alcune persone, mute, dalle loro schede (profili) vedo che non sono italiani, provo con un “Hello!” che non fa mai male. Nulla, non mi si filano per niente. Sfrutto la possibilità di volare, e vado a cercarmi i pallini verdi sulla mappa, armato del mio “Hello!” e di molta pazienza. Trovo un tizio che suona il piano sott’acqua, con la scritta “owner”, sarà il proprietario di questo posto. Al mio Hello! non fa una piega. Dopo un po’ me ne vado, deluso. Possibile che non ci sia nessuno che mi dia una mano a cercare i posti giusti? Dove trovo gli abitanti di questo posto del cavolo? Dove posso parlare con qualcuno?

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Esco dal programma, rassegnato, dopo due ore. Forse si tratta di una bufala, o non c’è più nessuno qui dentro. Provo a cercare su Google e Youtube. Vedo diversi filmati e, con l’aiuto del sito di Second Life, mi faccio una lista di possibili destinazioni da cercare col search una volta rientrato. La sera dopo riparto con la caccia agli abitanti del Metaverso. Una volta nel programma, mi teleporto in un posto chiamato “Syn City”, molto citato sul web, e nei siti dedicati a Second Life, e infatti è molto popolato, ma di gente che non usa il “voice”, vabbè pazienza, chatterò! Appena arrivato, in una specie di incrocio stradale, trovo un tizio con un pene enorme che chatta con delle “Avataresse” che sembrano alquanto interessate ai suoi solidi argomenti. Inutile riferire i dialoghi, irriferibili, in inglese. Al centro dell’incrocio stradale vedo degli schermi che illustrano le notevoli caratteristiche di organi sessuali virtuali di vario genere. Tutt’intorno, altri negozi, con vestiti di tutti i tipi, biancheria intima femminile, e altri accessori, utili agli scopi che è facile immaginare. A quanto pare il centro di tutto questo commercio è sempre il corpo virtuale dell’avatar, tutto quanto possa servire a renderlo attraente agli occhi di questi energumeni, che vanno in giro col pene in perenne trazione, e delle interessate Avataresse. E’ tutta qui la cosiddetta economia di Second Life? E’ così che qualcuno, un paio di anni fa, pensava di arricchirsi? Cambio posto. Finalmente arrivo in una “land” interessante: una specie di Hub da cui si possono raggiungere decine di altri posti, tutti dedicati ai Role Play, ai Giochi di Ruolo. Accidenti! Ecco una cosa davvero degna di interesse. Comincio a girarli, per esplorarli e capire cosa ci fa la gente. Posti in stile spaziale, medioevale, steapunk, sempre corredati di negozi, con abiti in stile e oggetti pronti per l’uso. Vedo Avatar che si scontrano, combattono, si divertono con grida disumane, o semplicemente si parano, l’un davanti all’altro, probabilmente immersi in profondi IM tra loro, su strategie di gioco o sugli affari loro. Gli scenari sono molto belli. Qui la gente gioca e si diverte, e, a quanto sembra, socializza anche, tra una randellata e un colpo di spada. Credo che queste land siano una specie di videogame di gruppo, e sembra, incredibile a credersi, che ci siano decine e decine di land di questo genere, con paesaggi fantastici e stili diversi. A volte provo a chattare con loro (nessuno usa il voice), ma mi degnano, devo dire, di scarsissima attenzione, ai limiti della scortesia. Tutt’intorno, cartelli con avvisi e divieto di ingresso nelle aree adibite al RP. Tutto questo mondo è davvero interessante, ma inaccessibile per un niubbo quale io sono (ho appreso con stupore, da alcune chat di supponenza nei miei confronti, che sono identificato in tal modo dai residenti). Forse mi ci vorranno dei mesi per capire come funzionano questi giochi e per farmi accettare. Il RP è al di fuori della mia portata al momento.

Sempre più scoraggiato, riprendo il mio viaggio di scoperta del Mondo Virtuale, cercando gli eventi e i posti indicati dai siti web e dalle destinazioni più frequentate, ma tra locali che sparano musica a tutto volume, negozi di vestiti e oggetti più o meno equivoci, land in cui si pratica sesso virtuale a tutte le ore, non trovo nulla che possa interessare un povero niubbo. Ho deciso, però, di non mollare ancora: dedicherò ancora un paio di serate a questo giochino, poi lo manderò all’inferno definitivamente.

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Per fortuna, a questo punto mi arriva un aiuto inaspettato, dal social network di punta del momento: Facebook. Se andate su Facebook e cercate “Second Life” troverete decine di gruppi ispirati a questo gioco, e una serie innumerevole di annunci di eventi, incontri, mostre ecc. Allora c’è forse una Second Life nascosta da scoprire, bastava saperlo … Voglio provarci, prima di mollare.

Scelgo un paio di eventi: una inaugurazione di una mostra e un incontro di bibliofili, a cui partecipo con un certo interesse. Devo dire che questo evento con i bibliofili è alquanto noioso, visto che, ovviamente, non ho mai partecipato prima ai loro incontri (capisco poco in effetti, dei loro discorsi) e non conosco nessuno. Ma tutti loro sono molto gentili col povero niubbo, a differenza dei Role Players incontrati in precedenza. Se resto in questo posto, decido, tornerò a trovarli di certo. Quello che invece mi impressiona davvero, è la mostra collettiva di una serie di artisti, scultori e fotografi virtuali. Davvero in Second Life è possibile costruire cose di grande impatto visivo, non solo quindi land, castelli, edifici, ma anche costruzioni artistiche davvero “nuove” e insolite, rispetto alla vita reale: foto splendide di paesaggi surreali, profili di avatar bellissimi, e dalle pose più varie, ecc. Devo dire che questa è la nota più interessante di questa mia esplorazione. C’è qui dentro qualcosa di davvero innovativo, non solo gioco e sesso a volontà quindi. Ma ci ho messo una settimana per scoprirlo.

Non credo siano molti quelli disposti a spendere tanto tempo, per cercare testardamente un motivo di interesse in questo ambiente. C’è qualcosa di profondamente sbagliato nella gestione di questo posto. E’ come se gli abitanti di Second Life facessero di tutto per restare isolati, per scoraggiare i nuovi arrivati. E’ una mia sensazione, o è proprio così? L’altra possibilità è che si tratti davvero di un gioco per soli iniziati, e, se è così, posso capire il loro scarso interesse ad accettare intrusi.

Tuttavia, quel filo di luce che ho intravisto nella serata con i bibliofili, e le enormi potenzialità di espressione artistica che ho ammirato alla mostra, mi lasciano in dubbio. E’ davvero solo un gioco? Quanto tempo ci vorrà per farne un mondo davvero accessibile?

Forse molto dipenderà non tanto dall’evoluzione tecnologica, che galoppa veloce, ma dall’atteggiamento degli abitanti di questo mondo, e dall’ingresso, nonostante le barricate, di forze fresche e disponibili all’accoglienza e al dialogo.  Lasciate che i niubbi entrino … aprite le porte, accettate il confronto. Il futuro, anche se gli voltate le spalle, timorosi, verrà in ogni caso, e l’importante sarà partecipare, contribuire alla crescita, non farsene travolgere.

Uno spunto di riflessione …

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2Lei in Second Life: la parola ad Alice Mastroianni

by AquilaDellaNotte Kondor

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Per fare un po’ il bilancio di questa settimana di eventi, legati alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne, 2Lei in Second Life, abbiamo voluto intervistare una protagonista del nostro Mondo Virtuale che, per quanto un po’ defilata negli ultimi tempi, ha una conoscenza dei meccanismi sociali di Second Life che la rendono una preziosa testimone delle sue trasformazioni. Abbiamo così approfittato dell’occasione per fare con lei una chiacchierata a tutto tondo che, per certi aspetti, ci ha favorevolmente impressionati per la lucida, e cruda, analisi di molti dei vizi nostrani. Ma l’essenza di questa intervista, è stato l’impegno che questa persona ha sempre profuso nelle iniziative sociali nel Metaverso, in particolare sul tema delle donne, e della violenza contro di esse, tanto da vederla protagonista nell’organizzazione di 2Lei in Second Life, e nella gestione dei primi due anni di questa iniziativa, e poi ancora protagonista, anche se un po’ defilata (per le ragioni che ci spiegherà), di questa terza edizione. Abbiamo voluto intervistare Alice Mastroianni.  Ascoltiamola …

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AquilaDellaNotte Kondor: ciao Alice.

Alice Mastroianni: ciao.

AquilaDellaNotte Kondor: Alice, grazie per aver accettato questa chiacchierata. Voglio farti qualche domanda sulla manifestazione 2Lei in Second Life, che è durata tutta la settimana.

Alice Mastroianni: certo.

AquilaDellaNotte Kondor: Alice, tu sei uno dei personaggi più conosciuti nella Second Life Italiana. Ogni volta che c’è una causa da difendere, un’iniziativa umanitaria, un evento di carattere sociale, tu sei sempre disponibile e in prima fila. In un certo senso era scontato, così come lo scorso anno, che ti impegnassi anche per questo megaevento 2Lei di quest’anno, non è così?

Alice Mastroianni: intanto mi permetto di correggerti, 2Lei in Second Life è il terzo anno che si svolge :) Ad ogni modo, non è proprio cosi. Quest’anno avevo deciso di non occuparmi più di nulla in Second Life, per svariati motivi, uno fra tutti l’aver capito che non potevo cambiare mestiere e occuparmi di comunicazione digitale, e quindi dovevo tornare a aggiornarmi e migliorarmi nella mia reale professione. In secondo luogo, perchè finalmente, dopo anni, avevo trovato lavoro in RL per tutti i 5 giorni settimanali, e non avevo più tempo. In terzo luogo, perchè le persone mi avevano profondamente ferita, perché, oltre a considerarmi una delle più conosciute italiane di Second Life, non avevano capito un ca..o di me :) Però poi Christower è riuscito, con arte sottile, a tirarmi in mezzo anche quest’anno, e sono felice ci sia riuscito.

AquilaDellaNotte Kondor: ne siamo felici tutti, la tua mancanza da Second Life si sentiva, e spero ci saranno altre occasioni. Ognuno di noi ha il suo lavoro RL, ma in qualche modo riusciamo a ritagliarci un pò di tempo per le attività qui.

Alice Mastroianni: certo, solo che io amo dare il 100%, e, dal 2007 al 2011, avevo messo in secondo piano la mia professione di igienista. Partecipavo poco agli incontri di aggiornamento, nessun master più nel mio curriculum, e questo perchè avevo scelto di dirigermi verso un altro lavoro, che però, pur avendomi dato tante gratificazioni, una tra tutte l’invito del politecnico di Torino a parlare di PR digitale, non ha dato altro :) Ed io sono così, quando prendo una strada, e questa non arriva da nessuna parte, dopo 5 anni cambio percorso, non insisto, ci vogliono delle scadenze, secondo me, per riuscire. Un pò come dice Renzi ^^

AquilaDellaNotte Kondor: mettere insieme tanta gente, tante land, artisti, cantanti, è sempre un’impresa notevole in Second Life. Quali sono stati i problemi organizzativi?

Alice Mastroianni: diciamo la verità, mettere insieme tante persone non è facile, è quasi impossibile. Ma 2Lei non fa questo. 2Lei coinvolge in modo completamente diverso.Alice Mastroianni: non c’è un capo che decide, e gli altri che eseguono, c’è un invito a partecipare con la propria idea, testa, land, voce, arte, capacità. E’ un comitato spontaneo che nasce, cresce e a volte si separa, ed altre si amplia. Se così non fosse, 2Lei sarebbe finita ancora prima di iniziare. Sse proprio lo vuoi sapere, i problemi organizzativi vengono dopo. Vengono quando il comitato si è composto. Tante teste, troppe prime donne, troppo poca capacità di accettare la scelta della maggioranza. La cosa più difficile è sedare le discussioni in corso d’opera, non mettere insieme le persone. La cosa più difficile è non perdere gente durante il percorso, per incomprensioni o discussioni troppo accese, ” troppo violente”, che fanno veramente a botte col significato stesso di 2Lei :) Questa è la fatica più grande. Questo il mio arduo compito. Quest’anno è stato l’anno più difficile, lo ammetto. Forse per colpa mia, che non sono stata da principio presente. In fondo sono una spaccapalle, ma so essere una brava regina :)

AquilaDellaNotte Kondor: il punto che tu hai toccato è fondamentale, per tutte le attività che si portano avanti in Second Life. Gli stili manageriali, di conduzione di un gruppo, possono essere i più diversi, ma questo discorso ci porterebbe lontano, varrebbe la pena di approfondirlo a parte.

Alice Mastroianni: certo.

AquilaDellaNotte Kondor: altrimenti nascono le frustrazioni, e i progetti poi falliscono.

Alice Mastroianni: però sono sempre più convinta che sia necessario qualcuno che diriga l’orchestra… questo non toglierà ai solisti, comunque, il meritato rispetto.

AquilaDellaNotte Kondor: sono in parte d’accordo, ma il mio punto di vista è un pò differente, ne parleremo in un’altra occasione. Il tema della violenza sulle donne è questione di civiltà, prima ancora che un dramma sociale. Come vivi tu personalmente questo problema sociale? Cosa pensi che dovremmo fare di più?

Alice Mastroianni: lo vivo giornalmente sulla mia pelle. Non pensare che subisca violenze fisiche o psicologiche, da amori o familiari. Le subisco giornalmente passeggiando per strada con una minigonna, ad esempio. Il mio pensiero è molto semplice, e si basa su una esperienza personalissima. Credo che bisognerebbe educare le madri ad educare diversamente i figli. Io adoro mia madre, trovo sia una donna che ha saputo crescere molto bene i suoi figli. Ma anche in lei ho trovato l’errore. Noi due femmine sappiamo stirare, fare la lavastoviglie, curare la casa. Il mio fratello maschio ancora porta i panni a casa da lavare, e, comunque, è sempre il maschio. Sembra una sciocchezza si, ma io credo che parta tutto da queste piccole cose. Non dai branchi, i bulli, le tribù, i credo politici o le religioni. Ma dalle madri. Quindi c’è ancora molto da fare secondo me.

AquilaDellaNotte Kondor: fare il genitore è cosa difficilissima, ti porta ogni giorno a chiederti se quello che fai è la cosa più giusta o è un errore, a lungo termine. Non è facile decidere.

Alice Mastroianni: io non sono genitore, e non discuto la difficoltà. Ma sono donna educata da genitore, e mi rendo conto che, nel mio piccolo, pur sentendomi libera ed emancipata, ho inculcato nella mia educazione la cura dell’uomo, della casa, e poi…. sapessi quante volte sono condannata dallo sguardo delle stesse amiche madri, perché “ancora non ho procreato”, come se fosse l’unico impegno di una donna col mondo. Di tutti gli eventi organizzati per 2Lei infatti, quello che più si avvicina al mio pensiero è stato quello organizzato da Maryhola McMillan: violenza delle donne sulle donne. Sono convinta che solo partendo da qui si possano evitare uxoricidi o omicidi di donne, spesso chiamati erroneamente “omicidi passionali”.

AquilaDellaNotte Kondor: e poi c’è, ovviamente, il ruolo fondametale della scuola.

Alice Mastroianni: però a scuola siamo tutti uguali. In famiglia, soprattutto nella famiglia  di base cattolica, l’uomo è l’uomo, la donna bhe… :)

AquilaDellaNotte Kondor: nel Metaverso i rapporti sociali sono spesso molto più semplici, diretti, che in RL, pensi che in questo ambiente il tema della violenza sulle donne sia un problema superato?

Alice Mastroianni: per esperienza personale ti dico di no. Il tema, nel Mondo Virtuale, non è superato.

AquilaDellaNotte Kondor: eppure, il modo di difendersi in Second Life c’è, ed è efficace: basta bannare e mutare, e la persona molesta scompare. O no?

Alice Mastroianni: e questo è proprio un errore. Primo, perchè esistono gli alt. Secondo, perchè non è cancellando una persona, e quindi non sentendola più, che una violenza finisce. Una violenza verbale, scritta, non sparisce se la cancelli, semplicemente è bannata virtualmente, ma siamo persone no? Abbiamo un animo, una psicologia, paure e ansie. E poi, io ti banno okei, ma come proteggo le altre donne, come impedisco che succeda ancora? Proteggo solo me stessa? Mi rendo così egoista? No, non è vero che virtualmente si hanno armi molto più valide che realmente. Anche virtualmente, puoi solo scegliere di denunciare, e andartene per essere libera dalla violenza, proprio come in RL. Almeno secondo me, ovviamente.

AquilaDellaNotte Kondor: è molto bello quello che dici, ma in rete la difesa contro le insinuazioni, la diffamazione, è costituita soprattutto dalla propria reputazione….

Alice Mastroianni: io credo sia costituita soprattutto dal non aver paura di denunciare la cosa, anche se ti si può riversare contro, anche se potresti pagarne amare conseguenze, come passare come una fanatica delle cause perse, o peggio, “inventate”.

AquilaDellaNotte Kondor: qui io e te adottiamo due metodi molto diversi, ma, potresti obiettarmi, tu sei un uomo, e certe cose non ti colpiscono, ma non è così. Io non mi curo delle falsità o delle insinuazioni, sono i fatti e la reputazione di una persona che parlano per lei.

Alice Mastroianni: parliamo di violenza sulle donne, ma in realtà la violenza virtuale è su ambo i sessi. Ma ancor di più, è sull’idea, sul pensiero, anche solo semplicemente dettata dalle persone che frequenti. Gli uomini possono essere vittime come le donne qui dentro.

AquilaDellaNotte Kondor: esattamente.

Alice Mastroianni: agli inizi della mia carriera virtuale, mi trovavo spesso, ad Italian Beach Jazz Club, a difendere uomini magari un pò dispettosini, o semplicemente giocherelloni, che per questo venivano condannati al ban eterno, quando i luoghi italiani erano molto pochi, e potevi restare solo ed esiliato. Sono violenze differenti, forse. Magari non ti danno della puttana e non dicono che sei solo una povera troia, con manie di protagonismo, ma anche un uomo diventa vittima sul web, forse più che in RL. Proprio per la facilità dei rapporti che possono crearsi o distruggersi.

AquilaDellaNotte Kondor: cerchiamo di trarre un insegnamento da questa esperienza degli eventi 2Lei. E’ possibile in Second Life portare avanti iniziative organizzate come questa, o si tratta di eventi rarissimi, a tuo parere?

Alice Mastroianni: sono convinta sia possibile solo se non si cerca di avere una organizzazione tutta allo stesso livello. In questo mi conosci, sono molto dittatoriale. A parer mio, e per la mia esperienza e i mie successi, si può, solo se una o poche persone hanno la voglia e le palle di dirigere la cosa, prendendosi responsabilità, odii e anche il compito di alzare la voce e dire di no quando serve.

AquilaDellaNotte Kondor: si ma il futuro è davanti a noi Alice, non nel passato. Ti impegnerai ancora, in futuro, in progetti in Second Life? Certo, con tutti i problemi che sappiamo, ma anche con le enormi potenzialità di questo ambiente?

Alice Mastroianni: per essere chiara, un evento come 2Lei può e deve coinvolgere più persone possibili, ognuno che aderisce a suo modo, e con le sue scelte, ma ci vuole chi gestisce tutto e lo amalgama, e non può essere un compito di tutti gli aderenti, sarebbe bello, ma è impossibile. Questo non vuole dire che non ci sia democrazia o scelte condivise, ma bisogna anche saper decidere, accettando critiche e pareri discordanti. Il futuro è avanti a noi Aquila si, e Second Life non è il solo futuro. Sicuramente delineerò delle linee guida per 2Lei per il futuro prossimo, ma non so, e non posso garantire, se me ne occuperò ancora, un’altra volta, in prima persona. Anche perchè nel mio futuro personale vorrei occuparmi del mondo vero. Ambisco a diventare Regina d’Italia. Capisci, ho da lavorare :)

AquilaDellaNotte Kondor: Second Life è solo un prototipo, il Metaverso sarà una cosa ben più ampia, ma le problematiche sociali che si svilupperanno qui saranno sempre le stesse, e dobbiamo imparare a gestirle in maniera forse nuova, diversa… Hai qualche altra considerazione da aggiungere, prima di salutarci?

Alice Mastroianni: si, una cosa che ritengo molto importante.

AquilaDellaNotte Kondor: dimmi.

Alice Mastroianni: quest’anno alcuni aderenti a 2Lei, in prima battuta, si sono tirati fuori, adducendo tra le motivazioni principali il poco coinvolgimento della RL.

AquilaDellaNotte Kondor: in che senso?

Alice Mastroianni: 2Lei in SecondLife non ha lo scopo primario di sensibilizzare il mondo reale, o di finire su un telegiornale, o che un quotidiano nazionale o internazionale ne parli. 2Lei in Second Life ha lo scopo di essere un altro mezzo per sostenere la lotta all’eliminazione della violenza sulle donne nel mondo. Quello che ritengo fondamentale è imparare a capire che Second Life è un mezzo in più per fare questo, e non una vetrina per apparire in RL.

AquilaDellaNotte Kondor: come posso non condividere?

Alice Mastroianni: non puoi :)

AquilaDellaNotte Kondor: Alice.

Alice Mastroianni: Aquila.

AquilaDellaNotte Kondor: questa è stata una delle interviste più belle che ho mai raccolto, ti ringrazio.

Alice Mastroianni: grazie, adoro i complimenti.

AquilaDellaNotte Kondor: non sono complimenti, io ne faccio raramente, è una mia constatazione sul modo in cui abbiamo affrontato certe problematiche in questa chiacchierata.

Alice Mastroianni: sono stata semplicemente sincera, e polemica a mio solito :)

AquilaDellaNotte Kondor: grazie ancora Alice

Alice Mastroianni: grazie :)

AquilaDellaNotte Kondor: buona domenica.

Alice Mastroianni: ciau.

2Lei in Second Life: Maryhola McMillan

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La settimana che si sta concludendo è stata teatro, in Second Life, e per il terzo anno di seguito, di un grande evento per celebrare la giornata dell’impegno contro la violenza sulle donne: 2Lei in Second Life. Molte sono state le land che hanno partecipato a questa maratona, ognuna con un proprio contributo, e molti sono stati i protagonisti. Tra questi Maryhola McMillan, protagonista della serata del 23 novembre, all’isola Imparafacile: “La violenza delle donne sulle donne”, uno dei momenti più seguiti dell’intero ciclo di eventi. Ho incontrato Maryhola per chiederle di condividere il suo punto di vista sul tema della violenza sulle donne.

AquilaDellaNotte Kondor: Mary questa manifestazione è molto sentita, anche nella community di Second Life, cos’è che la rende così importante per te, per voi?

Maryhola McMillan: Innanzitutto il fatto che siamo donne. Io trovo che questo genere di manifestazioni sia davvero pericoloso, perché facilmente strumentalizzabile e anche abbastanza ghettizzante. Io non sono per la categoria protetta delle femmine, ma per il valore e la meritocrazia. Resta il fatto che è una manifestazione contro la violenza, perciò qualunque cosa possa servire a sensibilizzare, anche un solo essere umano alla volta a questo problema, per me è utile impegnarsi e ne vale la pena. Inoltre, è un’ottima occasione per avvicinare tra loro le varie realtà della comunità italiana in Second Life.

AquilaDellaNotte Kondor: Una giornata contro la violenza, chi non sarebbe d’accordo? Ma sulle donne assume un valore particolare?

Maryhola McMillan: Sì certo, è facile essere d’accordo su un tema simile, magari la cosa difficile è farsi un piccolo esame di coscienza. Nel senso che la violenza sulle donne spesso è indotta da una cultura viziata dalla religione, dall’ignoranza, che porta certi uomini, ma anche certe donne, a considerarle deboli. Ma credo che la prima cosa da fare sia smettere di considerarci vittime e iniziare a considerarci al pari, tra noi e con gli uomini, altrimenti a che sono serviti anni di battaglie femministe e culturali per l’emancipazione e l’indipendenza?

AquilaDellaNotte Kondor: Dici che ci vorrebbe anche una giornata contro la violenza, in generale, non solo contro le donne?

Maryhola McMillan: Quella bisognerebbe farla ogni giorno, viviamo in un mondo estremamente violento.

AquilaDellaNotte Kondor: una osservazione che alcuni potrebbero fare…. E’ che Second Life è un mondo di svago, di disimpegno. E’ stato difficile portare qui nel Metaverso una discussione come questa?

Maryhola McMillan: Beh, basta andare a fare un giro in certe land per smentire questa affermazione. Second Life è certo un luogo di svago e di disimpegno, ma ci sono gruppi attivi che associano lo svago all’impegno. Arte e cultura di varia natura sono la base di moltissimi eventi.

AquilaDellaNotte Kondor: Si, ma alla fine il rischio è di ritrovarsi tra i soliti quattro gatti di intellettuali, non è stato così?

Maryhola McMillan: A volte sì, anche se ti dico che ieri sera alcune persone erano in Second Life appositamente per il “reading” e che spesso noi di Libriamo facciamo eventi in mixed reality che portano dentro Second Life, in modo stabile, nuovi residenti. Ma credo che per le prossime edizioni si penserà anche a coinvolgere soggetti in RL, magari dando un maggiore risalto alla manifestazione. Non dimentichiamoci che 2Lei è nata come modo di ricordare la Giornata internazionale anche dentro il Metaverso.

AquilaDellaNotte Kondor: Esiste secondo te una violenza sulle donne anche nel Metaverso?

Maryhola McMillan: Bella domanda. Istintivamente direi di no. Ma poi dipende. Dipende dalle donne, appunto. Qui dentro bisogna sapersi gestire, sapere stare molto attente a chi si potrebbe avere davanti.  Esiste però il mute, puoi cambiare account e identità.

AquilaDellaNotte Kondor: Ma succede anche agli uomini, non credi?

Maryhola McMillan: Assolutamente sì, per questo dico che dipende dai soggetti.

AquilaDellaNotte Kondor: Il Metaverso ha raggiunto finalmente la parità tra i sessi?

Maryhola McMillan: Ma non è una questione di Metaverso. La parità tra i sessi deve essere nelle nostre teste, di uomini e donne. Finché avremo bisogno delle quote rosa, non ci sarà parità. Nel Metaverso è lo stesso, solo che qui molti non ci mettono la faccia e quindi imperversano. Quindi torno a dire, dipende da noi.

AquilaDellaNotte Kondor: Ma in RL effettivamente le donne sono la parte più debole ed esposta della società, oltre ad essere le più impegnate con la famiglia e i figli, qui in Second Life no.

Maryhola McMillan: Secondo me non sono molto dissimili le cose, qui non hai da cucinare e da tenere casa certo, e le donne non sono la parte più debole. Siamo influenzati dalla cultura cattolica che ci impone il ruolo di fattrici e poco altro.

AquilaDellaNotte Kondor: Allora che senso ha celebrare una giornata contro la violenza sulle donne?

Maryhola McMillan: Ha senso invece, la violenza sulle donne è una violenza innanzitutto e come tale va combattuta. La violenza sulle donne è sulle donne, ritenute parte debole e che spesso si ritengono parte debole. E quindi è necessario riflettere, cercare di incentivare una reazione, di innescare una ribellione.

AquilaDellaNotte Kondor: Ma le donne subiscono una violenza oggettivamente più diffusa, non solo per ruolo nella società, ma anche come parte più esposta, non credi?

Maryhola McMillan: Sì certo, perchè sono donne.

AquilaDellaNotte Kondor: E in Second Life è lo stesso? Oppure qui c’è parità?

Maryhola McMillan: Mi provochi? La prossima volta voglio le domande e te le rimando dopo un paio d’ore.

AquilaDellaNotte Kondor: ahahahah. Eh no, non saresti spontanea.

Maryhola McMillan: :)

AquilaDellaNotte Kondor: Io credo che spesso qui in Second Life le parti si invertono, non sempre la donna fa la parte debole.

Maryhola McMillan: Non lo so se c’è parità, io la parità me la creo nelle situazioni che vivo. Per questo ho voluto fortemente puntare l’attenzione sul fatto di smetterla di essere vittime. Mi è capitato di soffrire qui, ma anche di far soffrire, è parità? Secondo me se una persona può permettersi il lusso di essere sé stessa anche qui come fuori, le cose non sono poi dissimili.

AquilaDellaNotte Kondor: Un’ultima domanda Mary. Lo scorso anno mi aveva colpito molto la collaborazione che si era creata tra molte land per gestire questo evento per un’intera settimana, è stato così anche quest’anno? Si è riusciti a collaborare bene come lo scorso anno?

Maryhola McMillan: Io sono entrata nel gruppo organizzatore solo quest’anno e quindi non so come siano andate le altre edizioni. Inoltre, essendo questo un periodo molto impegnativo all’isola, mi sono occupata prevalentemente io dell’organizzazione della nostra serata e quindi, un po’ per questo e un po’ perchè ho visto che già dall’anno passato i ruoli e le dinamiche erano ben consolidate, non ho partecipato attivamente come altri all’organizzazione generale.

AquilaDellaNotte Kondor: In conclusione… Ancora una volta Second Life si rivela un luogo di collaborazione e di impegno, oltre che di svago. In fondo c’è sia la parte ludica che quella impegnata, ma l’aspetto sociale è sempre prevalente, che ne pensi?

Maryhola McMillan: Credo ci sia equilibrio e un’offerta molto varia di occasioni per coltivare questi aspetti in modo indipendente o anche combinato”?

AquilaDellaNotte Kondor: Grazie Mary.

Maryhola McMillan: A te :)

AquilaDellaNotte Kondor: Hai fatto un gran lavoro anche ieri, complimenti ancora.

Maryhola McMillan: Grazie :)

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Di seguito riportiamo l’intero programma della manifestazione, che si conclude oggi a CSW Island, dopo aver toccato in tutto nove land italiane.

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LUN 19 novembre – 1pm slt  ore 22.00: Presentazione evento – Lettura manifesto Mostra fotografica “Immagini per 2LEI” – ARTE LIBERA

LUN 19 novembre – 2 pm slt ore 23.00: “Malamore” – Reading e rappresentazione teatrale – L’Arme d’Amour a Pyramid – Solaris

MAR 20 novembre – 1pm slt  ore 22: “Liquid song” di CapCat Ragu e Meilo Minotaur – ARTE LIBERA

MAR 20 novembre – 2.30 pm slt  ore 23.30: “Women 4 women” Esposizione di opere di donne dedicata alle donne – Colore Art Gallery

MER 21 novembre – 1pm slt ore 22: Visioni di donna – Esposizione Oltre lo stupro – Reading di Serena Domenici – CSW Island

GIO 22 novembre – 1pm slt ore 22: “La frontiera dei pregiudizi” – Istallazione di Solkide Auer, Giovanna Cerise e Daco Monday – Art’s vision

VEN 23 novembre – 1pm slt ore 22: Reading: La violenza delle donne sulle donne – ISOLA IMPARAFACILE

VEN 23 novembre – 1pm slt    ore 23: L’Istruzione Negata

SAB 24 novembre – 1pm slt ore 22.00: “iGnavi” di Buffy Holfe, installazione – SaliMar

SAB 24 novembre – 2.30pm slt ore 23.30: “Prigioniera in casa”, installazione di maddomxc Umino – Solo Donna

DOM 25 novembre – 1pm slt ore 22: Anonymous women designers / live Music – CSW Island

C’è luce in fondo al tunnel?

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C’è grande fermento in Second Life, come dicevamo, e il tema dei “dibattiti” è solo una delle manifestazioni di risveglio delle attività nella community italiana. Molto è stato detto e molto si è polemizzato sul tema del “gossip”, e cito l’argomento solo perché voglio riportare una frase del mio ultimo articolo, che sintetizza il massimo della “critica” che ho espresso, dal mio personale punto di vista ovviamente, del tutto opinabile, verso tali forme di discussione: “La gente frequenta le sessioni di gossip perché vuole mettersi in mostra. Vuole raccontare la sua storia, dar sfogo al proprio Io. Che c’è di male in tutto questo? Nulla, è un modo anch’esso di socializzare, di condividere le proprie pulsioni e le proprie esperienze, è sempre stato così nella storia dell’uomo, ci si trova intorno al fuoco e si raccontano le proprie storie, vere o immaginarie che siano, e di solito si cerca di spararla più grossa degli altri. La novità è che nel Metaverso di storie immaginarie se ne possono costruire quante ce ne pare, hai voglia quindi a raccontare …”. Lascio giudicare, a quanti dotati di senso critico e di intelletto, cosa di offensivo ci possa essere in una frase del genere, che esprime, addirittura, una forma di apprezzamento, visti i tempi … Per quelli che invece la intendono a modo loro, non ho altro da aggiungere.

Ma, a parte le iniziative rivolte alla discussione e al dibattito, molte sono le attività che vengono continuamente portate avanti nel Metaverso da professionisti, artisti, cantanti, gente di cultura: le serate a tema sui libri, le mostre d’arte, la partecipazione di nostri artisti ad eventi internazionali, l’attivismo delle gallerie d’arte, gli eventi organizzati a scopi benefici, le serate di poesi, ecc. ecc. I nomi li conoscete, inutili farli, altrimenti qualche amico carissimo, che per disgrazia non dovessi citare, mi toglierebbe il saluto … C’è un nuovo emergere di cantanti, ad esempio, anche con un background professionale RL, e questo porta ad un ampliamento dell’offerta, a un incremento della qualità delle serate musicali in Second Life. Così come si riprendono pure a diffondere forme di spettacolo più complesse da gestire, come le serate teatrali. Tutto questo organizzato con grande passione e dedizione. Vorremmo, nei prossimi mesi, dare voce direttamente a questi protagonisti sul nostro Magazine, oltre a raccontarne le gesta con i nostri articoli.

Dal punto di vista tecnologico, l’evoluzione impressa dalla Linden Lab col nuovo CEO Rod Humble, proveniente dal mondo dei Giochi on Line della “EA – Electronic Arts”, prima con le Mesh, poi col Pathfinding, e infine con i nuovi prototipi di Mondi Virtuali basati sul mobile computing, i nuovi “Patterns” (http://www.nextinnovation.it/content/articoli/2451292/A-new-virtual-world-for-Linden-Lab:-Patterns.html) e la app per iPad “Creatorverse” (http://www.gamemag.it/news/la-seconda-vita-di-linden-lab-con-i-giochi-di-creativita_44240.html), per quanto ancora rudimentali, spingono verso l’incontro tra il modello di Mondo Virtuale legacy, rappresentato dal software installabile su client, e quello di un Mondo Virtuale “open” basato sui web browser. Quando i due paradigmi si incontreranno, la diffusione dell’utilizzo di Second Life sarà molto accelerata.

Eppure, tutto questo non basta a farci dire che ci troviamo di fronte ad una rinascita dell’interesse verso i Mondi Virtuali, verso Second Life in maniera particolare. Che cosa manca per un rilancio?

A mio parere manca un elemento fondamentale: il rinnovamento ed il ricambio. Non ci sono nuovi, consistenti, ingressi nel Metaverso, manca il bridge, il “ponte”, tra Mondo Reale e Mondo Virtuale, che nel passato era stato fornito dall’esplosione dell’interesse data dalla novità e dall’impatto mediatico. E’ vero che il principale passatempo in rete dei giovani, e anche dei meno giovani visti i numeri (un miliardo di utenti toccati da poco), è costituito oggi da Facebook, e che la facilità di accesso e di utilizzo di questo Social Network è estremamente più elevata rispetto ai modelli di viewer attuali alla Second Life, ma è anche vero che tale gap non è bilanciato da un valore aggiunto riconoscibile, che un Mondo Virtuale può certamente offrire. E che cosa può costituire un elemento di traino che dia valore aggiunto “vero” a quanti guardano il Metaverso dall’esterno, e non con gli occhi dei residenti, spesso rivolti verso se stessi e il proprio piccolo mondo? Proviamo a immaginare questa moltitudine che frequenta Facebook (tra cui anche noi, sia chiaro!) la sera dopo il lavoro magari, o dopo una giornata di studio. Cosa ci trova in Facebook, che prima in qualche modo era stato prefigurato da Second Life? Ci trova elementi di socializzazione e di condivisione, con amici o anche estranei di passaggio, lo sviluppo dei temi che gli stanno a cuore, magari in maniera molto frammentata con le catene di post, la voglia di raccontarsi, di mostrare una foto, di scrivere un pensiero. Tutto questo trova su Facebook e lo usa per il proprio piacere e per soddisfare queste esigenze. Che cosa, invece, non troverà mai in Facebook? La possibilità di esporsi direttamente e di confrontarsi in tempo reale con gli altri, anche se mediati da un avatar in un Mondo Virtuale. La possibilità di interloquire, magari a voce, di condividere uno spazio, che solo un Mondo Virtuale può consentire. La voglia insomma di scendere direttamente in campo e interagire. Tutto ciò ovviamente accompagnato dall’immersione in un mondo fantastico, spesso di pura fantasia, che alimenta anche la voglia di gioco, di sviluppo della fantasia. E c’è poi la vera trovata geniale dei creatori di Second Life: la possibilità di “creare” con le proprie mani, oggetti o immagini. E’ un livello di coinvolgimento che non trova l’interesse di tutti i frequentatori della rete. Ci vuole più coraggio, e voglia di esposizione, per misurarsi direttamente, e partecipare ad una comunità ben più visibile e coinvolgente di quella su Facebook. Quindi la platea di quanti frequentano i Mondi Virtuali non può essere paragonata (almeno allo stato attuale della loro evoluzione) a quella dei social network, ma, parlando di contenuti e di valore aggiunto, può fornire occasioni di confronto su temi che riguardano la vita di tutti i giorni. E può essere l’elemento distintivo, l’occasione da offrire, che contraddistingua l’esperienza nel Mondo Virtuale rispetto alla rete nel suo complesso.

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Molte sono le occasioni, nei prossimi mesi, che potranno attrarre una più ampia platea di frequentatori nel Metaverso: le elezioni Americane e quelle politiche in Italia, la battaglia sull’Agenda Digitale e l’evoluzione delle infrastrutture (vi ricordate la battaglia per i referendum, come quello sull’acqua pubblica?), la vita quotidiana nei comuni disastrati dalla crisi, il taglio delle spese imposto ai servizi essenziali, il peggioramento progressivo delle condizioni di vita della gente, la difficoltà di trovare lavoro per i giovani, e per quanti lo stanno perdendo, ecc.

Sarebbe bello rivolgere sforzi e capacità organizzative verso temi del genere, che possano avere risonanza all’esterno del Metaverso, contribuendo anche alla sua rinascita in termini di immagine. Ricordiamoci di quando Sarkozy, Segolene Royal, e anche Barak Obama, vennero in Second Life, durante le precedenti campagne elettorali. Credo sia difficile (ma non impossibile) ripetere tali exploit, ma un passo avanti lo possiamo sicuramente fare. Perché non provarci? Sarebbe bello, ad esempio, organizzare un incontro (non chiamiamoli più dibattiti, per carità …) sulla crisi economica e sociale, invitando persone da ogni parte del mondo, in Second Life. Confrontare le difficoltà quotidiane che stiamo vivendo qui in Italia, con quelle che vivono gli amici Americani, Francesi, Marocchini o Giapponesi. Una discussione dal punto di vista della gente comune, non degli economisti o dei politici. Credo che un evento del genere sarebbe di certo più seguito, all’esterno, di tante manifestazioni organizzate nel Metaverso, per quanto seguite e apprezzate. Potremmo perfino trarne, una volta tanto, qualche insegnamento utile alla vita di tutti i giorni. Perché non provarci?

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