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La nuova Regina del fashion in Second Life: Natzuka Miliandrovic
by AquilaDellaNotte Kondor
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Ricorderete di certo l’intervista che abbiamo fatto a inizio anno, alla nuova Miss Virtual World 2013, Starline Igeria (http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2013/01/03/miss-virtual-world-2013-starline-igeria/), ebbene, a quanto sembra, Starline ha dovuto abdicare al titolo per impegni in Real Life. Al suo posto, secondo il regolamento dell’organizzazione, è stata quindi eletta la seconda classificata. E, udite udite, ancora una volta, la terza in cinque anni (dopo Mimmi Boa e Anna Sapphire), è un’italiana: Natzuka Miliandrovic. Abbiamo chiesto a Natzuka, appena eletta, di concedere un’intervista, com’è ormai costume per le nuove Miss VW, al nostro Magazine.
AquilaDellaNotte Kondor: Natsuka, innanzitutto grazie per aver accettato questa intervista
Natzuka Miliandrovic: grazie a te per averla chiesta
AquilaDellaNotte Kondor: è un vero piacere conoscerti, visto che non avevo mai avuto l’occasione, prima
Natzuka Miliandrovic: è un piacere conoscerti anche per me
AquilaDellaNotte Kondor: tu sei abbastanza giovane di Second Life, solo due anni, come sei diventata una modella? Da subito?
Natzuka Miliandrovic: io ho rezzato a fine agosto 2010, e dopo un primo momento, in cui mi sono orientata nell’ environment di Second Life, ho iniziato a esplorare, per vedere cosa offriva un Virtual World. E’ capitato, per caso, che assistessi ad un fashion show, in settembre, me lo ricordo come se fosse successo ieri …
AquilaDellaNotte Kondor: sei rimasta folgorata …
Natzuka Miliandrovic: ho visto le modelle, la passerella, e ho realizzato che Second Life può essere interpretato come piattaforma creativa. Per cui, come per ogni cosa che mi piace, mi sono messa a cercare, e a chiedere, all’inizio usando Google, poi anche inworld
AquilaDellaNotte Kondor: ma come mai ti ha attirato proprio il mondo della moda? Potevi fare l’artista, la builder…
Natzuka Miliandrovic: in realtà il fashion racchiude in se molto, delle diverse forme artistiche presenti in Second Life
AquilaDellaNotte Kondor: è vero, ma richiede anche moltissima fatica, a quanto ho avuto modo di apprendere, per aver intervistato molte delle protagoniste di questo mondo
Natzuka Miliandrovic: si, credo che sia anche questo uno degli aspetti che mi ha attratto. Pur rimanendo nella dimensione del gioco, richiede disciplina e attenzione
AquilaDellaNotte Kondor: molte sono le ragazze che sono affascinate da questo mondo. Tu come hai cominciato?
Natzuka Miliandrovic: io ho iniziato nel modo più semplice e diretto. Sono partita dal search di Second Life, ho trovato i gruppi che si occupavano di questo, e ho iniziato a seguirli. Poi, quando ho avuto la sensazione di avere le idee un po’ più chiare, mi sono iscritta ad una scuola. E da lì la mia avventura è iniziata …
AquilaDellaNotte Kondor: è stata rapida, per arrivare a essere Miss VW in due anni. Come hai fatto, volendolo spiegare alle persone che ti seguono?
Natzuka Miliandrovic: lavorando tanto, senza mai dar retta a chi mi diceva di smettere!
AquilaDellaNotte Kondor: sei quindi una persona caparbia
Natzuka Miliandrovic: immagino di si. Sono stata educata a sviluppare un pensiero critico, e a conoscere i miei limiti, prima di fissarli. Così come sono in RL, sono anche qui
AquilaDellaNotte Kondor: ti aspettavi di arrivare ai massimi livelli, quando hai cominciato, o è stato un caso?
Natzuka Miliandrovic: in realtà, ho sempre lavorato tanto, con l’obiettivo di essere contenta di me stessa. Ho avuto la fortuna di partecipare a challenge impegnativi, durante questi due anni, e ho sempre seguito un obiettivo alla volta. In Second Life, come in RL, ci si rende conto quando non si sta dando il meglio, e ho sempre cercato di non deludere me stessa, e le persone che durante tutto il percorso mi hanno supportato
AquilaDellaNotte Kondor: è questo il primo anno che hai partecipato a MVW? Che idea ti sei fatta di questa complessa organizzazione?
Natzuka Miliandrovic: la Miss Virtual World Organization è una realtà molto interessante in Second Life, offre un sacco di spunti creativi, ed è una piattaforma davvero creata per supportare il mondo della moda in Second Life. Le persone che ci lavorano si spendono senza sosta per le concorrenti, per creare un’atmosfera che renda godibile il concorso, e ne condividono il knowledge. E la chiave di tutto è “aiutarsi”
AquilaDellaNotte Kondor: è effettivamente uno dei progetti meglio gestiti in Second Life, per questo ha sempre destato il nostro interesse. Quali sono i tuoi programmi ora? Immagino che avrai una serie di impegni già schedulati
Natzuka Miliandrovic: nell’ultimo anno ho preso diversi impegni con alcune realtà in crescita in Second Life, lavorando come fotografa e come editor per Maniera Magazine. Da gennaio aiuto nella gestione della Miss Virtual World Modeling Academy. Partendo dalla base, la mia intenzione è di continuare a sostenere i progetti e i lavori per cui mi sono impegnata prima dell’arrivo del titolo. E ora, con il titolo, sto cercando di organizzare un progetto a favore della comunità di Second Life
AquilaDellaNotte Kondor: puoi dirci qualcosa di più, o è ancora riservato?
Natzuka Miliandrovic: al momento sono in una fase di “work in progress”, ma non appena definiremo la mission, sarò felice di parlarvene
AquilaDellaNotte Kondor: ci conto, ovviamente
Natzuka Miliandrovic:
si
AquilaDellaNotte Kondor: sei la terza italiana, in cinque anni di vita di MVW, ad ottenere il titolo. Pensi che la scuola italiana abbia delle caratteristiche peculiari?
Natzuka Miliandrovic: io credo che sia la cultura italiana, a rappresentare qualcosa di diverso. Spesso mi capita di soffermarmi a pensare quanto, a livello locale, perdiamo il focus di quello che è il contributo che, invece, all’estero, sono tutti ben felici di valorizzare
Natzuka Miliandrovic: la cultura italiana ha radici profonde nell’arte, e la moda non prescinde da questo. E il nostro quotidiano ne è altrettanto influenzato. Ne consegue, naturalmente, che anche Second Life, come manifestazione del nostro quotidiano, riflette queste nostre caratteristiche
AquilaDellaNotte Kondor: è un bel giudizio sulla nostra italianità
AquilaDellaNotte Kondor: Natzuka, puoi dirci dove vivi, o preferisci non dirlo?
Natzuka Miliandrovic: non è un segreto
io sono del nord est
AquilaDellaNotte Kondor: e sei un’artista o qualcosa del genere in RL?
Natzuka Miliandrovic: si
AquilaDellaNotte Kondor: la tua sensibilità su questi temi era evidente infatti….
AquilaDellaNotte Kondor: Natzuka, ti faccio i migliori auguri per la tua carriera, e per i tuoi progetti in Second Life. Ti ringrazio ancora per la disponibilità
Natzuka Miliandrovic: grazie a te, a presto
La chiamano Pantera: Momi Hallison
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by Francesca Caeran
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In tutto il mondo l’Italia è conosciuta anche per i suoi grandi artisti. Lo è nella RL e, ovviamente, essendo Second Life lo specchio virtuale del nostro mondo reale, lo è pure in questo Metaverso. Ed è con piacere che vi presento, anche questo mese, un’altra artista nostrana: la stupenda Momi Hallison! Lo sapete oramai che mi piace dirvi tutto, e raccontarvi come le idee arrivano nel mio cervellino (hehehhe si, lo vedo che state sorridendo!), fa parte delle cose a cui tengo. Dopo l’articolo pubblicato su Jade Ovis, mi sono arrivati tanti bei complimenti … grazie a tutti muah! (uno in particolare mi ha fatto tanto, tanto piacere: quello di Serena Domenici, di cui sono una grandissima fan, da quando ho letto un suo articolo, anni fa. Io la reputo una grande scrittrice, nulla a che vedere con la reporter Caeran, lol, ecco perchè mi ha lusingata la cosa
In mezzo a tutti questi bei complimenti, mi arriva un IM da una grande Signora, che fa parte dello staff di Momi, cioè Miss Lucy May, che mi suggerisce di scrivere su Momi. Grazie Lucy, hai ragione infatti, Momi si merita un articolo, è brava, simpatica, e canta sempre live. Accidenti! Perché mai non l’ho fatto prima? Perché tutto arriva con il suo tempo, hehhheh. Su, basta chiacchiere … presentiamo Momi.
Gran bella donna (in RL dico!) con origini sarde, ha passato la maggior parte della sua vita a Roma, e oggi vive ad Ancona. Solare, simpatica da morire, dev’essere un piacere averla come amica o collega. In RL, Momi lavora in uno studio professionale di ingegneria, dove si occupa di risparmio energetico e fonti rinnovabili. È entrata in Second Life nel 2009, e, siccome cantava in RL da una vita, era logico che desiderasse esercitare questo mestiere pure nel nostro Secondo Mondo. Un giorno incontrò Lara Grace, che cercava cantanti per mettere su la sua Rho Cassiopeiae, ed è cosi che iniziò la carriera di Momi, come Live Singer in Second Life. Il suo genere musicale è camaleontico (parola che non faceva parte del mio vocabolario fino alla sua intervista, lol, infatti ringrazio gli artisti per ampliare il mio vocabolario italiano lol), passa dal blues al jazz, per proseguire con la pop music italiana, e anche internazionale. Una parola mi viene subito in mente, quando penso a Momi Hallison: esplosiva! LOL si, una donna con una energia incredibile, ed una generosità, nel trasmetterla, che in pochi hanno. Momi è meglio del Prozac (noto antidepressivo LOL), mette una carica da 100.000 volt, infatti attento, rischi l’elettroscossa ai suoi concerti … Ok, ok, esagerataaaa Francescaaaaa, ma l’energia che trasmette, credetemi amici, è enorme.
Lei definisce la sua voce “graffiante”, ma una cosa è certa, si riconosce uno stile fatto principalmente di rhythm ‘n’ blues, e infatti non sono stata sorpresa di scoprire che Momi, per tanti anni, ha fatto parte di un coro polifonico come solista, che l’ha portata a cantare persino davanti a Papa Giovanni. Hum… vedo i sorrisi sulle labbra… si, si, li vedo! Okey, vi spiego cos’è il rhythm ‘n’ blues: genere musicale che associa il gospel, il blues ed il jazz.
Momi canta da più di 25 anni, per 5 anni ha studiato canto moderno, e dice che la musica è tutta la sua vita. Con il passare del tempo è cresciuta musicalmente, e cosi ha saputo anche adattare il suo repertorio. Conosce le lingue straniere, canta in inglese, spagnolo un pò francese e portoricano, e, ovviamente, italiano. Momi, come la maggior parte dei artisti di Second Life, canta anche in RL, fa piano bar e animazione, karaoke, ma anche serate pre disco. Sono davvero pochi, in Second Life, a non conoscere la nostra Momi, ma se non l’hai mai sentita cantare, allora corri ad un suo concerto, e vai a prenderti una carica di energia con la Miss Dinamite e i suoi 100.000 volt. Parola di Francesca Caeran.
Ascolta Momi Hallison qui : http://www.youtube.com/user/MomiHallison
Gioco e lavoro: la nuova linfa di Second Life
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Questo mese si è festeggiato, nella Second Life italiana, il quinto anno di “Arte Libera”, uno dei gruppi artistici più attivi nel campo dell’arte virtuale. Devo dire che, a mio parere, Arte Libera è tra i gruppi che più si sono distinti, in questi anni, per il livello qualitativo delle sue manifestazioni, ha dato spazio e visibilità a soggetti artistici eccellenti, e riconosciuti a livello internazionale. Ha così contribuito a mettere in evidenza il fatto che i confini dell’arte possono essere allargati anche dentro Second Life.
Simba Shumann, e i suoi compagni di viaggio, hanno fatto un grande “lavoro” in Second Life, ma, proprio per questo, la stessa Simba ha tenuto a precisare sul blog di Arte Libera (http://artelibera.net/2013/04/15/5-anni-di-arte-libera/), quanto segue: “Arte Libera non è un lavoro, non ho mai voluto che lo diventasse, e non lo è stato per le persone che mi hanno affiancato in questi anni. Arte Libera è il nostro tempo libero, il nostro miglior tempo libero, quello da dedicare alle cose che ci fanno stare bene e che ci regalano soddisfazioni pure”. Una frase che fa onore all’impegno di queste persone, e mette in evidenza un aspetto fondamentale dell’approccio della maggioranza dei residenti in Second Life: perfino i più impegnati, quelli che ottengono i migliori risultati in termini progettuali, professionali o artistici, tengono a sottolineare che per loro si tratta un gioco, non di un lavoro.
Parallelamente, nelle scorse settimane, ho preso l’iniziativa di sfruttare le mie competenze professionali, una volta tanto, per disegnare un possibile percorso evolutivo, per la costruzione di un progetto di lungo respiro, che potesse consentire una riorganizzazione, e un notevole ampliamento, delle attività nella Second Life italiana. La mia proposta, il mio progetto, che ho cercato di illustrare nelle sue grandi linee e nelle sue componenti essenziali, era diretto, come base di partenza, a uno dei gruppi di lavoro più attivi nella Second Life italiana, a cui ho appartenuto, per più di un anno. Devo dire che ho trovato molto interesse per l’iniziativa, ma nessuno disposto a impegnarsi per portarla avanti. Non certo per per cattiva volontà, o per motivi di bassa lega personalistici, ma sempre per il fatto che Second Life non è vista come un lavoro, ma come uno “svago”, un puro divertimento. Mi aspettavo ampiamente questa reazione, ma la mia provocazione era rivolta a saggiare il livello di possibile coinvolgimento degli attuali “attivisti” della Second Life italiana, verso un percorso di evoluzione, in tempi brevi, del modello organizzativo su cui si base oggi questa piattaforma.
Questi due esempi mi hanno portato ad alcune conclusioni. I casi che ho citato sono quelli di due gruppi che spendono senz’altro molto del loro tempo libero in iniziative concrete in Second Life, composti di persone di grandi capacità e spirito di iniziativa, eppure, entrambi, rifiutano il concetto di “lavoro” in Second Life. C’è senz’altro molto di freudiano in questo, a mio parere. Il lavoro è visto come un qualcosa di impegnativo e di invasivo del proprio tempo libero, eppure entrambi i gruppi non hanno fatto altro che lavorare in Second Life, alternando, certo, questo “lavoro” con le legittime attività di svago e di divertimento, ma hanno speso tempo ed energie per realizzare numerosi progetti, per quanto instabili. C’è qualcosa di profondamente legittimo in questa voglia di difendere i propri spazi di libertà, il proprio approccio basato sul gioco, in questo spazio libero da interferenze e da impegni della vita di tutti i giorni. Legittimo ma, a mio parere, assolutamente non corrispondente alla realtà.
Non c’è alcuna distinzione tra il livello del gioco e il livello del lavoro, in situazioni come queste. Anzi, quando il lavoro diventa gioco, e come tale viene vissuto, con tutte le gratificazioni che porta, e con l’orgoglio per quanto si riesce a realizzare, allora si è raggiunto uno degli obiettivi fondamentali del lavoro, che dovremo sempre di più considerare in futuro: non lavoriamo solo per vivere, per portare a casa “la pagnotta”, ma anche per soddisfare la nostra voglia di cultura, la nostra immaginazione, la nostra voglia di crescere. E la nostra gratificazione.
Invito quelli di voi che non l’abbiano fatto a rivedere il filmato che avevo allegato ad un mio recenbte articolo. Il filmato mostra l’orgoglio, e la passione, di un vecchio ottantenne e di un nativo digitale diciottenne per il lavoro che hanno scelto, e per la soddisfazione che provano nel farlo bene (http://virtualworldsmagazine.wordpress.com/2013/04/01/lessenza-del-lavoro-nel-mondo-virtuale/). Due mondi a confronto ma con gli stessi valori.
Uno dei punti principali, della mia proposta progettuale, era quello di creare un punto di accoglienza e di help per i nuovi ingressi in Second Life, per favorire il graduale ricambio e l’allargamento della base di utenza, attraverso una mirata campagna di proselitismo. E’ senz’altro questo il punto fondamentale per consentire una ripartenza nell’utilizzo delle piattaforme virtuali. La popolazione attuale dei residenti è il risultato di una selezione della specie, di quanti entrarono in Second Life nel momento dell’hype e ne uscirono gradualmente, delusi dalla mancata realizzazione dei loro sogni di business, o di facili guadagni. Occorre quindi riportare ad un giusto mix di componenti la popolazione che frequenta il Metaverso, poiché il momento della ripartenza si avvicina a grandi passi. Non è il business che guiderà l’evoluzione del Metaverso, ma le interazioni sociali.
Voglio solo darvi una piccola prospettiva di quanto sta succedendo, due flash su quello che sta cambiando nella società italiana, e che tutti voi avete vissuto in questi giorni. Questo per trarre insegnamento dalle modalità con cui l’utilizzo della rete sta trasformando, in modo rapido e irreversibile, la vita di tutti i giorni.
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Nel nuovo parlamento italiano sono entrati moltissimi giovani, molti provenienti dal “MoVimento 5 Stelle”, e altri, moltissimi altri, dal Partito Democratico. Ciò è avvenuto attraverso un esperimento di primarie, che ha portato in parlamento gente votata dal territorio, ma che non esprime alcun vincolo di appartenenza, o di identità, con l’organizzazione e l’istituzione di cui adesso fanno parte.
Ebbene, questa massa di giovani digitali si è rivelata assolutamente incontrollabile per le strutture tradizionali di partito, tanto da affossare, per ben due volte, una candidatura alla presidenza della Repubblica Italiana. Questi giovani deputati e senatori “digitali” sono stati condizionati non dalla dirigenza del partito, ma dai tweet e dalle interazioni in rete dei propri sostenitori, e dalle pressioni e dai messaggi provenienti dal loro network. Alcuni tweet sono diventati virali e in pochi minuti hanno invaso il paese. Gli hashtag “#NonFatelo”, “#NonViVotiamoPiu” e “#occupyPd”, hanno avuto un effetto dirompente, e assolutamente imprevisto, su quanto succedeva in Parlamento.
La rete ha già invaso la politica e le istituzioni, e le soluzioni organizzative che si dovranno trovare saranno del tutto diverse dalle forme partito tradizionali. Dalla rete ai Mondi Virtuali, il passo è breve. Tutti sapete che uno dei modelli organizzativi, utilizzati dal “MoVimento 5 Stelle” sul territorio, è quello dei MeetUp (http://it.wikipedia.org/wiki/Meetup). Ebbene, esiste un MeetUp di residenti in Second Life (http://www.meetup.com/MoVimento-5-Stelle-SECOND-LIFE), che è una semplice avanguardia di quanto potrà svilupparsi, e il “MoVimento 5 Stelle” ha appena festeggiato la ristrutturazione della propria land in Second Life, arrivando, all’appuntamento col Metaverso, con un certo ritardo, dopo le invasioni degli anni scorsi dei vecchi politici che conosciamo.
Per adesso il Metaverso è ancora una frontiera, come la California a metà dell’ottocento, prima della corsa all’oro, quando i suoi spazi sterminati erano popolati solo dai pionieri. Come sappiamo, oggi la California, presa da sola, è il settimo paese industrializzato del mondo, il cui PIL supera quello dell’Italia e si avvicina a quello della Francia. E come allora la California, i Mondi Virtuali sono oggi ancora popolati da pionieri, ma il futuro, in cui grandi masse utilizzeranno questa nuova dimensione, è ormai già iniziato, sull’onda delle trasformazioni sociali e dei veloci progressi tecnologici. Dobbiamo solo stare attenti a non vedere solo i vagoni di coda del treno della storia, mentre ci supera a grande velocità. Alziamo lo sguardo e prepariamoci a correre per raggiungerlo.
Un tributo ad un genio del Metaverso: Rose Borchovski
Andate a vedere, o a rivedere se l’avete già fatto, l’installazione “The Arrival” di Rose Borchovski al MiC (http://maps.secondlife.com/secondlife/MIC/204/156/40). Vi sembrerà di immergervi in uno di quei quadri di Hieronymus Bosch, il famoso pittore olandese del XV secolo. Ogni dettaglio va osservato con cura, ogni personaggio, ogni oggetto. Ognuna delle componenti dell’installazione è un contributo insostituibile alla visione dell’insieme. Persino gli oggetti più minuti, i fasci di luce, i volti, disegnano uno scenario perfetto da cui non vorreste più allontanarvi. Ogni scena vi porta ad un’altra, ogni dettaglio ad un suo predecessore. Potreste passarci ore, non vi stanchereste mai. Le immagini che ho montato non rendono certo l’idea: dovete camminarci dentro, viverla. Quando si parla di arte nel Metaverso, spesso con troppa superficialità, venite con la mente a questa opera di Rose. Capirete la differenza tra qualcosa che può definirsi arte e i pur fantasiosi manufatti che si vedono in giro per Second Life. Non è corretto fare paragoni. Molti sono gli artisti, i creativi che lavorano nel Metaverso, ognuno con passione e impegno. Ma se qualcuno dovesse chiedermi, in giro per il mondo, o in una galleria d’arte di Roma o Milano, se c’è arte nel Metaverso, gli risponderei mostrandogli queste immagini. Non credo che qualcuno sarebbe in grado di smentirmi … Un tributo a lei, a Rose Borchovski. Buona visione.
http://www.youtube.com/watch?v=1dzj0hO7Ilc
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http://www.flickr.com/photos/aquiladellanottekondor/sets/72157633181053794/
Poltergeist
by AquilaDellaNotte Kondor
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Abbiamo visitato in anteprima la mostra di Solkide Auer, “Poltergeist” allestita a Solaris (http://maps.secondlife.com/secondlife/Solaris Island/172/41/1402), a cura della Torno Kohime Foundation a partire dallo scorso 20 marzo. Una meraviglia di colori e di luce, che avvolgono il visitatore e invadono i sensi in un turbinio di sensazioni visive che non possono lasciare indifferenti. Abbiamo approfittato della disponibilità dell’autore per chiedergli di darci, lui direttamente, gli elementi d’interpretazione di quest’opera.
AquilaDellaNotte Kondor: Solkide, dimmi di quest’opera, davvero notevole.
Solkide Auer: di base, è un lavoro che è tipico delle mie creazioni tradizionali, in cui la geometria fa da linea conduttrice.
AquilaDellaNotte Kondor: stavolta è molto complesso…
Solkide Auer: si, ho voluto incentrare il tutto in uno spazio più ristretto, in cui il visitatore viene completamente assorbito dall’opera. Non a caso il titolo e’ Poltergeist.
AquilaDellaNotte Kondor: ci sono delle linee radiali, molto suggestive, e mi sarei quindi aspettato una sfera per questo, invece hai dato una forma allungata…
Solkide Auer: si delineano delle direzioni ben precise, come se fossero un riferimento nella confusione delle altre forme, che comunque non sono proprio confuse, diciamo probabili vie di fuga da queste presenze, che avvolgono il visitatore.
AquilaDellaNotte Kondor: perchè questo titolo? Richiama una presenza ultraterrena.
Solkide Auer: si, in fondo tante storie raccontano che le presenze sono intorno a noi, ma che non le vediamo. Ho voluto provare a immaginarle, e dare loro una forma.
AquilaDellaNotte Kondor: parlami delle altre tue opere che stai preparando.
Solkide Auer: ho avuto la possibilità di esporre per la LEA per 5 mesi, in una land intera, tutta per me, e sto preparando una serie di lavori legati al mito dei Pink Floyd, ma comunque ideati dalla mia fantasia. Penso entro maggio di finire.
AquilaDellaNotte Kondor: sarà molto grande allora, non ci anticipi nulla?
Solkide Auer: posso dirti che comunque ci saranno i simboli che hanno rappresentato la storia dei Pink Floyd, prima tra tutti il prisma di Dark Side of the Moon, che sarà il punto di arrivo.
AquilaDellaNotte Kondor: fantastico!
Solkide Auer: è un pò più grande della piramide di Cheope in Egitto (quella vera!) AquilaDellaNotte Kondor: ci avviserai in anteprima, allora.
Solkide Auer: certo, contaci.
AquilaDellaNotte Kondor: ci vediamo presto allora. Grazie per questa chiacchierata.
Solkide Auer: grazie a te, a presto.
E, come al solito, lasciamo alle immagini il compito di darvi un’anticipazione di quello che vedrete visitando l’opera direttamente. Buona visita!
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Vita da Avatar: istruzioni per l’uso
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by Mascia Luminos
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E’ inequivocabile, noi in Second Life siamo pixel, Avatar. Trascorriamo ore ed ore, mesi ed anni, a rimanere “anonimi”, non siamo obbligati a fornire il nome e le generalità, perciò possiamo permetterci di godere della nostra vita spensierata restando dei perfetti sconosciuti, appellandoci alla legge per la quale Second Life è Second Life e RL è RL ergo: due mondi ben distinti dunque. In effetti, nessuno può dire niente, questa è la prima regola per chi entra nella “seconda vita” ma poi, quando in questo “Metaverso” ci viviamo a lungo, sarà poi sempre così facile mantenere la privacy? Per rispondere a questo bisogna tornare indietro, a quando eravamo “niubbi”. Innazitutto quando entrai io, per esempio, si “nasceva” in una land di accoglienza, ove erano spiegati a caratteri cubitali tutti i passaggi tecnici per muoversi, agire, volare e teletrasportarsi, così come usare l’inventario cose tecniche quindi ma… c’erano anche i Mentor. Ecco, proprio loro, “gli angeli” di Second Life, specie quando erano anche riconosciuti e approvati dalla Linden. Essere Mentor era una vera e propria missione, ed io mi imbattei proprio in un Mentor, che aveva modi un po’ sbrigativi, per quanto riguarda le informazioni tecniche, ma fu davvero unico nel darmi le informazioni “di vita”. Pensandoci bene fu un “insegnante di vita virtuale” perché mi fece tutte le raccomandazioni possibili su cosa può accadere in Second Life. Ecco alcune regole: non rivelare la tua identità o, ancor peggio, dove abiti; attenzione sempre a quello che scrivi in IM: ti si potrà ritorcere contro; non fidarti troppo, incontrerai persone che sono il peggio del peggio, mentiranno su tutto; e così via. Di tutte quelle raccomandazioni, che mi parvero esagerate, una mi restò impressa e decisi di ascoltarla, e mettere dei paletti, fra me e coloro che avrei incontrato. Li piantai bene, e nonostante fossi molto dubbiosa sul fatto che in Second Life vi siano ad ogni angolo persone contorte, bugiarde, eccetera, entrare in quel mondo fu subito affascinante… e lo è tuttora, voglio aggiungere.
Second Life mi piace, non c’è che dire, ma … le regole dell’uso, a distanza di tempo, hanno preso il loro valore e la loro giusta dimensione, ed io spesso mi sono ricordata di quel Mentor che fu fra l’altro il mio primo contatto ed, ahimè, ora entra anche pochissimo.
Mi informò anche delle land a luci rosse e di altre dove puoi essere fatta prigioniera o torturata, ed io… che domandavo e non capivo … ma torturata di cosa? Un Avatar? Certo, può accaderti di tutto, ma solo se accetti, però anche io appena entrata accettai un morso e da non so chi solo perché pensavo che mi stesse inviando un Landmark di negozi freebies. Comunque, sempre per la regola “non è vero ma ci credo” meglio stare lontani dai “pericoli”, fino a quando non si comprendono i meccanismi e certe dinamiche di Second Life. Accade poi che incontri persone che vivono qui da molto più tempo, che sono già state svezzate dalla vita tormentosa di questo ambiente pixellato. Gente già smaliziata, che racconta la propria vita o storia rivelando la propria identità e dove abita, con tanto di telefono cellulare e ti chiedi ”che sia vero che si chiama sig. Rossi ed è separato e vive a Canicattì e fa lo psicologo?” A quel punto non si sa che comportamento tenere, perché, di fronte a cotanta sincerità, il non rivelarsi fa diventare automaticamente te “un falso” ma come? Non dire come ti chiami in RL, o che lavoro fai, o il tuo stato civile, ti rende ‘falso’ in un mondo virtuale? I dubbi si accumulano, e i sensi di colpa ci assillano. I sensi di colpa, sul non volerti svelare più di tanto, in attesa di sviluppi migliori, o di acquisire maggior fiducia. Eppure, io sostengo che questo è un modo per difendersi, che non deve destabilizzare, meglio non dire niente che milioni di bugie… poi, inevitabilmente, entrano i sentimenti, si conosce l’amore. E, per favore, non venitemi a raccontare “ah sai io non mi faccio coinvolgere Second Life rimane la finzione”. Mai parole furono più false, perché anche i più accaniti sostenitori di quella tesi, prima o poi, tolgono i baluardi e si “innamorano”. Si, innamorarsi in Second Life, è questo l’argomento che voglio trattare ma dal punto di vista umano.
All’inizio è sempre un gioco, uno scambio di frasi: inviti a vedere le land o eventi in genere poi inviti al gran ballo, e poi molto altro ancora. All’inizio c’è una stanza buia e un solo lumicino,, e il tempo da dedicare a lei/lui è contato, misurato, a volte sembra quasi un favore che fai a te stesso o alla tua lei. Poi… passano i giorni e, se la tua priorità non è usare le ball per le effusioni amorose, facendo a gara a chi ne usa di più, beh … se la tua priorità della tua vita Second Life non è solo il sesso, allora in quel caso il coivolgimento è sempre un crescendo. In Second Life si ama e si soffre per amore, spesso anche più o come in RL, e non lo dico io, lo dicono tutti quelli che si sono innamorati davvero, e poi lasciati per i motivi più disparati.
La differenza fra l’innamorarsi in Second Life e in RL è enorme. In Second Life ci si incontra, si inizia a parlare, a conoscersi sempre di più, il dialogo diviene il fondamento, si parla, si scherza, si piange, ci si confida senza pretese e senza voler sapere com’è l’altra persona, perché durante la fase della conoscenza si cerca di carpire ogni sfumatura nel modo di conversare, o nello scrivere, non importa l’età, non è importante l’aspetto, perché si guarda l’Avatar… e poi, attraverso gli occhi dell’Avatar, si arriva nel cuore. E’ una cosa lenta, molto lenta, e proprio perché tutto avviene lentamente, i sentimenti mettono radici profonde… ci si innamora della persona per come si pone, per come scherza o ride, per quello che dice, per i sogni, per i pensieri o per la voce.
E la voglia di stare insieme diviene forte… fortissima, l’aspetto esteriore reale passa in secondo, terzo, quarto piano, prevalgono le affinità elettive, il sentimento puro. Nella vita reale se due che non si conoscono si incontrano, se non si piacciono manco si mettono a parlare, e nemmeno si sorridono, e passano oltre, senza degnarsi di uno sguardo. Vedete, quelle persone lì che si sono sfiorate in RL, e non si sono guardate, e non hanno iniziato a parlare, se si fossero incontrate su Second Life forse si sarebbero anche potute innamorare … ecco la differenza. Mi è capitato qualche tempo fa di parlare con una persona, che mi raccontò di provare dei sentimenti talmente forti per una persona incontrata su questo mondo virtuale, che non era importante se fosse stata grassa, magra, alta, bassa o addirittura portatrice di qualche handicap, tale era la forza di quel sentimento. Beh, certo, dal dire al fare, sempre il mare è di mezzo… Ma finche si vive uno stato d’animo con quella potenza o forza, tutto pare più bello, anche questa vita. La maggior parte delle persone che muovono gli Avatar, in realtà, cercano una compagna o un compagno per farsi compagnia, per andare a ballare e ascoltare, o condividere la vita di questo mondo fatto di tanta fantasia. I sentimenti, le pulsazioni del cuore spesso vanno a mille, non appena vedi la scritta “online” accanto al nome dell’Avatar che in quel momento desideri. Quando si è innamorati non è l’avatar, ma è LEI… o LUI, è il tuo sogno che entra in linea con te.
Insomma, se fosse per me, che sono una romanticona, potrei evocare ormai la famosa frase “Va dove ti porta il cuore”, ma, responsabilmente, dico: “attenti al vostro cuore”. Second Life è tremendamente bella e, allo stesso modo, insidiosa, e spesso si esce distrutti. E’ risaputo che spesso le pene d’amore fanno allontanare dal PC, a volte in modo definitivo, a volte solo per un certo periodo di tempo, di “decontaminazione”, poi si ritorna o con un altro Avatar, o con lo stesso Avi, ma un po’ più corazzati.
Istruzioni per l’uso, non sono certo io la persona che può insegnare, non esiste un manuale d’uso… Ma posso però raccontare ciò che ho visto, e anche in parte vissuto e sentito, poi ognuno di voi faccia le proprie considerazioni. Come avrete notato, ho parlato poco da Avatar e più da persona, perché, in fondo, gli avatar li muoviamo sempre e comunque solo noi.
Ho letto su un profilo di un Avi francese “Se mi parli della tua RL ti muto immediatamente” anche questo avvertimento, in fondo, è una delle tante “corazze” che tentiamo di indossare, chissà se poi questa persona questo avvertimento lo applicherà… La frase mi è piaciuta, dice tutto, rimane un avviso, una “istruzione per l’uso”.
Imperdonabilmente vostra: Mascia.
Khiron Ametza: una cantante Brasiliana bravissima da scoprire o riscoprire
by Francesca Caeran
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Era quattro anni fa, quando, sbarcando su questo Metaverso, mi resi conto che tutto quello che mi piaceva di più fare lo potevo realizzare anche nel secondo mondo, che stavo ogni giorno imparando a conoscere. Ed è così, che quattro anni fa, girando i concerti sulle terre di Second Life, arrivai a Mantova Italy. Ricordo che la prima volta che andai a Mantova, ancora non sapevo che la Owner di questa terra era una grandissima stilista, che poi diventerà una mia carissima amica: la signora Thera Taurog. Thera, come me, ama la musica, e spesso e volentieri gira anche lei le land per sentire ottima musica live. All’epoca, invitava spesso cantanti live ad esibirsi da lei. Quella sera dunque, Thera aveva invitato una certa Khiron Ametza ed io ero li … hehehe.
Khiron mi è subito piaciuta, per il suo stile pacato e tranquillo. Mi piaceva molto il suo repertorio musicale, era variato e contemporaneo. Ma, soprattutto, mi è piaciuta molto la sua voce, tanto melodiosa e dolce da provocare in me un evidente benessere. Infatti, Khiron non urla quando canta, dà senso di tranquillità, e canta benissimo. Non è da tutti aver il potere di rilassare e calmare, lei ci riesce da Dio, e sono sicura che non sono l’unica a provare questa sensazione quando vado ad un suo concerto. Dai, vi svelo un mio segreto: scelgo i concerti che andrò ad ascoltare in base al mio stato d’animo del momento. Come un farmaco, la musica può eccitarmi, calmarmi, rendermi allegra se sono triste, o darmi serenità nel momento giusto. E la musica svolge sempre il suo compito: non mi ha mai tradita. Allora, la dottoressa Caeran ti consiglia di andare ad ascoltare Khiron Ametza, quando hai bisogno di calmare la tua agitazione, o semplicemente di rilassarti dopo una giornata stressante. Vai ad ascoltare Khiron quando sei con la tua dolce metà, e desideri trascorrere una serata romantica. Se poi desideri allegria, chiedile di cantare le canzoni più allegre che ci siano, e lo farà molto volentieri. E non temere l’overdose, puoi ascoltare Khiron anche più ore al giorno, lei si esibisce in tanti concerti, come i grandi cantanti live di Second Life, e ogni volta ha il buon senso di cambiare il suo repertorio per non stufare mai il suo pubblico.
Ma conosciamola un pò di più. Khiron è nata, e vive tutt’ora, nella città di Sao Paulo. Ha 49 anni, e dal 2009 ci delizia con le sue interpretazioni. Siccome fa la casalinga in RL, dice che ha tempo per studiare le lingue, che poi la aiuteranno ad interpretare le canzoni che parlano all’anima. Le sceglie tutte con molta cura, e lavora ad ogni canzone per ore ed ore, finchè non le diventa perfettamente conosciuta. Pensate un pò, Khiron può cantare in 6 lingue diverse: Inglese, Italiano, Francese, Giapponese, Greco e, ovviamente, anche nella sua lingua materna, cioè il Portoghese. In RL ha fatto la corista per artisti Brasiliani famosi, e, fino al 2010, cantava anche per conto suo, fino a che non decise di dedicarsi unicamente al suo lavoro nel Metaverso. Ultimamente l’ho sentita cantare la canzone di Chiara “Due Respiri”. Mi ha lasciata a bocca aperta. La sua interpretazione è perfetta, e quel suo accento accentua l’emozione delle parole. In Italiano canta anche le canzoni di Alessandra Amorosi, o quella stupenda, unica e magica, “Io Che Amo Solo Te” di Sergio Endrigo. Anche Tina Turner la interpreta a meraviglia, o Sade, o i Pink Floyd, e tanti, tanti altri… Un suo concerto non è mai noioso, credetemi. Se per caso non siete mai andati ad ascoltare Khiron, allora amici, correteci. La sua bella e calda voce non vi lascerà indifferente. Insomma, io la classifico tra le migliori cantanti di Second Life, e si meritava di certo un articolo sul vostro Magazine preferito. Un abbraccio affettuoso, e appuntamento al prossimo articolo.
La vostra: Francesca Caeran.














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