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“Haute Couture”, virtual tailoring with Blender, state of the Art, April 2013

There are many websites teaching you how to rig with blender. This is one of them: http://cg.tutsplus.com/tutorials/blender/building-a-basic-low-poly-character-rig-in-blender/

Recently during my Blender classes, some gifted students asked me to explain again rigging techniques for SecondLife. I already have spoken about this in some other posts (in Italian) on this magazine. I made available some Youtube playlists on this topic:

What is interesting is that rigging techniques are constantly changing among various versions of Blender and the SL viewers, this is why they must be refreshed every 2-3 months.

In my first rigging class in September 2011, I listed as essential steps to be able to rig the following:

  1. Get Blender  2.59 2.66a
  2. Get Avatar Workbench from machinimatrix website http://blog.machinimatrix.org/avatar-workbench/ (download proper version 2.65)
  3. Get script to copy weights
  4. Get script to properly export to Collada format (this version was corrected by Gaia for versions 2.60 and up)

Typical workflow consists(consisted) in following phases:

  • Build the piece of cloth around the upper/lower body mesh, using the shrink wrap modifier
  • Parent the cloth to the armature with automatic weights or empty weights.
  • Copy weigths with the new tool in Blender 2.66a Copy weights from base avatar using slow python script provided by Gaia, operation that could take more than 10 minutes to accomplish, or use the extra plugin Mesh Transfer.
  • Adapht weights with armature posing and using  WeightPainting
  • Export the cloth to SL via collad (with proper plugin)

As you can notice, the essential workflow is basically unchanged, but single operations have been greatly simplified: it is not more needed to go shopping external scripts. Now basic functions are integrated in Blender off the shelf.

For instance, Weight Copying can be obtained simply selecting source weighted avatar and then shift-selecting your clothe. Now you can see Weight Paint option on the proper tool shelf on the right. (I thank  http://blog.nalates.net/2013/04/01/weight-copy-blender-2-66a/ who made me discover this hidden jewel in Blender 2.66 user interface !)

New weight transfer option in Blender 2.66

Following video (with English subtitles) shows these news in a usable understandable way for dummies. The only thing you need is  Avatar Workbench you can download from here: http://blog.machinimatrix.org/avatar-workbench/.

If you need to download your own body mesh from SecondLife or OpenSim the simplest way is to use Phoenix 1185 as shown in this short video

Hoping this can help somebody out there.

Salahzar

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Mondi Virtuali nel vostro Browser senza scaricare plugin ed estensioni…

Un esempio (fatto da Claudia222 Jewel in cloudparty) che fa vedere come i mondi virtuali in una pagina web possano avere una qualità sensibilmente superiore a quella di client dedicati

Pare che ormai sia chiaro a tutti che esistono alcune barriere nell’adozione dei mondi virtuali da parte delle masse. Ci sarà un motivo per cui i più preferiscono usare Facebook o Twitter in luogo della complessa ed intrigante realtà virtuale…

Difficoltà a scaricare/installare/configurare il client

L’installazione di un programma pesante e complicato (e non sempre funzionante sul vostro pc) è uno dei maggiori problemi (nel caso di SecondLife stiamo parlando di circa 30-40 M, nel caso di World Of Warcraft si parla di circa 15 Gigabyte, Blue Mars ne richiedeva 3 o 4 G). Oltre all’occupazione di spazio sul proprio pc la procedura di installazione poteva essere complessa e dagli esiti incerti. Molte schede grafiche non sono supportate e su alcuni sistemi operativi può diventare problematico trovare il software giusto che riesca a realizzare tutte le caratteristiche del programma. E’ normale ad esempio che su Linux molti non riescano a far funzionare il voce oppure i Media on a Prim.

HTML5: La soluzione?

La soluzione che si sta venendo a delineare grazie al nuovo protocollo HTML5 consiste semplicemente nell’usare lo strumento ben noto di esplorazione del Web, in particolare Chrome, Firefox e Safari (ma presto arriveranno anche tutti gli altri)…

L’identità

Entrare in un mondo virtuale inoltre richiede una registrazione aggiuntiva a tutte le centinaia di identità che avete. Dovete avere una identità specifica per SecondLife, per WoW, per ogni mondo OpenSim e così via.

La soluzione è banalmente la possibilità di riciclare la propria identità di Facebook, Google+, Microsoft. In questa direzione ad esempio viaggia felicemente Kitely http://www.kitely.com/ oppure come vedremo anche Jibe più sotto.

I Mondi virtuali sul Web

All’interno di queste considerazioni si stanno sviluppando degli esempi di mondi virtuali molto più maturi dei precedenti, che sfruttano però gli elementi vincenti dei mondi virtuali superstiti e cioè:

  • La possibilità di avere un mondo topologicamente connesso (non una serie di camere pseudo 3D come era Lively o IMVU) 
  • La possibilità di costruire del contenuto 3D dall’interno di questo mondo senza essere obbligati ad utilizzare complessi software di modellazione esterni (motivo della morte di BlueMars a mio avviso)
  • La possibilità di avere una esperienza visuale ricca ed intrigante (come vedremo fa CloudParty).
  • Possibilità di essere utilizzati in ambito Universitario/Educational per entrare in sim costruite su OpenSim o derivati (vedi Jibe o PixieViewer).

Analizzeremo in questo articolo per l’appunto TRE incarnazioni di queste nuove idee che pare che potrebbero avere un largo seguito nei prossimi anni: Jibe, CloudParty e PixieViewer. Come vedremo tutti questi sistemi sono interessantissimi, e probabilmente ne sentiremo molto parlare nei prossimi anni.

CloudParty

Ho già scritto su cloudscape in questa rivista quando era uscito circa un anno fa http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/08/15/cloudparty-nuovo-mondo-virtuale-allorizzonte-guida-alluso/ A distanza di un anno il mondo è nettamente migliorato con la comparsa di una funzionalità di costruzione inworld usando una tecnica a blocchi (simile a quella utilizzata da minecraft), ma nella direzione offerta da SecondLife OpenSim. cfr. http://nwn.blogs.com/nwn/2013/04/cloud-party-building-tools-and-contest.html

Probabilmente questo è dovuto al fatto che come sapete CP è stata fondata da uno dei fondatori di Linden Lab (Cory Ondrejka) e negli ultimi mesi  ha assunto un fuoriuscito di Linden Lab: Cyn Skyberg  http://nwn.blogs.com/nwn/2013/04/cyn-skyberg-joins-cloud-party.html

Come vedete da questo filmato, la gratificazione grafica di questo mondo è molto alta ed è per certi versi superiore a SecondLife. In questo video vedete che ritroviamo una vecchia conoscenza di SecondLife, Claudia222 Jewel che è un’ottima artista riconosciuta. Le specular maps offerte da CloudParty certo sono un ottimo incentivo per gli artisti ad usare questo mondo.

Ripropongo il video che avevo fatto un anno fa (come fare un cartello con cloudparty: http://youtu.be/MTevof9q0m8)

Ma guardate anche questo video che illustra la tecnica costruttiva di CloudParty chiamata cooperative building

Video in velocità che illustra la costruzione di un bar con i nuovi strumenti.

Articoli sulle ultime novità di CloudParty oltre al block building, abbiamo gli specchi, il marketplace che si sta innovandoe molte altre novità fra cui al momento non possiamo conteggiare la voce che è una grossa mancanza.

Cosa succede in CloudParty: http://cloudparty.blogspot.it/

Tutorial di CloudParty: scripting http://wiki.cloudparty.com/wiki/Scripting e in generale il wiki.

Jibe (Unity3D based Virtual Worlds)

Jibe è il frutto di una specie di “fork” di ReactionGrid, una società che fino a qualche mese fa utilizzava prevalentemente OpenSim per fornire dei servizi a pagamento per Università e istituti Educational e si è sviluppata in casa http://reactiongrid.com/what.aspx. Leggiamo che Jibe utilizza come motore principale di rendering sulle pagine Web il famoso programma Unity usatissimo per fare videogame. http://unity3d.com/

Jibe è il parto di una persona molto nota fuoruscita da Linden Lab: John “Pathfinder” Lester, famoso nel mondo accademico virtuale per avere coordinato per anni la famosta lista di discussione per educatori SLED https://lists.secondlife.com/cgi-bin/mailman/listinfo/educators

Il risultato, anche se non di eccelsa fattura e qualità per chi ha appena visto il mondo CloudParty è comunque giunto ad un livello di professionalità tale supportando ad esempio la voce attraverso il plugin Vivox, caratteristica questa essenziale per chi voglia realizzare un corso una teleconferenza etc.

Purtroppo nelle prove da me fatte Jibe non eccelle come velocità (alcuni mondi impiegano molti minuti per caricarsi), la fluidità è molto dolorosa (il movimento spesso e volentieri si interrompe per cause non conosciute) e la qualità delle scene non è incredibile (senza parlare dell’avatar che è molto abbozzato). Per un confronto critico fra Jibe (e simili) e OpenSim cfr questo articolo di Hypergrid Business http://www.hypergridbusiness.com/2011/06/jibe-vs-opensim/ che non è particolarmente entusiasta. Inoltre in Jibe le scene non possono essere prodotte direttamente dagli utenti (uno dei motivi critici di BlueMars).

E’ anche possibile importare in Jibe delle isole di OpenSim con un certo costo cfr http://www.tipodean.com/converter/convert-island.html

Ecco alcuni video notevoli di uso di Jibe

http://www.youtube.com/watch?v=oGsrh2Iw5_M

Per vedere altri esempi di mondi virtuali che usano Unity come interfaccia (e anche un accenno a Kitely)

Anche Rezzable, la famosa azienda (famosa per i famosi marzianini verdi in SecondLife) aveva sperimentato Unity nel 2010: http://blogs.unity3d.com/2010/06/30/making-history-with-unity-and-opensim/

Ecco un esempio di uso di Jibe sun un tablet Android:

http://www.youtube.com/watch?v=nuBRdVzSFSc

Per quanto riguarda Kitely che però non è appoggiato a Unity, credo che farò a breve un articolo specifico.

PixieViewer

Esempio di screen cast di un mese fa: http://www.screenr.com/X9t7

Ultimo nato di questo gruppo, PixieViewer (http://pixieviewer.com/) è nato a Marzo 2013 (Data di nascita 3.14 anche chiamato il giorno PI per pigreco) con un progetto pilota che promette di rendere agibili i mondi virtuali senza utilizzare sistemi proprietari. Il software è ancora molto grezzo, ma si presenta molto promettente.

Ha già ricevuto molte interessate recensioni. P.es.

Fra le cose più interessanti di PixieViewer citiamo:

  1. Possibilità di build semplificato di strutture 3D o di upload di modelli collada dal browser
  2. Possibilità di usare stampanti 3D per rendere materiali le vostre creazioni
  3. Possibilità di usare Microfono e Camera per realizzare teleconferenze (da verificare)

Caratteristiche annunciate:

  1. Supporto per OpenSim (entro 6 mesi si pensa)
  2. Possibilità di condividere media pdf, doc, xls etc senza conversione e possibilità di supportare stream video
  3. Login senza registrazione (Guest Login)

Mi sembra che abbiamo un bel po’ di carne sul fuoco. E se tanto mi da’ tanto faremmo meglio a seguire le evoluzioni di questi mondi virtuali perchè sarnno i più probabili a poter essere portati su Tablet e cellulari.

Salahzar Stenvaag

Archeologia virtuale in SecondLife / OpenSimulator vista dagli esperti…

Sono sempre molto interessato a tutto ciò che è cultura virtuale, ed ecco che stamane nella casella di posta elettronica mi appare un bellissimo regalo: è uscito il numero di Aprile 2013 del “Giornale di Ricerca sui Mondi Virtuali” http://jvwresearch.org/. L’ultimo numero si intitola “Assemblare il metaverso”, e uno degli articoli è per l’appunto “Archeologia Virtuale in SecondLife e in OpenSimulator” http://journals.tdl.org/jvwr/index.php/jvwr/article/view/7047 a cura di Luís Miguel Sequeira, Leonel Caseiro Morgado.

Leggendolo ho sentito il bisogno di divulgarne il contenuto, anche perchè questa ottima lettura mi ha dato la possibilità di intraprendere unennesimo cammino tematico di esplorazione dei mondi virtuali, scoprendo o riscoprendo luoghi importanti.

Ecco un piccolo riassunto per coloro che non riescono a leggerlo in inglese. Gli autori portoghesi cercano di spiegare le varie categorie di Archeologia Virtuale con diversi esempi e per ognuna cercando di spiegare il perchè e i vantaggi che un uso intelligente dei mondi virtuali possano avere per gli esperti del settore.

Riepilogo

Partiamo dalla definizione. Si considera archeologia virtuale lo sforzo di “catturare” e preservare informazioni di luoghi particolarmente importanti, cosiddetti  ”Patrimonio dell’Umanità”, creare dei modelli e  mostrarli al pubblico.

L’importanza di SecondLife e di OpenSim in questo contesto è che per la prima volta dalla nascita degli strumenti di rappresentazione 3D hanno consentito anche a dilettanti e non solo a guru tecnologici esperti di poter rappresentare direttamente i modelli “in tempo reale” e senza appunto dover per forza utilizzare superesperti. Gli archeologi si sono potuti quindi cimentare da soli realizzando delle rappresentazioni 3D altrimenti costosissime o quasi impossibili nel mondo “reale”.

Gli archeologi si sono accorti che era possibile ottenere un notevole effetto di accuratezza storica/spaziale con modelli a basso numero di poligoni  (vedasi il progetto Rome Reborn ottenuto disponendo dei semplici poligoni su Google Earth) http://www.romereborn.virginia.edu/

Il problema di questo tipo di ricerche è che il risultato non è facilmente fruibile se non in maniera indiretta (video/foto) e non è interattivo per il pubblico. Da qui si capisce il valore enorme dei mondi virtuali dove il contenuto è generato dagli utenti e in particolare nel nostro caso SecondLife o OpenSimulator.

Parlando però di Archeologia Virtuale dobbiamo elencarne alcune “specializzazioni” e in particolare:

Cyber Archeologia

Questa è una interessante e notevole sezione in cui si cerca di preservare come Patrimonio dell’Umanità anche i costrutti virtuali: edifici, opere e fatti storici che sono stati creati soltanto nel mondo parallelo di SecondLife o di OpenSim. Partendo dalle analisi antropologiche di Boelstorff (Coming of Age in SecondLife di cui avevo già scritto alcuni appunti qui http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/09/02/antropologia-virtuale-e-il-mito-di-prometeo-cosa-centrano-con-i-mondi-virtuali/), e in particolare con riferimento ad un articolo di Harrison (Excavating SecondLife : CyberArcheologies, Heritage and Virtual Communities http://ebookbrowse.com/excavating-second-life-revised-pdf-d45624858 da cui si ricava che questo particolare “gioco” apparentemente fine a se stesso in realtà segue delle regole molto simili agli equivalenti reali. Per cui usando le parole di Harrison “il ruolo della Cyber Archeologia non è soltanto di studiare la tecnologia con cui sono creati gli oggetti ma gli oggetti stessi che sono creati all’interno del cyber-spazio”. Ciò che viene preservato è qualcosa utilizzato dalle varie comunità virtuali per costruire i propri miti. Esempi di cyber archeologia li trovate ad esempio in questo mio articolo

Archeologia Virtuale fatta da non Professionisti

Vista la relativa facilità “costruttiva” ci sono moltissime persone dilettanti che ogni giorno si preoccupano di costruire delle virtualità più o meno realistiche e più o meno aderenti a realtà storiche effettive. Questi entusiasti costruiscono intere isole con ricostruzioni di paesaggi storici, ma anche di ambientazioni tratte da film, romanzi o miti. Per lo più l’intento è quello di usarle per “viverci dentro” allo scopo di fare giochi di ruolo RPG. Uno degli esempi più emblematici di questo genere è costituito dalle isole costituenti il cosiddetto Regno di Caledonia in SecondLife dove si accosta la ricostruzione storica del periodo vittoriano di fine XIX secolo con il cosiddetto SteamPunk in cui si suppone che siano state fatte delle scoperte tecnologiche ma tutte adattate esteticamente ai modelli visuali di quel periodo. (cfr. http://secondlife.com/destination/caledon , http://secondlife.wikia.com/wiki/Independent_State_of_Caledon ma anche il loro sito web http://www.steamlands.com/wiki/Independent_State_of_Caledon

Per un esempio invece di archeologia virtuale fatta non per un gioco di ruolo citiamo CDS: Confederazione dei Simulatori Democratici che illustra una interessante mistura di architettura Romana, Bavarese/Alpina e medievale: http://portal.slcds.info/#6

Musei virtuali Archeologici

Questa terza categoria è senz’altro più “standard”, e i musei vengono costruiti di solito in modo molto simili (anche se con molte possibilità in più) ai musei “reali”. Come questi condividono di solito una relativa “noiosità” intrinseca. In molti casi tuttavia i musei oltre che mostrare materiali statici e dei riferimenti multimediali (video, immagini, modelli con suoni ecc), possono vantare una interattività inusitata, consentendo ai visitatori di viaggiare, esplorare e sperimentare direttamente alcune caratteristiche. In alcuni casi la realtà stessa del museo può essere liberamente ricostruita a seconda di tasti premuti dal visitatore, come ad esempio la ricostruzione in tempo reale di edifici in vari momenti storici.

Alcuni studi hanno dimostrato che i musei virtuali di questo tipo attraggono molto di più delle controparti reali. Le persone sono più disponibili a visitare installazioni virtuali ed eventualmente a proseguire poi l’esplorazione anche nella realtà. Alcuni esempi di musei virtuali è il Museo Internazionale di Astronavi http://secondlife.com/destination/25

Archeologia Virtuale Interattiva

Abbiamo visto che l’elemento fondamentale dei mondi virtuali è il loro dinamismo ed interattività, il fatto cioè che l’esperto non debba studiare le cose a tavolino e che poi le commissioni ad un esperto che le modella e le concretizza dopo un certo quantitativo di tempo. L’archeologo può costruirsi “da solo” la propria scena archeologica e farlo mentre sono presenti altre persone ed altri archeologi che possono discutere e modificare la sua ricostruzione con contributi originali ed importanti. Si è visto ad esempio che ricostruendo delle città storiche e osservando come i colori e le ombre offerte dal sole virtuale di SecondLife abbiano potuto aggiungere importanti informazioni su come la ricostruzione potesse essere più realistica e come alcune ricostruzioni di dipinti o di documenti storici fossero in realtà sbagliate perchè arricchivano di elementi falsi la realtà.

Lisbona prima del terremoto del 1755

Uno dei progetti più significativi in questo senso è la ricostruzione della città di Lisbona prima del terremoto del 1755 a seguito del quale era stat ricostruita in modo completamente differente. Il progetto era stato inizialmente realizzato in SecondLife ma poi si è trasferito in Kitely (OpenSimulator). Lo potete trovare qui: http://lisbon-pre-1755-earthquake.org/ per entrare utilizzando l’identità facebook (e un viewer abilitato ad entrare in OpenSim come Phoenix, Firestorm OS o altri simili) http://www.kitely.com/virtual-world/Jeff-Bush/Lisbon-1755

 Sydenham Crystal Palace con Pompeii

in SecondLife dove l’università di bristol ha ricostruito la città di Pompei così come era stata mostrata nell’esposizione di Londra del 1854.

http://sydenhamcrystalpalace.wordpress.com/

http://secondlife.com/destination/sydenham-crystal-palace

Theatron 3 (inattivo)

Altro progetto ormai abbandonato in SecondLife è stato il Theatron 3 project il cui scopo era la ricostruzione di alcuni dei più interessanti teatri storici. http://cms.cch.kcl.ac.uk/theatron/index.php?id=88

I viewer per SecondLife/OpenSim, lo stato dell’arte e la nuova versione di FireStorm (Aprile 2013)

27 aprile 2013 4 commenti

Gli infiniti viewer 3D per SecondLife / OpenSim: un universo da esplorare per ottenere il massimo da questi mondi virtuali

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Se i mondi virtuali tipo SecondLife possono essere visti come una specie di rete web a 3 dimensioni, dove le grid e le sim sono il contenuto a cui accedere, allora i viewer 3D sono l’equivalente dei browser web. Ma se nel mondo web abbiamo una scelta tutto sommato limitata (Internet Explorer, Firefox, Opera, Safari, Chrome), nel mondo 3D i viewer costituiscono una galassia di possibilità la cui sola esplorazione può diventare affascinante ed impegnativa, e consentire la scoperta di nuove possibilità ed interessi.

In passato ho già scritto sui viewer, a partire da quelli “ufficiali” prodotti da Linden Lab, del “Principe dei viewer“, il viewer utilizzato ormai dalla maggior parte degli utenti di SecondLife (avete capito, è Firestorm), e anche dei viewer possibili da smartphone http://sitovirtuale.wordpress.com/2013/04/02/mondi-virtuali-in-un-tablet-o-su-smartphone/. Devo dire che questi miei articoli hanno sempre riscosso un notevole interesse da parte dei lettori di questo magazine e spero di essere stato utile per molti.

Ricordiamo che usare questi viewer in tutte le loro funzionalità non è banale perchè sono ricchi di trucchetti e sorprese inaspettate. Vengono organizzati “inworld” molti corsi per usare Firestorm al meglio (chiedete ai vostri amici mentori per entrare in contatto con questi gruppi di autoaiuto). Spesso l’aiuto è in inglese, ma esiste una entusiasta comunità italiana https://my.secondlife.com/groups/d3b4c8a3-cfd7-3218-65fb-d7e499d1efab.

Se capite qualcosa in Inglese i video tutorial sono abbastanza ben fatti e tutto sommato viene parlato un inglese abbastanza semplice: http://www.youtube.com/user/PhoenixViewerSL. Se usate Firestorm anche per OpenSim, ricordate che dovete scaricare DUE versioni diverse ed installarle in DUE cartelle diverse. Nell’ultima versione Firestorm è forse l’unico che offra un supporto ampio a opensim (evidenziazione sintassi LSL , supporto Aurora etc)…

Ecco una storiografia in ordine inverso.

  1. Sulle nuove modalità “fotografiche” dei viewer (e di Firestorm in particolare) http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2013/01/05/fotografie-e-video-in-secondlifeopensim-alcuni-concetti-e-i-migliori-viewer/
  2. Perchè Firestorm è notevole: http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/07/14/almeno-16-ottimi-motivi-per-usare-firestorm-o-phoenix-invece-del-viewer-standard-di-secondlife/
  3. I viewer che vedono le mesh http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/09/30/lo-stato-delle-mesh-in-secondlife-i-viewer-abilitati/
  4. Il viewer ufficiale con una skin accettabile http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/09/01/un-viewer-3-piu-accettabile-istruzioni-per-abbellirlo-con-le-skin-starlight/
  5. Novità fotografiche nei viewer http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/07/02/evoluzione-grafica-dei-nuovi-viewer-ombre-profondita-di-campo-dof-visione-stereoscopica-nuove-possibilita-per-i-machinimisti-e-per-i-fotografi/
  6. Finalmente firestorm http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/06/15/bye-bye-viewer-2-benvenuto-firestorm-beta/
  7. I vari viewer è uno zoo http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2011/03/12/guida-di-sopravvivenza-nello-zoo-dei-viewer-per-secondlife/
  8. La tragedia di emerald che darà vita a Phoenix e poi Firestorm http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2010/08/23/la-guerra-dei-viewer-emerald-rimosso-dallelenco-dei-viewer-accettati/
  9. La debacle del viewer 2.0 http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2010/05/09/il-nuovo-viewer-2-0-e-quello-che-si-aspettava-per-rivoluzionare-second-life/
  10. Cosa sono i Third Party Viewer http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2010/04/16/il-futuro-dei-viewer-alternativi-di-sl-e-la-nuova-disciplina-tpv-third-party-viewerses/

Ora vorremmo fare il punto sui viewer più interessanti distinguendo fra quelli utilizzati per SecondLife e quelli utilizzati per OpenSim.

SecondLife

Ricordiamo che i viewer cosiddetti “legali” per SecondLife sono quelli presenti in questa pagina: http://wiki.secondlife.com/wiki/Third_Party_Viewer_Directory e al momento contemplano la seguente lista (rimuovendo i client per smartphone):

  • Radegast, viewer testuale specificatamente progettato per persone disabili (dotato ad esempio di funzionalità di text to speech) e che usano computer molto vecchi e con poche risorse. O semplicemente per rimanere in contatto con il vostro account SL dall’ufficio. http://radegast.org/wp/
  • Firestorm (il Principe dei viewer), http://www.firestormviewer.org/, basato sulla nuova interfaccia V3, ma notevolmente adattata per farla piacere anche agli amanti del vecchio Phoenix. Recentemente uscito con la nuova ottima versione  4.4.0  33720 che ostenta numerose novità come ad esempio
    • La standing pose automatica
    • Le quick preferences configurabili
    • Backup/Restore delle personalizzazioni
    • Ulteriore compatibilità con il vecchio Phoenix viewer che è ormai obsoleto
    • Compatibilità con il nuovo standard SSB che sta per arrivare in SL e che renderà tutti i vecchi viewer non più usabili in quanto vedranno gli avatar tutti bianchi/grigi
  • SecondLife Release 3.5 e 3.5.1 (http://secondlife.com/support/downloads/) che ormai ingloba la nuova interfaccia CHUI non ancora arrivata nei viewer di terze parti (ma Firestorm in un certo senso già la include). CHUI dovrebbe semplificare il modo di gestire le comunicazioni con i friends gli amici e i gruppi e Firestorm già da tempo offre delle soluzioni molto interessanti. Le nuovissime versioni in beta contengono anche il supporto per le normal maps e le specular maps.
  • Imprudence, http://wiki.kokuaviewer.org/wiki/Imprudence:Downloads NO MESH, NO MOAP anche se non è stato molto aggiornato negli ultimi due anni, ma sembra che ora sia ripreso lo sviluppo . E’ un viewer molto stabile basato sulla vecchia interfaccia (1.3 versione stabile, 1.4 versione sperimentale). Disponibile dallo stesso team di sviluppo anche la versione Kokua che segue invece le orme dell’interfaccia V3 come Firestorm.
  • E vari altri: Catznip http://catznip.com/about/Exodus http://exodusviewer.com/Nirans Viewer http://niranv-sl.blogspot.it/Singularity http://www.singularityviewer.org/Dolphin http://dolphinviewer.eregion.de/.

Esistono inoltre dei viewer che non sono presenti nella famosa lista TPV, ma che sono stati estremamente importanti per la storia dei viewer in SL e tuttora molto usati per entrare in OpenSim come ad esempio, (ringrazio http://www.sluniverse.com/php/vb/alternative-sl-clients/48834-chalices-list-sl-clients.html per questo elenco)

Capire quale sia il viewer migliore è una questione di Fede Religiosa e di gusti personali (oltre a volte ad essere imposta dal vostro pc o laptop che non riesce ad andare avanti con alcuni viewer oppure addirittura crasha immediatamente).

Questo è l’elenco dei viewer nella mia Hit Parade personale dei viewer che ritengo migliori, con le motivazioni:

1. Firestorm è il migliore valido sia per SecondLife che per OpenSim: è gestito da un gruppo di sviluppatori molto attivi e prevede nuove versioni ufficiali ogni circa 3 mesi. E’ l’ideale per accedere a tutte le risorse tecnologiche dei vostri mondi virtuali. Ricordatevi di installare la versione SL e la versione OpenSim (che sono diverse) in cartelle separate. Ha il supporto per le Mesh e per i MOAP.

2. Phoenix 1185, Imprudence, o Hippo come viewer vecchio stile per computer vecchi (ma attenzione non funzionano le mesh).

3. Fra gli altri avevo apprezzato per le caratteristiche fotografiche Nirans Viewer e l’innovativa veste di presentazione grafica delle varie preferenze.

Salahzar

Mappe Normali e Speculari: un altro passo in avanti per SecondLife

Video di agosto 2012 dove Linden Lab pubblicizzava le nuove caratteristiche

Nel 2012, ce l’avevano annunciato, sarebbero arrivate presto le mappe normali e speculari in SecondLife. Ora siamo quasi al dunque, entro un mese massimo due queste diventeranno realtà nella grid principale, dopo che da circa una settimana sono state introdotte nella grid beta e in alcune regioni selezionate della grid principale.

L’avevo già scritto a Gennaio (http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2013/01/29/cosa-ci-aspetta-da-sl-nel-2013/) ed ora ho pubblicato due video che presentano queste novità, peraltro annunciate ufficialmente dai seguenti post: http://blog.nalates.net/2013/04/08/second-life-materials-project-viewer-review/

Il viewer per poter utilizzare queste caratteristiche lo trovate qui: http://wiki.secondlife.com/wiki/Linden_Lab_Official:Alternate_Viewers

e le release notes relative qui: http://wiki.secondlife.com/wiki/Release_Notes/Second_Life_Project_Materials/3.5.1

Mentre la pagina principale è qui: http://wiki.secondlife.com/wiki/Material_Data

I miei video riassuntivi li trovate qui (versione breve):

e versione lunga:

Mi sa che a breve dovrete tutti rinnovare il vostro guardaroba :)

BitCoin: il gioco della valuta virtuale. Capiamoci qualcosa

Proprio nelle ultime settimane è balzato all’attenzione dei media un nuovo nome estraneo ai più: “BitCoin”, l’ultima frontiera della moneta virtuale/elettronica. Il motivo è stato che questa moneta virtuale nel giro di pochi giorni ha avuto una enorme volatilità nel tasso di cambio con le altre monete, si è passati da poche decine di $ per BTC a quasi 300$ (il valore è cioè decuplicato) e nelle ultime ore è avvenuto un altrettanto repentino ridimensionamento, tornando ad un valore di circa 50$.

Questo ha consentito agli economisti internazionali di poter snobbare con tranquillità questa moneta, che è stata tacciata di strumento ideale per la speculazione, il commercio clandestino ed illegale e mille altre nefandezze.

Eppure, la teoria che sta dietro questa moneta “immaginaria” ha molte caratteristiche interessanti, soprattutto per noi che ci occupiamo della progressiva “gamificazione” delle attività umane che avvengono nei mondi virtuali. Il processo di coniazione di questa moneta rientra a buon titolo nei “mondi virtuali”. Una dimostrazione lampante della relazione diretta fra questi mondi e questa moneta è rappresentata dal fatto che il sistema forse più veloce per sperimentarla è quella di convertire i Linden $ di SecondLife con un equivalente quantitativo di BTC. In questo momento per comprare 1 BitCoin occorrono circa 22000 L$. Il tutto lo si può fare comodamente usando i servizi di questo provider che forse già conoscete in SecondLife virwox (https://www.virwox.com/), per usufruirne basta rintracciare un terminale e farvi il solito account sul sito.

Ma cos’è un BitCoin?

E’ una moneta completamente virtuale, nel senso che non esiste una sua equivalenza tangibile. E’ creata attraverso un sistema di autenticazione crittografica che si basa sulla validazione di tutte le transazioni prodotte in una rete Peer2Peer e dove quindi non c’è una autorità centrale, ma la fiducia in una rete decentrata di computer che si accordano sul fatto che una somma di denaro esiste ed è giunta a seguito di un insieme di transazioni ad un portafoglio determinato. Tra le altre caratteristiche delle transazioni BTC abbiamo che queste sono essenzialmente “anonime”, nel senso che una tipica transazione è nel formato:

e66e76306e2a485f6ac7c707c4d85445792747e14194dd4a144b23b822cb6521: Visto da 4 Nodi. Apparso nel miglior catena allaltezza {0}.
from 12yXmo4RnfN35VnKnspXKpZAyNcVjRW3kQ / outpoint c83742b67cee1fb1859f644a6ac1a5b723dc0999f38705786f4d8e62e33b68ad:1
to 1M3xhABqG2hcnM4KjrAWNmZERRjqrFb2ZJ 0.2659 BTC
to 1FU7ecjBfaq8z3bUVjQFHDdjdXWegNSpdW 0.0015 BTC

Dove abbiamo una identità della transazione, un portafoglio da cui sono partiti i soldi e uno o più portafogli su cui sono arrivati i soldi. Notate che ogni transazione possiede un insieme di Nodi che certificano la correttezza della transazione. Quando il conteggio dei “testimoni” della transazione arriva a 7 la transazione viene definita completata e può impiegare ore o giorni.

Cos’è un portafoglio BitCoin?

E’ un programma che caricate sul vostro PC (o che è residente su un sito web o presso un provider) che contiene N indirizzi del tipo 1XXXXXXXXXXXXXXXXXXXX. Il programma diventa nodo di una rete ed è in grado di ricevere denaro inviato ad uno dei vostri indirizzi, o di inviare denaro verso un qualunque indirizzo della rete bitcoin e di tracciarne lo stato di conferma.

Si noti che per riuscire a verificare la congruenza di una transazione ogni portafoglio BitCoin necessita di un enorme database grosso qualche Gigabyte con l’elenco di tutte le transazioni eseguite. Durante l’installazione del client ufficiale dovete aspettare qualche giornata che questo scarichi tutto il database (armatevi di santa pazienza)

Il Portafoglio ufficiale (client BitCoin) lo potete scaricare dal sito ufficiale http://bitcoin.org/en/, mentre esistono portafogli molto più leggeri, io ad esempio ho provato con successo il programma multibit che è un ibrido fra un portafoglio locale e un portafoglio ospitato, ma con tempi di attivazione istantanei senza peraltro perdere la proprietà dei vostri soldi (utilizza il server solo per la certificazione delle transazioni).

L’estrazione del minerale prezioso (o la Spezia per parafrasare Dune)

Ci sono svariati sistemi per guadagnare BitCoin. Uno dei sistemi più intriganti è di “estrarli” dal nulla criptografico, mediante un sistema sofisticatissimo di estrazione del “minerale prezioso” che utilizza come base un algoritmo molto dispendioso che potremmo chiamare “gratta e vinci”. Il sistema BitCoin prevede infatti la possibilità di creare dei “registri contabili” chiamati “blocchi” sui quali scrivere tutte le transazioni. Di questi blocchi ne vengono generati circa 1 ogni 10 minuti e si scatena la competizione a chi ne riesce a generare per primo il successivo risolvendo una specie di quiz. Il vincitore guadagna in questo momento un importo uguale a 25 BTC, che al cambio di qualche giorno fa ammontava a circa 3000 € (ora è molto più prosaicamente qualche centinaia di euro). Il problema di questa forma di gratta e vinci è che chi ha computer più grossi ha probabilità più alta di guadagnare soldi, ma deve appunto investire una enorme quantità di energia in Hardware. Secondo alcuni detrattori del BitCoin questo “gioco” genera un inquinamento ambientale in termini di spreco di risorse energetiche per un “gioco inutile” e dispendioso per il nostro ecosistema. Altri affermano invece che questa “gamificazione” è senz’altro meno costosa del costo energetico necessario per foraggiare le banche mondiali.

Cambio di valute https://www.virwox.com/https://mtgox.com/

Con questi strumenti potete caricarvi un vostro indirizzo bitcoin partendo da L$, da Paypal o da altri mezzi (conti correnti etc). Vengono però richieste delle commissioni. Nel caso di Virwox l’alimentazione del conto è pressochè istantanea partendo dai L$.

Farvi pagare per i vostri servizi in rete

Chiunque abbia un portafoglio BitCoin oppure si appoggi ad un sito BTC compatibile (come il già citato virwox) può pagare i vostri servigi. Esistono anche dei siti web che regalano BTC (in quantità nanometrica), ad esempio http://faucet.bitcoin.st/ vi regala 0.0015 BTC solo fornendo il vostro numero di cellulare. Il “regalo” di 0.0015 BTC ha impiegato però quasi un’ora ad essere accreditato. La storia di questa transazione la trovate qui http://blockchain.info/tx-index/e66e76306e2a485f6ac7c707c4d85445792747e14194dd4a144b23b822cb6521 e da qui vedete che è stato possibile fra una transazione multipla: hanno cioè fatto una loro transazione di 0.2674 BTC e ne hanno aprofittato per pagarmi la cifra bassa di 0.0015 BTC (circa 8 centesimi di euro).

Spendere i vostri BTC

Se poi vi chiedete come si possono spendere i BTC potete acquistare beni sulle pagine web dove è specificata l’opzione BTC

Ci sono vari siti che consentono di acquistare con BTC, ad esempio http://www.bitmit.net/it/bestsellerhttps://www.spendbitcoins.com/places/ e anche dal sito ufficiale https://en.bitcoin.it/wiki/Trade, come vedete siamo ancora agli inizi anche se sono già passati 4 anni.

Implicazioni politiche / ideologiche

BitCoin è ovviamente considerato una rivoluzione culturale benvenuta da tutte le persone che non credono ai governi centralizzati, alle banche centrali e in generale nelle istituzioni. Questo è probabilmente uno dei motivi che hanno consentito a questa moneta di diffondersi fra i giovani (specialmente quelli più tecnologizzati) o fra gli alternativi (alcuni attivisti ad esempio del Movimento 5 Stelle sono molto interessati a questa realtà un po’ come lo sono per gli strumenti della democrazia liquida).

ATTENZIONE:

Non è scopo di questo articolo spingere all’entusiasmo verso questa moneta virtuale. Moltissimi esperti economici e sociali cercano di mettere in guardia gli sprovveduti contro i rischi e i pericoli di questo strumento, come ad esempio questo articolo: http://www.huffingtonpost.it/2013/04/10/bitcoin-il-lato-oscuro-della-moneta-virtuale-tutti-i-rischi-del-nuovo-oro-digitale_n_3052768.html L’intento di questo articolo è di cercare di cominciare a spiegare come funziona e forse, se siete curiosi come me, avere una anticipazione di quello che potrebbe essere un pezzo del mondo del futuro e delle realtà virtuali che non sono solo pupazzetti che si muovono.

Sartoria virtuale ad aprile 2013, novità e semplificazioni…

Nel corso di Blender che tengo ogni Giovedì alle 21.30 circa a Solaris Island, alcuni studenti affezionati ed in gamba mi hanno chiesto di spiegare nuovamente le tecniche di rigging per SecondLife. Di questi argomenti ho già trattato in altri articoli qui in questa rivista (ad esempio

Sono anche disponibili su Youtube alcuni mie playlist sull’argomento:

Quello che è impressionante è che le tecniche di rigging variano in maniera sensibile fra una versione e l’altra di Blender e delle versioni dei viewer di SecondLife, per cui devono essere rivisitate ogni 2-3 mesi.

Nel primo corso di rigging che avevo pubblicato a Settembre 2011, avevo elencato come passi per poter riggare i seguenti:

  1. Procurarsi Blender 2.59 2.66a
  2. Procurarsi Avatar Workbench dal sito machinimatrix http://blog.machinimatrix.org/avatar-workbench/ (scaricate la versione 2.65)
  3. Procurarsi lo script per la copia dei pesi
  4. Procurarsi lo script per l’export del file in formato collada (versione corretta da Gaia per le versione 2.60—>)

Il workflow tipico consisteva nelle seguenti fasi:

  • Costruire l’abito attorno all’upper/lower body (mesh utilizzando eventualmente il modificatore shrink wrap)
  • Imparentare l’abito con lo scheletro con pesi nulli oppure automatici
  • Copiare i pesi con l’apposito nuovo strumento in Blender 2.66a Copiare i pesi dall’avatar base verso il nuovo abito con lo script python di Gaia (operazione che poteva impiegare anche 10 minuti) oppure copiare i pesi con lo script Mesh Transfer
  • Adattare i pesi con la modalità Pose dell’armatura e poi utilizzando il WeightPainting
  • Export del solo abito su SL

Come vedete l’essenza del workflow è sostanzialmente identica, ma le operazioni sono state sensibilmente semplificate: non è più necessario procurarsi degli script esterni perchè ora le funzioni base sono state integrate in Blender.

La copia dei pesi ad esempio la si ottiene molto semplicemente selezionando l’avatar sorgente e poi facendo shift-select dell’abito. Andando a questo punto in Weight Paint appare sulla sinistra una serie di tasti legati al Weight Painting fra cui la meravigliosa opzione di ricopiatura dei pesi. (Un ringraziamento di cuore a http://blog.nalates.net/2013/04/01/weight-copy-blender-2-66a/ che mi ha fatto scoprire questo gioiello nascosto nell’interfaccia di Blender 2.66 !)

La nuova opzione di trasferimento dei pesi con Blender 2.66

Il video che segue esprime queste novità in modo usabile e spero comprensibile per tutti. L’unica cosa che dovete scaricare è Avatar Workbench che trovate qui: http://blog.machinimatrix.org/avatar-workbench/.

Ricordate che per esportare la vostra mesh, il metodo più semplice è scaricarvi Phoenix 1185 come descritto da questo breve video

Per abilitarvi all’import delle mesh potete seguire questo video

Ancora un bel blog con istruzioni per uso di Blender 2.66

Non è facile trovare dei siti internet che riescano a prendere per mano le persone e evitino lo shock di iper-complessita sempre associti a Blender, il software di modellazione 3D opensource e professionale che è diventato per molti un accessorio essenziale per sviluppare contenuti con le nuove mesh o con gli sculpted.

Scrivo spesso su questo argomento in questo blog, cfr l’ultimo articolo qui http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2012/12/16/la-moda-virtuale-dura-solo-una-stagione/ oppure anche quelli precedenti: http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/tag/blender/

Questa volta vorrei presentarvi una serie di tutorial scritti (quindi che evitano di andare su youtube e vedersi lunghe ed estenuanti sessioni) da questo blog antrodelnerd.blogspot.com.

Il “corso” è attualmente ancora in fase di scrittura, ma sono usciti già diversi fascicoli che propongo volentieri a tutti quanti vogliano alfabetizzarsi con questo strumento.

Ricordo inoltre che in SecondLife ci sono diversi corsi gratuiti (fra cui quello che tengo io tutti i giovedì ore 21.30 a Solaris Island) concepiti sia per neofiti che per persone che abbiano già un po’ digerito i concetti base di Blender e che vogliano qualcosa di più.

Ecco la galleria di link estratta da questo blog:

Buona lettura,

Salahzar

 

 

Il coraggio di cambiare abitudini e punti di vista.. Partiamo dal modo in cui usiamo il mouse

23 febbraio 2013 2 commenti

So che è un argomento inusuale per i lettori di questo magazine, molto imperniato sul mondo virtuale… Eppure se meditate che ormai in questo XXI secolo una parte sostanziale della nostra vita la dedichiamo all’uso del computer, ormai non solo per lavoro, ma anche per svago e per fare attività di volontariato e per i propri hobby, diventa essenziale comprendere quali possono essere i problemi legati soprattutto ad un utilissimo, ma spesso complesso dispositivo come il mouse.

Dal punto di vista medico

Dopo una lunga sessione di esplorazione, di building o altro in SecondLife, ma anche di Facebook e di altri social network, forse vi sarete trovati con il polso destro (quello abitualmente utilizzato con il mouse) un po’ dolorante. Questo è in effetti un problema abbastanza diffuso, che in alcuni casi limite può portare a problemi anche gravi (cfr. anche questo post http://en.wikipedia.org/wiki/Computer-induced_medical_problems dove si dice che circa 1 su 8 persone che usano il pc soffrono della sindrome del tunnel carpale, malattia spesso associata per l’appunto all’uso del computer e del mouse. Premesso che non credo di soffrire di questa malattia, ma a volte mi ritrovo il polso e la mano destra particolarmente provati e bisognosi di riposo.

Cambiare e rinnovarsi per vivere meglio

Nell’ultimo anno ho sperimentato diversi mouse alternativi e nel farlo, al di là del fatto che questo apportava obiettivamente un miglioramento dello stato della mano, mi sono accorto che la cosa più interessante sperimentata è che ogni modifica di abitudini oramai consolidate richiede una attitudine speciale di cui molte persone pare non siano dotate. L’elasticità mentale (anche chiamata agilità mentale) e la capacità di continuare ad imparare cose nuove ad ogni età della vita è considerato qualcosa di prezioso che preserva e migliora la nostra vita e la nostra autogratificazione.

Il trackball questo “mostro”

La prima cosa che ho sperimentato è stato il mouse denominato trackball, suggerito da un collega di lavoro che lo usava da anni e che si era sempre trovato molto bene.

Ho impiegato circa 4 giorni per abituarmi e alla fine ho dovuto convenire che aveva degli obiettivi vantaggi, ed ora è uno dei miei mouse preferiti, anche se costa sensibilmente di più dei  mouse tradizionali (parliamo di almeno 55€).

Impariamo ad usare l’altra mano

Subito dopo ho potuto constatare che in realtà c’è anche una tecnica molto semplice per ridurre il peso sulla mano destra: semplicemente si può provare ad utilizzare anche un mouse tradizionale con la mano sinistra. Anche qui ho dovuto penare un pochino… Ma quando ho visto che ci si riusciva e che i riflessi che avevo ormai introiettato da decenni di uso di questi strumenti riuscivo in qualche modo a farli evolvere e modificare mi sono spinto su quei mouse che fino ad ora avevo sempre disprezzato: quelli nativi che sono presenti sulle tastiere dei portatili, i cosiddetti trackpad (noti a tutti quelli che usano mac o che non vogliono portarsi dietro altri mouse oltre a quello disponibile sul laptop).

Come avete intuito al di là del problema iniziale, la soddisfazione che ho avuto è stata quella di riuscire ad uscire dai miei stessi schemi e pregiudizi che ho portato avanti per tempi lunghissimi. Il fatto ora di sapere che posso utilizzare in linea di principio qualunque tipo di mouse mi pare una sensazione molto interessante ed è sicuramente una buona palestra di pensiero per non dare nulla di scontato. Se ci abituiamo a muovere le mani e ristrutturare il nostro pensiero sicuramente siamo in grado di poter sfruttare meglio il nostro cervello e la nostra intelligenza per aprirci la mente verso altre esperienze e verso altre persone, riducendo o annullando i pregiudizi.

Vi saluto quindi con questa piccola provocazione, vediamo quanti di voi riusciranno a cambiare (o meglio a diversificare) le proprie abitudini?

Salahzar

Ubuntu, Linux e la filosofia della condivisione….

10 febbraio 2013 2 commenti

Negli ultimi anni Ubuntu è diventata una delle distribuzioni di Linux che ha avuto il maggiore successo, per la innovativa facilità di installazione e di uso che normalmente non sono mai state associate a questo sistema opensource e che ne ha spesso decretato l’insuccesso di fronte all’utente medio di un PC, che normalmente è abituato ad avere una interfaccia con tutti i fiocchettini e la pappa pronta. Il tipico utente di Linux è stato per decadi il “nerd” vale a dire una persona che per fare anche la cosa più semplice cerca di farla in maniera particolarmente difficile, costosa, inutile e contorta.

Il nuovo Ubuntu è sorprendentemente “amichevole” da installare

Non è scopo di questo articolo dettagliare tutto su Ubuntu e Linux, esiste una ampia letteratura in materia. Qui vorrei sottolineare la mia ultima esperienza, con un portatile “vecchio” in disuso su cui ho voluto provare ad installare Ubuntu per vedere se riuscivo a dargli nuova vita. L’esperienza è stata tutto sommato semplice, gradevole e piena di ottime sorprese. Avevo già tentato di installare in passato a varie riprese Linux su vari pc ma ogni volta avevo dovuto tornare indietro perchè molte cose non funzionavanto (Skype, i miei programmi di grafica preferiti, etc), ora però ho visto che con la versione 12.04 molti se non tutti questi problemi sono stati risolti.

Fra le sorprese cito le seguenti:

  •  Tutto l’hardware ha funzionato al primo colpo (scheda grafica, suono, musica, video)
  • La sospensione del portatile ha funzionato senza fiatare: impiega una manciata di secondi e riprende senza problemi
  • Il wireless è sorprendentemente friendly (meglio di windows)
  • Il tempo di boot è di circa 40 secondi, nettamente inferiore a quello di Windows e la memoria occupata e inferiore
  • Praticamente tutti i programmi principali (Chrome, LibreOffice, ecc) funzionano senza problemi
  • Esistono ottimi programmi in aree dove finora eccelleva soltanto Windows o Mac (screenrecording etc)

Fra le difficoltà invece

  • Avendo installato il sistema operativo a 64 bit alcune cose non funzionano come ci si aspetta, in particolare per lanciare Phoenix e Firestorm (client di SecondLife) occorre installare le librerie di compatibilità a 32 bit come indicato da questo articolo http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=2000705. Imprudence invece, avendo già una distribuzione a 64 bit si è installato in modo semplice.
  • La versione di Skype per Linux è decisamente fatta peggio delle equivalenti sulle altre piattaforme, ma questo è colpa di Skype e non di Linux.
  • Qualche difficoltà a destreggiarsi fra i vari desktop manager (Unity, Gnome etc). Dopo un po’ di vicissitudini e prove varie sono tornato a Unity 2D che pare il desktop più “umano” riconoscibile per la barra verticale delle applicazioni sulla sinistra.

Ma vediamo come ho fatto per l’installazione da USB:

Dato che ormai DVD e CD non vanno più di moda, (avevo provato con un CD che mi aveva dato un amico, ma non era leggibile), ho proceduto a installare Ubuntu da una penna USB come spiegato da questo link: https://help.ubuntu.com/community/Installation/FromUSBStick La difficoltà più grave è stata quella di trovare una immagine “giusta” (avevo tentato di installare la versione 12.11 che però forse era prematura, quindi alla fine sono ripiegato sulla versione 12.04 che sembra essere molto buona.

Il secondo problema che ho incontrato è stato quello di “convincere” il laptop a partire dalla penna USB. Per fare ciò ho tenuto premuto il tasto di Cancellazione (quello sopra il tasto di invio) durante l’accensione e poi sono dovuto andare nelle opzioni di boot per specificare nell’ordine di boot PRIMA i vari USB e poi il CD ed infine il disco. Ho impiegato un pochino a capire l’ordine giusto.

Esistono ancora dei PC/Laptop specialmente della vecchia guardia che non consentono di fare il boot da chiavetta. In quel caso l’unica cosa da fare e di registrare un cd di boot e partire da quello.

Durante la fase di installazoine non ho dovuto fare praticamente nulla se non compilare le solite domandine iniziali tipo lingua, tastiera, utente di partenza. Cfr anche questa guida: http://ubuntusemplice.blogspot.it/2011/04/guida-passo-passo-istallazione-ubuntu.html L’intera procedura di installazione è rimasta nell’ordine di un quarto d’ora (anche meno). Al termine avevo un sistema Linux completamente funzionante.

Alcune guide in Italiano

Poi per imparare ad usarlo bene occorre molto tempo, ma guardando alcuni semplici tutorial come quelli contenuti qui: https://help.ubuntu.com/12.04/ubuntu-help/index.html,

Se preferite i video ecco una serie di video tutorial rintracciabili su Youtube qui: http://www.youtube.com/watch?v=OstFxlxvA0Y&feature=share&list=SPA7D851DBD0B8BFDF.

La filosofia di condivisione che sta dietro ad Ubuntu

Da Nelson Mandela a tutto il mondo. Un esempio di collaborazione fra umani uguali

Ed ora prima di lasciarvi, ecco una dissertazione molto interessante su Ubuntu, Linux e l’opensource che esula dalla classica lezione universitaria / giuridica / legale per entrare nella filosofia più semplice e profonda delle popolazioni africane.

Come si legge da wikipedia alla voce Ubuntu: http://it.wikipedia.org/wiki/Ubuntu_(filosofia):

« Una persona che viaggia attraverso il nostro paese e si ferma in un villaggio non ha bisogno di chiedere cibo o acqua: subito la gente le offre del cibo, la intrattiene. Ecco, questo è un aspetto di Ubuntu, ma ce ne sono altri. Ubuntu non significa non pensare a se stessi; significa piuttosto porsi la domanda: voglio aiutare la comunità che mi sta intorno a migliorare?. »
(Nelson Mandela)

Ubuntu è un’etica o un’ideologia dell’Africa sub-Sahariana che si focalizza sulla lealtà e sulle relazioni reciproche delle persone.

È un’espressione in lingua bantu che indica “benevolenza verso il prossimo”. È una regola di vita, basata sulla compassione, il rispetto dell’altro. Appellandosi all’ubuntu si è soliti direUmuntu ngumuntu ngabantu, “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”.

L’ubuntu esorta a sostenersi e aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri, poiché è una spinta ideale verso l’umanità intera, un desiderio di pace.

Viene sfruttato in Sudafrica in una campagna nazionale per la promozione della società.

Non c’è bisogno di aggiungere molto altro, su questa filosofia di apertura e di condivisione: si condivide perchè si sente che è giusto condividere, non perchè le persone con cui condividiamo sono simpatiche o degne della nostra considerazione e stima ma in quanto esseri umani con cui condividiamo la nostra natura. Poi ovviamente uno condivide quello che vuole e quando vuole, ma è ovvio che i risultati più interessanti avvengono quando la condivisione è più larga e meno stitica.

Ubuntu ha dimostrato che in questo modo si è riusciti a produrre un qualcosa di ottima qualità e solo grazie alla passione e alle emozioni di chi vi ha partecipato che non sono soltanto nerds, ma persone come tutti noi :)

PS: Se non ve la sentite di passare ad Ubuntu e non avete un vecchio portatile o pc su cui fare le prove potete sempre fare una installazione Live che non cancella il vostro PC. Cfr: http://www.ubuntu.com/download/help/try-ubuntu-before-you-install

Categorie: Technical Evolution Etichette: , ,
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